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sabato 31 ottobre 2009

Reggina - Salernitana: 3-1


Salernitana che mette subito paura a Cassano, il portiere dei Calabresi è incerto su un retro passaggio e sulla pressione di Cozza spazza in fallo laterale.

L’ex più atteso, Cozza, ci prova al 9’ direttamente da calcio d’angolo con Cassano che è costretto a rifugiarsi ancora una volta in angolo.

La Salernitana gioca meglio, piovono fischi all’indirizzo dei giocatori di casa soprattutto dopo un errore di Pagano che sbaglia un cross facile. Il giocatore reagisce male invitando i tifosi che contestano a stare zitti. Al 31esimo prima vera palla gol: Salernitana vicinissima al vantaggio con Soligo che dalla distanza impegna severamente Cassano che devia in angolo.

Gol mancato, gol subito. Rilancio di Cassano, contropiede di Brienza, palla a Buscè che infila in diagonale Polito.

Al 38’esimo Stendardo di testa sfiora il gol girando bene a rete una punizione calciata da Jadid.

La ripresa si apre con la rete al 9’minuto di Cascione di testa su calcio d’angolo. La Salernitana si spegne, prova a reagire ed a tornare in partita ma senza la necessaria convinzione. Qualche conclusione dalla distanza, qualche giocata negli ultimi sedici metri poco produttiva fino al 43’ esimo quando arriva la terza rete della Reggina con Missiroli.

L'ultima emozione la regala Jadid dalla distanza al 48esimo con una prodezza che non lenisce l'amarezza per l'ennesima sconfitta della stagione.

A fine partita la società ha valutato se confermare o meno il tecnico Cari. Si andrà avanti con lui, almeno fino alla gara di Padova. La società sta decidendo se la squadra andrà o meno in ritiro anticipato con partenza lunedì.

Salernitana (4-3-1-2): Polito, Galasso, Fusco, Stendardo, Bestini; Jadid, Soligo, Carcuro; Cozza; Fava, Caputo

Reggina (3-4-3): Cassano; Lanzaro, Cascione, Costa; Buscè, Carmona, Morosini, Rizzato; Pagano, Cacia, Brienza

venerdì 30 ottobre 2009

Lombardi accontenta Salerno, ecco Capone


La Salernitana ha ingaggiato il centrocampista ventottenne Andrea Capone. Il suo arrivo era nell’aria già da qualche settimana, da quando Nicola Salerno ha assunto le mansioni di direttore Sportivo della Salernitana. Il centrocampista ex Cagliari potrà essere schierato soltanto dal prossimo mese di gennaio ma nel frattempo si allenerà con la squadra per essere già pronto quando le liste si riapriranno. Capone è il secondo acquisto dell’era Salerno ma l’impressione è che non sarà il solo: «Vedremo - puntualizza Salerno - adesso abbiamo preso Capone ma ora bisogna tutelare la squadra e gli elementi che abbiamo in organico». Il calciatore è apparso entusiasta della sua nuova avventura: «La chiamata del direttore è stata fondamentale - afferma Capone - conosco l’ambiente e spero che mi possa aiutare ad ottenere prima la salvezza e poi un campionato da protagonista come ero abituato a Cagliari». Capone avrà la possibilità di lavorare per due mesi con il gruppo per poi mettere a disposizione la sua esperienza al servizio della causa granata: «Sono partito subito con questa idea di allenarmi. Da lunedì sarò con il gruppo per capire il sistema di gioco del tecnico e prendere confidenza con i compagni. È normale che ora ho un gap da colmare». Capone non avrà problemi a trovare una collocazione nel centrocampo che sarà disegnato sulle sue caratteristiche: «Ho fatto sempre il trequartista ma negli ultimi mesi ho giocato a centrocampo. Non ho problemi. La concorrenza farà bene a tutti ma sono un elemento molto duttile. In ogni caso credo che i giocatori intelligenti possono giocare insieme». Ha visto la Salernitana in tv e la posizione di classifica non lo spaventa affatto: «Onestamente sono stupito ma già da sabato si è visto il carattere della squadra». La Salernitana prosegue la preparazione in vista della partita di domani pomeriggio contro la Reggina. Il tecnico laziale ha in pratica deciso la formazione da opporre all'undici di Iaconi e si porterà dietro soltanto un dubbio a centrocampo. Consapevole della difficoltà della partita. Cari però confida sulla tenuta dei ragazzi: «Dobbiamo affrontare la gara con la giusta mentalità e con grande compattezza». Cari si aspetta una Reggina arrabbiata dopo lo scivolone di Lecce: «Abbiamo grande rispetto per la Reggina. Il 3-4-3 è un modulo difficile da affrontare. Il nostro schieramento dipenderà anche dal numero di difensori che la Reggina metterà in campo. Non credevo che potesse perdere a Lecce perché aveva in pugno la partita e solo due invenzioni di Baclet hanno ribaltato il risultato. A Torino ha giocato bene e credo che alla fine del campionato la troveremo in alto» Cari si sofferma anche sull'episodio che ha visto protagonisti Fava e Pestrin: «I ragazzi sono stati nervosi al punto giusto. Ho visto una squadra determinata. Ben vengano questi episodi se servono a dare la carica giusta». Sugli ultimi dubbi di formazione Cari ribadisce: «Ho varie alternative a centrocampo come Millesi, Statella e Pepe e mi riservo di decidere. Cozza può sempre sorprendere gli avversari. Con l'ingaggio di Capone la società ha dato un grande messaggio perché lo abbiamo preso adesso, però gennaio è lontano ed è giusto pensare ai calciatori che ci sono». Cari, infine, traccia un bilancio del suo operato: «Un cammino non eccezionale ma decente rispetto anche alle altre pericolanti».

giovedì 29 ottobre 2009

Tesserato Andrea Capone


ImageLa Salernitana Calcio 1919 comunica di aver tesserato, in data odierna, il centrocampista Capone Andrea, classe 1981. Il calciatore si allenerà regolarmente con la prima squadra e sarà disponibile dal 2 gennaio. Il calciatore sarà presentato agli organi di stampa in occasione della conferenza delle ore 17.15 allo stadio Arechi.

La Salernitana e il tabù da trasferta


C'è un tabù da sfatare. Un trend negativo che sta accompagnando la Salernitana in questo avvio torneo. È quello relativo alla trasferte, in questi due mesi avare di soddisfazioni. Viaggi a vuoto, senza gioie per la squadra e per i suoi tifosi. Quattro sconfitte ed un solo pareggio, a Piacenza, nel giorno del debutto di Cari sulla panchina dei granata. Un unico punto che reclama un'inversione di rotta immediata per sperare nella salvezza. Se la Salernitana è in fondo alla classifica, con soli cinque punti ed un ritardo considerevole rispetto alla zona salvezza, è anche a causa del rendimento non esaltante nelle esibizioni esterne. Ad Ancona, Trieste, Cesena e Lecce la Salernitana ha giocato bene solo a sprazzi. Forse solo a Trieste avrebbe meritato un risultato differente e se Caputo non avesse sbagliato il calcio di rigore forse la storia di quella partita, e chissà pure del campionato dei granata, sarebbe stata differente. Ed ora la Salernitana si ritrova alla vigilia di due partite consecutive in trasferta. Prima la Reggina, principale delusione del torneo, poi il Padova che, dopo un buon avvio, sta ora accusando un calo di rendimento. Sono due avversarie di tutto rispetto. Squadra difficili da affrontare soprattutto per la Salernitana che, in fondo alla classifica, è alla ricerca di punti preziosi per tentare la rimonta salvezza. La confortante vittoria con il Crotone (nella foto l’esultanza di Cozza) ha restituito il sorriso, ma non c'è spazio per le illusioni perché adesso la formazione allenata da Cari è chiamata a confermare quei progressi evidenziati sabato scorso. Soltanto così sarà possibile inanellare quella continuità di risultati indispensabile per affrontare con maggiore convinzione il futuro del campionato. La Salernitana, tra l'altro, deve cancellare pure lo zero dalla casella dei gol realizzati in trasferta. È un dato allarmante che conferma i disagi accusati dalla squadra in questo avvio stagione. L'ultimo gol messo a segno dalla Salernitana risale all'ultima giornata dello scorso campionato di serie B. A Mantovà Ganci realizzò il gol del pari che consegnò ai granata la matematica certezza della permanenza in serie B. «Ho bene in mente quella rete e quella partita che sancì il nostro esaltante finale di torneo - ricorda l'attuale attaccante del Pescara - Spero che la Salernitana possa interrompere in fretta questa serie negativa e tornare a segnare. Certo per un attaccante quando non si trova la strada del gol non è facile. Ma non bisogna mollare e credere che prima o poi qualcosa cambierà. Basta una vittoria importante per cambiare tutto. Nella scorsa stagione, ad esempio, dopo un periodo difficile ho vissuto da protagonista il finale di stagione mettendo a segno cinque gol nelle ultime quattro partite». La Salernitana, che sabato scorso è andata quattro volte in rete cancellando il preoccupante primato dei tre gol realizzati in dieci partite, adesso spera di sbloccarsi in trasferta. Spera spera di tornare al gol e, soprattutto, alla vittoria in trasferta che manca dal maggio scorso quando i granata si imposero ad Ascoli (0-2) e, ad andare in gol, fu proprio Ganci

mercoledì 28 ottobre 2009

Salernitana, via al doppio esame esterno


Ora il doppio turno esterno. Due trasferte consecutive, due trasferte complicate, due partite che dovranno dire se la Salernitana è sulla via della definitiva guarigione dopo il «brodino caldo» del successo sul Crotone. Primo esame contro la Reggina, secondo contro il Padova. Adesso l’obiettivo è dare un minimo di continuità ai risultati dopo la vera e propria catastrofe delle prime dieci giornate. C’è da aggiustare il bilancio esterno, disastroso per i granata: quattro sconfitte e un pareggio. Fin qui i ko con Ancona, Triestina, Cesena e Lecce e il pareggio senza reti contro il Piacenza di Castori. Cinque partite un solo punto e neanche una rete all’attivo. Rendimento esterno da migliorare velocemente per riprendere le speranze di salvezza. Con la Reggina si chiude il mese di ottobre e ci si avvierà alle quattro partite di novembre che risulteranno decisive per consentire alla Salernitana di recuperare terreno nei confronti delle squadre che la precedono in classifica: trasferta di Padova, poi l’Empoli in casa nella partita delle 12.30 all’Arechi, la trasferta di Grosseto e la chiusura in casa con il Gallipoli. Salernitana da verificare all’esame esterno contro una delle formazioni partite con obiettivi di vertice e costretta a cambiare l’allenatore (Iaconi al posto di Novellino) per salvare la stagione. Cari in trasferta cominciò con un pareggio senza gol a Piacenza, poche emozioni, pochi pericoli per Polito, un punto che fu accolto favorevolmente nella giornata del suo esordio. Poi una sconfitta pesantissima e netta contro il Cesena e una sconfitta evitabile contro il Lecce. La Salernitana ripartirà da quanto di buono fatto vedere contro il Crotone e in tale ottica non dovrebbero esserci novità in formazione con le uniche varianti dell’inserimento di Fusco in difesa al posto dello squalificato di lungo corso Kyriazis e di Millesi a centrocampo al posto dell’altro squalificato Soddimo. Poi dovrebbe essere schierato da Cari lo stesso undici che ha ottenuto il primo successo in campionato. Il più atteso è Cozza che si è finalmente sbloccato con la bella prestazione e la doppietta contro il Crotone e che tornerà a Reggio Calabria dove per anni è stato un idolo della tifoseria e un punto di forza degli amaranto anche negli anni della serie A. Tanti motivi di interesse, quindi, per Reggina-Salernitana, una sfida tra due «tifoserie amiche», legate da un antico gemellaggio come quello con il Bari. Partita dalla quale la Salernitana cercherà di trarre la spinta per gli impegni successivi, una spinta in termini di prestazione positiva e risultato favorevole. Un compito ovviamente non facile, come non sarà facile la partita in programma nel prossimo turno a Padova. Operazione trasferta, quindi, per i granata che andranno adesso valutati per la loro solidità esterna: in questi primi due mesi di campionato la squadra granata da questo punto di vista è stata assolutamente deficitaria. Reggina-Salernitana partita che riveste più che mai un’importanza fondamentale per quello che sarà il cammino dei granata nella corsa salvezza.

martedì 27 ottobre 2009

Polito: «L’Arechi è tornato un fortino»


Si sta rivelando come uno degli acquisti più indovinati di questa Salernitana, ancora in fondo alla classifica. Ciro Polito è di sicuro uno dei leader dello spogliatoio. Sabato ha trascinato con la sua grinta i compagni, convinto che la Salernitana possa tirarsi fuori dalle secche della classifica. Ha messo in campo anche tutta la sua esperienza quando ha indotto al fallo d’ammonizione Bonvissuto. Secondo giallo per il giocatore del Crotone, espulsione e di nuovo squadre in parità numerica. Cosa è cambiato dentro di voi da sabato? «Aspettavamo da tanto questi tre punti. Fa morale per noi e per tutta la città. All'interno c'è sempre stata la tranquillità in un gruppo che è stato sempre compatto e solido. Adesso c'è in noi la maggiore voglia di allenarsi e di continuare così e dopo una vittoria le cose vengono sicuramente meglio». Ora ci sono due trasferte difficili a cominciare da quella di Reggio Calabria. Come si affrontano dopo la vittoria di sabato? «Gli impegni sono tutti difficili. Le partite si giocano per cento minuti, una alla volta. La Reggina è in difficoltà ma è compagine di ottima caratura. Ricette per vincere non ci sono ma con la convinzione giusta possiamo far bene». Quando è venuto a Salerno credeva di trovarsi in questa situazione? «Non lo credevo e non lo speravo, altrimenti le scelte sarebbero potute essere diverse perché se devi pensare di venire in una piazza che dopo tante giornate si trova a soli due punti la cosa è deleteria per me e per la città di Salerno che vive di calcio. I tifosi sono migliorati tantissimo, sono già stato qui ed in altri tempi ci sarebbe stata una grande contestazione. Dobbiamo venir fuori da questa situazione anche per il nostro pubblico». È d'accordo con chi dice che al giro di boa bisognerà avere altri 17 punti? «È il minimo che possiamo fare. È importante pensare partita dopo partita per ottenere più punti possibili da qui a gennaio altrimenti diventa difficile anche per noi affrontare le partite con la giusta tranquillità». Sabato era una gara da vincere a tutti i costi, il Crotone ha cercato la rissa. Avete dimostrato di essere una squadra che ha carattere... «Il calcio è fatto di episodi ed abbiamo avuto la cattiveria giusta per ottenere questi benedetti tre punti. Loro hanno cercato di metterla sul piano fisico, noi abbiamo risposto colpo su colpo anche rimettendoci del nostro. Alla fine abbiamo fatto capire che già abbiamo lasciato troppi punti qui a Salerno. Un tempo l'Arechi era un fortino, adesso era diventata terra di conquista e non deve essere così da qui alla fine del campionato». Come giudica la squalifica di sette giornate a Kyriazis? «Per subire sette giornate vuol dire che hai fatto qualcosa di grave e non credo che Giorgio lo abbia fatto. Sono corso in quella circostanza anche per cercare di evitare il peggio ma non ho visto bene ciò che è successo. Ora la società farà ricorso e spero che gli venga tolto qualcosa perché il mio compagno non ha fatto tutto ciò che gli viene attribuito». Tatticamente avete trovato la quadratura giusta? «Se c'è la cattiveria per combattere su tutti i palloni non c'è tattica che tenga perché alla fine ottieni dei risultati. Se corri poco o male questi non arrivano. La Salernitana ha corso tanto ma, in molte circostanze, lo ha fatto male»

lunedì 26 ottobre 2009

Stangata su Kyriazis 7 giornate di squalifica


A meno di 24 ore dalla prima vittoria in campionato, a complicare il già difficile torneo della squadra granata è giunta anche la maxisqualifica di sette giornate al difensore Kyriazis inflitta dal giudice sportivo della Lega Calcio Gianpaolo Tosel. Sabato scorso, dopo soli sei minuti, il calciatore greco è stato espulso dall'arbitro Ciampi al termine di una mischia furibonda scoppiata a metà campo tra i giocatori di Salernitana e Crotone qualche attimo dopo la rete dell'iniziale 1-0. Dopo aver letto il referto arbitrale, il Giudice Sportivo, assistito da Stefania Ginesio e dal rappresentante dell'associazione italiana arbitri Eugenio Tenneriello, ha comminato la pesante sanzione a Kyriazis con questa motivazione: «Per avere, a giuoco fermo, tentato ripetutamente di colpire con uno schiaffo un calciatore avversario; per avere altresì, all'atto della consequenziale espulsione, assunto un atteggiamento minaccioso nei confronti dell'arbitro, afferrandogli con veemenza un braccio, spingendolo con una spallata al petto e rivolgendogli un'espressione ingiuriosa». Ieri Kyriazis, su invito della società, è rimasto in silenzio ma comunque particolarmente amareggiato dalla vicenda. I dirigenti, dopo frenetici contatti telefonici e dopo aver visionato più volte il filmato della partita, hanno già preannunciato ricorso con l'obiettivo di ottenere una riduzione della lunga squalifica. A parlare è stato il diesse Nicola Salerno. «Sette giornate sono davvero tante e dal campo questa gravità non è sembrata - dice Salerno - Il ricorso è inevitabile sperando che possa essere accolto, almeno parzialmente. Adesso valuteremo attentamente ogni cosa per decidere l'azione da intraprendere. Certo è che le difficoltà del campionato della Salernitana emergono pure da queste vicende». Per Kyriazis, al suo secondo campionato con la maglia granata, è davvero un periodo difficile. Due settimane fa, infatti, in occasione della gara casalinga con il Cittadella era stato espulso per doppia ammonizione. Kyriazis, nella scorsa stagione il calciatore della Salernitana con più presenze, in questo avvio torneo non ha particolarmente brillato. Ora tornerà a disposizione per l'ultima partita dell'anno, quella in programma prima della sosta natalizia a Modena con il Sassuolo. Il difensore greco salterà le partite con Reggina, Padova, Empoli, Grosseto, Gallipoli, Mantova ed Albinoleffe. Toccherà a Stendardo sostituirlo dopo il pieno recupero di Luca Fusco, con Bastrini ed il giovane Pepe alternative. A Reggio Calabria, tra l'altro, Cari dovrà rinunciare pure a Soddimo. Il centrocampista, ammonito sabato scorso, era in diffida ed è stato squalificato per una giornata

domenica 25 ottobre 2009

Incredibile: 7 giornate di squalifica a Kyriazis


Mano pesante del giudice sportivo nei confronti del calciatore Kyriazis della Salernitana: comminate sette giornate di squalifica. Queste le motivazioni: per avere, al 6° del primo tempo, a giuoco fermo, tentato ripetutamente di colpire con uno schiaffo un calciatore avversario; per avere altresì, all’atto della consequenziale espulsione, assunto un atteggiamento minaccioso nei confronti dell’Arbitro, afferrandogli con veemenza un braccio, spingendolo con una spallata al petto e rivolgendogli un’espressione ingiuriosa.

Tra gli altri provvedimenti: una giornata a BONVISSUTO Antonino (Crotone), doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario e per comportamento non regolamentare in campo. Una giornata anche a SODDIMO Danilo (Salernitana): per comportamento scorretto nei confronti di un avversario; già diffidato (Quarta sanzione).

Ammenda di 4.000 euro al Crotone: per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, fatto esplodere sei petardi nel proprio settore; entità della sanzione attenuata ex art. 13 comma 1 lettere b) ed e) e comma 2 CGS per avere la Società concretamente operato con le Forze dell’ordine a fini preventivi e di vigilanza.




Finalmente arriva la prima vittoria della Salernitana

La Salernitana centra la prima vittoria stagionale. All’Arechi, in una gara da vincere a tutti i costi contro una diretta concorrente nella corsa salvezza, i granata di mister Cari presenta il nuovo acquisto Jadid e proprio il marocchino su calcio di punizione consente a Kyriazis di fare da torre per il gol del vantaggio di Stendardo.

Jadid mette bene in mezzo, puntuale la sponda del greco che permette al compagno di reparto di battere Concetti da buona posizione. Lo stesso Kyriazis, a gioco fermo, è protagonista di una lite con alcuni giocatori del Crotone e viene espulso, nello stesso frangente vengono ammoniti il granata Soddimo ed il rossoblu Bonvissuto. Cari richiama Caputo per inserire Fusco.

Lo stesso attaccante del Crotone respinge con le mani un rinvio di Polito e viene espulso per somma d’ammonizioni. Parità numerica ristabilita grazie all’ingenuità di Bonvissuto e la Salernitana ne approfitta per raddoppiare con Cozza: il fantasista di Cariati porta palla fino al limite e lascia partire un bolide di destro sul quale Concetti non può nulla.

Si va al riposo sul 2-0 grazie alle parate di Polito, che dice di no a Beati e Gabionetta. In apertura di ripresa, Jadid va a battere un calcio di punizione dalla destra, Cozza è il più lesto a fiondarsi sul pallone e la sua girata risulta imparabile per il portiere avversario. Il fantasista calabrese risponde con una doppietta alle critiche e festeggia col diesse Salerno il gol del 3-0.

Nel finale c’è spazio anche per il primo gol in maglia granata di Pestrin, lanciato a rete da Millesi, i due erano appena entrati in campo. Il centrocampista romano non esulta dopo la rete. Nel finale c’è anche il gol della bandiera degli ospiti siglato da Zito. Finisce 4-1, l’Arechi torna ad esultare dopo 10 gare senza vittorie.

venerdì 23 ottobre 2009

Cari si riaffida al tandem d’attacco


La Salernitana si è allenata ieri al Dirceu di Eboli sotto un autentico acquazzone. Tranne gli infortunati storici, Peccarisi e Montervino, tutti gli elementi hanno preso parte alla seduta anche se Carcuro e Ferraro difficilmente saranno pronti per la gara con il Crotone. A questi due si dovrà aggiungere anche Statella, ieri mattina coinvolto in un incidente stradale. Il calciatore era sul raccordo Salerno-Avellino, di ritorno da Benevento, quando ha perso il controllo della sua Citroen che è finita nel guard rail, probabilmente a causa del fondo reso viscido dalla pioggia. Macchina distrutta e tanta paura per il calciatore che è stato portato al San Giovanni di Dio e Ruggi D'Aragona dove i medici gli hanno diagnosticato solo una contusione all'anca prima di dimetterlo. Ad assistere il calciatore sono arrivati subito il Direttore Organizzativo Antonio Loschiavo, il medico sociale Italo Leo ed il Direttore Sportivo Nicola Salerno. Statella osserverà qualche giorno di riposo e non sarà disponibile per la partita di domani pomeriggio con il Crotone. Se restano ancora dei dubbi residui sulla composizione del centrocampo da opporre ai calabresi, Cari già da tempo ha deciso che la Salernitana domani pomeriggio giocherà con le due punte. Una soluzione che il trainer laziale aveva in mente da quando ha preso il posto di Brini sulla panchina ma che aveva ritardato solo per non alterare equilibri tecnici finora trovati. Ma, appurato che tali equilibri stentavano a far decollare la Salernitana, Cari ha tagliato la testa al toro ed ha scelto il tandem d'attacco che sarà formato da Dino Fava e Francesco Caputo. Scelte obbligate in ogni caso perché l'altro attaccante in rosa, Emanuele Ferraro, sarà costretto ancora per un turno a mordere il freno a causa del suo infortunio alla caviglia. Per la seconda volta in questo campionato la Salernitana giocherà con il modulo che prevede due attaccanti. Il primo esperimento Cari lo effettuò nella gara interna con il Cittadella persa, purtroppo per 2-1 ed il gol del vantaggio fu segnato proprio da Dino Fava dopo meno di due minuti. Quel gol è l'ultimo segnato dalla Salernitana ed è il secondo su azione in questo campionato. Magari sarà solo un indizio, ma il fatto che la Salernitana abbia trovato il gol su azione con il modulo a due punte ha potuto indurre Cari a scegliere in questo senso, tenuto anche conto che nella gara successiva a Lecce la Salernitana schierata con il 4-2-3-1 ha di nuovo perso ma ha trovato la sua occasione migliore per pareggiare quando in campo sono stati schierati Fava e Caputo, quest'ultimo subentrato a Pepe nel secondo tempo. Proprio Caputo ebbe l'occasione per pareggiare il gol di Corvia ma l'attaccante sparò il pallone incredibilmente alto sulla traversa. L'impiego contemporaneo di Fava e Caputo lascia aperta ancora di più l'ipotesi di un accantonamento di Cozza. Se consideriamo che Ferraro è ancora out per infortunio, Cozza attualmente rappresenta l'unica alternativa in attacco insieme al giovane Orlando. LUTTO DE ROBBIO - Anche la Salernitana ha espresso vivo cordoglio per la scomparsa di Francesco De Robbio, figura storica del mondo arbitrale salernitano. Con una nota apparsa sul sito ufficiale la società granata ha ricordato la figura del popolare "don Ciccio", sempre prodigo di consigli verso le nuove leve della sezione AIA. Al funerale ha partecipato il team manager della Salernitana, Genny Gagliano.

giovedì 22 ottobre 2009

Difesa granata, Cari spera in Luca Fusco


L'allarme difesa è suonato sin da subito nella Salernitana. Già nell'amichevole estiva di Gubbio, infatti, la squadra granata aveva manifestato un malessere che poi non si è rivelato passeggero. Dalla sfida di Coppa Italia con il San Paolo (3-0 per il Napoli) fino alla trasferta di Lecce (1-0 per i salentini), soltanto in due delle undici partite disputate la Salernitana non ha subito gol, conquistando con Piacenza ed Ascoli, le prime due gare della gestione Cari, gli unici due punti del campionato. È un dato allarmante, come quello dei 17 gol subiti. Sono davvero tanti per una squadra che puntava a salvarsi evitando le sofferenze della scorsa stagione. Così soltanto da un progressivo miglioramento delle prestazioni difensive, spesso negativamente condizionate dal cattivo stato di forma di alcuni calciatori e dalle assenze per infortunio e squalifiche di altri atleti, la Salernitana potrà provare a risalire la classifica. Il tecnico Cari, anche lui a rischio esonero dopo le tre sconfitte di fila subite, spera di far leva sulle motivazioni del salernitano Luca Fusco, il capitano della squadra pronto a tornare tra i titolari dopo aver saltato per infortunio le due ultime partite. Anche Fusco, soprattutto nelle prime giornate, è stato coinvolto nelle non esaltanti prove della Salernitana. Come Kyriazis, il greco che nella scorsa stagione aveva spesso fatto la differenza ed ora, invece, è alla ricerca della migliore condizione. Senza dimenticare Galasso, molto lontano da quello visto all'opera con il Bari qualche mese, Machado, alla ricerca della fondamentale continuità di rendimento, Stendardo, più volte a disagio, e Bastrini, che punta a ritrovare la brillantezza di qualche tempo fa. A tutti, ed ovviamente pure ai giovani della rosa, si chiede un'inversione di tendenza rispetto al passato. Proprio la ritrovata disponibilità di Fusco potrebbe consentire a Cari di schierare una difesa più attenta, esperta e meglio assortita di quella utilizza nelle due ultime giornate. Sabato prossimo Fusco potrebbe fare coppia con Kyriazis. La retroguardia, tra l'altro, potrebbe trarre giovamento anche dalla presenza di un centrocampo più equilibrato dove Jadid dovrebbe assicurare ordine ed idee, consentendo a Soligo e Pestrin di occuparsi esclusivamente di tamponare il gioco avversario. NOTIZIARIO - La Salernitana, nel pomeriggio si allenerà ad Eboli, a porte chiuse. Ieri, sempre al Dirceu, l'allenatore ha fatto disputare una partita di un'ora. Con i compagni ha regolarmente lavorato Fusco. Cari ha schierato le due squadre con moduli differenti. Da una parte il 4-3-1-2, ma c'era Pepe alle spalle di Fava e Caputo con Soddimo, Pestrin e Tricarico sulla mediana. Dall'altra, invece, il 4-4-2 con Jadid e Soligo in mezzo al campo e Cozza in avanti al fianco di Orlando. A parte si sono allenati Merino, Ferraro, Pippa e Carcuro che, tra l'altro, hanno pure svolto esercitazioni con il pallone. TIFOSI - Al Dirceu era presente anche una delegazione degli Ultras della Nuova Guardia che ha esposto uno striscione lungo più di cinquanta metri: «Pazzo non è chi insegue un sogno ma chi lo abbandona. Fino alla fine Salernitana», il messaggio rivolto alla squadra che, attraverso il diesse Salerno, ha ringraziato i tifosi per il sostegno manifestato. Proprio il direttore sportivo granata, nel corso di un breve colloquio avuto con la Nuova Guardia, ha tranquillizzato i supporters sulle prossime strategie di mercato.

mercoledì 21 ottobre 2009

Centrocampo, tutto ruota intorno a Cozza


L'ingaggio del marocchino Jadid consegna a Marco Cari qualche soluzione in più da adottare nella zona nevralgica del campo ma inevitabilmente fa aumentare i dubbi di formazione non tanto per la scelta degli uomini quanto per la disposizione in campo. La gara con il Crotone è da inserire nel novero di quella da vincere a tutti i costi ed è per questo che il trainer granata non dovrà sbagliare nulla soprattutto nel reparto che dovrà garantire la adeguata copertura e nello stesso tempo permettere alla squadra di proiettarsi in avanti alla ricerca del tanto agognato gol. Jadid è l'elemento che può garantire verticalizzazione e fosforo ma dovrà essere supportato da un reparto in grado di non scoprirsi quando verrà attaccato. Lunedì pomeriggio Marco Cari ha schierato il centrocampo "a rombo" che prevede l'impiego di Ciccio Cozza dietro le due punte. In pratica, il centrocampo era schierato con Jadid davanti alla difesa, Pestrin e Soligo interni e Cozza trequartista dietro le due punte Fava e Caputo. Tutt'altro discorso ieri nella doppia seduta di allenamento, quando Cari ha messo in campo il più classico dei 4-4-2 con Galasso, Kyriazis, Stendardo e Machado in difesa e con un centrocampo in linea formato da Soddimo, Jadid, Pestrin e Pepe dietro il tandem formato da Fava e Caputo. L'escluso eccellente, guardando tale schieramento, sembra sia non solo Ciccio Cozza ma anche Evans Soligo, elemento che Cari fatica a vedere come esterno di centrocampo. Il neo acquisto Jadid, però, sembra sicuro del posto anche perché in allenamento ha già fatto vedere qualcosa di buono soprattutto in termini di verticalizzazioni e cambi di passo. È facile ipotizzare addirittura una staffetta tra il marocchino e Cozza anche perché Jadid avrà pure fatto allenamento con il Padova ed il Carpenedolo ma probabilmente il ritmo e, soprattutto, l'atmosfera di una partita vera non è ancora sicuro che lo abbia. Non dovrebbe essere della partita Carcuro che non sembra aver recuperato dal suo infortunio alla caviglia. Altro sacrificato, nonostante la buona prova offerta a Lecce, sarà Tricarico che si accomoderà in panchina. Cari potrebbe basare le sue scelte anche su quelle dell'avversario che, tra le linee, può vantare giocatori del calibro di Cutolo e Gabionetta, pronti a far male con la loro velocità. Il Crotone, a dispetto della classifica, ha una fisionomia ben collaudata da Franco Lerda e che gioca un buonissimo calcio fatto di dinamismo e ritmi alti, caratteristiche che hanno sempre messo in difficoltà la Salernitana che ha evidenziato palesi problemi di palleggio in mezzo al campo. Con l'arrivo di Jadid le cose potrebbero cambiare in questo senso ma Cari deve fare attenzione a non stravolgere gli equilibri. L'impressione è che la Salernitana possa schierarsi con il 4-4-2 inizialmente per poi provare a cambiare pelle nel corso della partita. In queste prime settimane da allenatore Cari ha fatto intendere di voler puntare molto sia su Soddimo che su Pepe e meno su Statella che, tra l'altro, tornerà solo oggi dall'esperienza con la Nazionale Under 21 di B. Le non perfette condizioni di Cozza, inoltre, avvalorano ancora di più l'ipotesi di un impiego "part time" del fantasista calabrese che potrebbe venire utile a gara in corso, quando ci sarà bisogno di mettere ancora più fantasia nella manovra

martedì 20 ottobre 2009

E Jadid ha conquistato subito Cari


Da riserva del Brescia senza possibilità di giocare a titolare della Salernitana. In poche ore la vita professionale di Abderrazzak Jadid è improvvisamente cambiata. Il primo giorno in città del centrocampista marocchino è stato ricco di impegni ed anche colpi di scena. A Salerno, infatti, il 26enne calciatore, che ha come agente l'ex granata Tullio Tinti, è giunto ieri mattina. Si è recato in sede per firmare il contratto con la sua nuova società, accordo fino al prossimo giugno e rinnovo automatico in caso di salvezza, poi al Volpe per il primo allenamento dove ha incontrato Galasso, suo ex compagno al Bari, e gli altri calciatori. Sul terreno di gioco ha avuto il primo impatto con la sua nuova realtà perché un giovane tifoso, amareggiato per i deludenti risultati della squadra, ha scavalcato la recinzione ed è entrato sul terreno di gioco dove i calciatori avevano cominciato da poco il riscaldamento. Ha apostrofato Cozza ed altri atleti, invitandoli ad onorare la maglia granata e ad impegnarsi di più, poi accompagnato dal dirigente Gagliano e dal capitano Luca Fusco dopo poco più di sessanta secondi è tornato tra i circa cento tifosi che hanno seguito la prima seduta di lavoro della settimana. La stessa scena si è ripetuta a fine allenamento quando un altro tifoso, chiedendo l'autorizzazione al tecnico, è entrato in campo esprimendo il proprio disappunto parlando con Cari. «Il malumore della gente è comprensibile - ha detto Jadid in serata durante la conferenza stampa di presentazione - La squadra è in fondo alla classifica e l'attaccamento dei tifosi si vede anche da questa reazione. Non mi ha impressionato perché avevo diciassette anni quando a Brescia un tifoso tirò le orecchie a Baggio». Jadid, che indosserà la maglia numero 25, debutterà sabato prossimo. Cari lo ha fatto intendere provandolo prima al fianco di Cozza, poi in un centrocampo a tre con l'ex reggino e Soligo ed, infine, in una formazione composta da undici calciatori, Jadid è stato impiegato dinanzi alla difesa, con Soligo e Pestrin a completare la linea mediana, Soddimo (poi sostituito da Cozza) in posizione più avanzata alle spalle di Fava e Caputo. «Il mio ruolo è proprio questo anche se in passato mi sono adattato in diverse zone del campo - ha aggiunto Jadid - Mi volevamo diverse società, pure di A ma ho scelto la Salernitana perché sono certo che questo gruppo è molto valido e può chiudere la stagione a metà classifica. È importante vincere con il Crotone. In questo modo tornerà l'entusiasmo che ci trascinerà verso la salvezza». Jadid è giunto in Italia a sei anni seguendo i genitori, emigrati dal Marocco per trovare lavoro. Poi ha cominciato a giocare a calcio fino ad arrivare alle giovanili del Brescia. Sposato, Jadid diventerà presto papà. Ha il doppio passaporto ma è molto legato alla sua terra. «Devo dire grazie a mio padre che facendo molti sacrifici mi ha permesso di studiare e giocare a calcio. Le mie radici, le mie tradizioni e la mia cultura costituiscono un legame forte con il Marocco - ha concluso - Osservo il Ramadan ma non è un problema con la mia attività. Perché ho giocato poco in questi ultimi anni? Nella scorsa stagione ho avuto un infortunio muscolare che è stato sottovalutato. A volte poi il rapporto con i tecnici non è sempre dei migliori».

lunedì 19 ottobre 2009

Arriva il regista: Jadid un regalo per Cari


Un mastino davanti alla difesa con licenza di offendere. La Salernitana ha ingaggiato ieri sera il centrocampista italo-marocchino, Abderazak Jadid. Il direttore sportivo Nicola Salerno ha preferito puntellare la zona nevralgica del campo, sparando l'unico colpo che aveva a disposizione fino alla riapertura del mercato di gennaio. Il giocatore, 26 anni compiuti a giugno, era svincolato e sarà a Salerno già da oggi pomeriggio alla ripresa degli allenamenti. Jadid, che ha giocato nel Brescia fino alla scorsa stagione, ha firmato un biennale con la società del presidente Lombardi. Con le rondinelle, il centrocampista aveva rotto da tempo. «Ho una gran voglia di tornare a giocare - ha dichiarato il calciatore - Mi piacciono le sfide e Salerno, in questo momento, rappresenta una scelta importante per qualsiasi giocatore. Ho sposato subito il progetto della società: salvare la Salernitana è possibile anche se la situazione non è facile». Jadid era seguito con interesse anche dal Padova, ma poi non se ne è fatto più nulla. Il calciatore, in questo periodo di inattività, si è allenato a Padova e con il Carpenedolo, società di seconda divisione della provincia di Brescia. L'operazione porta la firma di Nicola Salerno che, subito dopo la sconfitta di Lecce di venerdì scorso, si è messo in moto per rinforzare la mediana. Ieri pomeriggio, in occasione del match tra Parma e Siena, il diesse si è incontrato con l'agente del calciatore, Tullio Tinti, allo stadio Tardini. Un colloquio fitto, durato poco più di un'ora, e poi la fumata bianca. «Potevamo fare un solo movimento - ha detto Salerno - ed ho deciso di puntellare il centrocampo con un calciatore dalle grosse qualità e dalle forti motivazioni. Quelle che oggi servono alla Salernitana». Sulle condizioni fisiche del centrocampista, Nicola Salerno è pronto a scommettere. «Fisicamente sta bene, ha fatto il ritiro precampionato e non ha saltato nemmeno un allenamento. È un elemento che al top della forma, può fare anche 5-6 gol in una stagione». Gli fa eco lo stesso Jadid. «Sto bene, mi sono allenato e mi metterò subito a disposizione del Mister. Il compito della squadra è anche quello di riconquistare i tifosi. Ricordo l'Arechi da avversario con il Brescia di Somma. Mi ha convinto anche il grande fascino dello stadio». Jadid ha battuto la concorrenza di Capone e Amerini. Si è concluso così un lungo week end per Nicola Salerno che da Lecce è partito alla volta di Trieste per assistere al match Triestina-Gallipoli, quindi si è trasferito a Parma e soltanto domani tornerà all'ombra dell'Arechi.

domenica 18 ottobre 2009

Preso Jadid

ImageLa Salernitana Calcio 1919 comunica di aver contrattualizzato, nella serata odierna, il calciatore Abderazak Jadid. Jadid, centrocampista centrale classe 1983, ha giocato nel Brescia, sua ultima società. Jadid ha firmato un contratto biennale e sarà a Salerno domani, lunedì, alla ripresa degli allenamenti. "Ho grande voglia di tornare a giocare" ha detto Jadid. "Mi piacciono le sfide e Salerno, in questo momento, rappresenta una scelta importante per qualsiasi calciatore. Ho sposato subito il progetto della società: salvare la Salernitana è obiettivo possibile anche se la situazione è oggi non facile. Il compito della squadra è anche quello di riportare i tifosi allo stadio. Ricordo l'Arechi ai tempi in cui affrontai i granata con il Brescia di Mario Somma. Mi ha convinto anche il grande fascino dell'Arechi". Sulla condizone fisica: "Sto bene, mi sono allenato, sono pronto e mi metterò subito a disposizione del mister". Il direttore sportivo Nicola Salerno motiva così la scelta: "Potevamo fare un solo movimento ed ho deciso di puntellare il centrocampo con un calciatore dalle grosse qualità e dalle forti motivazioni. Quelle che oggi servono alla Salernitana".

sabato 17 ottobre 2009

Guizzo di Corvia, la Salernitana cade ancora


Lecce. Terza sconfitta consecutiva della Salernitana targata Cari. Vince il Lecce ma questa volta, almeno per i secondi 45 minuti, si è vista una squadra di carattere che ha imposto il proprio gioco cercando disperatamente di riequilibrare la partita. Purtroppo senza un giocatore capace di piazzare l'ultimo passaggio, i tentativi granata si sono irremediabilmente infranti sul muro difensivo avversario. Un lieve progresso c'è stato almeno per come è stata interpretata la gara nella seconda parte di gioco. Questo, forse, salverà la panchina a Cari. Se ne riparlerà sabato prossimo, quando la Salernitana ospiterà il Crotone e dovrà assolutamente vincere la sua prima partita della stagione. Cari non sa rinunciare alla solita sorpresa in formazione: fuori Soligo, dentro Carcuro al fianco di Tricarico, per la prima volta titolare in questa stagione. Per il resto tutto confermato. A riposo Pestrin, difesa ridisegnata forzatamente per le assenze di Luca Fusco (infortunato) e Kyriazis (squalificato). Galasso e Machado, entrambi al rientro, sono i terzini, Stendardo e Bastrini formano un'inedita coppia centrale. Alle spalle della punta, Fava, la Salernitana schiera un tridente giovane con Soddimo, Vincenzo Pepe e Statella. Cari vuole un ritmo alto che possa sorprendere l'avversario. Ma rimane solo un'ipotesi di gioco perchè si vede subito che è la solita Salernitana, senza idee e quasi ferma sulle gambe. Il Lecce si fa subito vedere (6') con Giacomazzi che pesca Vives quasi solo sulla sinistra. Per fortuna dei granata la conclusione del leccese finisce alta. Cari inverte Statella e Soddimo mentre Angelo e Marilungo sono devastanti lungo l'out mancino granata. Proprio da un'incursione di Angelo nasce il gol che porta in vantaggio i salentini: l'assist del brasiliano trova pronto alla deviazione sotto porta Corvia con Bastrini anticipato di netto. Carcuro s'infortuna, entra Pestrin senza che cambi nulla nel modulo granata. Corvia cerca di chiudere subito la partita (25') approfittando dell'inevitabile sbandamento dell'undici avversario. La sua deviazione aerea da posizione ravvicinatissima, però, finisce di poco a lato. Soddimo e Statella tornano nelle loro posizioni iniziali e il romano della Samp comincia a farsi largo lungo la fascia sinistra. Al 31' finalmente la Salernitana confeziona la prima azione degna di essere annotata sul taccuino: Tricarico suggerisce, Fava palleggia lungo la linea dell'area di rigore giallorossa e poi trova un destro sul quale Rosati si distende e devia in angolo. Cari scuote la squadra e in campo si ripresenta una Salernitana con più carattere. Da poco le lancette hanno completato il primo giro e i granata sfiorano il pari: angolo di Pepe, Stendardo anticipa Vives e Portanova ma il suo colpo di testa finisce sull'esterno della rete. Poco prima del quarto d'ora entra Caputo per Pepe e la Salernitana si sistema in campo con il 4-4-2. I granata chiudono nella loro metà campo gli avversari ma corrono rischi sulle azioni di rimessa dei giallorossi. Polito riesce a smanacciare il pallone quasi sulla linea respingendo così una incursione aerea di Schiavi. Al 26' Pestrin lancia in profondità Caputo che, incredibilmente, manca la porta. È l'ultima vera occasione per i granata. La partita finisce con la Salernitana in avanti ma senza altri sussulti. E i granata rimangono in fondo soli soletti in fondo alla classifica.

venerdì 16 ottobre 2009

Si è spento il sorriso della piccola "Mapi"

Con un grande senso di dolore e di rabbia apprendiamo da alcune testate giornalistiche la prematura morte della piccola Mapi.
in questo triste momento le parole non servono, ma serve il pensiero e lo stimolo perchè queste malattie non abbiamo mai più a verificarsi. Noi del Club "Bellizzi Granata", siamo stati vicini alla piccola maria Pia, mediante una raccolta fondi organizzata dal Centro di Coordinamento Salernitana Clubs, e conosciamo bene il sacrificio affrontato dai genitori e dalla instancabile Zia che tanto si è prodigata per aiutarla.
Cara Mapi ti porteremo sempre nel nostro cuore, perchè il tuo calvario sia di esempio per tutti noi. Da oggi puoi giocare felice nel giardino nel paradiso insieme agli angeli.
Ti vogliamo bene.
Il presidente , il direttivo ed i soci tutti del Club "Bellizzi Granata"

A Lecce per conquistare almeno un punto


«Non possiamo andare a Lecce per difenderci, perchè se andiamo a parare cazzotti alla fine li prendiamo». Matteo Cari si dà al pugilato per spiegare come la Salernitana dovrà affrontare l’impegno di questa sera a Lecce. «Giochiamo contro una squadra importante che ha giocatori di serie A» avverte il tecnico laziale ma, nello stesso tempo, dichiara battaglia nello stadio di via del Mare. Non vuole perdere la terza partita di fila, sa benissimo che gli costerebbe la panchina. Dopo la gara in Salento, c’è il Crotone all’Arechi ed è, in quell’occasione che l’allenatore dei granata, vuole giocarsi tutto. Da Lecce, però, la sua squadra non deve uscire sconfitta. «Per me è una partita importante» ammette Cari, il quale è anche ottimista: «Credo che mi dobbiate sopportare per molto tempo e spero per un altro anno, in B ovviamente». Il cambio della guardia nel ruolo di direttore sportivo avvenuto in settimana (il navigato Nicola Salerno al posto dell’ancora inesperto Guglielmo Acri) non lo ho toccato più di tanto («Ho sentito Acri perchè abbiamo un bel rapporto ma ora c’è un altro direttore e instauremo un bel rapporto anche con lui» ha detto ai giornalisti). Cari pensa solo al campo e alla partita di oggi. E su quella frase gettata lì da Salerno nella conferenza stampa di presentazione («Eviterò l’esonero di Cari» disse) non vuole fare commenti («Chiedete a lui perchè ha detto così» si limita a dire). LA FORMAZIONE - Il Lecce non è certo l’avversario ideale per poter interrompere il filotto di sconfitte. Retrocesso dalla serie A, ha conservato alcuni dei pezzi migliori rinforzando l’inteleiatura con elementi di categoria. La squadra allenata da De Canio non sta certo brillando anche se ha raccolto undici punti e deve recuperare una partita (in casa con la Reggina). In caso di vittoria entrebbe nel gruppo di vertice. Il Lecce incontra difficoltà quando gioca in casa. Davanti al proprio pubblico, infatti, ha perso nettamente la sfida con il Frosinone e si è fatto imporre il pari dal Crotone. Fuori casa, i giallorossi sono molto più pericolosi. «È una partita dove serve più rapidità» è la convinzione di Cari, perciò nessuna meraviglia se, in formazione, dovessero esserci delle novità. L’indiziato numero ad andare in panchina sembra essere Manolo Pestrin. Il centrocampista romano notoriamente non ama i ritmi veloci e poi, diciamo la verità, non è che sia in una buona condizione di forma. Occorre gente che corra, per questo motivo è probabile che i due mediani saranno Tricarico e Soligo. Giocheranno davanti a una difesa completamente ridisegnata per infortuni e squalifiche anche se potrà contare sul rientro di Galasso. Cari lo piazzerà di nuovo a terzino destro, dall’altra parte si dovrebbe rivedere Machado, al centro una coppia inedita formata da Stendardo e Bastrini. A formare il tridente che agirà alle spalle di Dino Fava, assente Cozza, ci saranno tre giovanotti di belle speranze: Soddimo, Vincenzo Pepe e Statella. «Se fate caso a quello che abbiamo provato in settimana, avrete notato che noi giochiamo non con una punta ma con quattro attaccanti, perchè Soddimo, Pepe e Statella sono attaccanti». Di fronte a questa dichiarazione resa nel consueto incontro con i giornalisti alla vigilia della gara, sono da escludere altre ipotesi e sorprese nella formazione che scenderà in campo a Lecce. A meno che la notte non abbia portato altri consigli

giovedì 15 ottobre 2009

Salernitana, è il momento di Soddimo


Cari medita di ritornare all'antico per cercare di portar via almeno un punto dallo stadio di Via del Mare di Lecce. Il tecnico della Salernitana ha in mente di riproporre il 4-2-3-1 cambiando qualche interprete a causa di scelte tecniche, infortuni e squalifiche. Intanto, Cari dovrà inventarsi la difesa quasi di sana pianta a causa della squalifica di Kyriazis e dell'infortunio di Luca Fusco. Il rientro a pieno regime di Galasso è stato come una manna dal cielo, il terzino ex Bari sicuramente troverà posto in squadra piazzandosi a destra al posto di Russo. Nella partitella finale che Cari ha fatto disputare alla squadra si è avuta la netta sensazione che i dubbi siano stati quasi tutti sciolti. Detto di Galasso a destra, il reparto difensivo sarà completato da Stendardo, Bastrini e dal redivivo Machado. Sul brasiliano resta qualche dubbio perché Cari, in quel ruolo ha provato anche il giovane Agresta e addirittura Millesi. L'impressione è che Machado parta con un leggero vantaggio per la conoscenza del ruolo. Per quanto riguarda il centrocampo ci dovrebbe essere l'accantonamento di Carcuro a causa delle sue non perfette condizioni fisiche. Ieri non ha partecipato alla partitella finale, partirà dalla panchina pronto a subentrare a gara in corso. L'esclusione eccellente, però, potrebbe essere quella di Pestrin al quale Cari potrebbe concedere un turno di riposo. Al posto del mediano laziale sembra pronto Tricarico che si posizionerà al fianco di Soligo. Ieri Cari non ha mai provato Pestrin tra i presunti titolari. Novità anche per le tre mezze punte, perché l'assenza di Cozza, che ha lavorato a parte con Luca Fusco, spiana la strada ad una mini rivoluzione che parte dall'impiego dal primo minuto di Soddimo per poi finire all'utilizzo di Vincenzo Pepe al centro e Statella a sinistra. Insomma, un trio totalmente nuovo formato da due giocatori (Statella e Soddimo) che finora hanno trovato poco spazio. Cari ha spesso alternato al centro Soddimo e Pepe per riservarsi la decisione finale nella rifinitura che la Salernitana effettuerà stamane all’Arechi. Cari conta molto su Soddimo che non gioca una gara da titolare dallo scorso 12 settembre (Salernitana sconfitta 2-0 a Trieste). In quella gara Soddimo fu sostituito da Ferraro a dieci minuti dalla fine. Ha poi avvertito fastidi ad un polpaccio che ne hanno pregiudicato il rendimento. Ieri è apparso abbastanza vivo e nel cuore della manovra e spesso pungolato da Cari che vede in lui il calciatore che potrebbe, in teoria, saltare l'uomo per realizzare la cosiddetta superiorità numerica in fase offensiva. Ieri, si è rivisto Merino che ha corso con buona andatura insieme al preparatore atletico. ACRI - L'ex direttore sportivo della Salernitana, in una nota apparsa sul sito ufficiale della Salernitana, fa luce sulle modalità del suo licenziamento smentendo, di fatto, la circostanza che l'allontanamento sia stato comunicato solo via internet all'interessato: «Subito dopo il termine della partita - spiega Acri -il presidente Lombardi mi convocò per comunicare la decisione di sollevarmi dall'incarico. Rimanemmo d'accordo che ci saremmo sentiti per definire le conseguenti modalità. A causa del gran numero di telefonate giunte durante la frenetica mattinata di lunedì che tenne occupato per lunghi periodi il mio cellulare, la telefonata di preannuncio del telegramma da parte della società mi arrivò pochi minuti dopo la pubblicazione sul sito ufficiale della notizia adottata».

mercoledì 14 ottobre 2009

Salerno: la salvezza è tutta da giocare


Carico, determinato, con tanta voglia di ricominciare. Una voglia che non fa nulla per nascondere, anzi la manifesta apertamente. Così come manifesta il suo grande entusiasmo di poter finalmente lavorare per la Salernitana. Così il nuovo direttore sportivo Nicola Salerno alla sua presentazione ufficiale nella sede granata. «Avevo tutti gli abbonamenti per vedere squadre e giocatori in Tv. Con la testa non ha mai lasciato questo mondo, anche se di persona è tutta un’altra cosa. Non sono legato a questo o a quello, ho amici di vecchia data e persone che mi hanno apprezzato per il modo in cui ho lavorato. Loschiavo mi ha telefonato, siamo legati da una profonda amicizia e siono stato felicissimo per la proposta. La Salernitana è stata sempre una società ambita». Certo, ha avuto coraggio ad accettare una situazione del genere? «Nella mia vita sono stato abituato a non mollare mai e a lottare fino all’ultimo respiro. Infatti i risultati sportivi in serie B, soprattutto le salvezze, vedi quella di Messina, sono arrivate sempre all’ultimo secondo utile. Siamo appena ad ottobre e come si fa a parlare di squadra già retrocessa». Quindi, lei crede fermamente alla salvezza? «Certo che ci credo, c’è tutto il tempo per rimediare. Però bisogna cambiare registro. Ecco, partite come quella di domenica contro il Cittadella non si possono assolutamente perdere. Non esiste vincere in casa 1-0, farsi recuperare e addirittura lasciare il passo in quella che era la partita della vita». Quindi? «Quindi all’Arechi non deve vincere più nessuno, la nostra casa dovrà diventare il nostro fortino. Ma per far ciò occorre cambiare subito mentalità, ci vuole più personalità e più consapevolezza nei propri mezzi. Guardate che la Salernitana non è più scarsa delle altre, in serie B il livello tecnico è sceso moltissimo rispetto al passato. Non ci sono il Real Madrid, il Chelsea e il Barcellona. Eccezion fatta per due o tre formazioni, te la giochi alla pari con tutte». Con quest’organico? «Il mercato riapre a a gennaio e fino a quella data per me i nostri giocatori sono campioni del Mondo. Andiamo avanti con questi, poi valuteremo. Conosco personalmente Kyriazis, Fava, Soligo, Russo, conosco il loro valore e quello degli altri». E gli svincolati? «Abbiamo una sola casella libera della rosa. Quindi, posso piazzare un solo colpo e lo farò. Ma occorrerà farlo bene, valutando in maniera attenta dove realmente abbiamo più bisogno, in quale reparto. Colucci e Franceschini? Sono bravi, ma ci sono tanti altri bravi tra i calciatori svincolati, come Capone, Ventola. Vedremo» Cari rischia? «La società mi ha detto che Cari è l’allenatore e bisogna andare avanti con lui. Vediamo se ce la facciamo a risolvere i problemi così come stiamo. A Lecce non dobbiamo vincere per forza, altrimenti cambiamo allenatore. Per un pareggio firmerei subito». Che dice di Arrigoni e Cuoghi? «Arrigoni ha altri due anni di contratto molto onerosi con il Bologna, Cuoghi è un buon allenatore, l’ho avuto a Messina e a Foggia. Ma da noi c’è Cari pechè devo pensare ad altri?». Quale è il problema principale della Salernitana? «Quando hai soltanto due punti in nove partite i problemi sono diversi. Credo però che quello princpale sia sotto l’aspetto mentale. Bisognerà lavorare molto a livello di testa anche se a dire il vero pensavo di trovare il gruppo ancora più sfiduciato».

martedì 13 ottobre 2009

Lombardi caccia Acri, arriva Salerno


Come uscirne? La Salernitana non riesce a staccarsi dal fondo. All’orizzonte s’intravede solo il baratro che porta diritto alla prima divisione. Antonio Lombardi finalmente si muove, fa qualcosa. Licenzia via web Guglielmo Acri, il direttore sportivo arrivato solo quattro mesi fa ma responsabile di un mercato estivo deficitario. Ingaggia Nicola Salerno, personaggio noto nel mondo del calcio. Sarà lui il nuovo direttore sportivo. COSA È ACCADUTO - Domenica sera, nel dopo partita, Cari ha dettato la ricetta che potrebbe cambiare il corso del campionato. Il tecnico arrivato da Ciampino non più di un mese fa per risollevare le sorti granata, ha prima citato una frase di eduardiana memoria «add ’à passà a nottata» e, poi, ha dichiarato salomonicamente: «L’unica ricetta che conosco è il lavoro» (la domanda sorge spontanea: perchè fino a ora si è scherzato?). Un tipo di dichiarazioni che lascia presupporre l’impossibilità da parte di Cari di trovare il bandolo della matassa. A questo punto, Antonio Lombardi gli dà una mano. Prima licenzia tramite web, Guglielmo Acri, il direttore sportivo, il quale sarà, poi, avvertito dal segretario Sergio Leoni. Antonio Lo Schiavo, attuale direttore organizzativo del club, risponde picche alla richiesta del presidente di occupare anche quel ruolo. «Non me la sento, ci vuole un uomo di campo» avrebbe risposto Lo Schiavo. Allora Lombardi contatta telefonicamente il suo vecchio amico Antonino Imborgia, già direttore generale del club (sia con Aliberti sia con Lombardi) e da sempre consulente dell’attuale patron granata. Imborgia attualmente è in Belgio, ha messo su una squadra di calcio che è prima in classifica. Scommette sul futuro di giovani calciatori provenienti da ogni parte del mondo. Qualcuno di questi potrebbe far comodo anche alla Salernitana. Imborgia, insieme con il suo fido collaboratore Caligiuri, è troppo impegnato in Belgio per cui declina anch’egli l’offerta. Ma fa un nome. Consiglia Nicola Salerno, personaggio più che noto nel mondo del calcio. Da anni vive a Trieste, ultimo suo impegno professionale il Cagliari di Cellino. Conosce tutti ed è da tutti conosciuto nel mondo del calcio. Persona simpaticissima, trascorre le giornate attaccato ai cellulari per parlare solo e esclusivamente di calcio. È un’enciclopedia vivente dei calciatori, italiani e stranieri. Il padre, persona stimatissima e senatore della Repubblica, fu per anni il presidente del Matera. Salerno viene contattato telefonicamente, ha sempre sognato di lavorare per il club granata. E così, in serata, piomba da Trieste a Salerno e, intorno alle ore 20, incontra Lombardi. Breve chiacchierata e l’accordo è fatto. I dettagli si sapranno in seguito, certo è che questa volta Lombardi (su imput di Imborgia) ha scelto il personaggio giusto. COSA ACCADRÀ - Lecce sarà sicuramente il banco di prova definitivo per Marco Cari. La sconfitta è nel preventivo, determinante come la squadra si muoverà in campo. Se mostrerà carattere e miglioramenti tecnici, Cari salverà la panchina. Altrimenti, arriverà il terzo allenatore della stagione. Nomi? Sicuramente un tecnico con un carattere simile a quello di Nicola Salerno. Un guerriero, un allenatore che non si dà mai per vinto e che sappia imporre il proprio carisma al gruppo. Con le spalle protette dal Salerno che viene da Matera.

La Salernitana Calcio 1919 comunica di aver affidato l'incarico di Direttore Sportivo al sig. Nicola Salerno. La conferenza stampa di presentazione del nuovo Direttore Sportivo si terrà nella sede sociale (via San Leonardo, 51) alle ore 17.30 di oggi, martedì 13 ottobre.

lunedì 12 ottobre 2009

Cari: sconfitta immeritata, condannati da episodi


In sala stampa si avverte la tensione. Secondo alcune indiscrezioni il diesse Guglielmo Acri avrebbe rassegnato nuovamente le dimissioni (lo aveva già fatto la settimana scorsa subito dopo i tre ceffoni patiti a Cesena) ma il ds contattato telefonicamente ha smentito la notizia. L'ennesima sconfitta patita dalla Salernitana, l'ultimo posto in classifica e un gioco che latita sono duri da digerire. La squadra rimane a lungo chiusa nello spogliatoio. Marco Cari si presenta davanti a microfoni e taccuini dopo quasi un'ora dalla fine del match. Il suo esordio tradisce il momentaccio dei granata. «Una sconfitta immeritata. Abbiamo dato tutto, i ragazzi hanno dato il massimo. Purtroppo siamo stati penalizzati dagli episodi. Ancora una volta gli episodi ci hanno condannato». Il trainer granata riavvolge il nastro del match. «Peccato perché la gara si era anche messa bene con il gol di Fava in avvio di partita. Stiamo attraversando un momentaccio: è chiaro che non abbiamo giustificazioni, speriamo soltanto che passi». Nonostante l'ennesima sconfitta, il tecnico salva la gestione dell'incontro. «Secondo me la partita è stata gestita benissimo. Ho visto una squadra attenta che ha rischiato poco e che ha preso il gol del pareggio soltanto su punizione. Poi abbiamo rischiato qual cosina, ma non ho visto tutti questi problemi. Gli episodi ed alcuni errori nostri hanno fatto il resto. Abbiamo avuto paura dell'avversario». Cari si appella anche alla sfortuna. «Ci sta girando tutto male. L'espulsione di Kyriazis è stata anche esagerata: mi sembra quasi una cosa fatta per metterci in difficoltà. Di episodi negativi ce ne costruiamo e ce ne costruiscono tanti. Da quando sono arrivato sono sempre stato costretto a fare i conti con gli infortuni: gente che si fa male il giorno prima della rifinitura». Chiaro il riferimento all'assenza di Cozza. Cari rimane spiazzato quando gli si chiede il perché l'atleta è stato comunque convocato se si era infortunato dopo la rifinitura. Il tecnico, si prende una pausa e poi replica. «Non vedo dov'è il problema. Il giocatore si è fatto male, e il giorno dopo si è accorto che il fastidio era aumentato». Il tecnico si congeda con un riferimento al mercato. «Non credo che a questo punto cambi molto dire se la squadra è incompleta. Dobbiamo soltanto lavorare e cercare di fare più punti è possibile fino a gennaio». Più duro il commento di Fava. «Purtroppo abbiamo preso gol su punizione. Non ci voleva. Abbiamo fatto fatica in certe situazioni. Si è cercato di vincerla fino alla fine. Quando una squadra subisce gol è normale che hanno cercato di pareggiare la partita. Abbiamo rischiato, ma ci sta». L'attaccante si spinge oltre. «Adesso sei costretto a vincere per forza. Dico soltanto che mancano ancora tantissime partite e nulla è ancora pregiudicato. Se guardiamo l'anno scorso, il Modena era già retrocesso ed invece si è salvato. Abbiamo bisogno anche di un po'di fortuna che ci giri a favore». Fava punta l'indice sulla gestione della squadra. «E magari anche un po' più di coraggio e di amministrare meglio le partite. Bisogna vincere. E' la ricetta migliore che conosco. Non dobbiamo abbatterci. Altrimenti si finisce veramente nel baratro. Chiediamo ancora uno sforzo a tutti per aiutarci»

Acri sollevato dall'incarico

ImageLa Salernitana Calcio 1919 comunica di aver sollevato dall'incarico di Direttore Sportivo il sig. Acri Guglielmo. Nel ringraziarlo per il lavoro svolto fino a questo momento, la Salernitana Calcio augura al sig. Acri le migliori fortune professionali.

sabato 10 ottobre 2009

Salernitana brutta di notte, tabù da sfatare


Brutta di notte. E anche perdente. La Salernitana sotto la luce dei riflettori non va. O meglio va ancora peggio rispetto a quando gioca di pomeriggio. Impietosi i numeri di queste prime notturne del campionato di B. In casa, all’Arechi, due sconfitte su due, quella contro il Frosinone nella partita di esordio e quella pesantissima contro il Torino. Due grandi delusioni, il ko contro il Frosinone di Moriero ha sicuramente contribuito a far perdere sicurezze al gruppo granata, quella contro il Torino dell’ex Di Michele ha aperto ufficialmente la crisi. Sconfitta esterna ad Ancona, nella prima trasferta del campionato, partita che cominciò alle 19. Unico lampo, quello esterno contro il Piacenza dell’ex Castori, un pareggio, il primo della gestione Cari e della Salernitana. Partita tutt’altro che bella sotto il profilo del gioco, partita che però riuscì a portare il primo punto del campionato. Adesso, però, la situazione è diversa, domani sera contro il Cittadella all’Arechi la Salernitana ha un solo risultato a disposizione: la vittoria. I tre punti sono l’unica «medicina» in momenti di crisi profonda come questo che sta vivendo la Salernitana. Il risultato prima di ogni altra cosa ma ciò può diventare un ulteriore problema a livello mentale per una squadra già di per sè in difficoltà. Ieri sera le prove generali ad Eboli sotto la luce dei riflettori, un allenamento per far abituare il gruppo alla situazione in notturna. Una partita, questa contro il Cittadella, diventata a tutti gli effetti decisiva, la Salernitana è ultima e il distacco è già consistente rispetto alle squadre che la precedono in classifica. Ecco perchè domani sera la vittoria è assolutamente indispensabile per alimentare le speranze nella corsa salvezza. Decisamente migliore il rendimento in notturna del Cittadella, due vittorie, la prima contro l’Albinoleffe in casa e la seconda contro il Vicenza, sempre in casa. Ko invece nella prima di campionato, in trasferta a Brescia. Un cammino che rispecchia l’andamento della squadra veneta in queste prime otto partite di campionato, fin qui molto più convicente rispetto alla Salernitana. Notturne «indigeste» alla Salernitana anche nel campionato scorso, tribolatissimo e con la salvezza conquistata nelle ultime giornate. Soltanto due le vittoria in notturna, una nettissima all’Arechi contro il Brescia (3-0) in quella che fu la migliore partita di tutto il campionato, un’altra in precedenza a Modena, targata Fava. Ed è proprio sull’attaccante casertano che la Salernitana ripone grande fiducia per la partita all’Arechi contro il Cittadella. Cari, infatti, ha deciso di puntare su di lui dal primo minuto e deve decidere se affiancargli Caputo oppure se affidarsi allo schieramento con un’unica punta. Terza notturna all’Arechi, ambiente ricompattato in settimana per arrivare alla prima vittoria dell’anno. I tifosi hanno assicurato il massimo sostegno alla squadra e lo hanno fatto anche i gruppi ultrà dopo lo sciopero del tifo nella ultime due partite, quella contro l’Ascoli all’Arechi e in trasferta a Cesena. Ci sono, quindi, tutti i presupposti per sfatare il tabù delle notturne e per piazzare il primo colpo del campionato. Tre punti contro il Cittadella per ripartire, questo l’obiettivo.

venerdì 9 ottobre 2009

Il tecnico prova Bastrini centrale Cozza recupera, torna Soddimo


Eboli. Altri esperimenti di Marco Cari in vista della partita di domenica sera contro il Cittadella all’Arechi. Nella sede di Eboli, il trainer granata punta nuovamente sul solito assetto per superare lo scoglio Cittadella, quindi bandite le due punte, riprovato il 4-2-3-1. Così, messi da una parte Fava e dall’altra Caputo, una Salernitana in maglia granata e l’altra con la pettorina gialla si sono affrontate entrambe con due mediani e tre mezze punte, davanti alla difesa schierata a quattro. Per la cronaca, la formazione con Fava (con Cozza alle spalle) ha avuto la meglio con il risultato di 4-2 (doppietta di Fava, autogol di Machado e rete di Stendardo, contro i gol di Orlando e Caputo) al termine di un’ora abbondante di gioco prima a campo intero e poi ridotto. Queste, comunque, le formazioni: Polito; Enrico Pepe, Stendardo, Bastrini, Agresta; Pestrin, Tricarico; Soddimo, Cozza, Millesi; Fava. Dall’altra parte Iuliano; Russo, Kyriazis, Brunetti, Machado; Carcuro, Soligo; Statella, Orlando, Pepe; Caputo. La giornata di ieri è stata anche caratterizzata dall’impiego di Bastrini al centro della difesa. Ben più di un semplice esperimento, dal momento che Cari cerca alternative viste le assenze pesanti anche in quel reparto. Infine Merino: il peruviano, dopo una lunga assenza, ieri è stato per tutto il tempo ad allenarsi con i compagni. In verità il talentuoso trequartista, decisivo per la salvezza dell’anno scorso della Salernitana, il pallone non l’ha proprio visto. Ma, accompagnato dal preparatore atletico, ha lavorato senza sosta a bordo campo mostrando già una discreta condizione fisica nonostante la sosta forzata. Anche Galasso, ancora indisponibile, ha svolto un allenamento parziale fatto di corsa e piccoli scatti. L’impressione però, almeno nel suo caso, è che i problemini fisici non siano ancora rientrati. L’allenamento di ieri ha avuto anche un momento di paura. All’inizio della partitella Carcuro si è scontrato a centrocampo con un compagno restando a terra più del dovuto. Poco più tardi, rientrato in campo, il mediano ha ripreso il gioco pur zoppicando ancora per un po’ di tempo. Le sue condizioni non sono comunque a rischio. Questa sera alle ore 19, ancora ad Eboli, allenamento con porte rigorosamente chiuse a tifosi e giornalisti.

Fava si fa largo, titolare contro il Cittadella


Fava c’è. Sta bene, va a passo spedito verso la forma migliore. E soprattutto sta guadagnando sempre più la fiducia di Cari: una maglia di titolare dovrebbe toccargli per la sfida di domenica sera all’Arechi contro il Cittadella. Da verificare se giocherà in coppia con Caputo, oppure se sarà l’unico punto di riferimento offensivo. Dipenderà da quelle che sono le idee del tecnico che in settimana sta provando entrambe le soluzioni. Nella prova generale di ieri a Eboli, quella che dovrebbe essere comunque la più indicativa in vista delle scelte di domenica, ha schierato la Salernitana con il 4-2-3-1, cioè con Fava unica punta. Alle sue spalle Soddimo, Cozza (recuperato dal problemino muscolare di mercoledì) e Millesi, cioè i tre elementi dalle caratteristiche offensive in appoggio all’elemento più avanzato. Prove ed esperimenti per trovare la soluzione migliore, quella che possa assicurare finalmente un maggior perso offensivo e soprattutto qualche gol. Finora la Salernitana di reti ne ha segnate appena due, una nella partita inaugurale con Caputo contro il Frosinone e un’altra con Cozza su calcio di rigore contro il Modena. Record negativo per i granata, otto partite fin qui con pochissime emozioni in fase offensiva. Gli unici momenti d’intensità si sono registrati proprio con Fava in campo, nella parte finale della partita contro l’Ascoli. L’attaccante casertano fece risvegliare la squadra in dieci uomini e fu il più pericoloso con il calcio di punizione che finì sul palo. Fava che fu decisivo anche l’anno scorso nella partenza sprint della Salernitana di Castori, poi finì per lungo tempo ai margini per un paio di infortuni seri e si rivide solo nella parte finale della stagione. La Salernitana senza il suo apporto perse molto del potenziale offensivo, esattamente come sta capitando in questo campionato. Del gruppo di Cari è l’unico che può realmente giocare da prima punta perchè se la gioca di testa, va a fare la sponda e riesce a proteggere il pallone. Non cerca la profondità, caratteristica questa che ha l’altro attaccante della Salernitana, Caputo. Ecco perchè il tandem potrebbe funzionare, Cari ci sta ancora riflettendo. L’allenatore laziale vuole verificare l’equilibrio di formazione con i due attaccanti in campo contemporaneamente, tenendo presente che comunque non intende rinunciare a Cozza. L’ex reggino sta avendo continua fiducia dall’allenatore, anche se è palesemente in ritardo di condizione, perchè a giudizio di Cari soltanto giocando può ritrovare la forma e tornare sul livello di rendimento degli ultimi anni. E quindi con Cozza ritenuto intoccabile l’allenatore vuole verificare se è più opportuno giocare con una punta o con il tandem d’attacco. Comunque sia, contro il Cittadella Fava ci sarà.

giovedì 8 ottobre 2009

Stendardo nuovo leader per la difesa


Per la prima volta titolare con Cari in panchina. Mariano Stendardo sarà il perno centrale del pacchetto arretrato contro il Cittadella. Il possente centrale partenopeo, complice l'infortunio capitato a Luca Fusco, vestirà i panni del leader nella difesa della Salernitana. Un ruolo che sembra essergli cucito addosso e che ha dimostrato di recitare abbastanza bene negli ultimi tempi. Nella debacle di Cesena è stato tra i pochi a salvarsi. Stendardo è subentrato a capitan Fusco al 19esimo del primo tempo (con la squadra già sotto di un gol) ed è riuscito a mettere la museruola al promettente centravanti, Djuric. Un duello tutto fisico quello con la giovane punta bosniaca che Stendardo ha vinto ai punti. Purtroppo, però, la sua buona prestazione non è servita a salvare le falle che si moltiplicavano nella retroguardia granata. Contro il Cittadella toccherà nuovamente a lui. Cari ha già deciso: Stendardo giocherà al centro (sinistra) della difesa insieme al greco Kyriazis. Il tecnico di Ciampino in questi primi due giorni di lavoro lo ha provato sempre nel pacchetto dei difensori titolari. Non solo. Il trainer granata, giunto a Salerno da appena 15 giorni, ha imparato a conoscere anche altre caratteristiche dell'ex giovane talento scuola Napoli. Già, perché Mariano Stendardo è dotato anche di un tiro preciso e potente che innesca soprattutto nelle punizioni dal limite dell'area. Non è un caso che Cari, proprio ieri pomeriggio, ha fatto calciare sempre al difensore i calci piazzati dal limite. Non è un caso che Stendardo, nel secondo turno di coppa Italia al San Paolo contro il Napoli il 17 agosto scorso, mise i brividi a De Sanctis con una bordata dalla distanza che fece carambola sui due pali per poi uscire incredibilmente dalla porta. Stendardo ha il calcio nel sangue. Il fratello maggiore Guglielmo ha giocato nella Salernitana nel campionato 2002-'03, realizzando anche 4 reti (record personale). Il sogno di Mariano è quello di ricalcare le orme del fratello che è esploso proprio in quella stagione in granata. Chi lo conosce dice che tecnicamente è di gran lunga superiore al fratello. Paradossalmente, tuttavia, questo rappresenta anche un "difetto" quando il giocatore - sicuro dei propri mezzi - rischia eccessivamente e si prende licenze pericolose. La famiglia Stendardo ha un feeling particolare con Salerno e la sua provincia. Basti pensare che l'intero nucleo familiare si è trasferito da tempo ad Agropoli, in una splendida villetta con vista mozzafiato sul porto turistico della cittadina cilentana. Mariano Stendardo ogni giorno fa la spola da Agropoli a Salerno per allenarsi. Giunto alla corte del presidente Lombardi quest'anno, dopo una stagione tra alti e bassi a Grosseto (peggiore difesa del torneo cadetto lo scorso anno con 66 reti al passivo insieme all'Ancona), Stendardo era partito titolare nelle prime due uscite della Salernitana targata Brini. Poi però, complice una condizione fisica ancora approssimativa - vista soprattutto la stazza da granatiere dell'atleta - è scivolato in panchina. Stendardo è tornato titolare contro il Torino nell'ultima gara di Brini da allenatore della Salernitana. Con l'avvento di Marco Cari, Stendardo è sempre partito dalla panchina. Anche a Cesena, il difensore era tra le riserve. Domenica torna titolare e farà il possibile per tenersi stretto il posto in squadra.

lunedì 5 ottobre 2009

Salernitana-Cittadella, iniziative per i tifosi

ImageLa Salernitana Calcio 1919 comunica che la vendita dei tagliandi di ingresso validi per la gara serie B TIM IX Giornata Salernitana-Cittadella in programma allo stadio Arechi alle ore 20.45 di domenica 11 ottobre inizierà alle ore 10 di martedì 6 ottobre. I botteghini dello stadio Arechi saranno aperti alle ore 17.30 di domenica 11 ottobre e chiuderanno alle ore 21.15. I prezzi dei tagliandi sono consultabili nella apposita sezione "Biglietteria" di questo sito.

La vendita dei tagliandi validi per l'ingresso al settore Ospiti è stata attivata su tutta la rete nazionale del circuito Lottomatica (consultabile sul sito www.listicket.it). La vendita dei tagliandi-Ospiti terminerà sabato 10 ottobre alle ore 19. Il prezzo del tagliando-Ospiti è di 13 euro.

INIZIATIVE - La Salernitana Calcio 1919 vara una serie di iniziative tesa ad incentivare l'afflusso di tifosi e sportivi allo stadio Arechi in occasione della prossima gara interna Salernitana-Cittadella.

- Recandosi presso le ricevitorie abilitate, ogni abbonato potrà permettere ad un'altra persona di acquistare il biglietto - stesso settore per cui è stato rilasciato quell'abbonamento - ai seguenti prezzi agevolati: 5 euro per la curva sud, 8 euro per i distinti, 10 euro per la tribuna azzurra.
Per usufruire della promozione è necessario esibire al ricevitore la tessera di abbonamento e la copia del documento di identità della persona titolare del ticket.

- In collaborazione con l'assessorato provinciale alla scuola si consentirà l'ingresso nel settore distinti a 2.000 studenti delle scuole medie superiori della provincia di Salerno (prezzo simbolico del tagliando: 1 euro – Le modalità di acquisto dei tagliandi, in via di definizione, saranno rese note nelle prossime ore).

AUMENTO PREZZO AL BOTTEGHINO - Si chiarisce, inoltre, che la decisione di aumentare il prezzo del tagliando venduto ai botteghini dello stadio Arechi nel giorno di gara risponde, esclusivamente, ad esigenze di ordine pubblico.
Pur di garantire alla tifoseria la possibilità di acquistare il biglietto di ingresso allo stadio nel giorno di gara, su indicazione degli organi preposti la Salernitana Calcio 1919 ha ottenuto di poter aprire i botteghini (fino a mezz’ora dopo l’inizio della partita) previo l’attuazione di una misura che incentivasse i sostenitori granata ad acquistare il ticket in fase di prevendita presso le ricevitorie abilitate (circuito Lottomatica).
La Salernitana Calcio 1919 invita pertanto gli sportivi ed i tifosi ad acquistare i tagliandi in prevendita.

Lombardi-Acri, un progetto già fallito


Bocciati. Fallito il progetto estivo targato Lombardi-Acri è tramontato impietosamente anche il tentativo di affidarsi ai senatori della squadra come soluzione di ripiego per tirarsi fuori dalle sabbie mobili della bassa classifica. La Salernitana è desolatamente ultima e sta raschiando il fondo del barile (che appare quasi bucato). Soprattutto da quando ci si ostina a schierare elementi che - per il momento - mettono in campo soltanto il proprio nome e lasciano negli spogliatoi gambe, limpidezza, lucidità e cattiveria agonistica. Qualcuno si diverte a fare il "duro" nelle partitelle infrasettimanali contro le formazioni giovanili, ma il campionato cadetto è un'altra cosa. La tanto propagandata esperienza dei vari Cozza, Pestrin, Millesi e dello stesso capitan Fusco non ha sortito gli effetti sperati. Anzi. La Salernitana continua la sua folle corsa verso il baratro. I tre ceffoni subiti a Cesena sono soltanto gli ultimi di una lunga serie. La squadra continua a non avere un'identità di gioco, è ferma sulle gambe, ha un attacco inesistente ed è assolutamente orfana di terzini di ruolo. Per non parlare dell'assenza di un giocatore capace di dettare tempi e ritmi alla truppa granata (e pensare che Correa è andato a giocare in Lega Pro). Ma questa è storia vecchia. I giocatori di esperienza che avrebbero dovuto risollevare le sorti (e il morale) della squadra hanno ciccato in maniera clamorosa. Con il mercato che riapre soltanto a gennaio ed il materiale umano (inadatto per la cadetteria) a disposizione di Cari, verrebbe da pensare che c'è ben poco da fare. Non è detto. Visto che uno dei principali mali di questa squadra sembra essere la condizione atletica (a dir poco precaria) perché non decidere di accantonare quei giocatori più anziani o ancora in ritardo di preparazione? Perché non dare fiducia a quel gruppo di giovani su cui si era puntato ad inizio stagione e che, con troppa fretta, si è deciso di riporre in naftalina? Perché continuare a giocare in inferiorità numerica se ci sono elementi che non hanno nelle gambe (e nella testa) il ritmo partita? Certo, andrebbero fatti alcuni accorgimenti tattici visto che al momento - come ammesso dallo stesso diesse Acri - i vari Cozza, Pestrin e Kyriazis non sono quelli che sarebbero dovuti essere. Ecco che allora è necessario un atto di coraggio. Ridisegnando una Salernitana con un classico 4-4-2 si potrebbe pensare di schierare una difesa con la coppia di centrali composta da Stendardo e Bastrini. Quest'ultimo, infatti, è un centrale naturale e da Genoa (sponda blucerchiata) continuano a dirne un gran bene. Il problema resta sulle fasce dove la Salernitana ha una macroscopica lacuna. In attesa di tempi migliori, comunque, Kyriazis potrebbe essere dirottato sulla destra, concedendo un'altra chance al giovane Machado dalla parte opposta. A centrocampo, invece, Statella e Soddimo hanno numeri e gambe per occupare le corsie esterne con Soligo che verrebbe finalmente riproposto nel suo ruolo naturale al fianco di uno tra Tricarico e Carcuro. In attacco il giovane Caputo ha bisogno come il pane di un partner per avere qualche pallone giocabile. Ecco che la presenza di Fava in supporto sarebbe come una manna dal cielo. La Salernitana, poi, potrebbe sempre attingere dal mercato degli svincolati anche se in questo caso bisogna farlo con grande attenzione. Anche perché non è che in giro poi ci sia tanta scelta. È indispensabile scegliere giocatori che siano pronti all'uso. Inutile ingaggiare elementi fermi al palo e doverli aspettare per mesi. In attacco si conoscono bene le vicende e le posizioni dei vari Spinesi e Stellone. È sempre disponibile anche l'ariete Cipriani. In difesa invece, per il ruolo di terzino destro si potrebbe puntare su Di Loreto. Anche in questo caso si tratterebbe di un adattamento perché l'ex bandiera del Toro nasce difensore centrale

domenica 4 ottobre 2009

Occorre adesso una prova di forza di tutti i tifosi

Dopo l'ennesima deludente, ma anche sfortunata, prova della Salernitana in quel di Cesena, occorre meditare un attimo sulla situazione in cui ci troviamo, sia come squadra, sia come società e sia come tifoseria.
Il momento è, forse, tra i più bui dell'era lombardi, tra scelte sbagliate, sfortuna, infortuni, quest'anno sembra che tutto giri storto ai granata.
Nonostante ciò, credo che adesso, TUTTI, ma proprio tutti debbano stringersi intorno a questa squadra, poichè è chiaro che fino a Gennaio la squadra sarà questa. Vorrei per questo invitare tutti i tifosi, in questo particolare momento a non abbandonare i nostri colori, ma a tifare con maggiore ardore ed a incitare la squadra affinchè domenica sera possa acciuffare la prima vittoria stagionale, lasciando da parte contestazioni e rancori.
Ai tifosi che vogliono stare in silenzio, dico di incitare fino alla fine i calciatori e poi se mai contestare. Restare con un atteggiamento silenzioso, nella "speranza" di una vittoria, non giova a nessuno, tantomeno alla squadra, pertanto auspico per domenica sera un Arechi da bolgia con cori e canti per tutti 90 minuti, ricordando che la vittoria ci occorre come il pane.
Per quanto riguarda la società , poi, vorrei ricordare che tranne Lombardi, nessun imprenditore si è fatto avanti per aiutarlo in questa impresa, anzi credo che qualcuno provi soddisfazione per veder soffrire la società. Quindi se lui va via chi prenderà il suo posto?
La Salernitana è, e rimane un patrimonio dei Salernitani e di tutta la provincia, ed è per questo che va salvaguardata ad ogni costo, prima di tutto la categoria, e poi il resto.
Pertanto tutti uniti domenica a tifare Salernitana senza se e senza, dando prova a tutta l'Italia che ci vuole già retrocessi, della reale forza di noi tifosi, che in base ad una classifica stilata dalla Lega, siamo la terza tifoseria in Italia per spettatori in serie B.
SEMPRE E SOLO
FORZA SALERNITANA
Rocco Calenda
Presidente Salernitana Club "Bellizzi Granata"

Lombardi a tutto campo: salva Acri e si assume ogni colpa.Acquistero' i giusti rinforzi.


Dopo un lungo silenzio il patron è tornato a parlare, in diretta su LiraTv.
Lombardi ha parlato con Acri alla fine del confronto: « Ci siamo sentiti, mi ha comunicato questa decisione, ma io parlavo con il mister e non avevo capito bene quale fossero le sue intenzioni. Sono dimissioni che non servono. Non è il momento di tagliare le teste ma di unirci. La responsabilità è di tutti in primis la mia. Acri di certo non scende in campo, ma sono soprattutto i calciatori devono dimostrare di tenere alla maglia. La scelta di Acri? E’ stata mia, su consiglio di personaggi dello sport. Da chi? Direttori sportivi di grandi club, senza mettere in mezzo la politica. La Salernitana con la politica non c’entra niente, è solo una società di calcio». Lombardi riesce a cogliere addirittura qualcosa di buono da quanto visto ieri a Cesena: «Vedo che giochiamo bene per 15’ poi si va in black out. Anche i gol presi vengono incassati ingenuamente. La sfortuna c’è ma manca la cattiveria per fare gol. Sono però convinto che verremo fuori da questa situazione perchè credo nei miei uomini». Il patron granata si assume tutte le responsabilità ma non manca di lanciare frecciatine: «Nei momenti di crisi sono io a metterci la faccia, ed anche ora pronto ad assumermi tutte le responsabilità. E’ di sicuro il momento più difficile da quando solo al timone. E’ però facile criticare la società quando le cose non vanno. La contestazione dei tifosi è giusta purchè tutto resti nei limiti della civiltà. Gli errori ci sono e sono evidenti. Il mercato degli svincolati? Non serve perchè chiunque avrebbe bisogno di un mese per tornare in campo. Ora sono tutti sotto esame -prosegue il presidente- ma solo l’unità può farci uscire da questa situazione».
Il ruolo di Zavaglia Lombardi si inalbera quando gli viene chiesto quale ruolo abbia in seno alla sua società Franco Zavaglia: «Nessuno. Aveva già tre giocatori in organico la scorsa stagione, Fava, Kyriazis e Pestrin. Fava non si poteva prendere prima perchè era del Treviso (anche Carcuro era di prprietà dei veneti, ma è arrivato a giugno nda). I calciatori venuti dal Bari e Millesi sono scelte tecniche fatte dal direttore, non voglio credere che Acri li abbia presi perchè sono della scuderia di Zavaglia. Abbiamo mandato via Iunco e Scarpa che erano in prestito e comprpietà con due giocatori di proprietà per programmare il futuro. Possiamo aver sbagliato però la logica di programmazione era giusta». Sulla querelle tra i tifosi e lo stesso Zavaglia: «Le sue dichiarazioni non le ho ascoltate, ma posso solo dire che la tifoseria granata non deve sentirsi offesa. Da parte mia più che chiedere loro scusa non posso fare. I tifosi però credo che debbano continuare a darci una mano. Bisogna remare tutti dalla stessa parte».
Società in vendita In diretta poi Lombardi chiama possibili acquirenti del suo club che, secondo il patron, non ce ne sono: «Se c’è qualcuno disponibile ad acquistare la Salernitana io tra un minuto apro la trattativa di vendita. Nessuno vuole questa società, questa è la verità. Il 19 giugno 2009 è una data storica: ho ripianato di tasca mia la perdita di bilancio dello scorso anno, pari a oltre 2 milioni e mezzo. Senza di me il club sarebbe sparito». In settimana lo ha criticato duramente anche l’ex ds granata Cannella: «Veramente mi ha chiamato lui per venire a lavorare alla Salernitana. Si è offerto lui». Infine una previsione su Merino: «Da lunedì si allenerà col gruppo, credo che tornerà in campo tra un mese».

Cesena - Salernitana: 3-0


Una Salernitana troppo brutta per essere vera va incontro alla sesta sconfitta stagionale, la prima della gestione Cari. Dopo un buon avvio dei granata, i padroni di casa al settimo trovano il vantaggio: sugli sviluppi di un’azione nata da un intervento sfortunato di Fusco, Parolo fa pervenire il pallone a Djuric, Polito si salva, ma sulla ribattuta Bastrini si fa anticipare da Schelotto che firma il gol dell’1-0. Cozza ci prova su punizione, Antonioli si salva in maniera fortunosa con l’aiuto della traversa. La Salernitana gioca bene, ma negli ultimi 20 metri risulta poco incisiva.

Bisoli vede il suo Cesena troppo remissivo e prova a cambiare qualcosa, nel finale di tempo Schelotto si sposta a destra e mette in difficoltà Soligo, prima con un destro a giro parato da Polito e poi con un cross al centro su cui Petras non inquadra la porta di testa.

La Salernitana è tutta in un tiro cross di Millesi, intercettato da Antonioli, e in una conclusione da fuori di Pepe, debole. In apertura di ripresa, Fava prende il posto di Cozza, ma subito dopo uno svarione difensivo consente al Cesena di raddoppiare.

Su assist di Do Prado, è ancora Schelotto a battere Polito: il giovane argentino dei bianconeri firma una pregevole doppietta. Dopo un altro legno colpito dai granata con Kyriazis, il Cesena sigla il terzo gol con un altro ragazzo, Matute, appena entrato in campo. Finisce 3-0 per i padroni di casa.

venerdì 2 ottobre 2009

Cesena-Salernitana, rifinitura e convocati

AllenImageamento di rifinitura, questa mattina, allo stadio 'Dirceu' di Eboli. Al termine della seduta mister Cari ha diramato la seguente lista di convocati per la gara SERIE B TIM - VIII giornata - Cesena-Salernitana: Polito, Iuliano, Fusco Luca, Kiryazis, Stendardo, Pepe Enrico, Agresta, Bastrini, Machado, Carcuro, Millesi, Pepe Vincenzo, Pestrin, Soligo, Tricarico, Cozza, Caputo, Fava, Statella, Orlando.

In sede di conferenza stampa mister Cari ha rlasciato, tra le altre, le seguenti dichiarazioni: "Con l'Ascoli ed il Frosinone ritengo essere il Cesena tra le squadre più in forma ed in condizione di questo scorcio di campionato, squadra che ha perso immeritatamente la prima gara. I bianconeri sono forti fisicamente, messi bene in campo e con calciatori davanti in grado di fare la differenza. Di contro la Salernitana è formazione in crescita giorno dopo giorno. Stiamo lavorando pesantemente sotto l'asspetto fisico e tattico. Certo, siamo artiefici del nostro destino ma al momento non disdegnerei un pizzico di fortuna per superare questo momento difficile di classifica, per riportarci nella posizione più consona lì in mezzo, nel gruppone". Cari giura: "A Cesena la Salernitana andrà a giocarsi la partita a viso aperto cercando sempre la proposizione e non arroccandosi in difesa. Contro avversari forti fisicamente bisognerà impegnarsi a fondo per tenere la palla lontana dalla nostra area. Una tattica diversa porterebbe certamente ad una prestazione non all'altezza". Nel mister c'è la convinzione che "la squadra potrà e dovrà disputare un campionato tranquillo perchè ne ha i mezzi tecnici". Infine Cari illustra le caratteristiche della 'sua' Salernitana: "Lavoriamo per ottenere una precisa fisionomina di squadra: in campo voglio vedere un unici brillante, frizzante, aggressivo e che giochi palla a terra".