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giovedì 30 aprile 2009

Lombardi: «Sabato voglio l’Arechi pieno»


Giornata granata: sabato pagano tutti allo stadio Arechi, ma pagano tutti meno perchè la società granata ha abbassato i prezzi dei biglietti di tutti i settori a 3 euro. E il presidente Lombardi ha lanciato un appello all’intera tifoseria perchè «riempia lo stadio e trascini i granata alla vittoria». «Siamo entrati nella fase decisiva del campionato - spiega il presidente - ed in casa la Salernitana ha la possibilità, vincendo le tre restanti partite, di guadagnarsi la salvezza. Ai tifosi, che ci sono stati sempre vicini in questa stagione, chiedo di stringersi ancora di più alla squadra e di sorreggerla in ogni attimo di questo finale di campionato». «L’Arechi dovrà tornare ad essere decisivo per le sorti della Salernitana -continua il presidente- la partita di sabato con il Livorno rappresenta una tappa fondamentale per il nostro campionato: vincendo il traguardo della permanenza in cadetteria sarebbe davvero a portata di mano. Chiedo allora ai tifosi di venire in massa all’Arechi e di riversare sulla squadra il loro immenso amore per la maglia e la loro voglia di difendere la categoria: tutti abbiamo ancora negli occhi il favoloso spettacolo dello scorso anno, nel giorno della serie B, mi piacerebbe rivivere ancora quell’atmosfera, a partire da sabato». Lombardi che conclude così: «Chiedo infine ai tifosi di adottare un comportamento irreprensibile: sull’Arechi pesa la diffida. Anche un singolo gesto inconsulto, sabato, potrebbe allora far scattare la squalifica del campo. Il pericolo va evitato con senso civico per non vanificare gli sforzi compiuti finora da società, squadra e tifoseria ai fini della salvezza». Vendita biglietti. Procede, in maniera sostenuta, la vendita dei tagliandi validi per l’ingresso allo stadio Arechi in occasione della gara Salernitana-Livorno: diverse migliaia di tifosi hanno acquistato il tagliando attraverso il circuito di ricevitorie Lottomatica, aderendo quindi all’iniziativa della società di indire la giornata granata. I biglietti per ogni settore costano 3 euro (5 euro, al botteghino, nel giorno di gara). Stando ai primi dati della prevendita, quindi, contro il Livorno si potrbebe registrare il record delle presenze o comunque una presenza record allo stadio, in attesa poi dell’altra partita sentitissima dalal tifoseria, il derby di sabato prossimo contro l’Avellino. I tifosi. Riccardo Santoro, presidente del Centro coordinamento Salernitana Club ha accolto molto favorevolmente l’iniziativa di Lombardi. «Un’iniziativa significativa quella di portare il biglietto a tre euro in tutti i settori e le risposte si sono già avute perchè mi risulta che sono stati venduti già 3500 biglietti. Questa soluzione noi l’avevamo suggerita da tempo. Avere uno stadio pieno per una sfida così delicata per le sorti della Salernitana è importantissimo». Tagliaferri del Granata Group Center ha confermato l’importanza di avere uno stadio pieno. «L’iniziativa di Lombardi è fondamentale per il momento della Salernitana, i tifosi devono rispondere con i fatti e non a parole. Occorre avere uno stadio pieno contro il Livorno, ci vuole una grande spinta dei tifosi per ottenere una vittoria fondamentale per la zona salvezza».

martedì 28 aprile 2009

Brini elogia i giocatori «Grande prestazione»


Al «Tardini» il Parma è imbattuto, di più onestamente la Salernitana non poteva chiedere, alla partita di ieri sera. L'interpretazione è stata buona. «Avessimo concesso qualche metro in più - racconta Fabio Brini - non avremmo avuto scampo. Abbiamo offerto una grande prestazione. Il Parma non è riuscito a fare quello che voleva, siamo stati bravi a non permetterglielo. Questo punto alla fine potrebbe pure valere la salvezza, nel frattempo serve da sprone, offre la consapevolezza di poter essere pari alle altre squadre». L'Ancona sconfitta in casa dal Cittadella, il Rimini che ha cambiato allenatore, con Guido Carboni al posto di Selighini, sono meno in forma dei granata. «Il risultato dei marchigiani non significa nulla, per noi, sabato ci attende il Livorno, che ha valore pari al Parma. Cerchiamo di trarre più profitto possibile da questa partita. Da quando sono arrivato ci sono infortuni, cerco sempre di mettere in campo i giocatori che credo possano interpretare la partita nella maniera migliore». Neanche da ex Ciaramitaro è riuscito a lasciare il segno. «Credo però che qualcosa in più di martedì scorso l'abbia dato. Quando sono arrivato avevamo giocatori che non erano in condizione, ora piano piano stanno arrivando a quanto serve». Merino ha offerto giocate importanti. «In certi momenti può fare la differenza, dall'altra parte non c'era una squadra sprovveduta, lo conoscevano. Non sempre può interpretare quanto vorrebbe. In questo momento contano più i giocatori che i nomi, elementi che inserisci e ti possono cambiare la partita». I granata devono guardarsi dal ritorno del Modena, contemporaneamente però "vedono" la salvezza. «Al morale questo risultato serve molto, per avere ancora più forza. Non abbiamo fatto le barricate, anche se a tratti il Parma spingeva molto. Abbiamo portato a casa un risultato importante, cercando anche di fare gol. C'erano tutti gli ingredienti necessari, siamo stati all'altezza». Dino Fava ha giocato al posto di Arturo Di Napoli, la mossa non ha portato grandi pericoli alla porta di Pavarini. «E' stata dura - dice l'attaccante - eravamo venuti qua in cerca del punto che ci dà coraggio in vista delle prossime partite. Il Parma ha preso due traverse, abbiamo giocato comunque una buona gara, lottando su ogni pallone. Quel che potevamo è stato messo sul campo, missione compiuta». Il portiere Tommaso Berni è rimasto imbattuto, come Guardalben del Treviso, quasi due mesi fa, su questo stesso campo. «Sapevamo di affrontare una partita difficile - dice il numero 77 - ma dando il massimo e con lo spirito giusto non era impossibile fare risultato. Siamo soddisfatti».

Salernitana col cuore: punto d’oro


Il 27 aprile di un anno fa, la Salernitana festeggiava all'Arechi la promozione in serie B. Ieri, dopo dodici mesi esatti, forse, la Salernitana ha posto le basi per salvare una stagione che sembrava compromessa. Il punto conquistato al Tardini contro un Parma ormai con un piede in serie A, tiene in corsa la formazione granata. Ridotto a uno lo svantaggio dall'Ancona, sconfitto al «Conero» dal Cittadella, momentanemente tiratosi fuori dalla zona calda. Restano tre le lunghezze di distacco da Frosinone e Rimini ma la Salernitana è ora chiamata a un doppio impegno casalingo che potrebbe consentirle di fare un bel balzo in avanti nella classifica. Alla Salernitana, secondo le tabelle compilate dagli addetti ai lavori, mancano ora dieci punti per raggiungere la quota salvezza e i granata devono giocare tre partite all'Arechi e due fuori casa (Ascoli e Mantova all'ultima giornata). Se una settimana fa, dopo la sconfitta di Rimini, la situazione sembrava compromessa, il punto conquistato a Parma consente ai granata di prendere una boccata d'ossigeno. Tutto ora sta a fare bottino pieno nelle due gare interne che attendono i granata, Livorno e il derby con l'Avellino. A Parma piove da due giorni e l'acqua, insieme al vento e a una temperatura rigida, rende invernale l'atmosfera. Brini preferisce Ganci a Ledesma per coprire la fascia destra, lungo la quale il Parma può contare sulle incursioni di Castellini. Confermate le esclusioni, almeno dall'inizio, di Pestrin e Di Napoli, con Merino all'esordio da titolare piazzato alle spalle di Fava, punta avanzata. A centrocampo dovrebbe essere Ciaramitaro a impostare il gioco granata ma anche al «Tardini» l'ex della partita non riesce a incidere. Guidolin lo blocca con Budel, preferito a Lunardini, giocatore di quantità e qualità, il quale quando può riesce a dare una mano anche a Paci nel raddoppiare su Merino. Il peruviano mostra subito le proprie qualità anche davanti a un pubblico, come quello parmigiano, abituato a vedere giocatori di talento. Al primo pallone che tocca (7') se ne va seminando avversari. Ma a far stropicciare gli occhi è il taglio che effettua e mette Ganci nella condizione di concludere a rete sul primo palo. Pavarini però blocca in due tempi. Rimarrà l'unica azione di un certo interesse registrata nella prima parte della gara. La Salernitana, infatti, è ben messa in campo e chiude tutti i varchi a un Parma che giochicchia ma che, soprattutto, ha troppi giocatori eccessivamente statici, anche se a centrocampo Budel e Mariga fanno la differenza. Il Parma, inoltre, cerca poco Leon che preferisce agire sulla sinistra teneendo così bloccato Fatic. Nella ripresa la musica cambia. Il Parma ci mette un po' più di cuore, Leon si sveglia e la Salernitana arretra il proprio baricentro. Il non sempre sicuro Berni è bravo al 5' a effettuare un doppio intervento di pugni su conclusioni ravvicinate di Leon e Paloschi lasciati inspiegabilmente soli. Ma i veri pericoli la Salernitana li corre nell'arco di 60 secondi, tra il 14esimo e il 15esimo minuto. Prima Zenoni va via a Fatic e mette in mezzo per Paloschi, mezza rovesciata del giocatore di proprietà Milan e traversa piena. Poi è Leon a colpire il legno superiore con una punizione dal limite. Guidolin tenta anche la carta Lucarelli, Brini manda in campo un po' d'esperienza, Pestrin e Di Napoli. Sul campo si abbatte il diluvio ma la Salernitana non molla e porta a casa un punto d'oro.

lunedì 27 aprile 2009

Parma - Salernitana: 0-0


Punto d’oro della Salernitana a Parma che pareggia una partita importante. Finisce 0 a 0 al Tardini al termine di una gara combattuta e tirata fino alla fine. Le maggiori occasioni le ha avute il Parma che ha colpito due traverse nella ripresa con Paloschi e Leon. In casa Salernitana sugli scudi il solito Merino, dai suoi piedi sono partite le opportunità migliori dei granata. Ora, con questo pareggio la Salernitana aspetta sabato prossimo all’Arechi il Livorno

domenica 26 aprile 2009

Fabiani: “Vi salvo e vado via”


Nella seduta di allenamento di questa mattina allo stadio “Dirceu” di Eboli, Brini ha provato uomini e schemi per la trasferta di Parma. Non saranno della gara oltre agli squalificati Russo, Fusco e Marchese, gli infortunati Fragiello, Cannarsa, che ha effettuato lavoro differenziato, Peccarisi, colpito anche da una noiosa tonsillite e Iunco, probabilmente pronto per la gara interna col Livorno.
Per fortuna il tecnico recupera l’esterno sinistro Fatic, al suo rientro in squadra. Formazione ancora in alto mare, anche perchè bisognerà valutare le condizioni atletiche di qualche giocatore fuori forma, come Pestrin o Di Napoli, al quale gli stessi tifosi gli hanno chiesto di farsi da parte se non ha gamba per affrontare una gara importante come quella del “Tardini”. Soligo è stato provato sull’out destro in qualità di esterno basso, Kyriazis e Cardinale centrali difensivi, con Fatic a sinistra, almeno la difesa con Berni in porta sembra fatta.
A centrocampo, scontata solo la presenza di Tricarico e uno tra Pestrin e Ciaramitaro, bisognerà vedere come il trainer la sistemerà se sarà a quattro oppure con un 4-3-2-1 ad albero di natale. In tal caso potrebbe esserci posto anche per Ledesma e Merino sin dall’inizio. Così come per Fava, che come terminale offensivo dovrebbe giocare dal primo minuto. Almeno queste sono le sensazioni. Di Napoli partirebbe solo dalla panchina.Questi i convocati: Berni, Pinna, Soligo, Kyriazis, Cardinale, Cirillo, Squitieri, Fatic, Agresta (maglia n° 33), Ciaramitaro, Tricarico, Pestrin, Scarpa, Ganci, Ledesma, Merino, Fava, Di Napoli, Federici.
Intanto il presidente Lombardi ha rassicurato i tifosi per quanto concerne la spaccatura dello spogliatoio, ammettendo che finora qualcosa non è andato per il verso giusto. Speriamo che tutte le voci che riguardano la società ed in particolare il dg Fabiani, già con la mente a Pisa per la prossima stagione, non finiscano per condizionare ancora di più negativamente il cammino dei granata. Il dg giura: “Prima vi salvo, poi vado via”. Chi è disposto a credergli?

giovedì 23 aprile 2009

Squalifiche e infortuni È emergenza in difesa


Ormai non fa quasi più notizia l'emergenza in casa granata perché anche lunedì prossimo al "Tardini" contro il Parma Fabio Brini dovrà assolutamente inventarsi un assetto difensivo nuovo di zecca, considerate le squalifiche e le assenze. Puntuali sono giunti gli stop di Russo, Marchese e Fusco, praticamente tre dei quattro difensori titolari nelle ultime giornate e non è chiaro ancora se Brini potrà contare su Peccarisi, che in questi giorni si è allenato a Salerno insieme al preparatore atletico. Un giocatore che la Salernitana potrà quasi di sicuro recuperare è il montenegrino Fatic che si candida per un posto da titolare. Da escludere nel modo più assoluto il recupero di Cannarsa mentre Cardinale rientrerà dal turno di squalifica. Facendo la conta, i difensori a disposizione di Brini saranno i soli Kyriazis, Fatic e Cardinale mentre per Peccarisi si dovrà valutare giorno per giorno. Con la squadra ci sarà ancora il baby Squitieri. Quindi, alla luce di tali defezioni, quale sarà la difesa che Brini schiererà al "Tardini"? Difficile dirlo, ma le opzioni potrebbero essere obbligate in caso di difesa a quattro mentre, ipotizzando un cambio di modulo, qualche soluzione in più si presenta. Se Brini conserverà, come sembra, la difesa a quattro, dovrà inventarsi un terzino destro che potrebbe essere il duttile Soligo inserendo al centro Kyriazis e Cardinale con Fatic a sinistra. Se invece Brini chiederà a Peccarisi di stringere i denti, quest'ultimo giocherà al centro in coppia con Cardinale con il greco Kyriazis a destra e Fatic a sinistra. Dopo la sconfitta di Rimini, la squadra granata cercherà di portar via un risultato positivo da Parma e la cosa sembra più facile a dirsi che a farsi ma, nella drammatica situazione di classifica di Di Napoli e compagni, non è impensabile un cambio di modulo con un centrocampo più folto e la difesa a tre. In questo caso i tre baluardi difensivi saranno Kyriazis, Cardinale e Fatic mentre in mediana potrebbero trovare posto Soligo a destra, Pestrin, Tricarico e Ciaramitaro al centro con Ledesma a sinistra. Scarpa sembra destinato alla panchina. In attacco Brini avrà l'imbarazzo della scelta potendo contare di nuovo su Fava.

Salernitana, occorrono undici punti


Una rincorsa complicata per salvare la B. L'obiettivo salvezza si è allontanato anche se il raggiungimento del traguardo non è assolutamente impossibile. Ma a sei giornate dalla conclusione della stagione regolare, e con soli diciotto punti a disposizione, occorrerà avere un rendimento da grande squadra per recuperare lo svantaggio sulle rivali e mettersi alle spalle almeno due avversarie per evitare pure lo spareggio play out. Per riuscirci e stare tranquilli, considerando anche lo svantaggio con molte rivali negli scontri diretti, bisognerà toccare quota 51 e conquistare altri undici punti. Ma come? Fin qui la media punti a partita della Salernitana è stata di 1,11. Un dato deludente che, se confermato per le prossime sei gare, assicurerebbe non più di sette punti che porterebbero la squadra campana a disputare lo spareggio salvezza. Ecco perchè la Salernitana è chiamata ad un finale di campionato importante cercando quella continuità di rendimento che, però, è fin qui mancata. Al di là della serie positiva di quattro gare in avvio torneo, infatti, il trend utile dei granata non ha mai toccato le tre partite di fila. Difficile la salvezza, ma di certo non impossibile. Il calendario della Salernitana, tra l'altro, è ricco di insidie. Tre partite all'Arechi, con Livorno, Avellino e Bari, ed altrettante in trasferta, Parma, Ascoli e Mantova. Sono tutte formazioni che lottano per il raggiungimento di un obiettivo. Proprio le prossime due gare, intanto, potrebbero rivelarsi fondamentali per la Salernitana che, soltanto portando risultati positivi a casa, rintuzzerebbe l'eventuale tentativo del Modena e si terrebbe a ridosso delle altre. Fusco e compagni, infatti, dovranno pensare a salvarsi, ma dovranno pure tenersi stretto almeno il quart'ultimo posto che, se ottenuto con non più di quattro punti di svantaggio sulle altre, consentirebbe di giocarsi eventualmente la salvezza attraverso una sfida supplementare con la quint'ultima. Intanto, la Salernitana dovrà affrontare il Parma, ad un passo dalla promozione diretta, e Livorno, che spera in un crollo degli emiliani ma che vuole comunque tenersi stretto il terzo posto. Entrambe le formazioni, tra l'altro, sono tra le più in forma della cadetteria. Per la Salernitana partite molto difficili. «Non dobbiamo guardare in faccia a nessuno e pensare a noi stessi», hanno detto Brini, Fusco e Soligo anche nella notte di Rimini consapevoli che, a questo punto della stagione, solo la Salernitana potrà essere arbitro della propria salvezza. Vincere il più possibile sfruttando le sfide all'Arechi e, soprattutto, non tornare a mani vuote da due trasferte. In pratica la Salernitana dovrebbe vincere tre gare, pareggiarne due e perderne soltanto una per poter toccare i cinquantuno punti che, in questo momento del torneo, potrebbero assicurare un futuro in serie B. Proprio con le grandi (Parma, Livorno e Bari) la Salernitana potrebbe fare la differenza. Nelle precedenti stagioni la quota salvezza è variata sensibilmente. Lo scorso anno non si disputarano i play out perchè il divario tra l'Avellino e la quint'ultima era di nove punti. Nel torneo precedente, invece, Modena, Triestina e Cesena si salvarono a 49 punti. Prima ancora il Rimini evitò gli spareggi a con 48 punti mentre nel 2004/2005 la salvezza arrivò a quota cinquanta. Nel campionato precedente, invece, la Salernitana di Gregucci si salvò proprio con 51 punti.

mercoledì 22 aprile 2009

Brini: «Abbiamo sprecato almeno sei palle-gol»


Tornano delusi i circa duecento tifosi della Salernitana che, con la tristezza nel cuore per la morte del tifoso Michele Tramontano, hanno deciso di raggiungere la Romagna. Nessun risultato, con una prestazione non inferiore a quella del Rimini che ha avuto il merito di concretizzare tutte le occasioni capitate. Nel settore ospiti uno striscione: "Michele, il tuo ricordo per sempre con noi" campeggiava per ricordare il tifoso storico della Nuova Guardia. Il tutto condito dal grido "Michele vive!". Avrebbero voluto vincere anche per lui i ragazzi di Fabio Brini che però tornano a casa con l'ennesima sconfitta. Non ci sta il tecnico granata: «Mi riesce difficile commentare questa partita - dice - Berni non ha fatto una parata e abbiamo perso sulle uniche due occasioni da gol. La gara la abbiamo interpretata bene perché altrimenti non avremmo costruito almeno sei palle gol». Non cerca alibi però il trainer granata: «Nessuna giustificazione. C'è solo tanto rammarico per questo risultato. Abbiamo creato tanto e non si possono regalare tante occasioni soprattutto fuori casa». Vanificato il risultato contro l'Albinoleffe, ma c'è fiducia nel futuro anche se le partite diminuiscono sempre di più: «Resta la vittoria con l'Albinoleffe e oggi non potevo chiedere di più ai miei ragazzi. La corsa salvezza non cambia». Brini spiega anche la decisione di togliere Tricarico: «Avevamo urgenza di costruire per vincere la partita. Volevo che la mia squadra facesse girare palla e per questo ho inserito Pestrin». Brini però resta ancora fiducioso sul futuro: «Mi soddisfa il fatto che riusciamo ad arrivare in porta giocando a calcio. Sono contento per il recupero di Fava che potrà darci una mano. Sono solo tanto rammaricato per le occasioni sprecate». Scuro in volto il capitano Luca Fusco che ha rimediato un rosso e, nell'uscire, ha imprecato contro tutto e tutti: «Chiedo scusa per il mio comportamento. Ho perso la testa ma imprecavo contro me stesso perché non bisognava perdere questa partita dopo aver costruito tante palle gol. Ora è dura ma sapevamo che ogni partita sarebbe stata una battaglia. Ormai la classifica si è delineata e non si può più sbagliare, ma la Salernitana è una squadra che può perdere e vincere contro chiunque. Sarò matto ma dopo questa partita io sono convinto che ci salveremo». Fusco, pur squalificato, seguirà la squadra a Parma. Tra i migliori della Salernitana sicuramente Evans Soligo: «Tornare a casa dopo aver giocato così e creato tanto fa male. La partita abbiamo provato a giocarla e l'avevamo preparata bene. Il Rimini ha sfruttato le occasioni capitate mentre noi no. Tutto qui». All'orizzonte la gara di lunedì contro il Parma, ennesimo scontro proibitivo: «Bisogna partire dalla prossima partita di Parma. Sono tutti punti pesanti e le giornate vanno diminuendo. Conosco solo una ricetta: lavoro, lavoro, lavoro e riflettere sui nostri errori. Possiamo ancora farcela».

Disfatta a Rimini, granata in zona C


E adesso è davvero dura. Si riducono sempre più le speranze granate. La sconfitta di Rimini potrebbe pesare molto sul futuro dei granata, visto che i granata, scavalcati dal Frosinone, sono di nuovo quart'ultimi in classifica. Una partita che non si doveva perdere quella in Romagna e che, invece, la Salernitana ha giocato male sin dall'inizio, finendo poi con il perdere la testa. Nella prossima trasferta di Parma, Fabio Brini dovrà completamente ridisegnare il reparto arretrato per le squalifiche certe di capitan Fusco (espulso a fine gara per doppio giallo) e di Russo e Marchese, diffidati e ammoniti. E ha mostrato anche poca lucidità, lo stesso Brini quando con la squadra sotto di un gol, ha tenuto fuori, nella ripresa, un elemento come Tricarico, non dotato tecnicamente ma certamente uno dei pochi in grado di alzare una diga a centrocampo. Brini, ha preferito, invece, tenere in campo Ciaramitaro, non solo inconcludente ma addirittura irritante in alcuni momenti. E non è servito nemmeno l'inserimento di Merino, eroe della precedente vittoriosa sfida con l'Albinoleffe, il quale poco servito dai compagni, ha cercato, comunque, di creare qualcosa offrendo un assist d'oro a Di Napoli, non sfruttato. Brini ha mandato inizialmente in campo una formazione accorta, nonostante si sapesse che al Romeo Neri il pareggio non sarebbe servito a nessuna delle due squadre. Pestrin è rimasto in panchina per tutto il primo tempo, avendo preferito Brini consegnare la manovra della squadra nei piedi di Ciaramitaro. Primo errore, perchè l'ex palermitano non è apparso entrare mai in partita non riuscendo a garantire apporto nè in fase di costruzione nè in quella di copertura. Buon per la Salernitana che Tricarico e il solito Soligo, senzaltro il migliore in campo, sono riusciti a sdoppiarsi garantendo una copertura totale della zona nevralgica del campo. E le occasioni più propizie, in una prima parte della gara poco spettacolare, le ha create proprio la formazione campana ma prima Agliardi era bravo a deviare di piedi una deviazione aerea ravvicinata di Di Napoli, poi Soligo sotto porta aveva alzato troppo un assist di Marchese. Prima del riposo è arrivato invece il gol che ha incanalato la partita in una direzione favorevole alla squadra di casa: punizione di Pagano, sulla quale si avventa Cipriani che brucia sul tempo Kyriazis e in tuffo di testa mette il pallone alle spalle di Berni. Si riprende e la Salernitana effettua subito un doppio cambio. Entra Merino al posto di un evanescente Scarpa ma, a sorpresa, rimane negli spogliatoi il motorino Tricarico per far posto a Pestrin. Brini ridisegna anche il modulo, piazzando Ciaramitaro e lo stesso Pestrin davanti alla difesa con un tridente che ha Merino centrale alle spalle di Di Napoli, punta avanzata. Il Rimini ha paura di non vincere la partita e arretra, la Salernitana potrebbe approfittarne ma non c'è chi è in grado di creare il gioco e lanciare Di Napoli. Ci prova Merino che, poco servito, si va a conquistare i palloni a metà campo, dribbla gli avversari e cerca con insiestenza Re Artù. Le intenzioni del peruviano sembrano concretizzarsi al 13': impeccabile il taglio per Di Napoli, il quale scavalca Agliardi e deve solo toccare il pallone per mandarlo in rete. Ma si attarda e consente a Rinaldi di salvare il Rimini. In pratica è l'unica occasione seria creata dalla Salernitana nei secondi quarantacinque minuti. Poi, in contropiede, nei minuti di recupero Ricchiuti manda in gol Pagano per il 2-0 finale. Notte fonda per la Salernitana.

martedì 21 aprile 2009

Rimini - Salernitana 2-0


Chi si aspettava conferme da Rimini dopo l’importante successo interno con l’Albinoleffe è rimasto deluso. La Salernitana perde a Rimini uno scontro diretto per la salvezza che inguaia e non poco i piani di rimonta della compagine di Brini.

La squadra granata non meritava di perdere alla luce delle tante opportunità avute e non concretizzate durane il match. Il gol dell’1 a 0 è stato siglato da Cipriani al 44 p.t. Il raddoppio Pagano, nella ripresa, a tempo praticamente scaduto.

In mezzo il clamoroso gol divorato da Di Napoli nella ripresa ed una serie di palle gol non sfruttate dai Fava e compagni con quest’ultimo che è rientrato in squadra dopo un lungo infortunio. IL Rimini stacca la Salernitana in classifica. I granata restano a quota 40 e lunedì giocheranno in posticipo con il Parma. Contro la seconda forza del campionato i granata non avranno tre difensori: Fusco, Marchese e Russo saranno squalificati.

Ecco la formazione granata: SALERNITANA (4-4-2) Berni; Russo, Kyriazis, Fusco, Marchese; Soligo, Tricarico, Ciaramitaro, Scarpa; Ganci, Di Napoli

RIMINI (4-4-1-1): Rimini Agliardi; Catacchini, Rinaldi, Sottil, Bravo; Pagano, Cardinale, Basha,Frara; Ricchiuti; Cipriani

Salernitana, a Rimini in gioco la salvezza


Il morale è alto, la posta in palio è importantissima. Scavalcato il Frosinone, raggiunto il Rimini, la Salernitana ha preso una bella boccata d’ossigeno sabato scorso, mandando a casa con quattro pappine l’Albinoleffe. Questa sera, nel recupero del turno rinviato per la giornata di lutto in ricordo dei morti nel terremoto in Abruzzo, La Salernitana si giocherà proprio sul campo dei romagnoli, una grossa fetta della propria salvezza. Novanta minuti, probabilmente, determinanti nella corsa per la salvezza. Contemporaneamente, in Ciociaria, affileranno le armi Frosinone e Modena. Insomma, un turno quasi decisivo per la salvezza. La vittoria contro l’Albinoleffe e la scoperta di avere due giocatori dotati notevolmente dal punto di vista tecnico, come Merino e Ledesma, sembrano aver galvanizzato l’ambiente. Fabio Brini se la gode anche se oggi ha problemi opposti rispetto a sabato scorso: se contro i bergamaschi era emergenza, in Romagna c’è il problema dell’abbondanza. Rientrano, infatti, i quattro squalificati (Di Napoli, Pestrin, Fatic e Kyriazis), oltre ad alcuni degli infortunati. E così, come già annunciato nel dopo partita sabato scorso, Merino e Ledesma se ne tornano buoni, buoni in panchina, pronti a mostrare le proprie qualità quando saranno chiamati a scendere in campo. Il peruviano, ieri, è stato protagonista di un servizio su Skysport 24: «Sono Merino, la mia vita è il calcio, sono un ragazzo normale, devo lavorare al cento per cento per dare ancora di più» ha detto con umiltà ai microfoni di Manuel Parlato. Intanto, alla segreteria del Rimini sono arrivati richieste da accredito da parte di osservatori di club italiani (Torino, Chievo, Palermo e Bologna), oltre a un tecnico del Dinamo Zagabria. LA FORMAZIONE - Tornano in quattro, quindi. A Rimini ci sarà, soprattutto, Di Napoli, uno dei principali sponsor di Merino. Re Artù, scontata la squalifica, si ritrova un nuovo compagno di reparto. Questa volta gli tocca Ganci e la coppia è inedita, avendo sì giocato già insieme a Trieste ma Di Napoli subentrò a partita in corsa. In difesa ci sarà il rientro di Kyriazis, al posto di Cardinale, squalificato. Fusco stringerà ancora i denti, Russo e Marchese confermati terzino. Brini ha intenzione di schierare un centrocampo muscolare. Si rivedrà Pestrin, conferma per Tricarico e Soligo. Dubbio sull’out mancino. Far giocare Scarpa potrebbe sbilanciare troppo in avanti la squadra. Brini ha in mente di optare per Ciaramitaro ma deciderà all’ultimo momento. A Salerno, invece, è tornato prima della partenza dal ritiro di Roma per la Romagna, Carmine Coppola. Il giocatore, ormai, non sembra rientrare nei piani di Brini e anche della società che avrebbe intenzione, a giugno, di risolvere consensualmente il rapporto che lo lega al club granata.

lunedì 20 aprile 2009

E una troupe di Sky piomba al Volpe


Quell'eurogol da quasi quaranta metri ha subito fatto il giro del mondo. La prodezza balistica di Roberto Merino che ha sancito il 4 a 2 definitivo della Salernitana sull'Albinoleffe di domenica scorsa allo stadio Arechi gli è valsa un servizio intero su Sky che andrà in onda nei notiziari di oggi. Ieri mattina, una troupe del canale satellitare di Rupert Murdoch è piombata al campo Volpe mentre la Salernitana stava facendo allenamento. Il tutto tra la curiosità e un senso di malcelato orgoglio da parte dei tifosi presenti alla seduta di lavoro dei granata. Inutile dire che l'obiettivo principale era il "Maradona delle Ande". Le telecamere di Sky prima hanno immortalato il peruviano mentre stava palleggiando insieme ad un altro giocatore d'oltreoceano, Emmanuel Ledesma. Poi, subito dopo la doccia, l'intervista in esclusiva curata dal collega, Manuel Parlato. L'eurogol di Roberto Merino è stato subito accostato a quello di un grandissimo campione del passato. Merino come Maradona. Merino con la Salernitana, Maradona con il Napoli nel 1985 contro il Verona. Un parallelo quasi irriverente, verrebbe da dire. Un accostamento che, tuttavia, ha stuzzicato i colleghi di Sky Sport. A tal punto che il pezzo sarebbe stato chiesto espressamente dalla sede centrale di Sky di Milano ed è andato in onda nella striscia dei telegiornali sportivi sul canale satellitare 200. L'accostamento con Maradona, però, è stato subito frenato dallo stesso Merino. «Io sono soltanto Merino. Maradona è il numero uno: il campione di tutti i tempi - ha detto - Il mio gol somiglia a quello che ha fatto lui con il Verona? Può anche essere, io però sono stato fortunato, lui ne ha fatte tante di prodezze del genere». Modestia a parte, Merino ha raccontato la sua rete alle telecamere di Sky. «Ho rubato palla a Gabionetta, ho alzato la testa e mi sono accorto che il portiere era un po' fuori dai pali. Ci ho provato e mi è andata bene. Sono stato fortunato». Chi lo conosce, sa bene che non si tratta soltanto di fortuna. Merino ha detto di avere due idoli nel calcio "Romario e Maradona". Il peruviano, che ha collezionato già alcune presenze con la maglia della nazionale, ha voluto pubblicamente ringraziare il presidente Lombardi e il suo talent scout, Josè Alberti per aver creduto in lui. «Devo tutto al presidente Lombardi - ha detto - È stato lui a volermi fortemente a Salerno ed è stato lui a darmi coraggio quando non riuscivo ancora a trovare spazio. Un grazie anche al mio amico e "patron" Josè Alberti che mi ha proposto ai granata». Già proprio Josè Alberti: l'ex giocatore di Napoli, Juventus e Avellino che ebbe un ruolo determinante nel passaggio di Maradona dal Barcellona al Napoli. Per uno strano scherzo del destino, c'è lo zampino di Alberti anche nell'ingaggio di Merino alla Salernitana. Roberto Merino, conosciuto anche come il "Maradona delle Ande", anche se lui quasi si intimidisce quando sente un paragone del genere. A quanto pare, comunque, il pibe de oro conosce bene Roberto Merino. Prima di congedarsi dalle telecamere di Sky, l'attaccante peruviano ha voluto dedicare il suo gol e la vittoria della Salernitana ai terremotati dell'Abruzzo. «So cosa significa per loro vivere momenti del genere. In Perù, purtroppo, abbiamo a che fare spesso con catastrofi del genere. Gli sono vicino con tutto il cuore e dedico la mia rete a loro». Un'ultima battuta, Merino l'ha regalata sul suo futuro. «Il mio futuro è Salerno e la maglia della Salernitana che sento come quella della nazionale. Per il momento mi concentro esclusivamente sulla salvezza dei granata. Poi si vedrà. La mia squadra dei sogni? Quando ero piccolo, in Perù, andava molto forte il modello Juve».

Dinamo Zagabria e Udinese vogliono Merino


Dinamo Zagabria e Udinese. Sul «Maradona delle Ande» c’è già l’attenzione di due importanti club europei. Non solo. Due osservatori del club croato erano presenti già sabato scorso all’Arechi e dal vivo hanno potuto assistere alle giocate «da sballo« di Roberto Ramirez Merino. La richiesta di accredito era giunta in settimana al segretario del club granata, Sergio Leoni. Dalla società croata era stata chiesta assicurazione che il giocatore giocasse contro l’Albinoleffe. Da Salerno non erano state fornite garanzie ma alla fine da Zagabria era stata confermata la presenza dei due osservatori. Del resto la Dinamo è da due anni che segue il calciatore. Suoi osservatori furono mandati in Grecia, nella scorsa stagione, per trattare con l’Atromitos Chalkidona l’acquisto del giocatore. Ma la trattativa non andò in porto. L’Udinese, invece, si sarebbe fatta viva ieri mattina. Un dirigente della società friulana avrebbe telefonato al presidente Lombardi, avanzando anche una prima offerta economica. Ma Lombardi è stato più che chiaro con il suo interlocutore: «Non se ne fa nulla. Merino ha quattro anni di contratto con noi e li farà tutti con noi». Risposta classica, di un presidente di club che sa benissimo di avere tra le mani un’occasione d’oro per far finalmente entrare un po’ di quattrini nelle casse della società. L’idea di Lombardi è chiara: cessione di Merino al miglior offerente ma con la clausola che rimanga un’altra stagione a Salerno. Fu proprio Lombardi, del resto, a «scovare» e portare a Salerno Merino. Una trattiva personale, senza l’aiuto di intermedari, condotta con Jose Alberti. «Lo conosco da tre anni. Si dice che sarebbe stato lui a portare Lavezzi al Napoli. Un giorno gli dissi ”Jose se davvero sei un amico mi devi portare un giocatore come Lavezzi, lo voglio regalare ai tifosi della Salernitana, lo meritano”. A gennaio stavo a Milano per il mercato quando Alberti mi avvicinò e disse ”Presidente ho il giocatore che tu mi chiesto”». E così nelle mani di Lombardi, Alberti consegnò un dvd, aggiungendo: «Guardarlo con attenzione e scoprirai un campione». «Rimasi impressionato da quelle immagini, per cui volli subito mettermi in contatto con il giocatore. Gli raccontai del mio progetto, del calore della tifoseria granata e della bellezza della città. Mi sembrò di averlo convinto. Seppi poi che Merino doveva venire in Campania per sostenere un provino a Castellammare. Io so che al Menti doveva esserci un osservatore del Napoli. Presi tutti in contropiede: parlai di nuovo con il giocatore e chiudemmo la trattativa». Nei particolari, Lombardi non entra. Il cartellino del giocatore, come avviene per i calciatori sudamericani, era di proprietà di una società, la Rogon, rappresentata in Italia da Mauro Corrente, un italo argentino originario di Cicerale ma residente in Svizzera. «Io non sono a conoscenza di tutte queste situazioni. Posso dire che ho sempre e solo parlato con Alberti e che il giocatore ha firmato un contratto con la Salernitana che scadrà il 30 giugno del 2012». Guadagnerà, spalmati sulle quattro stagioni, circa 500mila euro. L’esordio in maglia granata lo ha fatto sul fango del Menti a Vicenza il 29 marzso scorso. Cinque minuti appena ai quali si è aggiunto il finale di partita contro il Treviso all’Arechi. Una ventina di minuti con un assist per Di napoli non sfruttato da Re Artù e un gol sfiorato per un niente. Poi, la grande prestazione contro l’Albinoleffe di sabato scorso. Entrato al 31’ del primo tempo al posto dell’infortunato Iunco, Merino ha subito incantato la platea con virtuosismi, tagli, suggerimenti, assist vincenti, dribbling, accelerazioni e recuperi di palloni. Il tutto condito dalla ciliegin finale: quel pallonetto da quaranta metri che ha beffato il povero Coser e convinto gli addetti ai lavori di paragonare il gesto tecnico a quello di Maradona con la maglia del Napoli conttro il Verona.

sabato 18 aprile 2009

Salernitana-Albinoleffe 4-2


Vittoria importante per la Salernitana in ottica salvezza. I granata battono 4-2 grazie a Ledesma ed un super Merino un Albinoleffe coriaceo e mai domo. La squadra è passata subito in vantaggio 1-0 già al 3' pt (Iunco), Cellini di piede ha riequilibrato il punteggio al 34' pt, ma al 41' pt ancora Iunco ha siglato il 2-1.

Nella ripresa, è stato espulso al 10' st il portiere Narciso per un fallo su Ganci lanciato a rete: espulsione e rigore. Coser è entrato sostituendo Serafini e ha neutralizzato il penalty di Scarpa. In inferiorità numerica, l'AlbinoLeffe è stata in grado di pareggiare al 18' st con Ruopolo, autore di un colpo di testa, ma Manuel Ledesma al 33' st e Merino al 37' st (con uno splendido pallonetto da centrocampo) hanno regalato la vittoria alla Salernitana.

Salernitana (4-4-2): Berni; Russo, Fusco, Cardinale, Marchese; Soligo, Tricarico, Ciaramitaro (32' st Ledesma), Scarpa; Iunco (31' pt Merino), Ganci (40' st Squitieri). In panchina: Pinna, Cirillo, Coppola, Federici). All. Brini.

AlbinoLeffe (4-4-2): Narciso; Garlini (8' st Gabionetta), Gervasoni, Serafini (10' st Coser), Renzetti; N. Madonna, Previtali, Carobbio, Laner; Cellini (21' st Perico), Ruopolo. In panchina: Luoni, Caremi, Cristiano, Ferrari. All. Madonna.

Arbitro: Romeo di Verona.

Note: spettatori: 9.110 per un incasso totale di 69.964 euro. Espulso Narciso al 10' st per fallo da ultimo uomo su Ganci. Ammoniti Cellini e Cardinale per reciproche scorrettezze. Serafini, Renzetti per gioco falloso, Merino per comportamanto irregolare. Angoli 4-3 per l'AlbinoLeffe. Recupero 3'+3'.

Reti: 3' pt Iunco, 34' pt Cellini, 41' pt Ganci, 18' st Ruopolo, 33' st Ledesma, 37' st Merino.

Risultati trentaseiesima giornataAvellino-Piacenza 1-1; Bari-Rimini 3-0; Cittadella-Pisa 1-0; Empoli-Treviso 2-1; Livorno-Parma 2-2; Mantova-Ancona 2-2; Modena-Sassuolo 2-0; Salernitana-ALBINOLEFFE 4-2; Vicenza-Brescia 1-2. Giocate venerdì: Triestina-Grosseto 2-3; Ascoli-Frosinone 2-1.

Classifica

Bari 66 punti; Parma 63; Livorno 56; Brescia 55; Empoli 54; Triestina e Sassuolo 52; ALBINOLEFFE 51; Grosseto 50; Ascoli 49; Piacenza 46; Vicenza 43; Mantova, Cittadella, Ancona e Pisa 42; Salernitana e Rimini 40; Frosinone 39; Modena 36; Avellino 33; Treviso 31.

venerdì 17 aprile 2009

Il Club "Bellizzi Granata" solidale con la popolazione dell'Abruzzo

E' partita ieri la raccolta di generi alimentari a lunga conservazione, promossa dal Club "Bellizzi Granata" in collaborazione con la Protezione Civile Nazionale - Pro.Civ. di Bellizzi e l'Associazione culturale "Liberamente" di Alessandro Paolillo di Bellizzi.
Nei vari supermercati della zona, sono stati posti dei punti raccolta ove i cittadini che lo volessero, potranno donare generi alimentari a lunga conservazione di varia natura, nonchè prodotti per l'igiene della persona.
Il giorno 24 Aprile, ci recheremo personalmente in Abruzzo a donare quanto raccolto, e il tutto verrà poi documentato fotograficamente e riportato anche sul nostro sito.
Vorrei ringraziare pubblicamente, sin da ora. tutti quelli che ci aiuteranno a compere quest opera di solidarietà nei confronti dei nostri amici abruzzesi, perchè, ancora una volta,se c'è ne era bisogno di sottolinearlo, il tifo non è solo seguire la squadra del cuore, ma essere presente là dove cè bisogno di solidarietà, e dove potrà il nostro club sarà sempre presente ad aiutare il prossimo.
Grazie di cuore a tutti voi.
Rocco Calenda
Presidente del Club

giovedì 16 aprile 2009

L’Albinoleffe e la dynasty Madonna


Sabato rientra da un turno di squalifica Nicola Madonna, il figlio dell'allenatore Armando. Sarà stato un caso, tuttavia a Mantova non c'era e l'Albinoleffe ha perso per 1-0, dopo 3 vittorie e un pareggio. In stagione ha segnato sei gol, tanti per un centrocampista non tanto offensivo, e smazzato alcuni assist, fra cui il 4-1 di Ruopolo al Grosseto e il 2-2 di Laner ad Ascoli. Il bello è che papà Armando aveva chiesto che venisse ceduto per evitare di essere accusato di favorire il figlio. È stato il presidente, Gianfranco Andreoletti a insistere perchè puntasse su Nicola (nella foto). La squadra è al settimo posto, con 51 punti, adesso i Madonna sono un po' meno in imbarazzo rispetto a inizio stagione, quando il padre allenatore impiegava il figlio temendo che i tifosi orobici e gli addetti ai lavori sorridessero di fronte alla sua scelta. «Avevo fiducia nelle qualità di mio figlio - racconta - il problema era proprio di opportunità. Mi fa piacere per Nicola, che ha segnato l'ultimo gol a Vicenza, un mese fa. Il quadro però resta complicato». Il timore di Madonna padre è di essere scambiato per un involontario primo procuratore del figlio. «Non so nemmeno chi lo segua, a livello contrattuale. Non abita con me, quelle poche volte che ci vediamo non parliamo di quanto succede al campo». Nicola Madonna viene dalle giovanili dell'Atalanta, il genitore è diventato suo allenatore dallo scorso maggio, quando venne esonerato Elio Gustinetti. «Avremmo preferito evitare questa situazione strana - conferma il figlio, 22 anni - che si presta a fraintendimenti. La società ha voluto trattenermi, la coesistenza sta andando bene, sono contento». L'Albinoleffe è l'ambiente ideale per sopportare questa piccola dynasty, la squadra si batte per i playoff e i compagni di Nicola Madonna non fanno nemmeno battute, su padre e figlio. «Tutti sanno la situazione - aggiunge Nicola - fanno il possibile per renderla normale. Sono più problemi nostri, che ci facciamo da soli, io e papà». Il quale Armando è stato giocatore di serie A, nell'Atalanta e nella Lazio, arrivando a segnare anche 13 gol in una stagione, ma in B. «Mio figlio è più difensivo, più duttile rispetto a me. Il problema è che deve sempre far bene, altrimenti qualcuno potrà sempre dire che gioca perchè è figlio del mister. Psicologicamente stiamo imparando a convivere con l'anomalia». Viene in mente Cesare Maldini, quando dal '96 al '98 allenò il figlio Paolo in nazionale, di cui era capitano. «Accadde anche al Milan - ricorda Nicola Madonna - La differenza è che Maldini era già un campionissimo, così il ruolo del padre allenatore era più semplice». Madonna junior ha il contratto sino al 2011, il padre fino al 2010. A fine stagione potrebbero separarsi, il figlio è più pronto del padre per la serie A. «L'obiettivo adesso sono i playoff - dicono in coro - con 5 partite su 8 da disputare in casa e la salvezza già in tasca».

Dino Fava, una stagione da dimenticare


Prima il grave infortunio alla mandibola con l'Ancona, poi quello al ginocchio a cavallo tra le due trasferte di Trieste e di Pisa ed infine lo stop - la settimana successiva - con il Piacenza allo stadio Arechi. Dal 28 febbraio scorso, Dino Fava Passaro è costretto ai box a causa di una lesione (del secondo-terzo grado) al flessore della coscia sinistra. Uno strappo muscolare, tanto per intenderci. Per un infortunio del genere ci vogliono circa due mesi prima di rivedere in campo l'atleta. Molto dipende dal soggetto, naturalmente, ma i tempi di recupero non possono essere inferiori ai 50 giorni. È necessario che si cicatrizzi la lesione e poi è indispensabile un lavoro di elasticizzazione e di potenziamento dell'arto interessato. Pena il rischio di una gravissima ricaduta. Fava ha superato la prima fase, ma adesso deve svolgere comunque un lavoro di potenziamento. Numeri alla mano, dunque, è molto difficile - per non dire impossibile - che l'attaccante riuscirà a recuperare per la gara interna con l'Albinoleffe di sabato prossimo allo stadio Arechi. E pensare che inizialmente si era parlato di un recupero più rapido. Così non è stato e così non poteva essere. Fortunatamente, l'arrivo in granata del medico Andrea D'Alessandro (in qualità di responsabile dello staff sanitario) ha permesso di gestire l'emergenza "infortuni" in maniera oculata. Stando alle ultime notizie provenienti dal campo, Dino Fava Passaro sarà ancora costretto ai box. Almeno fino alla trasferta con il Parma al Tardini di lunedì 27 aprile. L'attaccante, infatti, soltanto da pochi giorni ha ripreso ad allenarsi con la squadra, alternando fasi di lavoro con il gruppo ad uno specifico protocollo di riabilitazione differenziata. Ieri pomeriggio, ad esempio, non ha nemmeno preso parte alla sgambata infrasettimanale contro la formazione allievi in quel di Eboli, limitandosi soltanto ad alcuni leggeri esercizi con il pallone in compagnia del preparatore atletico. Sotto questo aspetto, si tratta di una stagione da dimenticare per l'ariete granata che pure si era inserito benissimo negli equilibri tattici della squadra. Basti pensare che nonostante abbia saltato quasi metà campionato per i vari infortuni è il secondo miglior realizzatore della Salernitana con 6 reti (in 17 incontri) all'attivo. Non solo. La presenza in campo di Fava era indispensabile anche e soprattutto per l'equilibrio della squadra. Grazie alla sua mole, condita da una buona dose di intelligenza tattica, Fava riusciva a fare reparto da solo, favorendo gli inserimenti degli esterni e risultando il terminale ultimo della potenza di fuoco granata. Nonostante l'emergenza in attacco a cui dovrà far pronte la Salernitana contro l'Albinoleffe (squalificato Di Napoli, out Fragiello, non c'è nessun'altra prima punta in organico), Fabio Brini dovrà fare di necessità virtù.

martedì 14 aprile 2009

Salernitana al bivio: ora tocca a Brini


La stagione della Salernitana è davvero giunta ad un bivio cruciale. A otto giornate dalla conclusione del campionato la squadra granata, ora al quart'ultimo posto ed in piena zona play out, rischia la retrocessione in Lega Pro dopo un solo anno di B. Le prossime tre partite potrebbero risultare determinanti. La Salernitana, infatti, nelle ultime settimane è in caduta libera complice prestazioni deludenti e risultati negativi. Una crisi tecnica culminata con l'ennesimo ribaltone in panchina caratterizzato dal siluramento-bis di Castori ed il ritorno di Fabio Brini. A questo punto il mese di aprile è diventato quello della verità. Lo scorso anno in queste stesse settimane la Salernitana conquistò la promozione in B. Adesso deve difenderla per non rendere fallimentare la stagione. E le prossime tre partite potrebbero rivelare le reali probabilità di salvezza della Salernitana. Il calendario, però, è tutt'altro che agevole. La formazione granata, infatti, giocherà soltanto una volta all'Arechi, con l'Albinoleffe, e due volte in trasferta, con Rimini e Parma. Partite difficili contro avversarie in corsa per differenti obiettivi. L'Albinoleffe sogna il raggiungimento degli spareggi promozione mentre il Parma si sta avvicinando velocemente alla serie A. Quello con il Rimini, invece, al di là dei risultati di sabato prossimo, sarà un vero e proprio scontro diretto per la permanenza in cadetteria. Tre partite in soli dieci giorni che sottoporranno la Salernitana, ma naturalmente anche le altre squadre della B, ad un vero e proprio tour de force. Sabato prossimo l'Albinoleffe, poi il martedì successivo il recupero della gara con il Rimini mentre lunedì 27 aprile si disputerà il posticipo di Parma. «Tabelle salvezza? Non voglio farne. Pensiamo a vincere il più possibile da qui alla fine», ha detto Brini nel giorno della sua presentazione ufficiale. In questi giorni, prima nel ritiro di Roma e da ieri a Salerno, il tecnico di Porto Sant'Elpidio ha lavorato soprattutto sul morale dei suoi giocatori. Agli incontri decisivi del campionato, intanto, la Salernitana si presenterà senza l'emergenza delle scorse settimane. L'interruzione del torneo, dopo la tragedia in Abruzzo, ha permesso ai granata di recuperare completamente alcuni degli atleti infortunati. Già per sabato prossimo sono annunciati i rientri di Luca Fusco e Peccarisi, due difensori che sono a lungo mancati in questa stagione. Nelle ultime partite soprattutto l'assenza del capitano si è fatta sentire. Il suo ritorno in campo potrebbe assicurare esperienza ed equilibri ad una difesa che ha subito troppi gol in questo torneo. Mancheranno, invece, gli squalificati Fatic, Kyriazis, Pestrin e Di Napoli. In costante recupero, infine, c'è pure Dino Fava, l'attaccante casertano che, in questo campionato, ha dovuto fare i conti con due gravi infortuni. Adesso dopo un lungo lavoro di recupero anche Fava è pronto a rientrare. Ed i suoi gol potrebbero risultare determinanti nella volata salvezza. Con Fava in forma il finale potrebbe essere a tinte più rosee.

sabato 11 aprile 2009

AUGURI DI BUONA PASQUA


Anche se è difficile in questo momento di dolore trovare le parole, voglio augurare a tutti i tifosi della Salernitana, soprattutto quelli residenti lontano dalla nostra amata città, una Santa e Serena Pasqua da trascorrere in pace con le proprie famiglie, sperando anche in un futuro migliore per i nostri colori.
AUGURI E FORZA SALERNITANA!!!
Rocco Calenda
Pres. del Club "Bellizzi Granata"

giovedì 9 aprile 2009

Venerdì giornata di lutto, la serie B si ferma


Il mondo del calcio ha dato il primo segnale tangibile per ossequiare la memoria delle vittime del terremoto che ha sconvolto l'Abruzzo. Ieri pomeriggio, infatti, la Lega Calcio, recependo la disposizione in merito della Federazione Italiana Gioco Calcio, ha comunicato il rinvio della trentacinquesima giornata del campionato di Serie B, originariamente in programma per domani pomeriggio alle ore 19. La giornata di campionato sarà recuperata martedì 21 aprile con inizio alle ore 20.45. Domani, infatti, saranno celebrati dall'Arcivescovo de L'Aquila, Monsignor Giuseppe Molinari, i funerali di Stato per le vittime del sisma. In virtù di ciò la FIGC ha disposto il rinvio che è stato subito accettato da tutte le società del torneo cadetto. Il cambio di programma ha colto di sorpresa le squadre, mutando inevitabilmente i programmi non solo della Salernitana ma di tutte le compagini. Il campionato riprenderà regolarmente sabato prossimo con le gare della trentaseiesima giornata eche, per la Salernitana, prevede la sfida all’Arechi contro l'Albinoleffe. In occasione della gara contro i lombardi la Salernitana sta anche pianificando iniziative in favore della popolazione dell'Abruzzo che saranno rese note nei prossimi giorni. Tornando al calendario, in un primo momento la Lega Calcio aveva spostato le partite di domani a martedì prossimo (14) non tenendo conto che in quel giorno l'Avellino recupererà la gara contro il Sassuolo, non disputata lo scorso 29 marzo. Dopo circa un'ora la rettifica e la decisione di giocare il 21 aprile. Ecco, quindi, il calendario della Salernitana per questo mese:. Sabato 18 si giocherà all'Arechi contro l’Albinoleffe; martedì 21 sarà recuperata la gara contro il Rimini in trasferta alle 20.45. Calendario alla mano, la Salernitana sarebbe dovuta tornare in campo già venerdì 24 al "Tardini" di Parma contro la squadra di Guidolin per l’anticipo televisivo della trentaduesima giornata. Ovviamente, la partita è stata spostata a lunedì 27, alle ore 21, proprio perché la Lega Calcio, in caso di sconvolgimenti di calendario che riguardano anche turni infrasettimanali, dispone di giocare il doppio posticipo al posto dell'unico anticipo del venerdì. Si era ipotizzata anche la possibilità di giocare regolarmente il giorno 25, ma le esigenze televisive hanno ovviamente avuto il sopravvento su tutto. Quindi, il giorno 27 si giocherà non solo Ancona-Cittadella (ore 19) ma anche Parma Salernitana (ore 21). La Salernitana lascerà il ritiro di Roma, dove stava preparando la sfida con il Rimini, domani dopo l'ennesimo doppio allenamento e poi, il gruppo, godrà di due giorni di riposo prima di ritornare a lavorare nel pomeriggio del giorno di Pasquetta a Salerno in vista della partita contro l'Albinoleffe che la Salernitana giocherà senza i quattro squalificati, vale a dire Di Napoli, Kyriazis, Fatic e Pestrin. Lunedì dovrebbe riprendere a lavorare con il gruppo anche Fava mentre Fusco e Peccarisi avranno la possibilità di migliorare la loro condizione, tenuto conto che i due difensori hanno lavorato anche ieri regolarmente con il gruppo. Berni e compagni hanno lavorato sodo nel ritiro di Roma con esercitazioni tecnico tattiche che confermano le intenzioni di Brini di affidarsi ad un classico 4-4-2. Assente il solo Iuliano, costretto a letto dalla febbre.

martedì 7 aprile 2009

Re Artù raggiunge Di Vaio nella top ten dei bomber



Con il gol in zona Cesarini che ha regalato il pareggio sabato contro il Treviso, Arturo Di Napoli ha fatto un altro passo nella storia del calcio a Salerno. Re Artù, infatti, segnando la sua trentatreesima rete in campionato con la maglia della Salernitana, ha affiancato Marco Di Vaio al decimo posto nella classifica dei bomber granata di ogni tempo. 33 gol in 63 presenze per Di Napoli. 33 in 67 partite per Di Vaio, attuale capocannoniere della serie A. Prossimi obiettivi per il centravanti milanese i 35 gol di Giorgetti , i 36 di Massagrande ed i 38 di Onorato che occupa il settimo posto di una classifica che vede saldamente in testa il mitico Margiotta a quota 81, con Pisano al secondo posto (60 gol, 57 più i 3 nei playoff di C1) e Valese al terzo (58). Dodici i gol di questa stagione. 9 in casa e 3 in trasferta. 7 nei primi tempi e 5 nelle riprese. 10 di sinistro, con 3 rigori ed una punizione, e 2 di destro. Con i suoi dodici gol stagionali Di Napoli ha conquistato, da solo, 8 punti. Ha segnato 6 gol pesanti: ha deciso da solo il successo (1-0) sul Sassuolo, ha contribuito alle vittorie sul Frosinone (3-2) e sul Mantova (2-1) ed ha regalato il pari contro Pisa (1-1) e Treviso (due 2-2). 2 le sue reti superflue, nel 2-0 al Grosseto, e nel 3-0 al Brescia, e 4, purtroppo, i gol inutili, con la Salernitana comunque battuta dal Grosseto, dal Rimini, dal Parma e dall'Ancona. Grazie a questi 12 gol stagionali Di Napoli sta scalando anche la classifica dei bomber italiani attualmente in attività. Con i 137 gol occupa, infatti, il nono posto a due sole lunghezze dal laziale Rocchi in una classifica che vede al comando Montella, Inzaghi e Del Piero. 137 gol in carriera: 51 reti nelle 214 presenze in serie A, con il Napoli, l'Inter, il Vicenza, l'Empoli, il Piacenza, il Venezia e il Messina, 55 gol nelle 156 in serie B, con Acireale, Venezia, Palermo, Messina e Salernitana, e 31 nelle sue 66 partite di C1 con il Gualdo e la Salernitana.

Si torna al 4-4-2, Ganci punta Fusco recupera, Fava in forse


È arrivato presto al campo di allenamento per verificare di persona le condizioni del manto erboso e per conoscere i suoi nuovi giocatori prima di cominciare la nuova avventura sulla panchina della Salernitana. Sicuro, determinato, con la voglia di tornare ad essere protagonista, il tecnico di Porto Sant’Elpidio ha ricevuto dal magazziniere il materiale tecnico e poi ha raggiunto la squadra nello spogliatoio per un colloquio durato una decina di minuti. Brini ha cheisto ai granata di «scrollarso la paura» e poi ha cominciato il lavoro sotto lo sguardo di un centinaio di tifosi. Il tecnico ha diretto tranquillamente l’allenamento e la gente ha osservato il suo lavoro con la speranza che porti alla salvezza. La Salernitana giocherà con un classico 4-4-2, il modulo con il quale Brini raggiunse la promozione in B l'anno scorso. Al massimo si potrebbe ipotizzare un 4-4-1-1 figlio di un emergenza, considerato che a Rimini sarà assente Arturo Di Napoli per squalifica. Da ciò che è emerso in allenamento, sarà Ganci il sostituto di Di Napoli mentre uno tra Merino e Iunco agirà alle sue spalle. Se Brini giocherà con il 4-4-1-1 toccherà al peruviano, mentre in caso di 4-4-2 il posto sarà di Iunco. In difesa la novità è rappresentata dal recupero di Fusco che ieri si è allenato regolarmente, ma la sua situazione muscolare è in costante controllo. Ieri il capitano ha svolto tutti gli schemi, ma fino a venerdì sarà gestito attentamente. Conferma per Russo a destra, Roberto Cardinale sarà il partner del capitano granata. A sinistra Marchese. Mancheranno per squalifica Fatic e Kyriazis. Capitolo centrocampo: Brini potrebbe affidarsi alla vecchia guardia, considerata l'assenza di Pestrin. Sembrano sicuri di un posto Soligo e Tricarico che si sistemeranno rispettivamente a destra ed al centro. L'altro interno sarà Coppola. A sinistra ieri è stato provato Ciaramitaro anche se la sua condizione non è ottimale. In caso di problemi spazio a Scarpa oppure allo stesso Iunco con lo spostamento di Scarpa in avanti dietro a Ganci. Nella Salernitana di Brini ci dovrebbe essere più spazio per Ledesma, ma non da venerdì. Brini, in ogni caso, conta molto sulle qualità del giovane argentino. Non si sono allenati sul campo Fava e Cannarsa mentre sembra sulla via del completo recupero anche Peccarisi.

Brini: «La salvezza non è irraggiungibile»


«Brini ci ha traghettati in serie B, adesso posso dire che fu un errore non averlo riconfermato e per questo avevo un debito con lui. Sono convinto che ci porterà alla salvezza, ha le qualità giuste per permetterci di raggiungere questo obiettivo nel quale ancora crediamo. Ha detto subito sì confermando il suo grande attaccamento alla Salernitana», il presidente Lombardi presenta così nella sala conferenze della sede Salernitana il nuovo-vecchio allenatore Fabio Brini. «Sono convinto che possiamo salvarci e non ho avuti dubbi ad accettare la proposta. Volendo fare un paragone posso dire che l’avventura del campionato scorso, quando c’era da raggiungere la promozione in B, era più difficile perchè c’erano situazioni più complicate da risolvere che noi siamo stati bravi a non far venire fuori», parte così Brini in conferenza stampa e poi spiega quelle che sono le problematiche attuali. «La Salernitana andando a verificare quello che è l’organico dovrebbe stare in una posizione diversa di classifica, più o meno dove si trova l’Ascoli. Credo che sia soprattutto un problema mentale nel senso che ci sono dei calciatori determinanti che dovrebbero dare molto di più e che non ci sono riusciti per il problema degli infortuni e per non aver recuperato nel migliore dei modi», aggiunge Brini che fa dei nomi. «Giocatori come Ciaramitaro, Coppola sono importantissimi, ma finora non sono riusciti ad esprimersi all’altezza delle loro qualità perchè sono non hanno mai giocato nella migliore condizione. Adesso non c’è molto tempo, cercheremo di portarli al meglio». Una convinzione ce l’ha ed è quella tattica. «Abbiamo una certezza e ripartiremo da questa, il modulo che l’anno scorso ci portò in serie B, il 4-4-2. Credo che la forza di un allenatore sia quella di fare le cose semplici, ecco io cercherò di fare meno danni possibili mettendo tutti i giocatori nella condizione di poter dare meglio sul campo in base a quelle che sono le loro caratteristiche». Dimostra di avere le idee chiare anche sulla strada da dover intraprendere per raggiungere la salvezza. «Occorre innanzitutto una continuità di risultati che alla Salernitana è mancata. Non riesco a spiegarmi, ad esempio, come alla grande partita giocata contro il Brescia abbia fatto seguito poi l’esibizione contro il Treviso». Capitolo infortunati. «Vediamo come saranno le condizioni di Fusco, Peccarisi e Fava e poi valuteremo. Speriamo di recuperare qualcuno per la sfida di venerdì con il Rimini». Capitolo portieri. «Non è vero che ho due numeri dodici, ma bensì due numero uno. Berni lo conosco bene per averlo allenato con la Ternana, dopo quei campionati passò alla Lazio».

lunedì 6 aprile 2009

Lombardi: «Sono il presidente e decido io»


È arrivato all’ora di pranzo, direttamente in sede, senza passare nemmeno per il Volpe, dove da poco la squadra aveva completato la seduta di allenamento agli ordini del tecnico in seconda, Di Cicco. Fabio Brini è così tornato dopo circa undici mesi ad allenare la Salernitana che, nel giugno scorso, riportò in serie B senza ottenere, però, la riconferma. Ad attenderlo in sede, c’erano, tra gli altri, il segretario Leone, il team manager Avallone che aveva ritrovato il suo abituale self control momentaneamente svanito sabato negli ultimi minuti di Salernitana-Treviso, e il responsabile dello staff medico D’Alessandro. Soprattutto con quest’ultimo, Brini si è intrattenuto per informarsi dello stato di salute dei giocatori. Poi, un breve colloquio telefonico con il presidente Lombardi, rimasto a Vallo della Lucania per motivi di lavoro più che per festeggiare il proprio compleanno. Il presidente rivendica la paternità della scelta della guida tecnica che dovrà condurre alla salvezza il club granata e che è caduta sull’allenatore di Porto Sant’Elpidio perchè «è un signore, una persona seria e, soprattutto, un sergente di ferro» come ha ripetuto ai suoi più stretti collaboratori. La voce che circola in città, è che questa volta Lombardi, finalmente, abbia fatto tutto di testa sua. Non ha voluto assolutamente ascoltare i consigli di chi lo ha portato a sbagliare finora, il dg Fabiani. La svolta della stagione che dovrebbe riguardare anche il futuro della società - almeno così si spera - è avvenuto sabato sera un paio di ore dopo la conclusione dell’avvilente sfida con il Treviso. Lombardi era già rimasto scosso per quanto aveva visto in campo, poi ha dovuto ricevere - sembra addirittura su consiglio del funzionario della questura presente all’Arechi - una rappresentanza di tifosi. Alla richiesta di allontanare Castori e Fabiani, Lombardi aveva risposto picche: «Non se ne fa nulla, aspetto la trasferta di Rimini e se dovesse andar male allora non caccio solo loro due ma anche quattro o cinque giocatori». Il presidente si sarebbe poi recato negli spogliatoi per parlare con Castori, al quale voleva confermagli la fiducia sua e della società. Ma l’incontro ha deluso profondamente il massimo responsabile della società, il quale ha così deciso di esonerare subito Castori. Fabiani gli ha immediatamente prospettato due nomi: Ficcadenti e Giordano. Lombardi non ha voluto sapere ragione: «Ora basta, sono il presidente e decido io». Un breve colloquio telefonico con Brini, la conferma che il tecnico marchigiano in questi mesi non aveva perso di vista la sua ex squadra, e soprattutto il convincimento che solo «un sergente di ferro» potesse rimettere le cose a posto all’interno di uno spogliatoio divenuto, a detta di qualcuno «anarchico» e «esplosivo». A Brini, quindi, spetterà il compito di tastare l’umore del gruppo e di decidere, quindi, chi dovrà proseguire con lui l’avventura. Per Rimini, una prima selezione l’ha fatta il genovese Bergonzi, direttore di gara sabato sera all’Arechi. In quattro salteranno la trasferta in Romagna per squalifica. Brini dovrà ridare un’identità tattica alla squadra. Si tornerà a giocare con il classico modulo del 4-4-2 nel quale troveranno spazio, sin da venerdì prossimo, Ledesma e Merino, ingiustamente trascurati nella gestione Castori. Brini dovrà anche recuperare un signor portiere come Berni, inspiegabilmente divenuto insicuro nelle ultime partite dopo aver favorevolmente impressionato nelle sue prime prestazioni in granata. Brini dovrà trovare una collocazione definitiva per Ciaramitaro. In attacco, infine, con il rientro di Fava (non sicuro per Rimini) ci sarà solo l’imbarazzo della scelta tra l’ex del Treviso, Di Napoli, Iunco, Scarpa e Ganci. Ora il gruppo è chiamato a ricompattarsi intorno al suo nuovo nocchiere. Il numero delle gare da affrontare è diminuito a otto, i punti disponibili sono 24, la quota salvezza sembra salita da 48 a 51/52 punti, rendendo ancora più ardua l’impresa granata. Ma c’è ancora tempo per sperare. Perchè non crederci ancora?

domenica 5 aprile 2009

Esonerato Fabrizio Castori: la panchina granata a Brini


Fabrizio Castori è stato esonerato: il tecnico incassa il secondo licenziamento della stagione al termine del pareggio con il Treviso. La decisione della società arriva dopo il faccia a faccia con i tifosi ed un vertice societario durato alcune ore tra Lombardi, alcuni giocatori importanti e Fabiani.

Torna Brini sulla panchina granata dopo aver portato in B la Salernitana la scorsa stagione rilevando in corsa Agostinelli. Per la Salernitana è il terzo allenatore stagionale, il quarto avvicendamento: Castori- Mutti – Castori ed ora Brini. La Salernitana Calcio 1919 comunica di aver sollevato dall'incarico mister Fabrizio Castori. La guida tecnica è stata affidata a mister Fabio Brini. Il nuovo allenatore raggiungerà Salerno nella giornata di domenica 5 aprile. Brini ha firmato un contratto fino a fine campionato con opzione per la stagione successiva. La squadra riprenderà gli allenamenti domani, domenica, alle ore 11 al campo Volpe. La conferenza stampa di presentazione di mister Brini è prevista per lunedì 6 aprile. La Salernitana Calcio 1919 ringrazia Fabrizio Castori per l'impegno e la dedizione mostrati durante la permanenza alla guida tecnica della squadra augurando al mister, nel contempo, le migliori fortune professionali.

Le esperienze precedenti di Brini sono quelle di Martina quando portò i pugliesi alla salvezza in C1 nella stagione 2006/2007 superando i playout con il San Marino. E’ un allenatore pragmatico che cerca di sfruttare al massimo il potenziale tecnico a disposizione. Per intenderci, preferisce adattare lo schema ai giocatori e non viceversa.

In carriera ha ottenuto una promozione in serie B nel 1999/200 con l’Ancona confermando la categoria l’anno successivo. Dal 2002 al 2004 l’esperienza in C1 a Taranto priva di occupare la panchina della Ternana. Ha iniziato la carriera con la Montegiorgese in serie D nel ’95. Nel 98/99 ha allenato anche il Foggia.

Nel suo curriculum figurano una promozione, una retrocessione e tre esoneri. Nato il primo maggio di 51 anni fa, Fabio Brini venerdì farà il suo esordio a Rimini in una gara difficilissima per la Salernitana in palio ci sono più di tre punti.

sabato 4 aprile 2009

Salernitana-Treviso 2-2


Pareggio in extremis per la Salernitana che agguanta il pari con Di Napoli nei minuti di recupero. Finisce 2 a 2 l’attesa sfida salvezza con il Treviso. Veneti in vantaggio con Foti, pareggia poco dopo Scarpa. Nella ripresa le altre due reti di Quadrini su rigore e poi Di Napoli che a volo aggancia un buon pallone servitogli da Pestrin. A fine gara faccia a faccia tra un gruppo di tifosi ed il Presidente Lombardi.

I supporters granata chiedono l’esonero di Castori reo, tra le altre cose di non aver impiegato in passato Merino protagonista di 20 minuti eccellenti nel secondo tempo di oggi. Venerdì la Salernitana sarà di scena a Rimini senza gli squalificati Fatic, Kyriazis e Di Napoli.

Difendiamo la categoria!!

Il tempo dei se e dei ma, scusate il gioco di parole, trova"il tempo" che trova, visti i risultati delle altre squadre messe come la Salernitana.
E' il momento invece di essere tutti uniti e di cercare in tutti i modi di strappare con i denti, se necessario, tutti quei punti che la Salernitana ha bisogno per salvarsi. Una salvezza che, a mio modesto parere non servirebbe solo ad acquisire la permanenza nella cadetteria, ma anche una certezza per il futuro societario, che in questo momento risulta alquanto incerto, (spero vivamente di essere smentito) nonostante le voci rassicuranti che giungono dalla società.
Vorrei invitare tutti i tifosi, e, perdonatemi se lo faccio da un blog ma lo vorrei fare personalmente ad ognuno di voi, a lasciare perdere, per il momento, dissapori e dissidi, remando invece in un unica direzione che è quella della salvezza, ad iniziare da oggi contro il Treviso, avversario da non sottovalutare, poichè non ha nulla da perdere.
Uniamoci quindi, sotto un'unica bandiera e colore, come abbiamo d'altronde sempre fatto, e incitiamo a squrciagola i granata affinchè da oggi cominci quella svolta da sempre auspicata ma mai attuata, poi a fine campionato si vedrà di chi sono le responsabilità.
Adesso, un solo grido , per amore della nostra cara squadra....
FORZA SALERNITANA
Rocco Calenda

venerdì 3 aprile 2009

Con Castori e Mutti festival delle formazioni

Infortuni e squalifiche hanno rappresentato i principali ostacoli della Salernitana. Nell’attuale torneo, infatti, prima Castori, poi Mutti e successivamente ancora l’allenatore di Tolentino hanno dovuto fare i conti con un organico costantemente in emergenza. Inizialmente la mancanza di valide alternative, poi un’infermeria costantemente affollata hanno creato non pochi problemi. Fava, Soligo e proprio Peccarisi sono tra i calciatori granata che hanno saltato più partite. L'emergenza di questa settimana, dunque, non è una novità ma solo una brutta consuetudine. Così la Salernitana ha battuto un non invidiabile record. In trentadue partite di campionato, infatti, soltanto nelle prime due giornate Castori è riuscito a schierare la stessa formazione. Nella gara inaugurale con il Sassuolo ed in quella successiva con il Cittadella, infatti, la Salernitana è scesa in campo sempre con gli stessi uomini conquistando una vittoria ed un pareggio. Eppure il 4-2-3-1, il modulo tanto caro a Castori, in quelle due sfide è stato interpretato da una squadra molto diversa da quella attuale con Pinna tra i pali, Kyriazis, Fusco, Peccarisi e Marchese in difesa, Soligo e Tricarico centrocampisti centrocampisti centrali, Ciarcià, Di Napoli e Scarpa in posizione più avanzata alle spalle di Fava. In pratica la Salernitana ha cambiato trentadue volte la formazione titolare. Tutto ciò ha condizionato le prestazioni ed il rendimento dei granata. Dopo il positivo avvio torneo Castori è stato costretto a cambiare assetto tattico (4-4-2) per fare fronte ai problemi della squadra. Lo stesso modulo è stato poi adottato da Mutti durante la sua breve gestione. Dopo gli acquisti di gennaio e con il ritorno di Castori in panchina la Salernitana ha giocato con il 4-3-3. Poi, però, l’involuzione della squadra ha convinto l'allenatore a cambiare ancora modulo. Così nelle ultime partite disputate la Salernitana ha variato spesso il modulo, oltre naturalmente agli interpreti. Castori ha provato con un rifinitore dietro ad unica punta, poi un centrocampo più folto ed un solo attaccante prima di tornare al 4-4-2 oppure al 4-2-3-1. Moduli che la squadra ha spesso adottato nella stessa gara. C’è solo una costante nelle trentatré partite giocate, quella di una squadra che non ha mai giocato con tre soli difensori.

Berni, le mani sula salvezza

È un momento importante per Tommaso Berni. Il portiere della Salernitana è chiamato a scacciare qualche critica di troppo subita dopo le ultime due prestazioni contro Ancona e Vicenza. L'estremo difensore toscano ha sostituito Pinna da ormai tre mesi alternando grandi parate a qualche uscita a vuoto. Contro il Treviso sarà chiamato anche lui ad offrire la classica prova di cuore guidando una difesa inedita che dovrà garantirgli la massima protezione. La salvezza inevitabilmente passerà anche dalle sue parate che oggi più di sempre sembrano essere quanto mai necessarie. Sabato Berni festeggerà la sua undicesima presenza con la maglia della Salernitana, una maglia che non ha mai lasciato dal suo esordio vincente a Frosinone, quando i granata vinsero per due a zero anche grazie ad una strepitosa parata nel primo tempo su botta a colpo sicuro di Dedic. Si intuì già allora che Berni tra i pali poteva essere una garanzia di rendimento mentre nelle uscite alte forse ci sarebbe stato da lavorare di più. La presenza di un altro bravo portiere come Salvatore Pinna lo ha stimolato ampiamente, facendo in modo che la squadra granata sia in questo momento forse l'unica squadra in grado di poter contare su due portieri di grande affidamento. Del resto la media gol incassati in dieci giornate parla chiaro perché nelle prime dieci partite di campionato Pinna ha subito 14 gol con una media di 1,4 gol a partita senza contare le tre gare di Coppa Italia dove il pipelet sardo in tre gare ha subito 5 gol (tre dal Napoli e e due dal Sassuolo). Di un soffio migliore la media di Berni che in dieci gare con la Salernitana ha subito 13 reti con una media di 1,3 gol a partita, segno che la squadra granata, indipendentemente da chi difende la porta è squadra che di gol ne ha sempre subiti anche troppi. La società ha fatto a gennaio una scelta ben precisa decidendo di acquistare dalla Lazio un portiere come Berni che, seppure tenuto in naftalina in seria A, avrebbe potuto rilanciarsi in un campionato equilibrato come quello cadetto. Non va dimenticato anche il fattore legato all'anagrafe, perché Berni ha solo 26 anni ed è nel pieno della sua maturità sportiva legata ad una carriera che lo ha portato anche in Inghilterra nel Wimbledon nel 2001 direttamente da settore giovanile dell'Inter. È stata proprio la sua esperienza inglese a garantirgli la convocazione nella Nazionale Under 21 nell'agosto del 2002 in occasione della partita contro la Germania. In azzurro poi altre due presenze nel 2004 e nel 2005 dopo il suo trasferimento alla Ternana. Prima della partita contro il Vicenza è stato proprio lui ad esternare i sentimenti di una squadra travolta dai risultati negativi e nello stesso tempo indicando a tutti la ricetta per uscire dalle secche della classifica: «Non lasciare punti in casa è fondamentale. Con l'aiuto del pubblico possiamo farcela». Berni è arrivato a Salerno con la formula del prestito secco ma, se la Salernitana riuscirà ad agguantare la salvezza, la dirigenza farebbe bene a proporgli un accordo più lungo dando a lui la possibilità di cominciare la stagione con i suoi compagni fin dal ritiro: «Sono sempre più convinto di aver fatto la scelta giusta venendo a Salerno». Questo il messaggio chiaro e tondo ai tifosi, anche ai più critici ai quali non sono bastati i due rigori parati in sei giorni, anche se quello respinto a Sgrigna domenica scorsa è servito a ben poco.

mercoledì 1 aprile 2009

Emergenza difesa: Fatic centrale in coppia con Kyriazis


La squadra era da poco scesa in campo quando è stato esposto uno striscione con una scritta a caratteri cubitali: «Castori Vattene. Ultra Salerno». I tifosi della Salernitana si sono presentati ieri pomeriggio al campo Volpe in occasione della ripresa degli allenamenti per esternare il loro pensiero con un messaggio eloquente. Una protesta civile e contenuta, l’allenamento è proseguito senza intoppi, nessuan contestazione, giusto qualche imprecazione isolata di qualche tifoso presente (in tutto un centinaio nonostante la pioggia). E piove sul bagnato in casa Salernitana. Sabato prossimo, contro il Treviso, Castori sarà costretto a fare la conta dei superstiti nel pacchetto arretrato. Tra squalifiche e infortuni, infatti, si va ben oltre l’emergenza. Fusco, Peccarisi e Cannarsa sono ancora indisponibili, mentre per Cardinale è scattata la squalifica, dopo l’espulsione di Vicenza. Numeri alla mano, dunque, il trainer granata ha le scelte obbligate. A tal punto che sono stati aggregati alla prima squadra anche i giovani Enrico Altobello e Federico Federici, della Primavera. Molti giocatori saranno costretti ad adattarsi in altri ruoli perché mancano i centrali e manca il cursore di fascia. Russo dovrebbe essere prestato nuovamente sulla destra (in settimana lavorerà nel ruolo di terzino destro anche il centrocampista Soligo), Fatic sarà dirottato al centro al fianco dell’unico superstite Kyriazis, con Marchese che torna tra i titolari. Ieri pomeriggio, la squadra ha ripreso ad allenarsi al campo Volpe. A inizio seduta si è visto il presidente Lombardi: il numero uno granata si è fermato in mezzo al campo a chiacchierare con Castorie poi nel chiuso dello spogliatoio. Un breve faccia a faccia tra tecnico e presidente prima che lo stesso Lombardi si intrattenesse per qualche minuto anche con Russo, Cardinale e gli altri. Infortunati a parte, l’unico assente era il portiere Salvatore Pinna che ha beneficiato di una giornata di permesso. Per la prima volta si è rivisto in campo anche Fava: una leggera seduta, giusto il tempo riprendere confidenza con il terreno di gioco. Hanno ripreso a lavorare regolarmente i vari Di Napoli, Tricarico, Russo, Kyriazis e Ciaramitaro che hanno smaltito i postumi del virus influenzale. La squadra riprenderà ad allenarsi questa mattina sul manto erboso del campo Volpe.

Castori: quattro vittorie e ci salviamo



Giubbino stretto, quasi a volersi proteggere dagli attacchi che gli sono piovuti addosso nelle ultime settimane. Poi la voglia di parlare che traspare chiara. D’altronde lui stesso ha sottolineato che il silenzio stampa non lo farebbe mai perchè gli impedisce di spiegare le sue ragioni alle fine delle partite. Castori sempre più sotto pressione: ora anche i tifosi ce l’hanno ufficialmente con lui, gli ultrà Salerno hanno esposto un unico striscione al campo Volpe: «Castori vattene». «Rispetto l’opinione di tutti e in particolare dei tifosi, ma non mi faccio demoralizzare da queste cose. Il mestiere dell’allenatore prevede di poter allenare in un ambiente dove sei osannato, oppure in un ambiente dove sei contestato. Io vado dritto per la mia strada». Crede nella salvezza? «Esattamente quanto ci credevo prima. Ho forse la faccia di chi non ci crede più? Ci credo eccome». Ma come si raggiunge la salvezza? «Vincendo quattro partite e noi le vinceremo. All’Arechi o fuori le vinceremo, dovremo scendere in campo con questa mentalità». La Salernitana ha la forza per farlo visto la discontinuità di risultati? «Punto primo: per raggiungere un obiettivo bisogna pensare positivo. Punto secondo, la continuità se viene intesa come pareggi serve a poco. Meglio vincere una gara e perderne due, invece di perderne una e pareggiarne due». A Vicenza perchè ha schierato Fragiello? «Perchè era l’unico centravanti di ruolo rimasto per le tante assenze e per la febbre che ha colpito Di Napoli. E poi Fragiello a me è piaciuto, con la sua fisicità si è fatto rispettare, peccato per le due palle gol che ha fallito. Tra l’altro è un giovane di 24 anni, uno dei pochi giovani di proprietà della Salernitana, quindi va valorizzato». Ma è arrivata un’altra sconfitta. «Sì, ma l’arbitro ci ha annullati due gol regolari. E sul loro primo gol siamo stati ingenui a farci prendere la mano. Eravamo in fiducia e volevamo giocare la palla sul campo pesante e così abbiamo preso gol con una ripartenza. Da quando sono tornato è la prima volta che capita perchè quasi tutti i gol li abbiamo subiti da palla inattiva». Ha ascoltato lo sfogo di Lombardi? «No perchè ero a casa mia a Tolentino. E negli spogliatoi quando ci siamo incontrati abbiamo parlato d’altro. E poi adesso non è il caso di spostare gli obiettivi: io penso solo alla salvezza». Ammmette di aver commesso degli errori? «Di queste cose voglio parlare a fine campionato, i consuntivi non si fanno adesso anche se ribadisco che il mio primo esonero, punti alla mano, non l’ho coniviso». Ma cosa è che non sta funzionando? «La partita di Vicenza è stata condizionata dalle avversità che ci hanno colpito nella settimana. Avevamo quattro giocatori influenzati, poi nel giorno della vigilia si sono aggiunti Di Napoli e Tricarico». L’ingresso di Merino è stata una provocazione? «Ma quale provocazione? Mi si può dire tutto, meno questo perchè ho un grande rispetto per i calciatori. Merino non potevo metterlo prima perchè rischiavamo in caso di infortuni di restare in nove perchè non c’erano più cambi». Con il Treviso è la partita della vita? «Da qui alla fine sono tutte partite della vita, su nove dobbiamo vincere almeno quattro. Certo, adesso andremo ad affrontare l’emergenza difensiva, mi è rimasto solo un centrale, Kyriazis. Sto adattando Fatic. A destra da terzino sto provando Russo e poi c’è anche Soligo». Una battuta: anche a lei la formazione la fa Berlusconi o la fa qualcun’altro? «Mai nessuno mi ha fatto la formazione. Scelgo con la mia testa e vado avanti con le mie idee. E anche adesso vado avanti per la mia strada».