Benvenuti nel sito Bellizzi Granata - Tutte le Notizie e le Curiosità sulla Salernitana, sui tifosi, sui risultati e sul Calciomercato. ULTIME NOTIZIE DAL CLUB "BELLIZZI GRANATA"

sabato 30 maggio 2009

Salernitana-Mantova: 1-1


Un punto doveva essere e così è stato. La Salernitana centra la salvezza nell’ultima giornata grazie al pareggio 1 a 1 a Mantova con reti di Godeas e Ganci. Un pareggio che permette ad entrambe le squadre di tirarsi fuori dai guai.

Il primo brivido della gara (9'), giusto per non smentirsi, potrebbe essere un'autorete di Kyriazis, che si avvita di testa e manda pericolosamente in angolo. Eppure, al 14' Godeas raccoglie un cross dalla distanza di Salviato e batte Pinna senza indugi. E' la scossa per animare una gara da encefalogramma piatto. La Salernitana non intende mettere a repentaglio la serie cadetta, tanto meno di fronte a un migliaio di tifosi campani.

Cambia dunque ritmo e con Iunco prima centra un palo (19'), poi al 23' lo stesso Iunco impegna Bellodi. Il pareggio arriva al 32': Kyriazis allunga in profondità per Iunco che con un cross spiazza Bellodi e serve Ganci per il colpo di testa vincente.

Nella ripresa non cambiano gli equilibri. Pochissime emozioni e nessuna voglia di compromettere il futuro. Vince la noia.

Ultima giornata ricca di sorprese quella della serie B con l'Ancona che sembrava spacciato capace di rimontare tre gol e vincere in casa dell'Albinoleffe (3-4) e conquistare gli agognati playout: la salvezza i marchigiani se la giocheranno contro il Rimini, sconfitto 2-0 dal Cittadella. Retrocede direttamente invece il Pisa: un vero e proprio choc per i toscani che al 90' sanno di dover giocare i playout.

Ma nel recupero il Brescia passa e condanna la squadra di Bruno Giordano alla retrocessione. E alla fine scoppiano incidenti tra tifosi e forze dell'ordine.

Il Bari non si smentisce e chiude la stagione primo assoluto in classifica e vincendo dinanzi al proprio pubblico (4-1 al Treviso).

In serie A senza passare dai playoff anche il Parma, fermato sul 2-2 dal Sassuolo che vede invece sfumare la possibilità di giocarsi la promozione nella massima serie. L'ultimo posto utile per i playoff se lo accaparra infatti il Grosseto.

In corsa per la promozione, quindi, restano il Livorno che vince ad Ascoli grazie a una doppietta di Tavano e chiude la stagione regolare al terzo posto, il Brescia (vittorioso a Pisa), l'Empoli (che vince in casa del già retrocesso Avellino) e il Grosseto, che vince in rimonta (2-1) contro il Frosinone, agguantando il sesto posto utile per giocarsi la promozione nella massima serie.

Pareggio insignificante tra Mantova e Salernitana mentre il Vicenza esce sconfitto dalla sfida con il Piacenza.

Risultati 42a giornata: Albinoleffe-Ancona 3-4 Ascoli-Livorno 2-3 Avellino-Empoli 0-1 Bari-Treviso 4-1 Cittadella-Rimini 2-0 Grosseto-Frosinone 2-1 Mantova-Salernitana 1-1 Pisa-Brescia 0-1 Sassuolo-Parma 2-2 Triestina-Modena 0-1 Vicenza-Piacenza 1-2.

Classifica: Bari 80 Parma 76 Livorno 68 Brescia Empoli 67 Grosseto 64 Sassuolo 60 Triestina 59 Albinoleffe 58 Frosinone 53 Piacenza 55 Vicenza Mantova 52 Ascoli Salernitana Modena 51 Rimini Cittadella 50 Ancona 49 Pisa 48 Avellino 40 Treviso 35.

venerdì 29 maggio 2009

Salernitana, Brini cambia la difesa


Una difesa nuova per Mantova, per l’ultima partita di campionato Brini cambia il reparto arretrato. L’unico punto fermo è Luca Fusco, il capitano, che ha giocato anche in condizioni precarie pur di non far mancare il suo apporto nella corsa salvezza. L’altro centrale sarà Roberto Cardinale, il greco Kyriazis tornerà a destra al posto di Russo. Sulla sinistra invece dovrebbe essere confermato Fatic, una delle carte vincenti di Brini nel finale di stagione. In porta Pinna, in scadenza di contratto, all’ultima partita con la maglia della Salernitana. Novità nel reparto, intento dichiarato di non prendere gol, stavolta lo 0-0 sarebbe risultato graditissimo alla Salernitana e anche al Mantova. Occorre, quindi, grande attenzione in fase difensiva per evitare spiacevoli sorprese. Il reparto difensivo con l’arrivo in panchina di Brini ha cominciato a ritrovare le convinzioni perse con la gestione Castori quando la Salernitana perse completamente la bussola e subiva gol incredibili sia in casa che fuori. Con il nuovo allenatore marchigiano sta giocando sempre chi è più in forma, non ci sono più elementi inamovibili e i nomi contano fino ad un certo punto. E poi con una squadra più equilibrata e un maggior sostegno da parte dei centrocampisti ecco che i componenti del reparto difensivo soffrono di meno. Un altro aspetto sul quale il tecnico ha lavorato molto è quello delle palle inattive, vero e proprio limite della Salernitana di quest’annno che da calci d’angolo e calci di punizione ha preso un’enormità di reti. Ora occorre l’ultimo sforzo, massima attenzione e concentrazione a Mantova per poter tagliare il traguardo della salvezza che prima dell’arrivo di Brini in panchina sembrava realmente impossibile. Salvezza tra l’altro senza passare nemmeno dai play out, decisive in tal senso si sono rivelate le ultime tre vittorie cosnecutive con Avellino, Ascoli e Bari, nove punti che hanno rilanciato alla grande le chances della Salernitana nella lotta salvezza. Nel reparto difensivo, oltre al punto fermo Fusco, ha trovato quasi sempre spazio il greco Kyriazis, sia sulla destra che da centrale, uno degli acquisti estivi più indovinati e tutto sommato anche tra i pochi a salvarsi con la gestione tecnica di Castori. Difensore completo, discreto anticipo, bravo di testa e comunque affidabile anche se non rapidissimo sui primi passi. Può giocare con risultati simili sia da centrale che sulla destra, anche se sulla fascia non sempre ha convinto al massimo. La vera carta vincente di Brini è stato Fatic, nazionale under 21 del Montenegro, preso in prestito dall’Inter e scelto in prima persona dal presidente Lombardi, rimasto praticamente una stagione intera in panchina. Poi nelle ultime partite, quelle più importanti in chiave salvezza, si è ritrovato titolare ed ha sempre fornito prestazioni covincenti. NOTIZIARIO. Allenamento pomeridiano al Mancini Park Hotel di Roma per la Salernitana. L’unico problema riguarda Dino Fava: il calciatore, sul finire della seduta, ha accusato un fastidio alla coscia sinistra. Le sue condizioni sono costantemente monitorate. La Salernitana lascerà stamattina il ritiro di Roma. L’allenamento di rifinitura sarà effettuato domani pomeriggio in Lombardia. Domani a Mantova l’arbitro sarà Velotto di Grosseto, quello della semifinale play off all’Arechi contro il Genoa che fischiò un rigore dubbio ai rossoblù all’ultimo minuto della partita con i granata in vantaggio 2-0. Quest’annno ha arbitrato Salernitana-Ancona, 2-1 per i granata con un rigore ed un’espulsione a favore.

giovedì 28 maggio 2009

Esodo granata verso il Martelli di Mantova


La marcia di avvicinamento a Mantova, della tifoseria granata, comincerà già domani. Nella tarda serata di venerdì, infatti, da Salerno partiranno molti ultras in treno mentre altri raggiungeranno la città lombarda in pullman che saranno allestiti se ci sarà una grande richiesta. Che al momento c'è in minima parte visto che la grande distanza che ci separa dalla città virgiliana non invoglierà molti a mettersi in viaggio. Anche la (quasi) salvezza raggiunta frenerà la gran voglia di chi aveva, magari, programmato la trasferta se la situazione fosse stata diversa. Comunque non è che la Salernitana resterà sola al «Martelli». Infatti i 2400 biglietti messi in vendita dal Mantova calcio in tutta Italia attraverso la «ticket one» probabilmente andranno esauriti. Infatti bisogna sottolineare che se da Salerno partiranno in pochi, la squadra potrà senza dubbio avvalersi del calore che è utile e necessario anche in questa gara di fine stagione, soprattutto dai tifosi del centro e nord Italia. Che sono davvero in tanti e non si lasceranno scappare l'occasione, come è già avvenuto in altre circostanze, per assistere alla gara. Fino ad ora i biglietti venduti sono oltre mille. «Un buon numero - dice Riccardo Santoro presidente del Centro di Coordinamento - se si pensa che, oltre a quello ospite, i salernitani potranno occupare anche altri settori dello stadio di Mantova in quanto non c'è limitazione e latrasferta è libera. È chiaro anche che i buoni risultati delle ultime gare della nostra Salernitana hanno riportato una ventata di grande ottimismo in tutti e credo che il punto della tranquillità lo potremo conquistare inquest'ultima gara di campionato». Intanto, è tramontata del tutto l'idea di installare nello stadio Vestuti un maxi schermo per permettere ai tifosi granata di assistere alla gara di sabato prossimo. Non se ne farà più niente. C'erano da chiedere troppe autorizzazioni (Sky in primis che ha l'esclusiva della gara) e non ne valeva, probabilmente, la pena. Infatti non sussistevano neppure motivi di ordine pubblico o quant'altro per poter, chiedere, magari una deroga al Prefetto. E bisogna anche considerare il fatto che, essendo il Vestuti inagibile da anni, ci voleva una ulteriore autorizzazione comunale per fare entrare chi volesse assistere alla gara.

Salernitana, la tentazione di Brini


C'è il rinnovato equilibrio di squadra che Brini ha saputo costruire tra i segreti della più che probabile vincente volata salvezza della Salernitana. Spesso arruffona e poco incisiva, la formazione granata si è trasformata nelle otto partite della gestione Brini diventando concreta e limitando al massimo ogni tipo di rischio. A centrocampo Brini ha completato il capolavoro perché dopo aver inizialmente insistito sul 4-4-2 la squadra ha saputo in pochi giorni assimilare il più offensivo modulo (4-2-3-1). Un atteggiamento tattico che ha garantito alla Salernitana, che ha avuto il merito di non perdere quegli automatismi ritrovati con il trascorrere delle settimane, tre importanti vittorie. Dalla vittoria con l'Avellino al successo con il Bari passando per il blitz di Ascoli la Salernitana ha conquistato nove punti di fila che hanno permesso di ipotecare la permanenza in B. Ed ora? Cosa accadrà? Brini insisterà su questo modulo anche se non ha l'obbligo di dover vincere a tutti i costi? Oppure cambierà di nuovo la sua Salernitana schierandola con un più prudente centrocampo con quattro calciatori? Tanti interrogativi che troveranno una risposta soltanto durante i due giorni di ritiro a Roma. «Ora non avrebbe più alcun senso cambiare», ha detto ad inizio settimana Brini lasciando intuire che, anche a Mantova, la Salernitana giocherà sempre allo stesso modo. Sarà così? Difficile intuirlo anche perché l'allenamento blindato di ieri pomeriggio ha ancora di più aumentato i dubbi. Probabilmente Brini, condizione atletiche dei calciatori permettendo, potrebbe schierare la stessa squadra di sabato scorso anche per premiare quei calciatori che, nelle ultime tre giornate, hanno permesso alla Salernitana di mettersi alle spalle la zona pericolo. Ed allora toccherà ancora alla rodata coppia Soligo - Pestrin. Il primo è stato uno dei pochi a salvarsi in questa deludente stagione del gruppo e tra i sicuri riconfermati per il prossimo torneo. Per Pestrin, invece, l'occasione giusta per chiudere nel migliore dei modi un campionato disputato tra tanti ostacoli, alla costante ricerca della migliore forma dopo un grave infortunio. E nelle ultime giornate Pestrin sta giocando decisamente meglio. Il suo futuro, però, resta un'incognita. Alle spalle dei due, però, scalpitano in tanti e sono coloro che potrebbero concludere proprio sabato l'esperienza con la maglia granata. Se Tricarico potesse alla fine spuntare la riconferma, è sicuro di dire addio Ciaramitaro che, almeno a Mantova, ci terrebbe a giocare dopo aver clamorosamente fallito la sua avventura a Salerno. Ma Ciaramitaro potrebbe trovare spazio o al posto di Pestrin, difficile però, oppure se Brini decidesse di schierare un centrocampo a quattro. L'esperto calciatore, giunto a gennaio dal Palermo, avrebbe dovuto assicurare il salto di qualità ad una squadra in crisi d'identità. Il risultato, però, non è stato soddisfacente. Eppure Ciaramitaro, reduce dalla vittoria del campionato di B con il Chievo Verona e di un ottimo precampionato con il Palermo prima del ritorno dalle Olimpiadi di Nocerino, era uno dei centrocampisti più corteggiati in B. La storia del suo matrimonio con la Salernitana è nota. Dopo un incoraggiante avvio, gol vittoria a Frosinone ed alcune buone prestazioni, l'atleta siciliano ha pagato, come gran parte dei suoi compagni, anche i cambi tecnici ed i diversi moduli adottati soprattutto durante il Castori-bis.

martedì 26 maggio 2009

Brini si candida per la prossima stagione «Ora però pensiamo prima a salvarci»


È il probabile tormentone di fine stagione. L'eventuale riconferma di Brini, uno dei principali artefici della più che probabile salvezza della Salernitana, sarà uno degli argomenti più discussi nei prossimi giorni. Il rebus legato al rinnovo del contratto del bravo ed esperto tecnico di Porto Sant'Elpidio è cominciato già da tempo complice pure le amorevoli esternazioni del presidente Lombardi. «La riconferma gli spetta di diritto per quanto ha fatto in questo torneo. Mandarlo via la scorsa estate è stato un errore». La frase pronunciata dal massimo dirigente del club granata ha il valore di un vero e proprio contratto. Ed a Brini hanno fatto molto piacere le parole del suo presidente. «In questa società ci sono persone serie, compreso il sottoscritto. Non vedo problemi. Ma di questo è giusto parlarne soltanto a salvezza raggiunta. Non prima - ha detto ieri pomeriggio Brini - Se a me piacerebbe restare? Non ho mai detto il contrario». Di certo Brini è stato determinante nella volata salvezza. «Ho sempre creduto di farcela anche dopo la sconfitta con il Livorno, forse l'unica partita che abbiamo sbagliato - ha aggiunto - Merino? La sua storia mi ricorda quella di Turienzo dello scorso anno. In lui ho creduto ed ogni allenatore può vederla in un modo. Merino è un buon calciatore anche se deve migliorare. Fabiani? C'è stato rispetto dei ruoli». Per sapere se Brini sarà o meno l'allenatore della Salernitana anche nella prossima stagione non resta che attendere la prossima settimana. Il pensiero di Brini è, infatti, solo rivolto alla trasferta di Mantova. «Per la salvezza manca ancora un punto e noi dobbiamo fidarci solo di noi stessi - ha concluso - Non voglio sorprese, nulla è scontato. A Torino sappiamo tutti come è andata a finire».

«Le partite decisive si affrontano così»


Un campionato che si decide all’ultima giornata. Non è la prima volta che la Salernitana si trova a vivere una situazione del genere negli ultimi vent’anni. Precedente positivo, uno soltanto, poi tre cocenti delusioni. Partite ricordate dai protagonisti dell’epoca, da quattro ex granata storici. Il precedente confortante è quello di Salernitana-Taranto al Vestuti nel giugno del 1990, un pareggio accontentava entrambe che avrebbero così festeggiato la promozione in B. Il Taranto era capolista ed aveva già tagliato il traguardo, ai granata occorreva ancora l’ultimo piccolo sforzo, un pareggiò che poi arrivò: 0-0. «Lo spettacolo quel giorno fu più sulle tribune che in campo- ricorda Marco Pecoraro- il Vestuti era tutto granata con sciarpe, bandiere, fu l’ultima partita che si giocò nello stadio di piazza Casalbore. E’ uno dei flash più belli di tutta la mia vita. In campo non c’era motivo di rischiare, fummo bravi noi ed anche l’arbitro Cesari ad intepretare bene la situazione ed a portare la partita fino al novantesimo senza creare tensioni. In partite come queste è preferibile evitare un’entrata cattiva, o comunque creare situazioni che possano incattivire gli avversari». Uno dei precedenti negativi è quello del campionato di B 1994-’95, la Salernitana si giocò la serie A nell’ultima partita di Bergamo con l’Atalanta. «Perdemmo, ma comunque lottammo alla pari per tutta la partita-ricorda Giovanni Pisano- era una situazione completamente diversa. Ci giocavamo la serie A in un vero e proprio spareggio ed avevamo un solo risultato a disposizione, la vittoria. E dall’altra parte c’era una squadra con le stesse motivazioni a raggiungere l’obiettivo. Comunque il suggerimento che posso dare è mantenersi concentrati e freddi durante la settimana senza farsi prendere troppo dall’ansia». L’altra promozione in A sfuggita all’ultima partita fu quella con Colomba, esattamente l’anno successivo. I granata pareggiarono l’ultima partita a Pescara (1-1) contro una squadra che non aveva più nulla da chiedere, finì con gli incidenti tra le due tifoserie. «Per una ventina di minuti eravamo in serie A perchè vincevamo e il risultato di Perugia-Verona era favorevole a noi, poi però arrivarono notizie negative e in campo avemmo un calo di tensione consentendo alla squadra di casa di pareggiare. In quel caso però non dipendeva solo da noi, dipendeva anche dagli altri. A Mantova invece srà una situazione completamente diversa con un pari che porterebbe entrambe allo stesso traguardo». L’altro precedente negativo, il più cocente in assoluto fu il pari di Piacenza (1-1) che portò alla retrocessione della Salernitana dalla serie A. «In campo trovammo avversari solo apparentemente senza le giuste motivazioni e che invece nel finale si impegnarono per non farci segnare il gol della vittoria nonostante non avessero bisogno del punto- ricorda Fresi-per questo motivo dico che è bene comunque tenere alta la concentrazione soprattutto negli ultimi minuti per evitare brutti scherzi. E’ chiaro però che tutto porta a pensare che Mantova e Salernitana possano accontentarsi del pari per raggiungere l’obiettivo della salvezza e cioè che non andranno a rischiare».

lunedì 25 maggio 2009

Granata, due risultati su tre per brindare


Basta soltanto un punto per conquistare la salvezza aritmetica. Un ultimo sforzo per mantenere la categoria senza badare ai risultati provenienti dagli altri campi e senza neanche passare per la lotteria dei play out. Sabato prossimo, nella trasferta di Mantova, la Salernitana avrà due risultati su tre per brindare alla permanenza in serie cadetta. Con un punto ciascuno infatti, sia i granata, sia il Mantova sarebbero aritmeticamente salve. Facile intuire che il pareggio possa accontentare entrambe. Con 51 punti la truppa di Brini sarà salva. Senza se e senza ma. A prescindere dai risultati provenienti dagli altri campi. Tra le svariate combinazioni che possono maturare nella 42esima ed ultima giornata della regoular season, alla squadra granata basta un solo punto per essere fuori dalla bagarre retrocessione. Tutto grazie ad una migliore posizione nell'eventuale classifica avulsa che verrebbe a delinearsi se 5 o 4 oppure tre squadre dovessero posizionarsi al quint'ultimo posto con 51 punti all'attivo. Sempre che in queste ipotesi ci siano Pisa e Modena che, al momento, inseguono rispettivamente al quart'ultimo e al terz'ultimo posto. In caso contrario, infatti, toccherebbe ad una delle due (oppure entrambe) giocarsi la stagione nei play out. Ma andiamo con ordine. Nel caso in cui Salernitana, Pisa e Modena si appaiassero a 51 punti, toccherebbe al Modena disputare la post season con una tra Cittadella ed Ancona. Nella circostanza, Fusco e compagni sarebbero fuori pericolo grazie al doppio successo con il Modena e al doppio pareggio con il Pisa (in totale 8 punti). La formazione nerazzurra, invece, la spunterebbe sul Modena grazie al successo ottenuto all'Arena Garibaldi e al pareggio conquistato in trasferta. Due, invece, le ipotesi di un arrivo a quota 51 con 4 squadre. Nel caso in cui siano Salernitana, Ascoli, Pisa e Modena i granata guarderebbero tutti dall'alto verso il basso grazie a ben 11 punti conquistati contro le dirette concorrenti nella speciale classifica avulsa, mentre una tra Ascoli, Pisa e Modena (tutte a quota 7) andrebbe agli spareggi. Determinante, in questo caso, il successo ottenuto 15 giorni or sono dalla squadra del presidente Lombardi allo stadio Del Duca di Ascoli. Anche se al posto della formazione marchigiana ci fosse il Rimini - che ha vinto quasi tutti gli scontri salvezza - l'undici granata sarebbe comunque fuori pericolo forte degli otto punti conquistati contro i sette del Pisa e i soli due del Modena. C'è anche una probabilità - molto remota - di un arrivo in volata al quint'ultimo posto con ben 5 squadre. Sulla carta infatti, Ascoli, Salernitana, Rimini, Pisa e Modena possono chiudere la stagione regolare, sabato prossimo, appaiate a quota 51 punti in graduatoria. Anche in questo caso, però, la Salernitana sarebbe comunque salva senza passare per la lotteria dei play-out. Anche in questa ipotesi toccherebbe ad una tra Pisa e Modena giocarsi la permanenza in serie cadetta nell'appendice della post season. Negli scontri diretti, infatti, il Rimini guiderebbe la particolare classifica avulsa con 15 punti, seguito a ruota da Salernitana e Ascoli (11) con Pisa e Modena a quota otto. Con un pareggio a Mantova, insomma, la Salernitana sabato prossimo potrà brindare alla salvezza diretta senza nessun patema d'animo. È ora di mettere in freddo lo champagne.

sabato 23 maggio 2009

Salernitana - Bari


Se sarà l’ultimo atto del campionato, lo dirà il campo, ma anche le radioline. Serve battere il Bari e attendere qualche buona notizia dagli altri campi per scatenare la festa dei trentamila, di chi brinda ad una salvezza che solo un mese fa sembrava impossibile e di chi se ne va in serie A.

La speranza di tutti è che il discorso possa chiudersi alle 17,45, senza dover penare ancora, senza dover pensare all’ultima trasferta dell’anno in quel di Mantova, dove, considerata la classifica dei virgiliani, sarebbe meglio andarci da turisti.

Il sole c’è, la temperatura è già estiva, tale da invitare ad andare al mare; potrebbe bastare una vittoria oggi per andarci per davvero, buttandosi alle spalle un campionato da dimenticare e concentrandosi sul futuro, si spera radioso, della squadra granata.

Futuro da immaginare e programmare basandosi su alcuni punti fermi: le voci che riguardavano Merino con la maglia azzurra del Napoli sono state smentite da Josè Alberti: il talento peruviano era e resta ideale punto di ripartenza, la prima pietra della ricostruzione di una squadra che non può e non deve mai più restare impelagata nei bassifondi della classifica.

Perché Salerno merita una festa vera, come quella dei baresi, per intenderci…

venerdì 22 maggio 2009

Venduti finora oltre undicimila biglietti


Comunque andrà a finire quella di sabato pomeriggio all'Arechi sarà una grande festa di sport. E che festa visto che si va verso il record di presenze nella gara, forse, più importante della stagione che vedrà di fronte Salernitana e Bari. Il grande gemellaggio tra le due tifoserie, che ritornerà all'Arechi dopo ben cinque anni di assenza (l'ultima volta, nel 2004, la ex Salernitana di Aliberti militava in serie B)è uno dei «leit motiv» di questa gara. Basti dire che i duemila tagliandi, che potevano essere acquistati a Bari dai tifosi locali, sono finiti in un batter d'occhio. Esauriti praticamente, fin da ieri, con altri mille biglietti che sono stati già messi in vendita nella città pugliese e che potranno essere acquistati dai baresi per i settori distinti e tribuna. Qualche gruppo, comunque, troverà ospitalità anche nella curva sud della Salernitana. Insomma anche da Bari, malgrado la grande vittoria in campionato della loro squadra, vogliono essere presenti in massa alla gara contro i «cugini» salernitani. I biglietti di ingresso allo stadio potranno essere acquistati ancora sia nella giornata di oggi, presso le solite ricevitorie cittadine che domani, giorno della gara, ai botteghini, dell'Arechi. Per coloro che lo faranno domani ci sarà una piccola maggiorazione sul prezzo originario. Al momento i tagliandi venduti sono oltre undicimila, un numero davvero notevole che certamente è destinato ancora ad aumentare e che con la quota abbonamenti (5mila circa) salirà abbondantemente oltre le venticinquemila presenze. Non era mai successo quest'anno ma, evidentemente, la tifoseria granata, recandosi in massa allo stadio, vuole spingere la sua squadra verso il grande traguardo che è la salvezza in cadetteria. Non sono annunciate, al momento, coreografie in curva sud. A parte il giro del campo che ultras baresi e salernitani all'inizio della gara faranno per rinsaldare la loro grande amicizia, c'è solo da registare che molti tifosi del Bari arriveranno già oggi pomeriggio a Salerno. Circa duecento appassionati biancorossi si ritroveranno con gli ultras salernitani a cena stasera in un locale di Vietri sul Mare. Saranno ospitati a casa dei salernitani per trascorrere la notte in attesa, per poi assistere alla gara domani pomeriggio.

Il Capitano entra nella top five granata


Ormai è il simbolo della Salernitana, di quella purtroppo fallita e di quella attuale. Parliamo di Luca Fusco che si avvia a raggiungere i record di presenze con la maglia granata sulle spalle. Per adesso il buon Luca si dovrà accontentare del fatto di essere entrato nella top five dei giocatori più presenti di tutti i tempi. E scusate se è poco. Fusco si accinge a superare un'altra bandiera della storia della Salernitana, vale a dire Gigi Gigante, storico attaccante della Salernitana degli anni 50 e 60, attualmente al quinto posto con 212 presenze. Fusco domani pomeriggio salirà a quota 213, nel giorno che potrebbe consacrare la permanenza in serie B della Salernitana e lo farà nel suo stadio, nella sua casa, quella che lo ha visto crescere da bambino, dopo che la Salernitana lo prese dalla Scuola Calcio Primavera di Mariconda. Duecentotredici presenze e non sentirle per il ragazzo del Parco Padova che adesso vuole trascinare la sua Salernitana verso la permanenza in serie B e domani pomeriggio, con assoluta probabilità, sarà in campo con il numero 5 sulle spalle e con la fascia di capitano al braccio, magari con un piccolo cerotto sull'arcata sopraccigliare, segno ancora del taglio provocato dai denti di Soncin. Lui vuole esserci e lo ha detto a chiare lettere a Brini e allo staff medico sapientemente guidato dal dottore D'Alessandro. Entrambi hanno risposto in modo garibaldino "obbedisco" e subito si sono attivati per permettere a Fusco di non mancare nella giornata più importante del campionato della Salernitana. Dal punto di vista medico non ci sono problemi ma è chiaro che la scelta finale deve essere di mister Brini che di sicuro non vorrà rinunciare all'apporto del uomo simbolo della Salernitana. Fino a due giorni fa il capitano avvertiva ancora dei piccoli capogiri ma ora la situazione è sensibilmente migliorata anche se il calciatore continua ad allenarsi con cautela. Per lui nove punti di sutura sull'occhio e scherzando con alcuni amici ha confidato che di questi nove ne avrebbe dati almeno quattro per raggiungere la quota salvezza anzi, li avrebbe dati tutti e nove per raggiungere i play off. Ma ormai il dado è tratto e Fusco non si sottrarrà alla contesa contro i "fratelli" di Bari. Di battaglie ne ha viste tante, dal suo esordio in B nel campionato vinto dalla Salernitana di Delio Rossi a quello in serie A contro la Roma nel settembre del 2008. I tifosi hanno ancora negli occhi il buffetto amichevole di Paolo Maldini all'Arechi quando Fusco si trovò a marcare un monumento del calcio italiano su un corner. Ora però qualche buffetto amichevole potrà darlo anche lui perché di esperienza sul campo Fusco ne ha fatta tantissima anche se in serie A con il Messina non ha potuto dimostrare in pieno il suo valore a causa di problemi fisici. L'importante è che lo abbia dimostrato con la maglia della sua città e continuerà a farlo perché Fusco è legato alla Salernitana da un altro anno di contratto dopo che Lombardi lo scelse due anni fa per costruire poi la squadra che avrebbe vinto alla grande il campionato di serie C. Tutto questo lascia presagire che Fusco potrebbe, da qui a poco, festeggiare il record assoluto di presenze con la maglia della Salernitana che appartiene ad un altro capitano storico, vale a dire Roberto Breda, in vetta alla graduatoria con 235 presenze in granata. Insomma, mancano soltanto 23 partite per raggiungere l'Olimpo e quindi basterà che nel prossimo campionato Fusco continui ad avere la fascia di capitano sul braccio, magari in una Salernitana competitiva che lotti per un traguardo più importante.

giovedì 21 maggio 2009

Brini in allarme, troppi infortunati


Se oggi fosse già il giorno della vigilia della gara contro il Bari, si potrebbe tranquillamente affermare che la squadra granata è in piena emergenza. Ma fortunatamente le cose sembrano andare in tutt'altra direzione perché, se è vero che nella seduta di allenamento di ieri i titolari erano pochi, è pur vero che tutti i calciatori che hanno disertato la seduta di allenamento saranno recuperati. Al momento è il peruviano Merino il calciatore che desta le maggiori preoccupazioni in seno allo staff tecnico. Il fantasista andino ieri non si è allenato e si è sottoposto soltanto ad una intensa seduta di fisioterapia e massaggi. Merino accusa un forte affaticamento muscolare che, se gestito male, potrebbe addirittura sfociare in una distrazione. Per adesso il pericolo è scampato, grazie al sapiente lavoro dello staff medico diretto da Andrea D’Alessandro. Alla fine potrebbe essere abile e arruolabile. IL CAPITANO - Luca Fusco ieri si è allenato poco e non ha preso parte alla partitella finale. C'è un vistoso cerotto all'altezza dell'arcata sopraccigliare che nasconde ancora i punti di sutura. Tra oggi e domani si verificherà la suturazione della ferita e il completo rientro. In ogni caso Fusco sta meglio e non avverte più quei capogiri, normali dopo una botta così violenta. Arturo Di Napoli ha fatto solo palestra insieme con Fragiello ma solo per precauzione. Il bomber di Rozzano è apparso molto sereno ed ha scherzato a lungo con Ganci a bordo campo. Il "giustiziere di Ascoli" ieri è stato tenuto a riposo insieme con Soligo. Anche per loro si avvertono le scorie della fatica di Ascoli, una gara giocata a gran ritmo sotto un caldo afoso che avrebbe debilitato anche il più sano degli atleti. Completano il quadro Marchese (leggero mal di schiena) e Russo che si è allenato a parte. Recuperati, invece, Peccarisi e Ciaramitaro. LA PARTITELLA - È stato un allenamento proficuo quello di ieri, concluso con un test contro una mista formata da seconde linee e boys della Primavera, finita 4-1 per i titolari. In gran spolvero Iunco, autore di una tripletta, che ha agito in attacco in coppia con Fava. In gol anche Peccarisi. Difficile avere delle indicazioni sull'undici anti Bari soprattutto per ciò che concerne il centrocampo e l'attacco. In difesa tutto ruota sul recupero di Fusco che, se impiegato, agirà in coppia con Kyriazis. In caso contrario ci sarà spazio per Cardinale. In mediana posto assicurato per Pestrin e Soligo. La squadra, comunque, sembra avere la giusta tensione, testimoniata anche dal battibecco tra Pinna e Pestrin nel corso della partitella. Una disattenzione di troppo del centrocampista ha scatenato il rimbrotto di Pinna. Pestrin non ha gradito rivolgendosi al portiere in modo "sgarbato". Un battibecco durato pochi secondi, bloccato prontamente da Fabio Brini che ha invitato i due ad un comportamento più idoneo. Stamane la squadra si allenerà, a porte chiuse, al campo Volpe. Intanto, ieri, Di Napoli, accompagnato dal presidente del Centro di Coordinamento Riccardo Santoro, ha fatto visita ad un ragazzino quattordicenne colpito da ischemia. Quest'ultimo ha chiesto espressamente di incontrare il calciatore che non si è sottratto, come sempre, a tale richiesta. Di Napoli ha promesso che la Salernitana vincerà anche per lui.

mercoledì 20 maggio 2009

Attenzione comunque al Bari

Ho letto questi giorni su vari giornali e seguito le varie trasmissioni che parlano del prossimo match dei granata contro i fratelli baresi.
La cosa che mi ha colpito è la totale fiducia nella vittoria, solo perchè siamo gemellati. Niente di più sbagliato. La partita personalmente, anche se il Bari verrà a Salerno con la mente tranquilla, la vedo difficile, poichè nel calcio, nessuno ci sta a perdere, anche se hai già raggiunto il suo obiettivo. Noi dobbiamo , nella maniera più assoluta, salvarci e salvare il nome di una città e di una provincia intera, che vive di calcio e che della squadra del cuore non nè può fare a meno, quindi il nostro scopo è quello di sostenere a gran voce i granata senza pensare agli avversari, ma solo a noi stessi, poichè, e la storia recente calcistica ce lo insegna, nessuno ci ha mai regalato e ci regalerà niente. Pertanto invito tutti i tifosi che Sabato si recheranno all'Arechi, a sostenere si il gemellaggio tra le due tifoserie, ma al fischio d'inizio del match, pensare SOLO ed ESCLUSIVAMENTE alla Salernitana.
FORZA SALERNITANA
Rocco Calenda

lunedì 18 maggio 2009

Ganci, quando segna i granata vincono


«Alla faccia di chi non ha creduto in me». Sono state queste le prime parole di Massimo Ganci subito dopo la doppietta che ha steso l'Ascoli in trasferta sabato scorso. L'attaccante lombardo è stato letteralmente rivitalizzato dall'arrivo di Fabio Brini sulla panchina granata. Facile intuire a chi fossero destinate le sue dichiarazioni che suonavano come una vendetta servita fredda. Già, perché da quando è arrivato il tecnico di Porto Sant'Elpidio, Ganci si è letteralmente trasformato. Da panchinaro fisso a eroe della rinascita granata. Da brutto anatroccolo a cigno stupendo. Da bruco a farfalla. Un'esplosione incredibilmente bella quella dell'ex attaccante del Cittadella che, in meno di un mese, ha già realizzato quattro gol con la maglia della Salernitana. E che gol. Tutti belli e, soprattutto, pesantissimi. Il segreto? Numeri alla mano è targato Fabio Brini. Con il suo arrivo, infatti, Ganci è sempre partito titolare, avvertendo la fiducia del tecnico e ripagandola a suon di reti. Sarà un caso, ma all'esordio sulla panchina della Salernitana Brini rispolverò Ganci in attacco al fianco di Iunco. Era il 18 ottobre scorso e la Salernitana sconfisse l'Albinoleffe con un perentorio 4-2. Tra i marcatori c'era anche Ganci che realizzò la prima rete con la casacca granata. Da allora l'attaccante non si è quasi più fermato. Anzi. Ha fatto anche di più. Basti pensare che nelle ultime due delicatissime gare ha realizzato tre reti importantissime che hanno fruttato sei punti sei ai granata. La prima, storica, nel derby della disperazione allo stadio Arechi contro l'Avellino. Le altre due sabato scorso in trasferta contro l'Ascoli. Non solo. Numeri alla mano, quando Ganci entra nel tabellino dei marcatori la Salernitana guadagna sempre l'intera posta in palio. Era capitato contro l'Albinoleffe, si è ripetuto con l'Avellino, si è confermato con l'Ascoli. La doppietta di sabato scorso rimarrà impressa nella mente dell'eroe di giornata e dei tifosi granata. La prima rete, di testa su splendido assist di Roberto Merino, ha ricordato il gol vittoria nel derby con i lupi. La seconda è un concentrato di velocità, tecnica e fiuto da attaccante di razza. Insomma tutto il necessario per un giocatore che a 28 anni sembra avere ancora tanto da dire nel campionato cadetto. Cominciando, naturalmente, da qualche altro gol salvezza che vorrà portare in dote ai granata.

Serie B, la quota salvezza è a 50 punti


A 180 minuti dalla fine sono ancora dieci le squadre di serie B coinvolte nella lotta per non retrocedere. Con il Treviso già aritmeticamente in Prima Divisione fin dalla quartultima giornata, l'Avellino, infatti, può ancora sperare di agganciare la zona playout essendo a cinque punti dalle due terzultime. E sono ben nove le squadre, dai 45 punti Modena ed Ancona ai 50 di Frosinone ed Ascoli, a lottare per evitare il quintultimo ed il quartultimo posto che significano playout. Quest'anno sembra assai difficile che si possa bissare quanto successo nella scorsa stagione con la quartultima staccata di più di quattro punti dalla quintultima e, dunque, retrocessa, come da regolamento, direttamente in Prima Divisione senza giocare gli spareggi-salvezza. Il presidente Lombardi è convinto che la quota salvezza sia a 50 punti: «Nelle ultime due partite ci sono degli incroci che potrebbero far diminuire i punti necessari per rimanere in serie B». Il regolamento non prevede alcun tipo di spareggio per designare le varie posizioni in classifica, sia in testa che in coda, per cui, in caso di arrivo di due squadre a pari merito, verranno presi in considerazioni nell'ordine: i punti ottenuti negli scontri diretti, la differenza reti nei due scontri diretti, la differenza reti generale, il maggior numero di reti segnate in generale ed in ultima analisi, si deciderà con un sorteggio. Se, invece, le squadre a pari merito saranno più di due allora prima di tutto verrà stilata una classifica avulsa. Se il campionato fosse finito oggi sarebbe il Modena la terza retrocessa in Prima Divisione visto che i gialloblu sono in svantaggio nel doppio confronto con l'Ancona: 1-0 in casa, ma 1-3 nelle Marche. Il Modena andrebbe a giocarsi i playout contro il Pisa con la Salernitana, dunque, salva. Attualmente, infatti, ci sono tre squadre appaiate al quintultimo posto a quota 47: Salernitana, Pisa e Cittadella e la classifica avulsa recita in favore di Cittadella (10 punti) e Salernitana (3 punti), condannando ai playout il Pisa (2 punti). Ecco la situazione della Salernitana nei confronti delle dirette concorrenti. I granata sono in vantaggio nei confronti del Modena (3-2 in casa ed 1-0 in trasferta), del Frosinone (3-2 in casa e 2-0 nel Lazio), dell'Ascoli (ko per 1-2 all'Arechi ed il 2-0 di sabato al Del Duca) e del Mantova, con il successo per 2-1 all'andata all'Arechi, in attesa del ritorno che si giocherà all'ultima giornata al Martelli. La Salernitana è in perfetta parità con il Pisa: 1-1 in casa e 0-0 in trasferta. Attenzione: non vale assolutamente la regola "europea" che fa valere doppio i gol segnati in trasferta. Come da regolamento, in caso di parità, si vede, poi, la differenza reti generale che attualmente parla, seppur di poco, a favore dei toscani: Salernitana -11 (42 fatti e 53 subiti) e Pisa -9 (44 segnati e 53 subiti). La Salernitana è, infine, in svantaggio nei confronti del Cittadella (1-2 in casa e 0-0 in trasferta), del Rimini (2-3 all'Arechi e 0-2 in Romagna) e dell'Ancona (2-1 in casa, ma 1-3 nelle Marche).

sabato 16 maggio 2009

Ascoli - Salernitana: 0-2


La Salernitana batte l’Ascoli e raggiunge quota 47 in classifica. I granata segnano nella ripresa con Ganci (una doppietta per lui) che alimenta la speranza salvezza della squadra di Brini.

Brini preferisce schierare in porta Pinna, dodicesimo da molto tempo, con Berni che siede in panchina. La prima palla gol é della Salernitana che parte col piglio giusto. E' Iunco al 9' a costringere Guarna alla respinta a pugni chiusi. Il match langue su ritmi che solo i campani, a caccia della vittoria, provano ad alzare.

Emerge un pizzico di nervosismo che l'arbitro Cavaretta ferma ammonendo Luci e Fusco per reciproche scorrettezze. Il bianconero Masini scuote il torpore generale al 40' con un destro indirizzato all'incrocio dei pali che Pinna vola a deviare in calcio d'angolo. Squadre al riposo sullo 0-0.

La ripresa si apre con la protesta dell'Ascoli al 3' per un fallo di mano di Fusco a cavallo della linea dell'area di rigore sul quale l'arbitro fa proseguire.

Pericoloso Iunco al 6', ma il suo colpo di testa su cross di Scarpa finisce al lato. Gara che si sblocca al 13' con una vera e propria fiammata. Cross di Merino dalla destra, Guarna è incerto nell'uscita e Ganci di testa segna il gol del vantaggio della Salernitana.

L'Ascoli reagisce con un colpo di testa di Giorgi che sfiora il palo, ma è solo un lampo perché Ganci è gasato e al 19' raddoppia: prima anticipa di testa Guarna in uscita disperata fuori area e poi insacca con un pallonetto da posizione decentrata.

E' 2-0 e festa grande in curva nord per i 1.500 tifosi della Salernitana, mentre quelli dell'Ascoli fischiano la propria squadra incapace di reagire ulteriormente. I campani fanno un gran balzo in classifica e si rilanciano in chiave salvezza.

Vincono Rimini e Frosinone mentre pareggiano Cittadella e Mantova. Perdono Ancona e Modena che piangono a due giornate dal termine così come il Pisa battuto a domicilio nell’anticipo dal Piacenza. Ora i granata attendono il Bari per poi affrontare il Mantova nell’ultima di campionato.

Il Parma, dopo un anno di purgatorio, torna in Serie A. Il Bari non fa sconti e ferma la corsa del Modena. In zona play-off solo il Livorno e la Triestina riescono a fare bottino pieno. In coda colpaccio del Rimini a Bergamo e del Frosinone a Vicenza. La Salernitana torna a sperare.

Risultati

AlbinoLeffe - Rimini: 1-2. 5’ Ruopolo (A), 12’ Pagano (R), 64’ La Camera (R).

Ascoli - Salernitana: 0-2. 58’ Ganci (S), 65’ Ganci (S).

Avellino - Treviso: 1-0. 55’ Koman rig. (A).

Bari - Modena: 4-1. 12’ Guberti (B), 28’ Lanzafame (B), 42’ Bruno (M), 44’ Kutuzov (B), 67’ Barreto rig. (B).

Cittadella - Parma: 2-2. 4’ Pesoli aut (P), 32’ Reginaldo (P), 50’ Meggiorini (C), 86’ Meggiorini (C).

Mantova - Empoli: 1-1. 26’ Corona (M), 92’ Lodi (E).

Sassuolo - Livorno: 2-3. 58’ Miglionico (L), 60’ Danilevicius (L), 63’ Zampagna (S), 79’ Noselli (S), 90’ Danilevicius (L).

Triestina - Ancona: 1-0. 57’ Catinali aut. (T).

Vicenza - Frosinone: 0-1. 29’ Eder (F).

Classifica.

Bari 77, Parma 72, Livorno 65, Brescia 61, Empoli 61, Sassuolo 59, Triestina 59, Grosseto 57, AlbinoLeffe 55, Vicenza 52, Piacenza 52, Ascoli 50, Frosinone 50, Rimini 49, Mantova 48, Pisa 47, Cittadella 47, Salernitana 47, Modena 45, Ancona 45, Avellino 40, Treviso 34.

giovedì 14 maggio 2009

L’invasione nelle Marche Duemila i tifosi granata



La Salernitana sarà scortata da oltre duemila tifosi in quel di Ascoli. La torcida granata ha "prenotato" l'intero settore di curva nord per assistere al delicatissimo match di sabato prossimo allo stadio "Del Duca". L'Ascoli ha messo a disposizione tutti i 4mila posti del settore riservato agli ospiti. Per il momento la prevendita dell'incontro tra marchigiani e granata, presso le ricevitorie del circuito nazionale Lottomatica, ha fatto registrare già una buona partenza: nel giro di pochi giorni, infatti, sono stati venduti oltre 500 biglietti. La vendita, al costo di 14 euro, terminerà domani pomeriggio alle ore 19. Stando alle prime stime dovrebbero essere oltre duemila i tifosi della Salernitana che seguiranno i propri beniamini in quel di Ascoli. Una buona fetta proveniente dal nord Italia (almeno 500 tifosi dei club settentrionali), tutto il resto tra Salerno e provincia. Basti pensare che per soddisfare le numerosissime richieste, i gruppi ultras e i club del centro di coordinamento sono stati costretti a richiedere pullman anche fuori regione (in Puglia e in Basilicata). Gran parte delle ditte che solitamente fittava i torpedoni non era in condizione di soddisfare l'intera richiesta proveniente dalla tifoseria granata. Ecco perché ci si è rivolti altrove. Intanto in città cresce la febbre per la gara più importante della stagione. Il tam-tam del tifo ha cominciato a farsi sentire un po' ovunque. Ieri pomeriggio è stato esposto un maxi striscione davanti alla porta carraia dello stadio Arechi (ingresso atleti): «Se vi è rimasta la dignità rispettate questa città: Vincere», firmato "Salerno Ultras". Un altro striscione, altrettanto eloquente, è stato esposto dal gruppo della Nuova Guardia davanti alla sede del club. «Onoriamo la città. Tutti ad Ascoli». Da Ascoli, invece, si prova a rispondere a quello che potrebbe essere un vero e proprio esodo granata con iniziative di ogni genere per attirare la gente allo stadio. Il presidente della società bianconera, Roberto Benigni, ha fissato il biglietto d'ingresso per i propri tifosi al prezzo simbolico di un euro. L'iniziativa "amico abbonato", infatti, consente a chiunque di entrare al Del Duca (al prezzo di un euro) purchè accompagnato da un abbonato di quello stesso settore.

Ora anche il Palermo vuole Merino


Un gol, poche presenze e tante giocate da fuoriclasse sono servite a riportare l'entusiasmo all'Arechi. Tutto questo grazie a Roberto Merino, il talentuoso calciatore peruviano ignorato da Castori ed ora diventato a furor di popolo, ma con merito, il trascinatore della Salernitana che sogna la salvezza aggrappandosi proprio alle sue magie. Adesso tutti vogliono Merino, l'idolo che i tifosi granata coccolano durante gli allenamenti ed osannano durante ogni partita. Il forcing del Galatassaray è costante. Pochi giorni fa, tra l'altro, in Turchia i manager del club hanno discusso delle potenzialità dell'atleta peruviano ed alla società granata sta per giungere un'offerta importante. Ad Ascoli sono annunciati emissari della società per seguire ancora una volta da vicino il Maradona delle Ande. Se in Europa l'interesse per Merino è costante, ci sono pure diverse società svizzere e la Dinamo Zagabria che lo seguono con attenzione, anche in Italia le giocate di Merino hanno sollecitato la curiosità di diverse squadre. Dopo la Lazio, il Lecce e l'Udinese, anche il Palermo è sulle tracce di Merino. A patron Zamparini piace molto il giocatore sudamericano che, in queste settimane, ha impressionato pure Livorno e Parma. Tutte queste attenzioni non possono che far piacere al presidente Lombardi anche perché le quotazioni di Merino continuano a salire, molto più dei 600mila euro di qualche tempo fa. «Ogni discorso è rimandato a fine campionato», ha sempre detto il massimo dirigente granata in queste settimane perché c'è prima la salvezza da raggiungere. La Rogon, la società svizzera rappresentata in Italia da Mauro Corrente che ha ceduto il cartellino del giocatore alla Salernitana, ha già offerto altri forti atleti alla società campana. Lo stesso Merino è al corrente di ogni novità ma preferisce non parlarne. «Dobbiamo salvarci e voi dovete darci la carica giusta», ha detto il fantasista sudamericano ad un gruppo di tifosi presenti al Volpe martedì scorso. Merino, intanto, sta stringendo i tempi per scendere in campo ad Ascoli. Un fastidioso affaticamento muscolare continua a tormentarlo ma Merino non vuole mancare all'importante sfida di sabato prossimo. L'atleta peruviano potrebbe fare coppia con Di Napoli, pronto a rilevare Fava non al meglio della condizione. Proprio Re Artù vorrebbe regalare gol importanti alla Salernitana. Brini, che ha messo finalmente da parte l'emergenza organico delle scorse settimane, ha tanti dubbi e deve fare i conti anche con la voglia di giocare di chi vuole contribuire alla salvezza. Così ci sono tanti ballottaggi che accompagneranno questa vigilia. Pinna insidia il posto di Berni, non esaltante nelle ultime partite. Le probabilità di un ribaltone tra i pali, però, sono minime. C'è poi Marchese che insidia il posto di Fatic, mentre Cardinale potrebbe affiancare Fusco se Kyriazis sarà spostato a destra. «Sono contento di ogni scelta. Ora è importante solo salvarsi», ha puntualizzato Cardinale nei giorni scorsi. A centrocampo, invece, Pestrin deve difendersi dalla voglia di riscatto di Tricarico, finito in panchina nel derby. Il suo impiego da titolare dipenderà pure dalla posizione in campo di Soligo, tra i migliori nelle ultime settimane. Iunco, Ganci e Scarpa si contendono una maglia da esterno anche se i primi due potrebbero essere utilizzati pure in posizione più avanzata.

mercoledì 13 maggio 2009

Lombardi segue l’allenamento I granata da oggi in ritiro a Roma


La Salernitana ha scelto di concludere a Roma la preparazione della gara di sabato al ”Del Duca” contro l’Ascoli. La squadra granata è partita questa mattina per la capitale dove, lontana da occhi indiscreti, cercherà di trovare la concentrazione giusta per la gara clou della stagione. Sul pullman per Roma partiranno tutti, tranne Coppola e Cannarsa che resteranno in città a curarsi. Ieri, Di Napoli e compagni hanno lavorato sia di mattina che di pomeriggio al campo Volpe, ma elementi per chiarire quale possa essere la formazione anti Ascoli non ne sono emersi, anche perché Brini (nella foto) dovrà far fronte a qualche problema fisico che riguarda alcuni elementi della rosa. Dino Fava, ad esempio, sta smaltendo un fastidioso attacco influenzale che lo ha tenuto fermo sia lunedì che ieri. L’attaccante casertano si sarebbe dovuto aggregare ieri pomeriggio, ma evidentemente la febbre non è del tutto passata. Fava comincerà a lavorare a Roma con il resto della squadra. Problemi anche per Merino che ieri si è fatto soltanto massaggiare alla coscia sinistra per un affaticamento muscolare. Ciaramitaro ha svolto lavoro differenziato. Sul campo anche Coppola che ha finito prima il suo lavoro a causa di una tendinopatia achillea. A sostenere la squadra ieri mattina al Volpe è arrivato anche il presidente Lombardi che ha incontrato la squadra ed il tecnico Fabio Brini. La formazione che scenderà in campo ad Ascoli non dovrebbe discostarsi tanto da quella di sabato. Brini si porterà dietro il dubbio legato a Salvatore Russo che potrebbe lasciare il posto a Kyriazis a destra con Cardinale pronto a far copia con Fusco al centro. In mediana sicuri di un posto sono Soligo e Pestrin. Se Brini opterà per un centrocampo più muscolare Soligo andrà a destra e Tricarico e Pestrin scaleranno al centro. Sulla sinistra duello tra Ganci e Scarpa. In avanti Merino potrebbe giocare in coppia con Di Napoli. Anche ieri dopo l’allenamento un tifoso si è avvicinato a Di Napoli per pungolarlo a fare sempre meglio. Intanto, prosegue la prevendita dei biglietti per Ascoli. Saranno almeno 2000 i tifosi della Salernitana che raggiungeranno Ascoli. Molti arriveranno da Modena, Milano e anche dalla Sardegna. La prevendita potrebbe subire un’accelerata nella giornata di oggi e fino a venerdì. Se non dovessero bastare i duemila biglietti, la società granata chiederà all’Ascoli un’ulteriore fornitura di tagliandi.

Scarpa e Cardinale lanciano la volata


Scarpa e Cardinale lanciano lo sprint salvezza. Tre partite alla fine, tutte da considerare vere e proprie finali. La prima, la più importante, sabato ad Ascoli. Vincendo si potrà guardare in maniera diversa alle altre due. «Le motivazioni possono fare la differenza, quella di Ascoli è una gara chiave del campionato. Ci vorranno almeno 50 punti e si può addirittura rischiare. Facendo sette punti c’è l’aritmetica salvezza. Non troveremo un Ascoli scarico perchè loro vorranno ottenere quel punto che manca», dice l’attaccante ex paganese. «Il punto ridato all’Ascoli è di sicuro una cosa a nostro favore, ma non dobbiamo andare rilassati e convinti di ricevere regali. Dobbiamo fare la nostra partita e cercare di portare via i tre punti. Non si fanno tabelle, dobbiamo conquistare il massimo dei punti. Alla fine si faranno i conti. Abbiamo una classifica peggiore e dobbiamo fare la partita», spiega il difensore. Settimana delicata per la Salernitana, settimana decisiva con il lavoro che da oggi proseguirà nel ritiro a Roma. «Noi stiamo pensando solo a lavorare bene. Un risultato negativo significherebbe un piede in C1. La corsa è su Ancona, Rimini e Cittadella, il Frosinone si è tirato fuori. Sarà importante vincere le prossime due partite, poi a Mantova si vedrà. Magari anche a loro servirà un punto per la salvezza», confida Scarpa. «Quest’anno c’è stato un grande equilibrio sia in testa che in coda. Anche all’ultima giornata vogliamo conservare la categoria. Cominciamo da Ascoli e poi vediamo. Ci vorranno altri sette-otto punti», dice Cardinale. Una stagione tra alti e bassi per l’attaccante, al primo anno in granata, e il difensore, uno degli uomini bandiera della Salernitana. Più presente Scarpa che soprattutto con Castori trovò quasi sempre spazio. «Non mi aspettavo di stare fuori contro l’Avellino, ma non è importante. E poi sono molto soddisfatto perchè ho giocato 34 partite, 30 delle quali da titolare. Per quello che mi riguarda vorrei anche non giocare più neanche un minuto, ma conquistare la salvezza», ammette l’attaccante. «Sono abbastanza soddisfatto della mia stagione. C’è bisogno di tutti, non mi sento chiamato in causa quando si dice che sulle palle alte siamo in difficoltà. Ho fatto i miei errori, però nelle ultime partite penso di aver fatto bene. Ora dobbiamo remare tutti nella stessa direzione. Se giochiamo come sabato si possono ottenere tre vittorie. Tutto sta a noi, bisogna scendere in campo tranquilli e concentrati. Partiamo per il ritiro per rasserenarci ancora di più e per preparare al meglio la gara», confida Cardinale. «Andiamo ad Ascoli esclusivamente per vincere la partita sapendo che di fronte c’è un avversario che non ti regala nulla. Loro devono stare attenti ai nostri attaccanti, in avanti abbiamo elementi che possono far male», pronostica Scarpa. «Non nascondo che i risultati delle dirette concorrenti li guardiamo, ma non voglio pensare a cose strane. Guardo la mia squadra, adesso è poco importante chi gioca. Mi aspetto una partita accorta senza rischiare subito per poi pungere nel momento giusto», dichiara Cardinale. La Salernitana stavolta avrà anche i tifosi al seguito. E per la trasferta di sabato ad Ascoli ne sono annunciati tanti, almeno duemila. «È importante averli con noi. Rappresentano un’arma in più che cercheremo di sfruttare a nostro favore», ripetono Scarpa e Cardinale. L’ultimo sprint salvezza è appena stato lanciato.

martedì 12 maggio 2009

In vendita 2000 biglietti maxi esodo di tifosi


Duemila biglietti sono già in vendita da ieri per la trasferta di Ascoli. La tifoseria granata si aspetta molto dalla penultima gara esterna di campionato in una gara davvero difficile vista anche le quattro sconfitte consecutive della compagine allenata dall’ex Franco Colomba, farà ancora una volta quadrato intorno alla squadra. Se non sarà un esodo ci mancherà poco. Quando c’è da sostenere la squadra del cuore in momenti particolarmente difficili e delicati, la tifoseria granata risponde sempre presente. Il tam tam è partito subito dopo la conclusione della vittoriosa gara contro l’Avellino. C’è da fare un ulteriore sforzo e la trasferta di Ascoli deve rappresentare qualcosa di importante per tutti. Dunque ci si organizza, si acquistano i tagliandi per il settore ospite dello stadio marchigiano (14 euro il prezzo del biglietto), si partirà sabato mattina con grandi speranze e soprattutto con la consapevolezza che la categoria deve essere assolutamente mantenuta. Il presidente del Centro di coordinamento, Riccardo Santoro, si augura che le richieste di tagliandi possano raggiungere le duemila unità. «Ho già chiesto al presidente Lombardi che se ci fosse bisogno di un ulteriore numero di tagliandi, visto che l settore ospite dello stadio marchigiano può ospitare ben quattromila tifosi, si prodigherà presso l’Ascoli per farceli avere. Le richieste sono notevoli. Mi hanno già chiamato molti club del nord e del centro Italia. Tutti vogliono essere presenti ad Ascoli». Anche dalla Sardegna il tifosissimo Antonio Di Giacomo, con i rappresentanti del suo club, sarà presente sugli spalti sabato pomeriggio. La trasferta sarà monitorata con attenzione dalla Forze dell'Ordine anche se non è stato dispsoto nessun divieto da parte dell’Osservatorio. La Questura di Salerno si terrà in contatto con i loro colleghi marchigiani. I tifosi granata saranno scortati da Salerno ad Ascoli. Molti si sposteranno con mezzi propri, ma sono annunciati anche alcuni pullman. Soprattutto dalla provincia, la cui tifoseria soprattutto nella gare con Livorno e Avellino si è riavvicinata alla squadra granata

Salernitana, la salvezza in trasferta


Solo 14 punti esterni, tre vittorie e cinque pareggi in 19 partite lontano da casa. Una miseria, praticamente nulla. I blitz di Piacenza, Modena e Frosinone e i pareggi con Cittadella, Treviso, Avellino, Pisa, Parma. Poi solo e sempre sconfitte, ben undici lontano dall’Arechi. Sconfitte a volte pesanti, nette, altre volte frutto di ingenuità colossali o di atteggiamenti sbagliati. Purtroppo sconfitte decisive anche negli scontri diretti con Ancona e Rimini, due partite che la Salernitana avrebbe potuto e dovuto non perdere. Adesso è tempo di svoltare, la salvezza si conquista lontano dall’Arechi, due partite esterne, occoreranno dai quattro ai sei punti. Vincere ad Ascoli, innanzitutto. Vincere con le proprire forze e con le proprie convinzioni senza attendersi niente da nessuno. E poi dopo aver battuto il Bari, pensare a fare punti nella trasferta di Mantova, pareggiare o vincere. Cioè la Salernitana nelle prossime due partite esterne dovrà svoltare radicalmente e dare continuità ai risultati, caratteristica questa che è mancata dall’inizio del campionato. Partita a questo punto realmente decisiva, la Salernitana la preparerà da domani nel ritiro a Roma, quindi, la squadra granata si concentrerà lontana da Salerno e da venerdì sera sarà in ritiro nelle Marche. Il tecnico potrà lavorare nella massima concentrazione per portare la squadra granata al massimo delle motivazioni nella trasferta di Ascoli. E sono annunciate anche delle novità in formazione, qualcosa cambierà rispetto alla squadra schierata contro l’Avellino e non solo per problemi legati alle condizioni atletiche dei calciatori granata. Andranno verificate le condizioni di Ciaramitaro, indisponibile nel derby, e quelle di Fava, Iunco, Merino e Kyriazis che non si sono allenati alla ripresa della preparazione. Salernitana diversa, quindi, forse tatticamente, sicuramente come elementi che saranno mandati in campo. Ad Ascoli il tecnico Brini schiererà anche quelli più forti da un punto di vista caratteriale, quelli più pronti al clima da partita da ultima spiaggia. Una squadra che per forza di cose dovrà essere più equilibrata rispetto a quella schierata contro l’Avellino di Campilongo, anche se l’obiettivo è lo stesso, quello di conseguire la vittoria. La notizia del punto restituito all’Ascoli non deve ovviamente far abbassare il livello di tensione della Salernitana verso la partita diventata, soprattutto per i risultati maturati sabato scorso sugli altri campi di serie B, assolutamente decisiva. Le vittorie delle dirette concorrenti dei granata e il ko della squadra di Brini all’Arechi contro il Livorno, sette giorni prima del successo sull’Avellino, costringono ovviamente la Salernitana a puntare al colpaccio ad Ascoli: i tre punti saranno l’unico obiettivo per poter continuare a sperare nella salvezza, almeno attraverso i play out. La Salernitana farà bene a guardare a se stessa e a non pensare ai risultati dagli altri campi, anche se questi saranno altrettanti decisivi ed è chiaro che in tal senso diventeranno fondamentali anche le partite Albinoleffe-Rimini, Bari-Modena e Triestina-Ancona. I granata ovviamente si attendono massima professionalità da parte di tutte le formazioni, anche quelle che per un motivo o per un altro non hanno più un obiettivo primario da raggiungere.

lunedì 11 maggio 2009

Nei piedi di Merino le speranze salvezza


La Salernitana è pronta ad aggrapparsi alla fantasia del suo calciatore più in forma per centrare l'obiettivo salvezza che, con l'approssimarsi della conclusione della stagione regolare, sembra sempre più difficile da raggiungere. Ed allora toccherà a Merino trascinare i compagni. E' un compito che non lo spaventa affatto anche perché, dopo tutto, il talentuoso atleta sudamericano lo sta facendo già da alcune settimane. Dopo le ottime prestazioni delle precedenti giornate, Merino si è ripetuto pure nel derby con l'Avellino. E' stato ancora una volta il migliore in campo perchè ha messo in crisi gli avversari, ha garantito assist ai compagni ed ha sfiorato in due occasioni il gol. In questo sofferto finale di torneo il «Maradona delle Ande» è la vera rivelazione della Salernitana, una delle poche note liete in una deludente stagione. Merino è riuscito a riportare nuovamente l'entusiasmo tra i tifosi. Un piacere vederlo negli allenamenti e durante le partite. Adesso Merino sembra aver definitivamente convinto anche Brini ad assegnargli un posto da titolare. «Le sue qualità possono essere sfruttate al meglio con un inserimento a partita in corso», diceva nelle scorse settimane il tecnico di Porto Sant'Elpidio che, sabato scorso, lo ha schierato sin dal primo minuto tenendolo in campo per tutta la partita. Una scelta che è stata premiata con una prestazione impeccabile del calciatore peruviano. Resta il rimpianto per il tardivo utilizzo in questo torneo di Merino che, giunto alla Salernitana lo scorso gennaio, ha dovuto dribblare anche lo scetticismo di Castori e la diffidenza di tanti prima di ritagliarsi un ruolo da protagonista con i granata. In poche settimane Merino ha stravolto le gerarchie interne ed è diventato uno dei punti di riferimento della squadra. Adesso però il fantasista sudamericano avrà il compito di garantire il definitivo salto di qualità alla Salernitana, la sola società italiana che ha creduto veramente in lui. Al presidente Lombardi, l'unico lo scorso inverno a credere nella genialità di Merino, giunto in Italia grazie ai buoni uffici di Mauro Corrente, non resta che coccolarsi il suo gioiello. E nel frattempo gli estimatori di Merino continuano ad aumentare. Il Galatasaray continua ad osservarlo con grande attenzione, ma in Italia è sempre vivo l'interessamento di Udinese, Lazio e Torino. Ma prima di spiccare il volo per un grande club Merino vuole assicurare alla Salernitana le giocate vincenti per la salvezza.

Salernitana, ora serve un finale sprint


A cinquantuno punti salvi tutti. Servono almeno altri sette punti alla Salernitana per mantenere la categoria. Con tre partite ancora da giocare, parecchi scontri diretti tra squadre in lotta per non retrocedere e 270 minuti da affrontare tutti d'un fiato, la quota salvezza dovrebbe assestarsi tra i 50 e i 51 punti. Numeri alla mano, la truppa di Brini dovrà centrare due successi ed un pareggio in quest'estenuante rush finale. I granata dovranno giocare due partite in trasferta e una in casa. Sabato prossimo si va ad Ascoli, poi ci sarà il Bari all'Arechi (già promosso in massima serie) ed infine si chiude il campionato in quel di Mantova. La Salernitana non solo non può più permettersi passi falsi, ma deve anche battere un colpo lontano da casa. Meglio se ad Ascoli, per evitare di arrivare a Mantova costretti a vincere a tutti i costi nella classica partita da ultima spiaggia. E' stato lo stesso Brini a suonare la carica pochi istanti dopo il successo nel derby con l'Avellino. «Dobbiamo guardare soltanto in casa nostra - ha detto - Dalle dirette concorrenti non mi aspetto nulla. Vale a dire che dobbiamo andare ad Ascoli cercando di bissare la prestazione fatta con l'Avellino. Anzi, provando a fare qualcosa di più». Il tecnico di Porto Sant'Elpidio sa benissimo quanto i finali di stagione possano riservare sorprese tutt'altro che piacevoli per chi è invischiato nella lotta salvezza. Nel derby, la Salernitana ha fatto il suo dovere. In classifica non è cambiato nulla, ma è altrettanto vero che nelle prossime giornate gli scontri diretti si moltiplicano e la Salernitana può battere cassa. Mai come in questo momento, il Bari potrebbe decidere il futuro granata. L'undici di Antonio Conte infatti, sabato prossimo, ospiterà al San Nicola il Modena di Apolloni che precede i granata di un solo punto in classifica. C'è da giurare che la formazione pugliese farà di tutto per festeggiare nel migliore dei modi la promozione in massima serie in quella splendida navicella spaziale che è lo stadio San Nicola, davanti ad oltre 25mila persone pronte a brindare al ritorno dei galletti nel calcio che conta. Staremo a vedere. L'importante, naturalmente, è che anche la Salernitana faccia il suo dovere ad Ascoli. La formazione bianconera è reduce da ben quattro sconfitte consecutive ed il presidente ha spedito tutti in ritiro. La formazione marchigiana non è ancora aritmeticamente salva, ma le manca davvero poco per staccare il biglietto di permanenza in serie cadetta. Considerato il suo calendario (dopo l'impegno con i granata, l'Ascoli sarà di scena sul campo del Treviso che se perde nel posticipo di stasera con il Vicenza è già retrocesso), la salvezza appare una formalità. Anche l'Ancona precede la Salernitana di un solo punto ed anche i marchigiani sembrano avere un cammino a dir poco in salita. Sia per il valore, sia per gli obbiettivi delle avversarie di turno, oltre che per una pessima condizione psicofisica dei suoi uomini migliori. La formazione dorica sarà impegnata nelle prossime tre gare contro tre squadre in piena lotta per un posto nei play off promozione. Prima la Triestina in trasferta, poi il Grosseto al Del Conero ed infine l'Albinoleffe fuori casa sono ostacoli a dir poco ostici. E' chiaro, comunque, che la Salernitana dovrà fare la sua parte. Il conto alla rovescia è entrato nel vivo. Dopo la vittoria scaccia crisi con l'Avellino bisogna assolutamente continuare su questa strada. In palio c'è la "B", un patrimonio troppo importante per lasciarselo sfuggire all'ultimo secondo.

sabato 9 maggio 2009

Salernitana - Avellino: 1-0


La Salernitana batte l’Avellino (1-0 gol di Ganci 41 p.t.) e riprende la corsa salvezza anche se le altre concorrenti per non retrocedere hanno vinto tutte. Ora i granata devono conquistare almeno sette punti nelle prossime tre partite (Ascoli, Bari all’Arechi e Mantova). Dinanzi a 21 mila spettatori i granata, trascinati dal solito Merino, gettano il cuore oltre l’ostacolo contro un avversario mai domo e che le ha provate tutte per restare in B. Gli irpini, con la sconfitta di oggi dicono quasi addio alla cadetteria anche se – come ha detto Campilongo – la squadra onorerà il campionato fino alla fine. Brini, dal canto suo si è soffermato sulla grande prestazione della sua squadra ha elogiato il gruppo e la voglia di vincere dei suoi. Il tecnico della Salernitana ha poi stigmatizzato l’aggressione a Di Napoli accaduta giovedì. “Sono cose che non devono capitare ma il giocatore ha dimostrato di voler rispondere con l’impegno e sul campo alle critiche ed a certe situazioni che non riguardano il rettangolo di gioco”

venerdì 8 maggio 2009

All’Arechi un derby da tutto esaurito


Quasi diecimila i biglietti già venduti attraverso il circuito Lottomatica. Resta ancora la giornata di oggi e poi domani i biglietti residui potranno essere anche acquistati ai botteghini dello stadio (al prezzo di cinque euro, però). Sale la febbre del derby, l’Arechi viaggia verso il tutto esaurito. Ci sarà ancora più gente rispetto alla partita di sabato contro il Livorno, stavolta il richiamo, oltre ad esere rappresentato dal fatto che i biglietti sono stati ribassati a tre euro, sta anche nella rivalità con i cugini dell’Avellino, oltre ovviamente alla precaria posizione di classifica. Partita decsiiva per la permanenza in B, partita che capita proprio contro l’Avellino di Campilongo, quattro punti più sotto dei granata, che all’Arechi si giocano il tutto per tutto. La Salernitana è ancora lì, praticamente incollata a Ancona, Modena e Rimini, ma ovviamente è costretta a vincere il derby per poi potersi giocare tutto nelle ultime tre partite contro l’Ascoli in trasferta, il Bari all’Arechi e a Mantova. L’APPELLO. Niente contestazioni, contro l’Avellino si tifa dal primo all’ultimo minuto. Questa è la linea presa dai gruppi ultrà subito dop la sconfitta contro il Livorno, anche se poi ad inizio settimana al «Volpe» c’è stata una contestazione di un centinaio di tifosi non appartenenti a nessun gruppo. Ma domani non sarà così: all’Arechi tiferanno tutti per spingere i granata verso una vittoria fondamentale per la permanenza in categoria. Esplicito in tal senso anche il presidente del centro di coordinamento Salernitana Club, Riccardo Santoro: «Ho chiesto a tutti i tifosi di essere vicini alla Salernitana in questa partita difficilissima dal primo al novantesimo minuto: non è il momento di contestare, ma di salvare la categoria ed essere al fianco di Brini e di tutta la squadra». Maurizio Tagliaferri del Granata Group Center dice. «In settimana abbiamo fatte molte riunioni invitando tutti a dare il massimo apporto in termini di sostegno per questa gara contro l’Avellino. Dopo le contestazioni di sabato scorso serve ora solo unità d’intenti per salvare la Salernitana». ANNULLATA LA DIFFIDA. La I° sezione della Corte di Giustizia Federale riunitasi oggi, giovedì 7 maggio, ha accolto il ricorso della Salernitana Calcio 1919 avverso la sanzione dell’ammenda di euro 30.000 con diffida inflitta in seguito alla gara Salernitana-Treviso del 4/4/09. Per tale effetto ridetermina la sanzione inflitta nella sola ammenda di euro 20.00. Presenti per conto della Salernitana l’avvocato Rina Sica e il segretario Sergio Leoni. GLI STUDENTI GRATIS IN CURVA NORD. In linea con la determinazione adottata dal C.A.S.M.S. che inibisce la vendita dei tagliandi del settore ospiti alla tifoseria dell’Avellino il presidente Antonio Lombardi ha destinato il settore ospiti dello stadio Arechi (lato inferiore curva nord) alle scuole calcio di Salerno e provincia. L’ingresso è a titolo gratuito. LA COREOGRAFIA. I gruppi ultrà della curva sud stanno già pensando di allestire una coreografia particolare come in occasione di ogni derby che si rispetti. Già sabato scorso durante la partita contro il Livorno in curva apparse uno striscione: «Senza tifoseria rivale non è derby», in riferimento al divieto di assistere alla partita all’Arechi ai tifosi irpini.

giovedì 7 maggio 2009

Guidolin: «Un episodio risolverà il derby»


Francesco Guidolin ha applicato una involontaria par condicio. 0-0 due lunedì fa con la Salernitana, al Tardini, 3-3 al Partenio lo scorso sabato, anche se l'Avellino nel finale è stato in grado di recuperare due gol. Con il Parma è a 7 punti dalla promozione matematica, a 4 giornate dal termine. «Il derby dell'Arechi - racconta - è una partita sicuramente decisiva per la zona retrocessione. Può essere risolta da un episodio, tutte e due le squadre contro di noi hanno dimostrato di essere estremamente motivate». Tre le componenti che secondo l'allenatore dei crociati possono fare la differenza. «Il fattore campo, anzitutto, e questo è favorevole alla Salernitana. Poi la disperazione, la voglia di compiere l'impresa. Sul piano tattico e degli uomini, non saprei indicare la chiave, non so chi sia più in forma. Sono molto impegnato nelle mie cose, non mi dedico alle altre squadre». A Parma la squadra di Brini si era difesa con successo. «Contro di noi tutte le formazioni danno quel qualcosa in più. Anche se all'andata avevamo vinto noi, la Salernitana mi aveva fatto buona impressione. Stessa cosa gli irpini, sconfitti 1-0 in casa nostra. C'è un particolare non da poco che accomuna le due campane della serie B: la qualità offensiva. Uno dei giocatori di maggiore talento potrebbe caratterizzare la sfida». Nella gara di dieci giorni fa Guidolin aveva davvero apprezzato la Salernitana. «Si era presentata con una formazione molto offensiva, con due esterni veloci, Ganci e Scarpa, con questo trequartista, Merino, che ha buone qualità. I granata per me, almeno da centrocampo in su, hanno il materiale per salvarsi, glielo auguro. Non so quali siano stati i loro problemi, nel reparto offensivo hanno tutte le caratteristiche per fare bene ad alti livelli». Il Parma ha dato la sensazione di non volere infierire su formazioni tanto inguaiate, appagato dal margine rassicurante su Livorno e Brescia. «Al Partenio è complicato per tutti. Con la Salernitana non abbiamo brillato tantissimo, ma c'eravamo. Affrontiamo tutti con lo stesso rispetto e attenzione, è casuale se siamo riusciti a vincere a Empoli e a Trieste e non con i granata. Subire due gol dall'Avellino negli ultimi 10 minuti è stato un nostro grosso errore, mio per primo».

E ora Brini si affida a Merino


Brini si affida a Merino per la volata salvezza. Il fantasista peruviano sarà l'asso nella manica della Salernitana in questo estenuante rush finale del campionato cadetto. A quanto pare, infatti, il trainer granata sembra essersi finalmente convinto nell'impiegare il talentuoso mancino dal primo minuto. Così come era già capitato con il Parma in trasferta. Nel derbyssimo con l'Avellino, dunque, Merino partirà nell'undici base. Sarebbe la prima volta da titolare all'Arechi per il giocatore d'oltreoceano che ha letteralmente incantato la torcida granata grazie alle sue giocate di categoria superiore. Stando alle ultime notizie, Merino dovrebbe giocare a ridosso di due punte. Da trequartista, insomma. Probabilmente il ruolo che gli è più congeniale e che sembra essergli cucito addosso. La Salernitana dovrebbe disporsi in campo con un 4-3-1-2 in fase di impostazione, capace di trasformarsi in un più accorto 4-4-2 in interdizione. Il ruolo più delicato toccherà proprio a Merino, costretto ad arretrare in mediana quando la palla è degli avversari. È da lui, comunque, che la gente dell'Arechi si aspetta il guizzo vincente, l'intuizione geniale o la palla filtrante per una delle punte. Merino del resto, sebbene abbia incredibilmente giocato pochissimo nonostante le sue incredibili qualità tecniche, ha già abituato la platea granata a numeri d'alta scuola. Uno su tutti, il gol da quasi 40 metri che stese definitivamente l'Albinoleffe all'Arechi. Una rete che ha fatto il giro del mondo e che ha proiettato il giocatore nel mirino di grandi club. Italiani e stranieri. Se a questo si aggiungono i dribbling ubriacanti, le accelerazioni improvvise e una grande visione di gioco, il quadro è completo. Sul calciatore si è già scatenata una vera e propria asta. Tutti vogliono Merino. Basti pensare che la Dinamo Zagabria aveva già inviato alcuni osservatori all'Arechi proprio in occasione del match con l'Albinoleffe. Inutile dire che il giorno successivo a quella partita si sono fiondate tante altre squadre sulle tracce del giocatore. In Italia, ad esempio, l'Udinese è stata la prima a farsi avanti ed ancora oggi sta corteggiando il presidente Lombardi. Nei successivi turni del campionato cadetto, Merino ha giocato (poco) e impressionato (molto) contro Parma e Livorno. Entrambe le squadre hanno messo gli occhi sul mancino. La società labronica pare abbia fatto l'offerta più interessante fino a questo momento. Sulle tracce di Merino ci sarebbe anche il Napoli. All'estero, invece, l'atleta è seguito con attenzione dal Galatasaray e dal Grasshopers. Nel giro di meno di un mese la quotazione del giocatore ha subito una brusca impennata. Si è passati dai 400mila ad oltre il milione di euro per il cartellino del trequartista che, al momento, ha un ingaggio con la Salernitana di 500mila euro, spalmati in quattro anni. Merino è gestito dalla società "Rogon" con sede in Germania e Svizzera. La stessa società pare abbia proposto al presidente Lombardi qualche altro talento, per la prossima stagione, sempre a parametro zero. Si tratta del centrocampista spagnolo Diego Leon, 24 anni, che gioca nella serie B inglese; del portiere brasiliano (con passaporto italiano) Leonardo Magna Guagno e del difensore Marco Ritzberger che gioca nella nazionale del Liechtenstein. Il responsabile della Rogon, Ignaz Good, dovrebbe essere all'Arechi già sabato prossimo per parlare con Lombardi. Insieme a lui ci sarà anche il responsabile della Rogon italiana, Mauro Corrente, che ha portato Merino a Salerno.

mercoledì 6 maggio 2009

Iunco e Peccarisi pronti per lo sprint finale


Sono desiderosi di cancellare settimane da dimenticare con un finale di torneo importante, utile per conquistare la permanenza in serie A. Scalpitano per conquistare un posto da titolare consapevoli, però, che trovare spazio per il derby sarà molto difficile. È la storia del difensore Peccarisi e dell'attaccante Iunco. Fermi da settimane sono nuovamente a disposizione del tecnico Brini. "Recuperati" secondo la terminologia medico-sportiva ed ora pronti a giocare. Le ultime quattro partite di campionato rappresentano per Peccarisi la giusta occasione per dare un senso diverso ad una stagione che, cominciata tra attese ed aspettative personali, si è progressivamente trasformata in un lungo calvario. Così Peccarisi (nella foto), pur non giocando, lunedì scorso è finito anche nel mirino della contestazione dei tifosi granata. Eppure l'esperto difensore, a Salerno voluto a tutti i costi da Castori, nelle partite iniziali di campionato è stato tra i più bravi facendo valere l'esperienza acquisita in tanti campionati di B alle spalle. Con Fusco aveva formato una coppia affidabile ed ermetica. Non a caso dopo le prime cinque giornate di campionato la difesa della Salernitana era tra le meno perforate. Poi Peccarisi ha pagato con prestazioni deludenti alcuni malanni fisici che si portava dietro dall'estate. È finito prima in panchina. Poi si è fermato per recuperare la migiore condizione. È tornato in campo, senza mai brillare, fino a fermarsi ancora. Nelle ultime settimane ha lavorato sodo per recuperare la forma ed ora si sta allenando nuovamente con i compagni. Ieri pomeriggio Peccarisi è stato spesso utilizzato al fianco di Fusco. Nel derby potrebbe andare in panchina. E' diversa la storia di Iunco. A Salerno è arrivato a gennaio ed è stato uno dei migliori rinforzi giunti nel mercato di riparazione. Ha giocato in attacco ed a centrocampo e le sue prestazioni sono state quasi sempre positive. Assist e gol, l'ultimo al Treviso nel giorno del suo infortunio muscolare. E non sarà una semplice coincidenza se nelle successive tre partite, con Rimini, Parma e Livorno che Iunco ha saltato per infortunio, la Salernitana non è più riuscita a segnare. Adesso Iunco è tornato. Finalmente guarito. Ma nel derby partirà dalla panchina. Pronto ad entrare e, magari, a mettere la sua firma sulla partita più importante del campionato.

La Salernitana blindata da Brini


Fabio Brini ha scelto di blindare la Salernitana. Per tutta la settimana gli allenamenti saranno rigorosamente a porte chiuse, al riparo da occhi indiscreti e da inutili contestazioni che in questo momento non aiutano la squadra che deve assolutamente trovare la concentrazione necessaria in vista della gara di sabato contro l'Avellino. Una classica gara da "dentro o fuori" e di questo ne è consapevole la società, la squadra ed il tecnico che ha in mente di apportare qualche modifica nell'assetto tattico della squadra. In ogni caso la Salernitana non prescinderà dal modulo 4-4-2 ma sarà per un verso più equilibrata ma dall'altro votata all'offesa, giusto per non dare campo ai biancoverdi che fanno del gioco d'attacco la propria prerogativa principale. Brini si veste in questa settimana non solo da allenatore ma anche da motivatore. In mattinata la squadra ha svolto una seduta sostanzialmente atletica mentre nel pomeriggio il trainer è andato più nello specifico, facendo giocare un partitella a metà campo e cambiando spesso gli interpreti dello spartito tattico. Forte delle sue scelte e dalla consapevolezza che i suoi ragazzi possono e devono far propria l'intera posta in palio, altrimenti la stagione si potrebbe, già da ora, definire seriamente compromessa. E allora via con gli esperimenti che potrebbero riguardare tutti i settori del campo, indistintamente, anche perché in questi giorni il tecnico di Porto Sant'Elpidio avrà già fatto incetta di dvd per studiare le mosse dell'avversario che, sicuramente, sarà caricato a mille dal suo mentore, Salvatore Campilongo. Porte chiuse al Volpe, dove i pochi tifosi si sono attrezzati anche con binocoli e mezzi di fortuna per scovare qualche novità che alberga nella mente di Brini. La novità più importante potrebbe riguardare l'attacco che vedrà schierato dal primo minuto il peruviano Merino. Il fantasista andino potrebbe agire al fianco di Di Napoli ma con licenza di svariare su tutto il fronte per non dare sufficienti punti di riferimento agli avversari. Merino avrà il compito di illuminare con le sue aperture sia al centro che sugli esterni. Brini avrà dei punti fermi che saranno Fusco in difesa, Soligo e Tricarico in mediana e Di Napoli in avanti. Partiamo dalla retroguardia, dove la posizione di Kyriazis non è ancora definita. Non si esclude l'ipotesi Peccarisi che si candida per una maglia da titolare. La soluzione più probabile è quella che vede a destra Russo con coppia centrale Kyriazis e Fusco; a sinistra agirebbe Marchese. Altre novità arrivano dal centrocampo, reparto dove Brini potrebbe schierare finalmente l'argentino Ledesma. Il gaucho agirebbe a destra con Scarpa sull'out mancino anche se dovrà guardarsi dalla concorrenza di Massimo Ganci. Al centro i muscoli e la determinazione della coppia Tricarico-Soligo. In panchina scivolano sia Ciaramitaro che Pestrin, il primo per le sua non perfette condizioni fisiche mentre per il secondo si tratta dell'ennesima scelta tecnica. Non è escluso che Brini possa far giocare Scarpa e Ganci sacrificando Ledesma. In avanti sembra scontato l'impiego di Merino con Di Napoli mentre il recuperato Iunco sarà pronto ad entrare a gara in corso, per quella che sembra una staffetta a tutti gli effetti. Ieri pomeriggio gli unici assenti erano Ciaramitaro e Cannarsa. Coppola si è allenato regolarmente. Questo pomeriggio la Salernitana si allenerà al "Dirceu" di Eboli.

martedì 5 maggio 2009

L’astinenza dei bomber Tre partite senza gol


La Salernitana ha improvvisamente scoperto il mal d'attacco. E per una squadra che deve conquistare la salvezza non è certo un problema marginale. Nelle ultime tre partite, infatti, la formazione granata è rimasta a secco. Incapace di concretizzare le occasioni da gol costruite e molte volte sciupona sotto porta. Proprio come accaduto con il Livorno, nell'ultima partita disputata. L'ultima rete messa a segno dalla Salernitana è quella straordinaria di Merino all'Albinoleffe, con il beffardo pallonetto da metà campo. In pratica la Salernitana non segna da 328'. E' un dato preoccupante che alimenta timori e paure in vista del decisivo sprint per conquistare la permanenza in serie B. Di certo non è un problema di gioco perchè nelle ultime tre partite disputate, quelle con Rimini, Parma e Livorno, la Salernitana ha costruito occasioni a ripetizione ma gli attaccanti non sono stati concreti dinanzi al portiere avversario. A Rimini, ad esempio, Di Napoli, Fava e Ciaramitaro hanno fallito facili opportunità con errori piuttosti clamorosi. A Parma, invece, Ganci ha sfiorato la rete ma è stato decisivo Pavarini, mentre con il Livorno Fava, solo davanti a De Lucia, ha spedito a lato. Sono soltanto le opportunità migliori, quelle più eclatanti, ma in ogni partita la Salernitana è stata brava a produrre occasioni ma non altrettanto a sfruttarle. È, dunque, un problema di condizione e lucidità dei singoli calciatori. Ma proprio gli attaccanti dovranno trascinare la Salernitana alla salvezza. Di Napoli, dodici gol in questo torneo, è stato fin qui protagonista di un campionato a fasi alterne. In ogni caso è il miglior cannoniere della squadra e, dopo aver trascinato la Salernitana in B, dovrà sbloccarsi in fretta per contribuire in modo decisivo a non vanificare quanto di buono costruito nella scorsa stagione. Di Napoli non segna da quattro partite. L'ultimo gol, utile per evitare l'ennesima sconfitta casalinga, lo ha realizzato nella partita con il Treviso. Ma la Salernitana attende anche i gol di Fava che, in questo campionato, ha dovuto fare i conti con due gravi infortuni. Anche da Iunco, infortunatosi con l'Albinoleffe, e Ganci, potrebbe arrivare un altro importante contributo, senza dimenticare il sostegno realizzativo che potrebbero offrire Scarpa e Merino.

Salernitana, la denuncia di Coppola


In questo campionato dai mille risvolti, tiene banco la questione relativa al mancato impiego di Carmine Coppola. Il calciatore è da qualche settimana ai margini della prima squadra e ieri si è allenato da solo all'Arechi mentre nel pomeriggio è volato in Sicilia per motivi personali. Coppola è da tempo nel mirino dei tifosi che gli imputano atteggiamenti poco professionali dentro e fuori dallo spogliatoio. Intanto, Coppola sabato scorso non si è sottratto al confronto con i tifosi davanti allo stadio Arechi quando ha lasciato l'impianto a bordo dell'auto del suo procuratore. I toni sono stati alti ma nulla fuori dalle righe anche perché è stato il calciatore stesso a voler parlare con la gente che lo attendeva. Il fatto più grave è accaduto poco dopo, all'uscita della tangenziale, all'altezza di Fratte come spiega l'agente del calciatore Mario Giuffrida: «Siamo stati affiancati da un auto che voleva costringerci a fermarci ma fortunatamente siamo riusciti ad andare via. Sul fatto abbiamo inoltrato denuncia ai Carabinieri che indagheranno. Davanti all'Arechi non è accaduto nulla, solo una discussione, magari alta nei toni, ma poi è tutto finito». Il rapporto però da qualche settimana sembra essere precipitato ed il calciatore, di fatto, si allena soltanto con il resto del gruppo: «Se non gioca dovete chiedere a Lombardi. E' una scelta societaria. Coppola ha ricevuto soltanto parte dello stipendio di gennaio ma nonostante questo non si è mai tirato indietro. Abbiamo chiesto invano un incontro a Lombardi per chiarire la vicenda». Sulla presunta aggressione è intervenuto in serata il presidente Lombardi: «Siamo davvero dispiaciuti per ciò che è accaduto. Ho avuto questa notizia dall'agente di Coppola. Sono solidale con il calciatore. Queste sono cose molto gravi». Invece, sul fronte stipendi la società ha già avuto modo di smentire a più riprese l’esistenza di spettanze arretrate ma è chiaro che la questione non sembra poter finire qui. Ormai il rapporto Coppola-Salernitana è irrimediabilmente deteriorato. Intanto, quello di ieri è stato un pomeriggio "nervoso" al campo Volpe. Erano circa 150 i tifosi accorsi ad assistere alla ripresa della preparazione. Il primo ad essere bersagliato da cori ed improperi è stato il direttore generale Fabiani che si è guardato bene dal venire sul campo rimanendo tutto il tempo dalle parti degli spogliatoi. Il direttore generale ormai è entrato di diritto tra i bersagli preferiti dai tifosi che gli imputano parte delle colpe per questa stagione disgraziata. La squadra è entrata in campo verso le 16.30 surclassata da fischi e grida di ogni tipo: «Mercenari, Vergognatevi» e infine «Andate a lavorare». Nello stesso tempo, però, i tifosi hanno chiesto alla squadra di non mollare e di vincere assolutamente la gara con l'Avellino, ultima spiaggia per la salvezza. Come era facile prevedere, la gente ha voluto incontrare anche tecnico e squadra ma i colloqui si sono risolti con un nulla di fatto perché le urla hanno sovrastato ogni forma di dialogo. Brini si è avvicinato alla recinzione per poi fare subito marcia indietro senza proferire parola. La squadra che si allenava dalla parte opposta della recinzione è stata invitata al confronto con i tifosi. In avanscoperta è giunto Fusco e dopo qualche minuto la squadra al completo. Anche in questo caso nessuno ha parlato ma il gruppo ha potuto sentire soltanto le urla rivolte a tutti ma in particolare verso Pestrin e Peccarisi.

lunedì 4 maggio 2009

Otto sconfitte casalinghe, preludio del flop stagionale


Il minimo che ci si possa aspettare da una squadra che perde otto volte in casa in questo campionato è la retrocessione in C, ma nonostante questo dato la Salernitana ha l'obbligo di non mollare fino alla fine del campionato anche perché all'orizzonte c'è il derby con l'Avellino che rappresenta (questa volta davvero sul serio) l'ultima spiaggia per i colori granata. Il fortino di una volta, quello chiamato Arechi, sembra definitivamente svanito perché l'impianto di Via Allende è diventato per tutti terra di conquista indifferentemente per squadre di alta classifica e squadre di medio bassa levatura. Anzi, volendo essere precisi, le squadre che hanno avuto più vita facile a Salerno sono state proprio quelle ritenute più alla portata di Di Napoli e compagni. Andando nel dettaglio, le squadre meno blasonate che hanno trovato i tre punti all'Arechi sono state il Rimini, l'Ascoli e la Triestina, quest'ultima incontrata alla quinta giornata, quando i valori non erano ancora definiti. Fanno meno male le sconfitte con Empoli e Parma perché, oggettivamente, squadre più attrezzate della Salernitana. Il trend delle sconfitte interne è sensibilmente migliorato nel girone di ritorno perché la Salernitana ha perso in casa soltanto tre volte ma, due di queste tre sconfitte pesano come macigni sul discorso salvezza. La sconfitta con il Cittadella e quella con il Piacenza restano ancora delle macchie indelebili, specialmente quella con i veneti subita nei minuti di recupero grazie ad un rigore segnato da Iori. La terza sconfitta del girone di ritorno è quella di sabato scorso contro il Livorno grazie a due minuti di autentica follia. Purtroppo, anche il dato totale delle sconfitte non è incoraggiante perché la squadra di Fabio Brini ha subito ben diciannove sconfitte, una in meno dell'Ancona che ne ha subite venti e finora, contando solo il girone di ritorno, la Salernitana ha conquistato la miseria di diciotto punti su cinquantuno disponibili, buttando alle ortiche occasioni importanti come la sconfitta interna con il Cittadella ed il pareggio in casa con il Treviso. I numeri, quindi, per ora condannano la Salernitana che, se il campionato fosse finito sabato scorso, sarebbe direttamente in C. Altro dato che emerge è quello relativo ai pareggi, perché guardando la classifica si evince chiaramente che la Salernitana non riesce nemmeno a pareggiare spesso. A volte, un punto può dare respiro ad una classifica asfittica ed in questo la compagine salernitana non è stata assolutamente all'altezza della situazione. La Salernitana in questo torneo ha pareggiato soltanto otto volte su trentotto partite giocate. Peggio ha fatto solo l'Ancona che ha pareggiato sei volte ma ha vinto una partita in più rispetto ai granata. Nei quattro pareggi con reti, inoltre, la Salernitana solo in occasione del pareggio per 2-2 contro il Treviso ha rimontato il risultato, perché nelle altre tre occasioni è stata sempre raggiunta quando si trovava in vantaggio. Il Pisa all'andata rimontò con Job il gol di Di Napoli così come la Treviso il gol di Missiroli spezzò il sogno di una bella ed importantissima vittoria in terra veneta. Anche ad Avellino, in occasione del derby di andata, il centrocampista Koman pareggiò dopo il vantaggio di Soligo nel primo tempo. Nonostante questi dati incontrovertibili la corsa verso la salvezza risulta ancora aperta, ma i numeri dicono che alla fine del campionato mancano quattro partite, di cui due in casa da non fallire contro Avellino e Bari. Insomma l'Arechi dovrà tornare, almeno in questo finale, ad essere un fortino inespugnabile.