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venerdì 29 febbraio 2008

Brini insiste nel 3-5-2: vuole una Salernitana d’attacco


Un'intera giornata di allenamento all'ombra dei Templi quella trascorsa, ieri, dalla Salernitana. La truppa granata, infatti, dopo aver preso possesso degli spogliatoi dell'hotel Ariston di Paestum, ha svolto una doppia seduta atletico-tattica sotto lo sguardo attento dei preparatori e dell'allenatore Fabio Brini. In mattinata, lavoro di gruppo a ranghi misti tra campo e palestra. A riposo precauzionale sono rimasti i vari Fusco, Mamede, Soligo e Giannone, alle prese con fastidiosi sintomi influenzali. Out, invece, l'attaccante Cammarata, infortunatosi durante la partita con la Pistoiese di domenica scorsa: l'esito degli esami effettuati presso il Centro Polispecialistico Check Up ha riscontrato un'elongazione di primo grado del flessore della coscia destra, un infortunio non grave che però costringerà l'ex punta del Taranto ad alcuni giorni di stop assoluto prima di ulteriori accertamenti. Per svuotare l'infermeria e recuperare gli acciaccati, dunque, giunge quanto mai propizia la sosta di campionato. Nel primo pomeriggio, davanti a circa 200 spettatori entusiasti, la Salernitana ha sostenuto, poi, un test amichevole (due tempi da 35 minuti ciascuno) con la compagine dilettantistica del Montecorvino Rovella. Bando ai ripensamenti, mister Brini ha subito dato ad intendere di voler perseguire nell'applicazione del modulo 3-5-2, nell'intento di dare una marcia in più alla squadra in fase offensiva: davanti a Iuliano (che a Lanciano dovrebbe sostituire lo squalificato Pinna tra i pali), infatti, ha provato la linea difensiva composta da Ambrogioni, Coppini e Cardinale; sull'asse mediano, da sinistra, il lesto Ciarcià, Piccioni perno centrale tra i due giovani Palmiero e Cesaro, e Mammarella a destra; in avanti, il tandem Turienzo-Siano. Scambio di fascia di competenza, dunque, tra i veloci esterni Ciarcià e Mammarella, variante che il tecnico salernitano potrebbe adottare, a gara in corso, per dare maggiore imprevedibilità alla manovra. Per la cronaca, il match è terminato 8-0: ai gol di Ambrogioni e Mammarella si sono aggiunte le triplette dell'ariete Turienzo e di Siano, che si è messo particolarmente in mostra con marcature di pregevole fattura. Nella ripresa, spazio anche ad altri giovani della formazione Berretti, tra cui il mediano Cesarano, figlio dell'ex presidente della Juve Stabia, Michele Cesarano, grande amico del patron granata Antonio Lombardi. A bordo campo, con le mani incrociate ed inchiodate dietro la schiena, Fabio Brini ha osservato con attenzione i movimenti dei suoi, senza però intervenire con specifici ammonimenti o indicazioni. Nell'intervallo, il trainer salernitano ha catechizzato il gruppo per un quarto d'ora, invocando maggior movimento senza palla e più frequenti cambi di gioco da un versante all'altro del campo, al fine di ricercare soluzioni d'attacco più variegate. Una formazione sperimentale negli uomini ma non nel modulo 3-5-2, dunque, al quale Brini si affiderà anche nell'ostica trasferta allo stadio "Biondi" di Lanciano, posticipata alle ore 20:45 di lunedì 10 marzo prossimo e trasmessa in diretta televisiva su Rai Sport Sat. Al termine dell'amichevole, scambio di convenevoli tra le due società e caccia alla foto ed all'autografo dei tifosi. Tra i più gettonati, i bomber Ferraro e Di Napoli. Tra le curiosità, la particolare emozione del quarantenne centravanti del sodalizio di Montecorvino Rovella, Roberto Dragonetti, che ha fatto parte in passato, per tre stagioni, della Salernitana Primavera curata da Coscia. Questa mattina, allenamento sul campo di Casignano, mentre sabato Di Napoli e compagni svolgeranno la consueta rifinitura atletica allo stadio Arechi.

Fabiani: «I nuovi acquisti? Finora assenti»


Ha deciso di parlare a tutto tondo. La Salernitana resta in silenzio stampa, il suo direttore generale no. Angelo Mariano Fabiani appare sereno, quasi come un nocchiero che si è appena lasciato alle spalle una tempesta. Il successo interno contro la Pistoiese di domenica scorsa è stato un toccasana dopo una serie negativa che vedeva i granata all'asciutto di vittorie da oltre due mesi. «Era importante tornare al successo e ci siamo riusciti. Sono certo che i tre punti conquistati contro la Pistoiese possano restituire al gruppo una rinnovata fiducia nei propri mezzi». Fabiani, invece, la fiducia non l'ha mai persa. «Rispetto a Crotone e Lucchese - aggiunge - con cui avremmo meritato di stravincere, abbiamo fatto un gol in più dell'avversario e siamo riusciti a conservare il vantaggio. Con altri 4 punti in più in graduatoria non si sarebbe nemmeno parlato di frenata, figuriamoci di crisi». Nessun timore, dunque, nessun patema per questo finale di stagione. «Non sono preoccupato. Era prevedibile un ritorno delle outsider. In tanti anni di calcio non ho mai visto una squadra vincere il campionato con 10 punti sulle seconde. Alla fine, si chiude al massimo con 5 lunghezze di vantaggio. Numeri alla mano, credo che siamo in perfetta sintonia con quello che è accaduto in passato. Chi si aspettava una stagione diversa evidentemente non ha capito che esistono anche gli avversari». Il diggì ha una sua personale ricetta per la serie B. «Alla lunga, vince sempre chi sbaglia di meno. Preferisco non fare tabelle, anche per una sorta di scaramanzia, ma pretendo che si viva alla giornata cercando di fare sempre meglio degli avversari». Fabiani non lo dice apertamente, ma ha le idee ben chiare sul discorso promozione. «Mi chiedete se i play off sarebbero un fallimento? Significherebbe rimanere altri due mesi sul filo del rasoio. Significherebbe tanto stress. Francamente vorremmo evitare questa remota ipotesi». Nel mercato di gennaio, la piazza si aspettava qualcosina in più dalla campagna di rafforzamento della Salernitana. «Non ho particolari rimpianti per il mercato di gennaio - replica il diggì - Siamo intervenuti laddove ritenevamo giusto intervenire e, soprattutto, dove abbiamo trovato la possibilità di farlo». Fabiani prova a chiarire il concetto. «Purtroppo i nuovi arrivi non hanno avuto ancora la possibilità di mettersi in mostra. Vuoi per improvvisi problemi fisici, vuoi per qualche cartellino giallo di troppo li abbiamo visti con il contagocce». Il dirigente granata si spinge oltre, tornando con la mente all'esonero di Agostinelli. «Abbiamo anche fatto delle scelte coraggiose e le stiamo portando avanti. Non credo sia da tutti prendere determinate decisioni con la squadra che comunque era e resta al comando della classifica del campionato di C. E' chiaro, comunque, che è sempre molto facile parlare con il senno del poi». Il diggì torna anche sulla cessione in prestito di Magliocco. «Magliocco è un puledro di razza che, però, aveva bisogno di correre. Il giocatore ha chiesto di farlo altrove, visto che fino a quel momento alla Salernitana aveva trovato poco spazio». Quando gli si chiede un giudizio su Salerno e sulla Salernitana, Fabiani è perentorio. «Salerno è una piazza importante, molto esigente con un tifo caldo, vicino e affettuoso. Tutte le altre componenti farebbero bene ad allenarsi per migliorarsi». Un'ultima battuta, sul silenzio stampa della squadra. «Un atto di sana e pura democrazia. Fin quando? Per il momento si va avanti nel rispetto della democrazia».

C1/B: Il Giuduce Sportivo



Sono 7 i giocatori squalificati dal Giudice sportivo dopo la 25a giornata di
campionato nel girone B della serie C1. Due giornate a Di Miceli del Gallipoli.
Due i giocatori fermati nella Pistoiese. Una giornata a Braglia, tecnico della
Lucchese.
Ammende a società‚¬ 3.500 Juve Stabia
‚¬ 500 Crotone, Pescara
Allenatori squalificati:

UNA GIORNATA:
Braglia (Lucchese)
Giocatori squalificati
DUE GIORNATE:
Di Miceli (Gallipoli)
UNA GIORNATA:
Baclet (Juve Stabia)
Pomante (Pescara)
Caco e Pisani (Pistoiese)
Pinna (Salernitana)
Braca (Sorrento)

giovedì 28 febbraio 2008

I granata giocano a rugby con Lombardi spettatore


Novità nell’allenamento. All’Arechi ieri pomeriggio sembrava di assistere a un allenamento per il torneo delle Sei Nazioni. Invece era la Salernitana, la squadra si è divertita anche a giocare a rugby sotto gli occhi del presidente Lombardi che ha fatto visita alla squadra alla ripresa della preparazione. Una partitella senza particolari contatti fisici, un modo come un altro per non far perdere di vista al gruppo la ”meta” della promozione. Il gruppo è apparso divertito, nello stesso tempo ha mostrato impegno e dedizione nell'applicare i dettami tattici di Brini seppur con le mani. La squadra aveva ripreso già in mattinata gli allenamenti al campo Volpe svolgendo solto degli esercizi atletici sotto la supervisione dei preparatori. Un gruppo diviso in vari tronconi che si è alternato tra corse e percorsi disegnati per il potenziamento muscolare. Nello spezio antistante gli spogliatoi è stata allestita una palestra all'aperto con panche e pesi a disposizione dei giocatori. Non hanno ripreso a lavorare i centrocampisti Mamede e Giannone, entrambi alle prese con l'influenza, mentre Cammarata si è presentato al campo ma solo per far verificare gli esami svolti in mattinata al Check Up. Il presidente Lombardi è arrivato poco dopo l'inizio dell'allenamento e si è subito intrattenuto con il direttore generale Fabiani lontano da occhi indiscreti. Il massimo dirigente ha lasciato dopo circa un ora lo stadio Arechi sereno e tranquillo dopo il colloquio con il direttore generale. Tornando all'aspetto tecnico, a Lanciano Brini insisterà sulla difesa a tre e su un centrocampo più folto. Ieri pomeriggio Brini ha provato una difesa composta da Troise, Fusco e Cardinale alternandola a quella composta da Ambrogioni, Coppini e Milanese. Nelle esercitazioni, il trainer ha provato centrocampo ed attacco contro difesa insistendo molto sui cross dagli esterni effettuati da Ciarcià e Mammarella a destra e Soligo e Russo sull'out mancino. Al centro Brini ha alternato la coppia Di Deo-Tricarico e Cesaro-Cesarano, quest'ultimo proveniente dalla formazione Berretti. In attacco spazio al tandem Ferraro-Di Napoli da una parte e Turienzo-Piccioni dall'altra. A Lanciano mancherà il portiere Pinna che sarà sostituito da Iuliano. Ieri i portieri sono stati torchiati a dovere da Genovese, compreso Milan che ha recuperato dall'influenza. L'ex portiere della Juve Stabia andrà in panchina. Questo pomeriggio la Salernitana si trasferirà a Paestum all'Hotel Ariston dove disputerà una gara amichevole contro i dilettanti del Montecorvino. Fabio Brini comincerà a provare la formazione da opporre al Lanciano.

Salernitana, Cammarata stop di dieci giorni


Buone notizie per Cammarata. L’infortunio muscolare alla gamba sinistra è meno grave del previsto. Un grosso sospiro di sollievo dopo il controllo ecografico al Check Up, struttura medica dove si appoggia la Salernitana. Si temeva un lungo stop, invece l’attaccante siciliano dovrà restare fermo solo dieci giorni. Quindi, torna in corsa per la trasferta di Lanciano, anche se il suo impiego resta ovviamente ancora in dubbio. Questa settimana, comunque, dovrà restare a completo riposo, poi si valuterà martedì prossimo il tipo di lavoro al quale sottoporlo. Cammarata si è fatto male nel primo tempo di Salernitana-Pistoiese ed è stato costretto ad uscire dopo quaranta minuti. Poi ha fatto festa con i compagni sotto la curva sud per la vittoria, ma quando ha lasciato il campo era visibilmente zoppicante. L’ex attaccante del Taranto ha avuto fin qui una stagione tormentata, con i pugliesi segnò un solo gol nella partita con la Massese poi sospesa per incidenti, e quindi non omologato, ed è stato spesso infortunato. A Salerno fin qui non ha lasciato il segno rivelandosi tutt’altro che un rinforzo. Tre spezzoni di partita, tutti negativi. Giocò il primo tempo di Taranto, il secondo a Sorrento, due sconfitte della Salernitana, due brutte partite per lui. Contro la Pistoiese ha avuto la possibilità di giocare all’Arechi, quindi in casa, dal primo minuto, ma le cose non sono cambiate, complice l’infortunio. Preso per dare più peso all’attacco e per costituire un’alternativa a Ferraro, fin qui è stato deludente e sta facendo rimpiangere Magliocco, passato alla Juve Stabia, e comunque in grado si lasciare il segno nella Salernitana ogni qual volta è stato chiamato in causa. Cammarata che doveva rappresentare anche un’alternativa tattica, ma fin qui oggetto misterioso. Adesso però è giunta la bella notizia che l’infortunio è meno grave del previsto, altrimenti la ripresa sarebbe stata sicuramente più complicata. Ora lo staff sanitario proverà a rimetterlo in piedi in tempo utile per la tarsferta di Lanciano nel posticipo di lunedì dieci marzo. Ma è chiaro che per una maglia da titolare scivola sicuramente in seconda linea, con Ferraro al momento nettamente favorito come partner d’attacco di Di Napoli. Cammarata è uno degli acqusiti di gennaio, uno degli elementi della campagna di rafforzamento di Fabiani finita sotto esame. Eccezion fatta per Tricarico, tutti gli acquisti si sono rivelati fin qui deludenti. C’è tempo per rimediare, tempo che ha ancora Cammarata per dimostrare di essere stato un acquisto giusto. Nove partite ancora da giocare, nove partite per lasciare il segno. L’attaccante siciliano temeva di doverne saltare diverse per l’infortunio muscolare rimediato domenica scorsa, invece non sara così. Addirittura potrebbe essere già pronto per Lanciano, anche se bisognerà attendere gli sviluppi di questa settimana. Per ora l’ex attaccante del Taranto può tirare un sospiro di sollievo. Insieme al tecnico Brini.

mercoledì 27 febbraio 2008

Salernitana, Brini punta su Barrionuevo


L’uomo in più per questo finale di stagione può essere l’argentino Carlos Barrionuevo, pupillo del presidente Lombardi che ha giocato un anno e mezzo in C2 a Celano prima di trasferirsi alla Salernitana. «A Celano giocava da solo, è un signor giocatore, non lo ha potuto ancora dimostrare a Salerno solo perchè è stato frenato dagli infortuni», ha detto più volte Lombardi. L’ultimo infortunio in ordine di tempo lo ha accusato la scorsa settimana durante il ritiro a Roma. Era già lanciato per una maglia da titolare contro la Pistoiese, ma è stato costretto a fermarsi a due giorni dal match per un affaticamento muscolare. Infortunio, di modesta entità, che lo ha messo fuori gioco domenica, ma che non gli impedirà di essere pronto contro il Lanciano. Questa settimana svolgerà uno specifico lavoro differenziato, in modo da poter riprendere la prossima settimana a pieno regime nel gruppo. Una tabella di lavoro mirata per permettergli di smaltire il problemino muscolare e ritrovarlo poi al top. Nel centrocampo a cinque è l’uomo ideale, piazzato davanti alla difesa può far girare il pallone, ma la stessa cosa è per un centrocampo a quattro, o addirittura a tre. Barrionuevo è indicato per la sostituzione di Di Deo che sta continuando ad aver problemi nel ruolo di regista. Brini punta su forze fresche per queste ultime nove partite e tra queste c’è sicuramente l’argentino che ha esperienze nella massima serie argentina (Quilmes), uruguaiana (Danubio), portoghese (Penafiel) e peruviana (Alianza Lima). Un giocatore piuttosto maturo e con le caratteristiche giuste per dare una mano alla Salernitana in questo finale di stagione. È uno degli acquisti di gennaio che fin qui si è rivelato un oggetto misterioso. Subito in campo ad Arezzo, esordì non destando una buona impressione nel primo tempo contro la formazione di Cuoghi. Si riprese nel secondo tempo, ma fu espulso ingenuamente per doppia ammonzione, in verità un provvedimento che sembrò anche eccessivo. Saltò la gara successiva per squalifica e poi si è infortunato restando ai margini del gruppo. Adesso sembra giunto il suo momento, in queste due settimane di lavoro sarà uno degli osservati speciali e alla ripresa a Lanciano potrà essere una delle sorpese della Salernitana. A centrocampo i problemi sono rimasti, la società ha inseguito a lungo elementi di esperienza e qualità optando alla fine per Barrionuevo. E l’argentino resta uno dei punti interrogativi della campagna di rafforzamento, solo sul campo potrà dimostrare il suo valore e ripagare la fiducia della società. Brini ha cominciato a conoscerlo la scorsa settimana nel lavoro durante il ritiro a Roma e ha cominciato ad apprezzarne le qualità tanto è vero che voleva lanciarlo nella mischia, esordio che a questo punto è solo rimandato. A Lanciano ci sarà, le sue quotazioni sono in ascesa, il centrocampo cambierà anche perchè contro la Pistoiese ha convinto poco. Cinque uomini hanno aumentato la confusione, di sbocchi offensivi alla manovra ce ne sono stati pochi. Ecco perchè si sta pensando concretamente all’inserimento di Barrionuevo. Nell’undici base ci sarà spazio anche per lui.

martedì 26 febbraio 2008

Iuliano, esordio a Lanciano con festa di compleanno

Farà il suo esordio con la maglia granata il giorno del suo compleanno. Rino Iuliano sostituirà il portierone Pinna tra i pali della Salernitana nella delicata trasferta di Lanciano tra 15 giorni. Ironia della sorte, il match si giocherà in posticipo proprio il giorno in cui il promettente atleta spegnerà la sua 27esima candelina. La squalifica di Pinna, poi, ha fatto il resto. Così, in un batter di ciglia, si potrebbe realizzare il grande sogno del giovane portiere originario di Pagani, cresciuto nelle giovanili granata. Quello di giocare con la maglia numero uno della sua squadra del cuore. Giunto alla corte del presidente Lombardi nel mercato di riparazione di gennaio, Iuliano è subito riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nelle grazie del tecnico Brini. Il suo trasferimento dal Potenza (grazie anche ai buoni uffici del suo procuratore, Maurizio De Rosa), aveva reso più agguerrita la concorrenza tra i portieri, vista la presenza in organico di Milan, rimasto a Salerno per un disguido di natura burocratica. Iuliano però, forte della sua esperienza maturata per 4 anni nel capoluogo lucano, non si è scomposto più di tanto, lavorando sodo per farsi trovare pronto al momento opportuno. Il momento è arrivato. Subito dopo la settimana di sosta, infatti, il trainer granata dovrebbe affidargli le chiavi della saracinesca granata. Lui proverà a blindarla a più mandate. Chi lo conosce giura sulle sue capacità. Tecniche e mentali. Iuliano è bravo a gestire bene la tensione anche nei momenti più difficili. Per anni è stato il portiere delle giovanili granata, passando dai giovanissimi alla primavera con i vari Raimondi, Monetta, Viscido, Provenza e Novelli in panchina. Quando era poco più che un ragazzo faceva i salti mortali la domenica per essere tra i raccattapalle nell'anno della serie A dei granata. Iuliano cercava di rubare tutti i segreti dei vari portieri che in quegli anni hanno calcato il prato dell'Arechi. Inutile dire che il suo idolo è Buffon. Nel suo palmares giovanile spicca la vittoria nel campionato regionale con gli allievi di Monetta e la semifinale nazionale disputata contro la Juventus di Raffaele Palladino, con gli allievi nazionali di Pasquale Viscido. Tra i professionisti, invece, Iuliano ha lasciato il segno con il Potenza. Nel capoluogo lucano ha disputato 4 stagioni da protagonista, conquistando anche la promozione in terza serie lo scorso anno con Arleo in panchina. Fin troppo facile intuire che il portiere di Pagani sogna di brindare quest'anno ad un'altra promozione. Quella in cadetteria con la sua squadra del cuore. Contro il Lanciano proverà a fare la sua parte.

L’oro Di Napoli: venti punti con i suoi gol


L’oro Di Napoli. Tutto quello che tocca si trasforma in oro per la Salernitana. Re Artù di nuovo decisivo, contro la Pistoiese il suo gol è valso tre punti. E’ valso altri tre punti. I suoi gol finora di punti ne hanno fruttato venti, quasi la metà del bottino della Salernitana che fin qui di punti ne ha conquistati 45. Decisivo in otto partite Di Napoli. Cominciò contro il Taranto all’Arechi, la sua punizione regalò il 3-2 ai granata, una punizione perfetta. Poi la doppietta in trasferta contro la Lucchese, due gol belli e importanti: il primo di testa e il secondo di piede sull’uscita del portiere, i granata vinsero 2-0. Il gol vincente, di piede, contro il Sorrento, allora allenato da Provenza, finì 1-0. Decisivo anche a Perugia, suo il gol del pareggio della Salernitana, partita che si concluse 1-1. Ancora decisivo re Artù contro l’Ancona, un gol bellissimo, il più bello dei quattordici, e preziosissimo: consentì alla Salernitana di conquistare i tre punti nel posticipo contro la formazione marchigiana (1-0) che dopo quel ko cominciò la discesa inanellando una serie di risultati negativi. Facendo un rapido conto sono i tredici punti regalati da Di Napoli nel girone di andata, vero e proprio elemento leader e punto di riferimento della Salernitana. Situazione che si è ripetuta nelle prime otto partite del girone di ritorno, quelle in cui la squadra granata è entrata in crisi di risultati e si è passati attraverso il cambio di allenatore. Tre gol di Di Napoli nel ritorno, il primo contro la Sambenedettese, gol decisivo perchè i granata vinsero 1-0, rete realizzata su rigore. Gol del pareggio contro il Crotone, finì 1-1, suo il gol del pareggio della Salernitana. E l’ultimo in ordine di tempo quello di domenica scorsa all’Arechi contro la Pistoiese: suo il gol decisivo dell’1-0. Di Napoli di reti ne ha segnate anche altre, ma non decisive che, però, hanno consentito a re Artù di toccare quota 14 e di essere il vicecapoccanoniere alle spalle di Ghezzal del Crotone. Segnò alla prima giornata una rete contro la Sambenedettese nella vittoria esterna per 3-1, un gol lo ha segnato all’Arezzo, infinfluente, nel match vinto all’Arechi 4-2, un altro lo ha realizzato alla Sangiovannese, quello del raddoppio e anche alla Massese ha segnato sempre la rete del raddoppio, un altro gol inutile nella brutta sconfitta di Taranto per 4-2. Con Agostinelli o con Brini, con il 4-4-2 oppure con il 3-5-2 Di Napoli è sempre determinate per la Salernitana, è lui l’uomo leader, quello che sta trascinando la squadra nella corsa verso la serie B. E’ lui il finalizzatore, il tarscinatore, quello che si fa trovare al posto giusto nel momento giusto. Determinante anche adesso che non è al massimo fisicamente: non è al top dalla sosta, frenato da un problema agli adduttori che gli hanno impedito di allenarsi nel migliore dei modi. Ma comunque resta decisivo in questa Salernitana, fa comunque la differenza. Contro la Pistoiese l’ennesuima conferma, deicisivo non solo per il gol, ma anche per un paio di giocate: una fuga nel primo tempo e un’altra nella ripresa quando è stato messo giù da ultimo uomo. E poi la capacità di tener palla e di dare sicurezza ai compagni. Insoma, un leader. Il leader.

lunedì 25 febbraio 2008

Di Napoli gladiatore in rete contro la crisi


È toccato ancora una volta a lui vestire i panni del salvatore della patria. Arturo Di Napoli segna, la Salernitana torna al successo dopo oltre due mesi e - probabilmente - si getta alle spalle il momentaccio di crisi. Il colpo di testa vincente di Re Artù è valso tre punti preziosissimi alla squadra di Fabio Brini. Correva il 10' della ripresa, la Salernitana era ancora bloccata sul risultato ad occhiali da una Pistoiese coriacea e spigolosa, capace di mantenere la gara inchiodata sul segno "x". I toscani non avevano fatto i conti con il bomber messinese. Di Napoli ha sfruttato al meglio uno splendido cross di Tricarico dalla sinistra, eludendo la sorveglianza di due marcantoni come Briganti e Pisano in piena ara di rigore, e piazzando di testa la palla nell'angolo basso della porta difesa da Mareggini. Il gol partita è stato come una liberazione per lui e per la Salernitana. I granata, infatti, non vincevano dal 16 dicembre scorso contro la Sambenedettese all'Arechi. Ironia della sorte anche in quella circostanza il match winner era stato Re Artù. La rete di ieri pomeriggio è la 14esima stagionale per Di Napoli che si è piazzato - momentaneamente - al secondo posto nella particolare graduatoria dei bomber dietro al solo Ghezzal del Crotone (balzato a quota 15 grazie alla doppietta di ieri con la Massese). Il gol di Di Napoli è stato un toccasana per tutta la squadra. La Salernitana infatti, subito dopo il vantaggio, è tornata ad essere la squadra ammirata ad inizio stagione. La capolista è stata capace di amministrare il minimo vantaggio senza mai essere impensierita dagli avanti toscani. Di Napoli ha fatto tutto il resto, vestendo i panni del leader. L'ex attaccante del Messina è tornato ad essere il punto di riferimento per tutta la squadra: cercato sistematicamente dai compagni, capace di fare reparto da solo e, soprattutto, in grado di mandare in tilt l'intero reparto difensivo avversario. Non a caso alcune sue accelerazioni hanno costretto al fallo sistematico i suoi mastini. A tal punto da rischiare addirittura l'espulsione (Caco) quando Di Napoli è partito palla al piede dalla propria metà campo, costringendo il terzino a stenderlo, rischiando il rosso. Sua maestà, insomma, è tornata sul trono. E la regina Salernitana fa chapeau. Basti pensare che delle 25 gare finora disputate, la capolista ha collezionato 45 punti: di questi ben 23 sono tutti frutto dei gol decisivi di Re Artù. Piccola curiosità. Al triplice fischio finale tutta la squadra, in primis Di Napoli, è andata a stringersi intorno al diggì Fabiani. Segno evidente del legame dei granata verso il proprio dirigente.

Dai fischi agli applausi Ritorna l’ottimismo


Comincia alle 13 la giornata dei tifosi della Salernitana. A quell'ora il pullman con la squadra lascia il Grand Hotel Salerno sul lungomare. Qualche tifoso all'esterno, c'è chi sventola una bandiera granata, qualche applauso di incoraggiamento. Il previsto corteo, idea lanciata su un sito internet dei gruppi ultrà, non si verifica: il pullman non è scortato dai tifosi lungo il tragitto, anche se qua e là c'è qualcuno che applaude al passaggio. Arechi non pieno come nelle giornate migliori: novemila spettatori, ma tifo incessante già quando la squadra è entrata in campo per il riscaldamento. Poi però la squadra, quando è iniziata la gara, ha cominciato a stentare. E si sono sentiti i fischi mentre in curva sud è stato esposto uno striscione: «La nostra non è presunzione per questa maglia: pretendiamo più onore». Fischi più sonori tra il primo e il secondo tempo, quando le squadre sono rientrate negli spogliatoi, esplode anche un petardo che costerà l'ennesima multa alla società. Gli unici applausi della curva sono per il pilota di un deltaplano che sorvola l'Arechi proprio durante l'intervallo. Poi nel secondo tempo, finalmente, il gol di re Artù Di Napoli, dopo un primo tempo di paura e di non gioco, ha fatto ritornare quell'entusiasmo. E così alla fine è stata comunque festa. La «capolista se ne va» cantavano i tifosi al fischio finale. Intanto la Salernitana farà partire, stamane, una protesta ufficiale alla Lottomatica che cura la vendita dei biglietti di ingresso all'Arechi. Sabato sera è andato in tilt il sistema presso le rivendite per cui molti tifosi non hanno potuto acquistare i tagliandi.

La Salernitana rompe il digiuno


La Salernitana rompe il digiuno e batte allo stadio Arechi la Pistoiese. Grazie ad un gol di Arturo di Napoli, i granata archiviano la pratica e tornano alla vittoria dopo due mesi. Formazione annunciata per la Salernitana negli interpreti e nel modulo. Si gioca con il 3-5-2. Davanti a Pinna, Fusco, Milanese e Troise compongono il pacchetto difensivo. Il centrocampo robusto con Soligo e Russo sugli esterni, Tricarico, Mamede e Di Deo in mezzo, in attacco, Fabrizio Cammarata affianca Arturo Di Napoli.

Gli arancioni di Ansaldi provano a mettere paura alla Salernitana. Milanese nell’ occasione è attento su Ciarrocchi e gli toglie la sfera dai piediin scivolata. Rispondono i granata al 9’ fraseggiano Di Napoli e Russo, il suggerimento per Cammarata che sfodera il sinistro in diagonale, di poco fuori la conclusione del numero nove granata. Sale in cattedra Pinna un minuto dopo. Il portiere para a terra su Lanzillotta poi replica sul tiro successivo di Ciarrocchi. Al 14’ la Salernitana si rende pericolosa sugli sviluppi di un calcio di punizione che pesca la testa di Mamede, sul corner immediatamente seguente Di napoli in area reclama il rigore. Tutto regolare invece per il direttore di gara.

Al 22’ una fiammata della Pistoiese Motta si beve Troise, la conclusione dell’ attaccante arancione si spegne di un soffio al lato. La Salernitana fatica a trovare gli spazi giusti, la Pistoiese sembra aver preso le misure ai granata. Al 41’ Cammarata si infortuna, lo sostituisce Emanuele Ferraro. La Salernitana chiude in attacco. Al 44’ i granata si mangiano un gol fatto. Prima Di Napoli impegna Mareggini, poi ancora Ferraro sulla respinta e per finire Soligo che manda alle stelle la conclusione finale. Nel riposo per la pausa del tè, Brini medita un altro cambio. Al 5’ esce Soligo ed entra Ciarcià. Il gol arriva al 9’.

Tricarico tiene palla e coraggiosamente crossa al centro per Arturo Di Napoli appostato sul secondo palo. Assolutamente smarcato l’attaccante di testa insacca senza problemi. La Salernitana prende coraggio e prova a spingere sull’ acceleratore senza però avere la lucidità e la freddezza per chiudere la partita.I granata protestano al 32 quando Di Napoli con un guizzo si invola verso l’area della Pistoiese. Caco, ultimo uomo, lo falcia.

Per il direttore di gara c’è soltanto l’ammonizione. A proposito di gialli, tocca anche a Pinna al 40’ finire sul taccuino dei cattivi. Ammonizione pesante, il portiere già in diffida sarà costretto a saltare la gara con il Lanciano. I minuti finali servono solo alla Pistoiese per tentare un ultimo sterile ed inutile assedio. Al triplice fischio festeggia solo la Salernitana.

domenica 24 febbraio 2008

C1/B - Risultati e marcatori 25a


Ancona-Sorrento 1-0

32’pt Piccoli (A)

Arezzo-Pescara 1-0

12’pt Chianese (A) rig.

Crotone-Massese 2-1

18’pt Bongiovanni (M), 15’st Ghezzal (C) rig.,

17’st Ghezzal (C)

Gallipoli-Lucchese 0-0

Juve Stabia-Lanciano 2-1

32’pt Caputo (JS) rig., 6’st Baclet (JS),

23’st Bolic (L)

Perugia-Sambenedettese 1-0

27’st Ercolano (P)

Potenza-Sangiovannese 1-0

20’st Di Bella (P)

Salernitana-Pistoiese 1-0

9’st Di Napoli (S)

Taranto-Martina 5-0

16’pt Emerson (T), 30’pt Cutolo (T),

32’st Plasmati (T), 43’st Plasmati (T),

46’st Tesser (T)

Salernitana-Pistoiese 1-0: Tabellino


Oltre 9mila persone sugli spalti per sostenere la Salernitana e spingere la squadra granata alla vittoria. I 3 punti erano appuntamento da non fallire e così è stato. Prestazioni positive di Ferraro che, partito dalla panchina, ha sostituito Cammarata a fine primo tempo per infortunio e Sasà Russo.

Salernitana-Pistoiese 1-0 (0-0)

Salernitana (3-5-2): Pinna; Fusco L. ©, Troise e Milanese; Soligo (5’ st. Ciarcià), Tricarico, Di Deo, Mamede (29’ st. Giannone) e Russo; Cammarata (41’ pt. Ferraro) e Di Napoli.
In panchina: Iuliano, Cardinale, Mammarella e Turienzo.
Allenatore: Fabio Brini.

Pistoiese (4-3-1-2): Mareggini; Caco, Briganti, Pisani e Di Simone; Breschi (13’ pt. Cuneaz), Guerri e Boldrini (32’ st. Cocco); Lanzillotta (21’ pt. Bellazzini); Ciarrocchi e Motta.
In panchina: Bercigli, Calabro, Venturelli e Biancospino.
Allenatore: Ansaldi.

Arbitro: il Sig. Zanichelli di Genova.

RETI. 9’ st. Di Napoli

  • Ammoniti: Russo (S); Caco (P); Pinna (S);
  • Espulsi: nessuno.
  • Calci d’Angolo: 7-2 per la Salernitana.
  • Recuperi: 3’ pt; 3’ st;

    Spettatori: presenti circa 9.000 persone per un incasso di 238mila €.(5.156 abbonati). Circa una ventina i supporters provenienti da Pistoia.

  • sabato 23 febbraio 2008

    Russo-Mammarella, sprint sulla fascia


    Ultime prove in ritiro per Brini. I dubbi vanno via via dissolvendosi, innanzitutto quelli legati al modulo. Contro la Pistoiese si giocherà con il 3-5-2, ma il tecnico ne ha ancora qualcuno in riferimento agli uomini da schierare. Uno dei dubbi certi è quello dell’esterno sinistro di centrocampo, del quinto a sinistra. Se la giocano Sasà Russo, salernitano doc, e Mammarella ad un passo dall’addio a gennaio, ma poi riconfermato. Russo ha dalla sua parte l’esperienza e la capacità di adattarsi anche sulla linea difensiva ed è stato impiegato più volte quest’anno rispetto al compagni, da questo punto di vista quindi è più pronto. Mammarella invece ha sicuramente più gamba e la voglia matta di far vedere le sue qualità essendo stato perennemente accantonato da Agostinelli. Dubbio questo che sarà sciolto solo nell’immediata vigilia della partita. Altri dubbi per altri ruoli. Uno è legato al partner d’attacco da affiancare a Di Napoli. In crescita le quotazioni di Cammarata, in ribasso quelle di Ferraro, tra i peggiori contro il Sorrento. E altri dubbi sono legati ai tre di centrocampo, ai tre centrali. Qui sono diverse le soluzioni praticabili. I tre destinati alla maglia da titolare sono Mamede, l’argentino Barrionuevo, che sarebbe l’autentica novità ma che deve risolvere qualche problemino fisico (ieri è rimasto fermo per un affaticamento muscolare), e Tricarico. Questo perchè Soligo sembra destinato a rilevare Ciarcià nel ruolo di esterno destro di centrocampo e in questo caso dovrebbe dare anche una mano alla difesa, cosa che rientra nelle sue caratteristiche. Una cosa è certa: Soligo, giocherà. Sul suo impiego tattico invece sussiste ancora qualche dubbio. L’impiego di Deo è legato invece alle condizioni fisiche di Barrionuevo. Altro sicuro di una maglia da titolare è Cardinale che giocherà nella difesa a tre con Fusco e Troise, quest’ultimo sarebbe il centrale dei centrali. Con la nuova disposizione tattica difensiva usciranno fuori in un solo colpo i due laterali della difesa a quattro, Ambrogioni e Mialnese in evidente calo di condizione. Con loro usciranno quasi certamente dall’undici base Di Deo, Ciarcià e Ferraro. Saranno cinque, quindi, le novità nella formazione base anti-Pistoiese rispetto alla squadra che ha perso di misura il derby di Sorrento. Resta in gioco Giannone che con questa disposizione potrebbe essere uno dei due interni di centrocampo, ma che continua ad essere più adatto da trequartista in un 4-3-1-2. Rivoluzione era stata annunciata e quindi rivoluzione sarà. Brini stavolta mescolerà le carte, anche se nell’immediato dopo partita di Sorrento aveva manifestato l’intenzione di attendere ancora e di voler sfruttare la sosta per il cambio tattico. Durante la settimana di lavoro a Roma e sollecitato in tal senso anche dai vertici societari l’allenatore ha invece accelerato la rivoluzione tattica e di uomini. Contro la Pistoiese sarà una nuova Salernitana, nei numeri, negli uomini, ma soprattutto nello spirito. Ieri provate le punizioni dal limite e lavoro di scarico con il calcio tennis, poi partitella su campo ridotto. Oggi la a Roma rifinitura e il rientro a Salerno.

    Prevendita a rilento, venduti solo 800 biglietti


    La partita con la Pistoiese è una delle sfide più importanti della stagione della Salernitana. Un vero e proprio bivio per la squadra granata alla ricerca di una vittoria che manca da oltre due mesi. Il presidente Lombardi ha invocato il sostegno dei tifosi. In settimana ha incontrato i rappresentanti del Centro Coordinamento e dei Gruppi Ultras che, in una nota inviata giovedì scorso, hanno invitato tutti a seguire la prossima sfida in programma all'Arechi. «Sorrento fa parte del passato ed ora dobbiamo essere tutti uniti per incitare la squadra e conquistare la B», hanno scritto in un comunicato. Nonostante i ripetuti appelli, però, domani pomeriggio l'Arechi dovrebbe presentarsi con molti spazi vuoti. E non soltanto per la chiusura del settore Distinti. La prevendita dei biglietti, infatti, non sta garantendo i risultati attesi. Fino a ieri sera, infatti, erano stati distribuiti circa ottocento tagliandi. Per la gara con la Pistoiese, dunque, non c'è l'attesa dei grandi eventi anche se nel fine settimana dovrebbe registrarsi un sensibile aumento nel dato di prevendita. Per incentivare i tifosi a seguire la Salernitana, tra l'altro, solo per questa partita di campionato la società granata ha ideato un biglietto speciale (costi 13 euro + due euro di prevendita), riservato agli under 30, alle donne ed agli over 65, che garantisce l’ingresso al settore tribuna azzurra. Nella storia della Salernitana i tifosi hanno rappresentato sempre il valore aggiunto della squadra. In questa stagione il pubblico granata è il secondo più importante della serie C, alle spalle soltanto del Verona che, però, può contare su un elevato numero di abbonati. All'Arechi si è registrata una media pubblico di 10044 spettatori per un incasso di poco superiore ai 91mila euro. In serie B, ma anche nel massimo campionato, ci sono molte società con un numero inferiore di sportivi sulle gradinate. La partita con più pubblico è stata quella con l'Ancona (14977 spettatori ed incasso di circa 152mila euro), ma anche contro Gallipoli, Arezzo, Taranto e Sorrento l'affluenza è stata superiore ai diecimila. Paradossalmente con la squadra saldamente al comando l'interesse dei tifosi è scemato. Complice anche il cattivo tempo, infatti, si è registrata una diminuzione di pubblico nelle partite contro Lanciano, Sangiovannese, Potenza, Massese e Sambenedettese. Il flop, infine, è giunto proprio con la Giornata Granata, nella domenica che avrebbe dovuto invece assicurare il tifo delle grandi occasioni. Contro la Lucchese, con Brini all'esordio in panchina, a seguire i granata c'erano soltanto 8048 sportivi per un incasso di circa 86mila euro. Per la sfida di domani le previsioni non sembrano incoraggianti. Si prevedono circa settemila spettatori, compresa la quota di 5160 abbonati. Ovviamente la società spera in un’impennata di spettatori negli ultimi due giorni.

    venerdì 22 febbraio 2008

    Salernitana, ultimatum di Brini ai calciatori

    Primi tempi disastrosi, quasi sempre da dimenticare. Nella speciale classifica al termine del primi tempi i granata non rientrerebbero neanche nei play off. Troppe false partenze, troppo spesso sbagliato l’approccio alle partite, sia con Agostinelli che con Brini. la conferma negativa si è avuta a Sorrento ed ecco che l’allenatore ha chiesto di entrare nella partita con la testa giusta, di metterci ”la capoccia” per dirla alla Mancini, il brasiliano della Roma che ha steso il Real. «Stiamo concentrati e partiamo forte», questo uno dei messaggi lanciati da Brini in questi giorni di ritiro romano. Lavoro tecnico-tattico, anche ieri pomeriggio si è lavorato molto sugli schemi offensivi e su quelli difensivi, ma anche tanto dialogo. L’allenatore ha parlato singolarmente ai calciatori e in gruppo così da entrare nella loro pische per capire fino in fondo tutto quello che non va. E questo al di là di modulo, che sarà comunque il 3-5-2 e degli uomini da impiegare, in preallarme c’è anche l’argentino Barrionuevo che ha recuperato la condizione. Contro la Pistoiese bisognerà partire subito forte per mettere la partita in discesa e per poterla gestire con le ripartenze. Queste sono le intenzioni dell’allenatore della Salernitana, situazioni ovviamente da mettere in pratica in campo. Ma in questi giorni si sta lavorando molto su questo. Intensità, pressione e concentrazione: la Salernitana dovrà far capire subito le sue intenzioni domenica all’Arechi. E i granata potranno contare su un alleato importante, il pubblico. Messe da parte le polemiche per la partitaccia di Sorrento e chiarite le posizioni in settimana con il presidente Lombardi, sia i gruppi organizzati che i gruppi ultrà hanno assicurato il massimo sostegno per la partita contro la Pistoiese. «Non molliamo - hanno scritto in un documento gli ultrà e il centro di coordinamento- domenica riempiamo l’Arechi uniti dietro una sola bandiera, alla conquista del nostro oBiettivo. È tempi di dimostrare unità e compattezza, facciamolo per noi, questi calciatori un giorno o l’altro andranno via, ciò che resterà siamo noi tifosi ed i nostri colori». Tanta gente allo stadio e gran tifo domenica contro la Pistoiese. La prima delle ultime dieci finali da vincere a tutti i costi per poter gestire meglio il lavoro durante la sosta e riprendere la volata promozione magari con il primato rafforzato. In questo momento più che mai la Salernitana guarda solo in casa propria, già è stato commesso l’errore di adagiarsi e sono stati dilapadati dieci punti di vantaggio, adesso più che mai non si pensa agli altri campi, ma si pensa solo a vincere. Lombardi si informa telefonicamente di ciò che succede a Roma, il ritiro è presidiato dal direttore generale Fabiani e dal team manager Avallone, sta mettendo a punto gli ultimi dettagli organizzativi, ieri pomeriggio era allo stadio Arechi. Lombardi dopo la sfuriata di Sorrento e la decisione di mandare tutti in ritiro, ha ricucito lo strappo con la tifoseria, si è incontrato con i rappresentanti del centro coordinamento e dei gruppi ultrà, per assicurare il massimo sostegno alla squadra. E così anche i gruppi più critici della curva, quelli che erano intenzionati a contestare la squadra durante il riscaldamento e di andare un giorno a Roma per far avvertire la loro presenza, hanno deciso di garantire il sostegno incondizionato alla squadra.

    Motta spaventa Pinna «Sto bene, voglio il gol»

    Novanta minuti interi, prima in tandem con Ciarrocchi nel corso del primo tempo, poi da partner di Cocco nel corso della ripresa. Novanta minuti interi di Simone Motta nel classico test amichevole del giovedì disputato in famiglia per volere del tandem Ansaldi-Bellini. Il bomber della Pistoiese, assente nelle ultime tre settimane per una distorsione alla caviglia, s'è allenato regolarmente senza avvertire alcun fastidio ed è pronto a riprendersi la casacca numero nove. A favorirne il ritorno nell'undici titolare l'assenza dell'alter ego Giovanni Cipolla, colpito da un violento virus influenzale che lo costringerà a saltare la trasferta di Salerno o, nella migliore delle ipotesi, ad accomodarsi in panchina. Novanta minuti di Simone Motta ripartendo dall'Arechi, lo stadio che poteva esser suo se la società toscana non avesse messo il freno nella trattativa col sodalizio granata: «La Salernitana mi aveva cercato con insistenza a gennaio - confessa il centravanti friulano - poi non se n'è fatto più nulla e adesso me la ritrovo contro da avversario». Con un pizzico di rammarico per il mancato trasferimento, Simone Motta è già pronto a fare a sportellate con la difesa granata, ad insinuarsi in quella retroguardia rocciosa, scalfita appena dagli ultimi deludenti risultati: «La Salernitana è un gradino sopra tutte le altre - spiega il bomber della Pistoiese - ed alla fine sono convinto che la spunterà. Resta la favorita per la promozione diretta nonostante il periodo di appannamento». Di cui potrebbe, però, beneficiarne la Pistoiese, che scoppia di salute grazie ai due successi consecutivi ottenuti in trasferta a Perugia ed in casa contro il Potenza: «Attraversiamo un discreto periodo di forma, ma - Motta spegne i facili entusiasmi - non siamo di certo diventati dei fenomeni in due settimane. Restiamo in piena lotta per evitare i play-out ed affrontiamo pur sempre la prima della classe. Da una parte la voglia di riscatto della Salernitana potrebbe travolgerci, dall'altra favorirci perché sicuramente accompagnata da un elevato tasso di tensione. Dovremo esser bravi a contenere e poi a ripartire senza farci schiacciare: se la gara - continua Motta - dovesse prendere una piega positiva anche il pubblico con le sue pressioni forti potrebbe trasformarsi in un nostro alleato». Spera in un risultato positivo l'attaccante friuliano, regalato magari da una sua firma, che manca ormai da oltre due mesi, dal 9 dicembre scorso, dalla doppietta rifilata alla Lucchese nel diciassettesimo turno: «Il gol è come il pane per un attaccante, mi manca ovviamente la gioia dell'esultanza, ma in un momento così delicato della stagione contano di più quelle del collettivo».

    giovedì 21 febbraio 2008

    " Comunicato ufficiale Curva Sud e CCSC ": NON MOLLIAMO


    È inevitabile partire da Sorrento e da quel coro che da domenica ci rimbomba nella testa. ANDATE A LAVORARE !!! È inevitabile perché quel coro è l'emblema e il grido di allarme di chi si è sentito umiliato e sconfitto non tanto dagli avversari quanto dai nostri "eroi" scesi in campo senza grinta e non mostrando un minimo di amore per questa maglia e per questi tifosi.
    Ma Sorrento è il passato e Noi il passato lo mettiamo momentaneamente da parte perché vogliamo e dobbiamo guardare al futuro. Ed il futuro si chiama Pistoiese. Adesso non ci sono più alibi PER NESSUNO.
    TUTTI sono chiamati a dare il loro apporto i giocatori e NOI tifosi innamorati di questa città e che abbiamo sottoscritto idealmente un patto d'amore indissolubile con i nostri colori.
    Adesso più che mai bisogna fare gruppo e non lasciarsi prendere da chiacchiere e pettegolezzi vari. Tutto passerà e la miglior medicina è solo quella di: giocare e vincere, a partire naturalmente da domenica. ……CHIARO ???
    E' tempo di dimostrare unità e compattezza, facciamolo per NOI, questi calciatori un giorno o l'altro andranno via, ciò che resterà in eterno siamo noi tifosi ed i nostri colori verso i quali nutriamo un immenso amore.
    Amiamo troppo questa maglia, cui abbiamo donato incondizionatamente e senza fini occulti, gran parte della nostra vita.
    E allora domenica riempiamo l'Arechi tutti uniti dietro una sola bandiera, alla conquista del nostro oBiettivo, e con un unico coro : FORZA VECCHIO CUORE GRANATA !facciamo tremare l'intero stadio.

    ULTRA SALERNO CURVA SUD - CENTRO COORDINAMENTO SALERNITANA CLUBS

    Salernitana, Brini lancia le seconde linee


    Sta provando di tutto e di più Brini nel ritiro romano. Alterna gli uomini, valuta la predisposizione a moduli diversi. Sono tutti sullo stesso piano, non esistono titolari e riserve e non ci sono intoccabili. Tutti sullo stesso piano, tutti in gioco, nessuno ha il posto assicurato, addirittura neanche Di Napoli godrà di privilegi particolari, anche se è il bomber della squadra con tredici reti. Prove con il 4-4-2, ma con interpreti diversi, prove soprattutto con il 3-5-2 che dovrebbe essere il reale modulo con il quale la Salernitana affronterà la Pistoiese. In questo caso potrebbero avere chances di rilancio elementi finora poco impiegati come Mammarella e Giannone. Giocando con gli esterni chiamati a coprire l’intera fascia ecco che Mammarella potrebbe tornare utile, essendo Milanese difficilmente proponibile per un ruolo del genere, tenendo anche presente le sue attuali condizioni fisiche. Con i cinque centrocampisti potrebbero avere sicuramente più chances Giannone, che ieri è uscito in anticipo per un colpo a un ginocchio ma non è in dubbio per domenica, e Tricarico. Giannone è l’oggetto misterioso di questa Salernitana, lo è stato con Agostinelli e continua ad esserlo con Brini. Eppure era stato annunciato come il grande colpo del mercato estivo, come l’elemento capace di garantire la qualità tecnica indispensabile alla formazione granata. Invece Giannone non ha giocato mai e quando lo ha fatto, vedi la trasferta di Pescara, ha fallito. Difficilmente adattabile con il 4-4-2, lo è sicuramente di più con i cinque centrocampisti, soprattutto se Brini decidesse di tenere più alto uno dei cinque, impiegandolo da trequartista. In rampa di lancio anche Tricarico, elemento dal passo breve, importante per le ripartenze a centrocampo, un posto per lui dovrebbe esserci nell’undici base. Un posto sicuro a centrocampo ci sarà per Soligo, elemento indispensabile, sempre presente nella Salernitana, tenuto da Brini incomprensibilmente in panchina contro Lucchese e Sorrento. Soligo per passo e rapidità è uno da tenere sempre in campo, qualsiasi sia il modulo per il centrocampo. Infatti contro la Pistoiese ci sarà dal primo minuto a dare sostanza al reparto, quantità e qualità come è nelle sue caratteristiche. In difesa torna Cardinale dal primo minuto, fin qui uno tra i migliori per rendimento, eccezion fatta qualche giornata grigia come la trasferta di Taranto. Gioca sia con la difesa a tre, sia con l’eventuale conferma della difesa a quattro. Cardinale ci sarà, insieme a Soligo è stato l’escluso illustre nella Salernitana che ha affrontato il Sorrento. Annunciate novità anche in attacco dove non è certa la conferma di Di Napoli e Ferraro. A rischiare è più Ferraro, in verità, dovrebbe essere lui a lasciare spazio a Cammarata, più abituato a giocare largo e cioè da seconda punta. Fin qui oggetto misterioso e deludente nelle sue prime apparizioni, nel primo tempo di Taranto e nel secondo di Sorrento, ha voglia di far vedere le sue qualità e di essere stato un rinforzo all’altezza del gruppo Salernitana. Giocherà chi è più in forma, su questo Brini è stato chiaro ad inizio settimana, ovviamente la conferma si potrà avere soltanto dalle sue scelte di domenica all’Arechi contro la Pistoiese. Sarà il banco di prova per tutti, a cominciare per il nuovo allenatore.

    mercoledì 20 febbraio 2008

    Attacco sotto processo, Brini cambia


    Le bocche da fuoco granata hanno le polveri bagnate e la Salernitana non riesce più a vincere. L'attacco delle meraviglie, il tandem offensivo che stava ammazzando il campionato a suon di gol, sembra avere esaurito le cartucce. La Salernitana non vince dal 16 dicembre dello scorso anno (1-0 all'Arechi sulla Samb), favorendo così il ritorno delle dirette concorrenti, capaci di rosicchiare gran parte del vantaggio che i granata erano riusciti ad accumulare nella prima parte della stagione. Tra le cause della crisi c'è anche il black out del reparto offensivo. I bomber sono all'asciutto da tempo. Basti pensare che quello che era il secondo migliore attacco del campionato, dietro soltanto al Gallipoli, è stato pian piano risucchiato nella particolare graduatoria da tutte le altre squadre che lottano per un posto nei play-off. Nel giro di poco più di un mese, infatti, la Salernitana è scivolata dal 2° al 5° posto (con 29 reti fatte) tra i reparti offensivi più prolifici del campionato. DI NAPOLI - Re Artù resta il capocannoniere del torneo con 13 reti, sebbene in condominio con Ghezzal e Di Gennaro, ma da qualche tempo sta facendo fatica a ritrovare il passo e lo smalto di inizio stagione. Quando i suoi gol, le sue invenzioni e le sue accelerazioni bastavano da sole per conquistare l'intera posta in palio. L'ex attaccante del Messina, dopo un avvio straripante, ha dovuto mordere il freno a causa del riacutizzarsi di una fastidiosissima pubalgia che ne ha minato l'impiego e le prestazioni. Tra stop forzati, campi di allenamento inadeguati ed un'inevitabile calo atletico dovuto anche all'età (che non è più giovanissima), il bomber granata è andato in affanno. Basti pensare che mai, da quando gioca professionista, Di Napoli aveva sbagliato due calci di rigore in un solo campionato. Purtroppo con la Salernitana è accaduto anche questo (a Pescara e con il Crotone all'Arechi). Sia ben chiaro, Di Napoli resta sempre l'attaccante principe della Salernitana. Il leader indiscusso capace di risolvere la partita da solo (soprattutto in questa categoria), ma è altrettanto vero che in questi ultimi tempi anche sua maestà Re Artù ha visto il suo trono ed il suo scettro pericolosamente in bilico. FERRARO - Il bomber messinese è partito come sempre a mille, ma come spesso gli accade nel periodo invernale, ha accusato un evidente calo fisico e mentale. Dopo un avvio sprint, 4 gol in altrettante partite disputate, ha letteralmente perso la via della rete. L'attaccante non segna su azione dal 4 novembre scorso a Martina e si è bloccato a quota 6 dopo il penalty realizzato nella trasferta di Castellammare. C'è di più. All'Arechi, Ferraro è all'asciutto addirittura dal settembre scorso (3-2 sul Taranto). Non è escluso che il tecnico Brini decida di fargli tirare un po' il fiato. CAMMARATA - Giunto nelle fasi finali del mercato di gennaio come rinforzo per la partenza di Magliocco, l'ex attaccante del Taranto non è ancora riuscito ad incidere nell'economia del gioco offensivo. Sebbene in allenamento appare sempre tra i più in forma, nelle poche occasioni in cui è stato chiamato in causa ha ciccato clamorosamente. TURIENZO - Con l'avvento di Brini sulla panchina granata, il gigante argentino ha avuto un po' più di spazio. Pochi scampoli di partita, sia ben chiaro, ma pur sempre l'occasione per mettersi in mostra. Peccato che contro la Lucchese si è costruito bene la palla del match point, per poi fallirla clamorosamente.

    I Tifosi:<>


    Malgrado i risultati negativi della squadra, la tifoseria granata vuole ancora una volta stringersi intorno ai propri beniamini. «Non li possiamo abbandonare proprio ora». Questa la frase più ricorrente anche per esorcizzare una crisi che si è materializzata domenica scorsa al campo Italia a Sorrento. Prevale per il futuro l'ottimismo soprattutto tra i presidenti dei club granata. Dice Luigi Gargiulo del club Fatima: «Certo siamo preoccupati della situazione attuale ma speriamo che la squadra riesca a riprendersi. Non vediamo, comunque, troppa chiarezza e soprattutto si chiacchiera troppo, nel senso che escono fuori anche cose poco piacevoli sui calciatori. Spero che siano maldicenze gratuite e che non trovino seguito anche perchè abbiamo piena fiducia sia in Lombardi che nel direttore generale Fabiani. Se non siamo tutti uniti non si va da nesuna parte. Ma credo che le parole dure di Lombardi abbiano sortito l'effetto sperato». Nello Viterale, del Club di Vallo della Lucania, punta il dito sul cambio tecnico: «Abbiamo un nuovo allenatore, Brini, che pratica lo stesso gioco di quello Agostinelli. Qualcuno dice che non è il momento di cambiare modulo ma la squadra, si vede, non ha una sua precisa identità. La prima parte della stagione è stata favorevole anche perchè le nostre avversarie hanno fatto di peggio. Però sono ancora fiducioso che questo esiguo vantaggio possa bastarci per vincere il campionato». Carmine Prisco, segretario del club Popolo granata di Pontecagnano ha una sua teoria: «Lasciamo da parte polemiche ed altro, dimentichiamo il momento no e stringiamoci intorno alla squadra. E' deleterio in questo momento particolare aumentare la tensione. Non voglio entrare nel merito delle scelte tecniche perchè non è di mia competenza ma voglio solo invitare la tifoseria tutta ad aiutare i calciatori in questo particolare momento. E' in ballo qualcosa di importate per la Salernitana e naturalmente per tutta la città». Alfonso Pugliese del Club Higlander parla di un film già visto. «Diciamo che da qualche anno a questa parte, in una fase delicata della stagione quale è il girone di ritorno, vengono fuori voci ed altro. Finiamola qui perchè il nostro obiettivo resta solo la serie B. Arriviamo alla serie cadetta, poi alla fine vedremo di chi è la colpa di quanto sta accadendo. Secondo me, però, non ha fatto molto la società per esimersi dalle critiche. Non ha fatto acquisti mirati di calciatori per un reparto come il centrocampo dove eravamo carenti ed ora paghiamo anche per il calo di molti pezzi da novanta, vedi Di Napoli. Però è ora di mettere da parte ogni astio e stringerci intorno alla casacca granata». Dalla Sardegna Antonio Di Giacomo del club «quello di Cagliari» osserva: «Credo che non ci sia niente di compromesso e che la squadra potrà centrare l'obiettivo iniziale della stagione». Nessuna voce ufficiale dai gruppi ultras. La rabbia di Sorrento non è stata ancora smaltita. Sono in programma varie riunioni nei prossimi giorni. Forse ci sarà una contestazione alla squadra domenica all'ingresso in campo per la partita contro la Pistoiese. La sconfitta in penisola sorrentina pesa ancora come un macigno.

    Cardinale, due obiettivi il contratto e la serie B


    E' stato uno dei pochi calciatori a pagare il cambio di allenatore. E' la strana storia di Roberto Cardinale, tra i migliori difensori del campionato, insieme a Soligo finito in panchina con l'avvento di Brini. Eppure in questa stagione il rendimento del difensore napoletano, cresciuto nella Salernitana, è stato eccellente. In cifre il torneo di Cardinale è racchiuso in ventuno presenze, il più delle volte da titolare, oltre milleottocento minuti giocati, un gol realizzato al Taranto. Titolare inamovibile per Agostinelli, rincalzo di lusso per Brini. Ora, però, l'allenatore di Porto Sant'Elpidio è pronto a rilanciare Cardinale per dare consistenza alla rivoluzione tecnico-tattica annunciata in questi giorni. Nella Salernitana che vuole rincorrere la B ci sarà posto proprio per Cardinale. L'atleta di Sant'Anastasia prenderà il posto di uno spento Ambrogioni e sarà uno dei punti di riferimento della retroguardia che si schiererà con tre difensori. In queste due settimane Cardinale ha evitato ogni polemica per non alterare i fragili equilibri di un gruppo improvvisamente nervoso ed adagiatosi dopo la brillante prima parte di stagione. Ma Cardinale ci è rimasto male per l'esclusione ed ora proverà a dimostrare tutto il suo valore nelle ultime dieci giornate di campionato. Il difensore granata ha un doppio traguardo da raggiungere: ritornare in B e, magari, firmare il nuovo contratto con la Salernitana. Proprio il rinnovo dell'accordo ha rappresentato uno dei temi più discussi in queste settimane. E qualcuno ha anche messo in relazione il mancato utilizzo di Cardinale proprio con l'assenza di intesa per il contratto. Un'ipotesi che, però, sarà immediatamente smentita domenica prossima con il ritorno in campo da titolare di Cardinale. «Adesso non è proprio il momento di parlare di rinnovi. Pensiamo a vincere prima il campionato e poi si vedrà», ha puntualizzato il presidente della Salernitana, Antonio Lombardi che, più volte, ha incoraggiato il difensore. «A questa maglia sono legato e mi piacerebbe restare», ha detto in passato Cardinale che, dopo i rinnovi di Magliocco, poi ceduto alla Juve Stabia, Ferraro e Soligo, sperava di firmare a gennaio il nuovo contratto. Così non è stato. Al suo agente, Ferdinando Arbotti, non sono giunti inviti dal club granata. Nessuna telefonata, né alcun colloquio con il dg Fabiani durante gli ultimi giorni della sessione invernale della campagna trasferimenti. Nel frattempo, però, alcune società di B, Piacenza ed Ascoli, avrebbero già sondato la disponibilità di Cardinale. Per il momento, però, il pensiero del calciatore è tutto rivolto alla Salernitana ed al campionato da vincere. Al futuro si penserà a maggio. A questo punto, però, le probabilità che Cardinale resti a Salerno sembrano in sensibile diminuzione.

    martedì 19 febbraio 2008

    Il Presidente Lombardi dal ritiro di Roma


    La prestazione indecorosa di Sorrento. I numeri impietosi con la Salernitana in caduta libera. La classifica che dà ragione ai granata soltanto per demeriti altrui. E, dulcis in fundo, il litigio, neanche troppo velato, tra Ferraro e Di Napoli nel bel mezzo della partita.

    Tutti indizi che fanno una prova. E così il presidente Antonio Lombardi manda tutti in ritiro punitivo. Da ieri sera, subito dopo la sconfitta patita nel derby con il Sorrento, la squadra granata si è trasferita alle porte di Roma senza neanche passare per Salerno.

    Smarriti i calciatori che non hanno avuto il tempo per portare gli effetti personali nel ritiro romano. “Problemi loro- ha sentenziato Lombardi - ci penseranno i magazzinieri e far recapitare quello che serve”.

    Il patron granata è infuriato con la squadra, tutti, nessuno escluso. E non le manda certo a dire: “Sono stato negli spogliatoi – dice - e ho parlato chiaramente con tutti loro. Chi non se la sente di continuare, può tranquillamente star fuori. La Salernitana ha bisogno di calciatori motivati e soprattutto consapevoli delle responsabilità che hanno nel vestire la casacca granata. Chi non sente questa responsabilità deve avere il coraggio di dirlo chiaramente…”

    E’ un fiume in piena Antonio Lombardi. La sconfitta di Sorrento brucia davvero troppo. “Una prestazione indecorosa - sentenzia il patron - non so dire altro…Per questo li ho mandati in ritiro. Subito, senza perdere altro tempo. In questo modo potranno riordinarsi le idee, riprendere fiato e concentrarsi sulla prossima partita che diventa fondamentale per noi…”

    Il pugno di ferro, Lombardi lo riserva all’ ultimo pensiero: “Voglio vedere calciatori che sputino sangue in mezzo al campo. E’ una parola forte ed anche brutta da usare ma ribadisco, se qualcuno non ha capito cosa ci stiamo giocando, lo metteremo fuori squadra…”

    Salernitana in crisi, lunga catena di errori


    Una crisi che parte da lontano. Dalla sosta di Natale, o meglio dalla sconfitta di Gallipoli dell’antivigilia. Salernitana in caduta libera, squadra in rottura prolungata, in calo fisico e mentale. Calo fisico prevedibile a questo punto della stagione, ma non di questa entità, conseguenza questa dell’età media del gruppo molto alta e del lavoro, forse non appropriato, svolto durante il richiamo di preparazione di inizio anno. Ed ecco che si torna al periodo della sosta e al lavoro svolto nel periodo post natalizio a Roma. Calo però innanzitutto mentale, la squadra si è adagiata per i tanti punti di vantaggio sule inseguitrici, prima di Gallipoli erano addirittura dieci. E così la Salernitana si è inconsapevolmente trovata risucchiata nel vortice, la luce si è spenta e non si è più riaccesa. Intervento tardivo della società, il pugno duro invocato dal presidente Lombardi andava attuato prima e cioè nel momento in cui affioravano i primi scricchiolii. E invece si è colpevolemente atteso troppo con la squadra che perdeva terreno. A dicembre e gennaio la società ha gestito male il lavoro di campo e le operazioni di mercato. Tante, troppe voci, troppi giocatori in organico annunciati in partenza, due elementi cardine come Di Deo e Ferraro che per molti a un certo punto sembravano già altrove. Due giocatori che invece sono rimasti alla Salernitana, ma ovviamente perdendo la necessaria tranquillità. Errori tecnici compiuti durante le operazioni del mercato di riparazione: la Salernitana aveva bisogno di un rinforzo vero a centrocampo di un uomo d’ordine, di un elemento di esperienza e qualità. Elemento dalle caratteristiche di Correa che non è arrivato. Sono arrivati invece tre centrocampisti di quantità: Tricarico, di rientro dal Lanciano, Piccioni, dal Sorrento, e l’argentino Barrionuevo da una formazione di C2, il Celano, che si è presentatto con un’espulsione e un infortunio. Tre elementi da ritenere, almeno fin qui, tutt’altro che dei veri rinforzi. In attacco è andato via Magliocco che bene o male in C1 i suoi gol li ha sempre segnati ed è stato preso Cammarata che quest’anno nel Taranto non ha segnato neanche un gol e che da tempo stenta a ritrovarsi. In difesa invece è rimasto tutto immutato, ma guardando la carta d’identità erano ampiamente prevedibili i cali di elementi come Ambrogioni e Milanese. E poi il cambio tecnico. Lombardi, dopo il vergognoso crollo di Taranto ha esonerato Agostinelli, decisione legittima perchè al tecnico oggettivamente era sfuggita la situazione di mano. Ma quando si cambia allenatore dal nuovo tecnico si attende una scossa, una svolta. Brini anche caratterialmente non ha dato questo tipo di scossa, ma si è adagiato in panchina, continuando e perseverando negli errrori della gestione precedente. Quando si subentra invece ci vuole il coraggio di cambiare. Rivoluzioni no, ma interventi migliorativi sì. Per riaccendere la luce. Ieri sono stati annunciati i nuovi propositi, lo ha fatto Brini dal ritiro di Roma e lo ha confermato il presidente Lombardi che, dopo la sfuriata del dopo-partita, ha rassicurato sulla compattezza del gruppo e sulle possibilità della Salernitana di raggiungere la promozione Ora però, come ama spesso dire Lombardi, servono fatti e non parole. A cominciare dalla partita con la Pistoiese. Anche ieri di parole ne sono state dette tante. Adesso si attendono i fatti. Li attende Lombardi e li attendono tutti.

    Brini cambia registro rischia anche Di Napoli


    Aveva annunciato nuovi moduli e cambi in formazione. Aveva annunciato la difesa a tre e il rilancio di Giannone. Si era presentato così Brini nel giorno del suo arrivo. Poi si è scontrato con la realtà di campo ed ha messo nel cassetto tutti i buoni propositi. Si è schiacciato sulle vecchie posizioni di Agostinelli e non ha cambiato nulla. Non ha cambiato modulo e non ha cambiato uomini. «Lo farò dopo la sosta», ha detto subito dopo la sconfitta di Sorrento. «Stiamo cominciando a farlo» ha detto ieri da Roma. Due settimane di lavoro, tanta confusione e un solo punto conquistato: fin qui Brini ha fallito. Ma adesso cambia registro. Dal ritiro arrivano i primi segnali. «Nessuno ha il posto assicurato, non mi faccio condizionare dai nomi. In campo andrà chi merita più degli altri, sono stato chiaro con i ragazzi». Nessuno ha il posto assicurato, neanche Di Napoli. «Certo, neanche Di Napoli. Non è al massimo e si vede, deve crescere. E soprattutto lui che è il leader di questa Salernitana in campo deve aiutare di più la squadra e deve farsi sentire», ha spiegato Brini. Quindi, rischiano tutti. Rischia Di Napoli e rischia anche Ferraro, cominciando dall’attacco. Certo l’alternativa è Cammarata che nelle due apparizioni, il primo tempo di Taranto e il secondo di Sorrento, ha fatto vedere poco o nulla affondando insieme alla Salernitana. Cambi annunciati negli altri reparti, in difesa e a centrocampo. Difesa che da quattro dovrebbe passare a tre, con l’esclusione sia di Ambrogioni che di Milanese tra i peggiori in campo a Sorrento. Difesa a tre che dovrebbe essere composta da Fusco, Troise e Cardinale. Sicuramente ritroverà un posto da titolare Cardinale, l’unico marcatore vero della Salernitana e che costituisce una garanzia sia nella difesa a quattro che nella difesa a tre. Cambi in vista anche a centrocampo ed anche qua un ritorno certo nella formazione base, quello di Soligo, colpevolmente tenuto fuori da Brini nelle sue prime due partite sulla panchina granata. Ha passo e gamba ed è l’unico rapido e capace di far ribaltare l’azione. In ribasso le quotazioni di Di Deo che dopo essere stato il migliore in campo contro la Lucchese, ha poi fallito a Sorrento. E poi ci sono chances in vista per Giannone e Mammarella che potrebbero trovare spazio in presenza di un cambio del modulo e considerando che domenica contro la Pistoiese mancherà Piccioni per squalifica. Giannone potrebbe essere impiegato da centrale nel centrocampo a cinque, meglio ancora rifnitore con un 3-4-1-2. Invece Mammarella è lanciatissimo per una maglia da titolare da esterno sinistro, ruolo che Milanese non sembra in grado di poter ricoprire, anche perchè è apparso in grande difficoltà atletica. Sull’altra fascia, quella destra, Ciarcià potrebbe essere insidiato da Russo

    lunedì 18 febbraio 2008

    Al 91’ bus per Roma: tutti in ritiro


    Squadra in ritiro fin da ieri sera a Roma. La sconfitta di Sorrento lascia il segno, infuriato il presidente Lombardi, decisione presa negli spogliatoi con il direttore generale Fabiani. Squadra sul pullman e in viaggio verso l'hotel Quadrifoglio sulla Pontina. «Adesso basta con il buonismo, quando non viene capito ci vuole il pugno di ferro. E noi useremo il pugno di ferro, cominciamo con questo ritiro punitivo. Poi vedremo, chi non merita di indossare questa maglia finirà fuori rosa e finirà di fare il calciatore» dice Lombardi che non vuole sentire ragioni. «I tifosi hanno fatto bene a contestare, a un certo punto ho sentito urlare vergognatevi ed io mi sono vergognato ad assistere a una partita del genere. Adesso i calciatori lo capiranno, in queste ultime dieci partite dovranno dare tutto e di più in campo. Non possiamo fallire l'obiettivo della serie B in nessun modo». Lombardi manda anche un messaggio a Brini, il nuovo allenatore che in due partite ha conquistato un solo punto. «Questo ritiro servirà anche a lui per conoscere meglio le caratteristiche dei calciatori, chi merita di scendere in campo e in quale ruolo preciso. Sarà una settimana di lavoro e di conoscenza e servirà per capire chi merita ancora di far parte di questo gruppo». A Sorrento c'era anche il vicepresidente Murolo. Deluso anche lui. «La Salernitana camminava, credo che sia un problema fisico oltre che mentale. Il Gallipoli ha perso, le altre questo campionato ce lo stanno regalando e noi non riusciamo a staccarci. Adesso non c'è verso, dobbiamo vincere contro la Pistoiese, altrimenti sarebbe veramente finita». Murolo accusa anche la mancanza della necessaria concentrazione. «Non si può prendere un gol del genere, prima neanche si brillava dal punto di vista del gioco, ma almeno in fase difensiva si stava attenti a non commettere errori. Credo che i giocatori adesso entrano in campo con eccessiva paura». Mancanza di fiducia e di serenità tirata in ballo anche dall'allenatore Brini. «I calciatori hanno paura di fare le giocate per non commettere errori. Per me è un problema mentale e non fisico. Abbiamo preso un gol incredibile. Sapevamo che il Sorrento batte velocemente le punizioni e invece di stare attenti ci siamo messi a parlare lasciandoci prendere di sorpresa». Brini si è trattenuto anche a lungo con Fabiani rivendicando la pienezza delle scelte tecniche. «Vediamo se sarà il caso di cambiare qualcosa dal punto di vista tattico adesso, oppure la prossima settimana in occasione della sosta. Ci sono dei problemi, questo è evidente. Ma c'è il tempo e il modo di risolverli». Il diggì Fabiani conferma la solidità del gruppo. «I giocatori ci tengono eccome, qualcuno nello spogliatoio ha pianto dopo la sconfitta».

    La rabbia dei mille: «Andate a lavorare»

    La rabbia dei 1.300 tifosi granata è esplosa solo alla fine del derby. Prima di accompagnare negli spogliatoi i giocatori della squadra del cuore con fischi e rampogne, gridando compatti «Vergognatevi» e «Andate a lavorare», i fedelissimi del tifo granata hanno incitato la Salernitana per tutta la partita. Quando lo sconsolato Brini ha tirato fuori nel finale Di Napoli, ieri ex Re Artù, perché involuto rispetto al bomber che aveva entusiasmato la piazza di Salerno fino a dicembre, è sembrato che la Salernitana abbia alzato la bandiera bianca in segno di resa. Ecco i primi fischi, ecco le prime invettive, ecco le prime contestazioni. Domenica dai due volti, per gli ultrà granata. È cominciata bene con il sogno di vincere a Sorrento e di di riprendere la corsa verso la B. È finita male e con la necessità di sfogare tutta la delusione accumulata nei novanta minuti vissuti in curva sud. Da Salerno, erano partiti con tanto entusiasmo, in ogni modo: in treno (parcheggiando le auto a Pompei), in auto, in pullman. All’arrivo al Campo Italia, cori e slogan, tutti con la voglia di gridare in curva sud: «Dai, Salernitana, alè», «Salernitana, facci un gol», «Vogliamo vincere». L’altra curva, quella dei tifosi del Sorrento, restava muta e comunicava senza parole: «Ora vi lasciamo sfogare, poi vediamo». Muta e celata dietro un maxi pannello, sul quale era impressa un’immagine panoramica di Sorrento con due striscioni rossoneri ai bordi. Poi, via il maxi pannello: grappoli di palloncini rossi e neri che salgono verso il cielo, lancio di coriandoli, nella curca dei fan del Sorrento. Finale amaro. Fischi, tanti fischi. E la necessità di esplodere e di urlare più volte, tutti assieme, «Vergognatevi» ai beniamini di qualche settimana fa, quando con Agostinelli si giocava male, ma arrivavano i risultati e si volava verso la B. Amaro è il viaggio di ritorno dei tifosi granata. Due battibecchi. Uno con un supporter isolato e un po’ nervoso dell’altro sponda, a Sant’Agnello. Un altro sulla circumvallazione di Castellammare, il raccordo che porta fino al casello dell’autostrada: è volato qualche sasso verso uno dei pullman. Niente di grave, sciocchezze, in confronto alla rabbia della sconfitta subita sul campo. Nella brutta domenica in costiera, mentre la Salernitana perde la partita e pure la faccia, i tifosi granata hanno vinto sul piano della civiltà dei loro comportamenti. «Si sono spazientiti solo dopo il fischio finale, nessuno può dargli torto», hanno commentato sia il presidente Lombardi che l’allenatore Brini.