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martedì 29 settembre 2009

Carcuro: «Pestrin è il mio modello»


Davide Carcuro è pronto a rientrare nella mischia dal primo minuto. Il centrocampista veneto, con ogni probabilità, sostituirà il lungodegente Montervino e si piazzerà al fianco di Manolo Pestrin pronto a dettare i tempi della manovra della Salernitana. Anche sabato scorso il giovane play maker ha destato una buona impressione, tanto da costringere Cari in sala stampa a tessere le lodi dei ragazzo ex Crotone. Ora è arrivato il momento di mettere le sue qualità al servizio della squadra già sabato contro il Cesena di Bisoli. Si sente pronto per l'esordio dal primo minuto? «Mi ritengo pronto da sempre. Mi sento in forma e penso di averlo dimostrato anche sabato». L'infortunio di Montervino inevitabilmente le spalancherà le porte verso l'esordio: «Faccio gli auguri a Montervino affinché torni presto tra di noi ma devo dire che la Salernitana ha tanti bravi centrocampisti. Per quanto mi riguarda, spesso prendo spunto da Pestrin perché sono ancora giovane ed ho tanto da imparare». Ma Salerno è così una piazza difficile per i giovani? «Salerno è una piazza difficile per i giovani perché hanno bisogno di maturare con calma e di fare esperienza. Chiedo ai tifosi di avere pazienza specialmente con noi». Piazza difficile anche per la mancanza di risultati? «Qui bisogna crescere in fretta, al primo sbaglio arrivano le critiche». La tifoserie si aspetta che la squadra cominci a far punti. «Secondo me ci sono stati dei grandi miglioramenti. Se riusciremo a giocare come abbiamo fatto nell'ultima mezz'ora contro l'Ascoli i punti arriveranno molto presto». Quanto vi penalizza questo avvio in salita, specialmente per voi meno esperti? «A Trieste abbiamo giocato solo noi per un tempo e mezzo e in campo c'erano tanti giovani. Poi gli episodi ci vanno contro ma secondo me bisogna partire dalla mezz'ora di sabato». Si aspettava un avvio così duro? «Siamo una buona squadra e dando un'occhiata alle altre che ci sono sopra non vedo tanta differenza. Mancano solo i risultati che arriveranno presto. Dobbiamo essere solo più convinti». All'orizzonte c'è la partita di Cesena, che gara si aspetta? «Loro attaccano con tanti uomini. È una buona squadra. Noi di sicuro andiamo per giocarcela alla pari». Cosa è cambiato da Brini a Cari? «Due ottimi tecnici. Cari ci ha dato un po' più di cattiveria. C’era anche prima ma non è venuta fuori». In vetta c'è il Frosinone del suo ex tecnico, Moriero... «Ci sentiamo spesso e sabato mi ha fatto anche i complimenti». Come si immagina la coppia con Pestrin a centrocampo in vista della gara di Cesena? «Siamo solo ad inizio settimana e stiamo cominciando a provare delle situazioni. Non so se sarò in campo ma l'importante è che tutti si facciano trovare pronti. A Cesena noi vogliamo andare per vincere e l'importante è non prendere gol perché prima o poi il gol per noi arriva». Per un attacco che ha fatto due gol è una dichiarazione pesante: «Secondo me gli attaccanti che abbiamo sono validi. Una volta sbloccati andrà tutto bene».

lunedì 28 settembre 2009

Così l'allenatore Bisoli sulla Salernitana

Il Cesena attraversa un buon momento di forma ed è sulla scia della capolista Frosinone, altra squadra sorpresa del campionato di Serie B. Gran parte del merito della posizione occupata in classifica va al suo allenatore Pierpaolo Bisoli, che si presenta così ai microfoni di Radio Bussola 24, intervistato dal conduttore del “Granata Talk Show” avvocato Luciano Provenza:

Sia da giocatore che da allenatore sono stato sempre al nord, tranne una parentesi di sette anni a Cagliari come calciatore, dove tra l’altro, sono nati i miei due figli. Da calciatore giocavo al servizio della squadra, cercavo di dare sempre il massimo, anche se mi sono tolto delle belle soddisfazioni giocando al fianco di grandi campioni“.

La Salernitana troverà un Cesena arrabbiato? “No, assolutamente. Troverà un Cesena voglioso, che cercherà di ottenere i tre punti, come ha sempre fatto finora sia in casa che in trasferta. Da oggi raccomanderò ai miei ragazzi di stare attenti alla Salernitana, una squadra che non merita l’ultimo posto in classifica, che tra l’altro col cambio di allenatore ha subito una scossa positiva con i pareggi delle ultime due gare. Poi è una squadra che punterà sicuramente a salire la china quanto prima possibile. E’ una partita da prendere con le molle perché in questo campionato partite facili non esistono“.

Lei sta facendo bene a Cesena ed ha anche un buon rapporto coi suoi tifosi, cosa ci può dire di loro? “Quando giochiamo sia in casa che in trasferta fanno sempre sentire il proprio calore. Nei momenti di difficoltà ci stanno vicini, capiscono il momento e riescono a spronarci al punto giusto. E’ importante per noi avvertire la fiducia del pubblico, magari si riesce anche a tentare la giocata particolare, che in un clima di contestazione il calciatore avrebbe timore di intraprendere“.

Lei avrebbe sottoscritto alla vigilia del campionato l’attuale posizione di classifica? “Sicuramente, però io sono uno che non si accontenta mai . Dai miei ragazzi voglio sempre il massimo senza esaltarsi più di tanto in caso di successo. Noi dimentichiamo sia le vittorie che le sconfitte nella stessa maniera velocemente. Scendiamo in campo per ottenere i tre punti, se poi non vengono, pazienza. L’importante per me è vedere i miei ragazzi con la maglia sudata e stremati a fine gara. I demeriti delle sconfitte sono tutti miei, i meriti delle vittorie sono invece della mia squadra“.

La Salernitana è in crescita ed è anche riuscita ad invertire la rotta delle prime giornate non incassando reti da 180 minuti, però in attacco ha ancora qualche problema, speriamo che riesca a far gol proprio sabato prossimo contro di lei: “Beh, speriamo che la Salernitana si riprenda il prima possibile, però a partire da dopo la gara contro di noi. Ognuno deve guardare in casa propria. I granata hanno tempo per rifarsi, grazie ai numerosi giocatori che possono fare la differenza in categoria, come Cozza, Fusco, Pestrin, Montervino…“.

Ha già visto i suoi prossimi avversari in videocassetta? “Non ancora, ma lo farò oggi. Anzi, ho visto la Salernitana nella gara a Trieste e devo dire mi fece un’ottima impressione. Prese due gol immeritatamente nel primo tempo dopo aver giocato bene con Agazzi protagonista di ottime parate“.

Montervino tornerà in campo a dicembre


L'umore di Montervino non è certo dei migliori. Rispecchia fedelmente il momento negativo della sua squadra. La paura di sabato scorso è alle spalle. Ma non è scomparso il dolore, inevitabile conseguenza della doppia frattura scomposta costale all'emitorace sinistro che, da quasi due giorni, costringe l'esperto calciatore a restare immobile nel letto di una camera del Reparto di Chirurgia d'Urgenza dell'Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno. La domenica di Montervino è trascorsa tra le visite dei suoi familiari ed il sostegno del responsabile sanitario del club granata, Andrea D'Alessandro, e del medico sociale Italo Leo che si sono alternati al fianco del calciatore per monitorare, insieme ai sanitari del nosocomio salernitano, l'infortunio che Montervino ha subito durante il secondo tempo della gara giocata contro l'Ascoli. Il centrocampista ha riportato la doppia frattura scomposta costale dopo un contrasto in area di rigore avversaria con il centrocampista Giorgi. Montervino potrebbe essere dimesso domani o al più tardi mercoledì prossimo. Poi dovrà osservare un periodo di riposo assoluto prima di poter tornare in campo. Montervino resterà nella sua abitazione di Napoli prima di riprendere gli allenamenti. I tempi di recupero previsti sono piuttosto lunghi ma soltanto in giornata saranno più chiari. Probabilmente Montervino tornerà in campo tra due mesi. Un'assenza di rilievo per la squadra anche perché si aggiunge a quelle di altri calciatori importanti e soprattutto perché Montervino, uno degli ultimi acquisti della Salernitana nella sessione estiva del calciomercato, avrebbe dovuto assicurare il valore aggiunto al gruppo già impegnato in un'affannosa rincorsa alla zona salvezza. Nel pomeriggio, intanto, con la Salernitana nuovamente in campo al Volpe, sarà valutato anche l'infortunio del difensore Galasso, sabato scorso uscito nei minuti conclusivi della prima frazione a causa di un problema alla coscia sinistra. Per la sfida di Cesena è, dunque, piena emergenza per il tecnico Cari che dovrà fare a meno pure di Russo, espulso per doppia ammonizione. Proprio i provvedimenti disciplinari stanno creando ulteriori problemi alla Salernitana. Dopo Fusco e Pestrin, infatti, che già nelle scorse settimane hanno saltato per squalifica una partita, adesso toccherà a Russo fermarsi per una giornata. Nei primi sette turni del torneo cadetto la squadra granata ha subito ben ventinove ammonizioni. È un dato preoccupante che, considerato anche le diffide di altri calciatori, rischia di creare ulteriori problemi alla Salernitana. Ed a Cari spetterà anche il compito di disciplinare i suoi atleti. Probabilmente il nervosismo legato alla posizione di classifica dei granata condiziona gli interventi degli stessi giocatori. Il pericolo "giallo" non è da sottovalutare perché alla lunga le indisponibilità dei calciatori potrebbero diventare frequenti e compromettere i piani della Salernitana.

Cari ha dato la carica, il gioco non ancora


Cari ha caricato la squadra. Il cambio tecnico ha coinciso con un cambio di approccio al match da parte del gruppo. In positivo, s'intende. L'arrivo di Marco Cari sulla panchina della Salernitana ha trasmesso ai giocatori maggiore convinzione nei propri mezzi. Il tecnico di Ciampino si è seduto sulla panchina granata subito dopo lo stop interno con il Torino all'Arechi ed è riuscito ad ottenere due pareggi consecutivi, entrambi a reti inviolate, rispettivamente nella trasferta di Piacenza e nel match casalingo con l'Ascoli di sabato scorso, dopo ben cinque sconfitte consecutive collezionate dal suo predecessore. Se da un lato i due punti non hanno certo cambiato la posizione in classifica della Salernitana, che resta la cenerentola del torneo cadetto; dall'altro hanno permesso ai granata di staccarsi da quello zero in classifica che era mortificante per le gambe e per il morale. Già, il morale. Per il momento è questo il segreto della ricetta targata Marco Cari. Il tecnico di Ciampino, al suo esordio assoluto nel torneo di B, ha confermato di essere un grande motivatore. Nel giro di poco, pochissimo, tempo - e soprattutto con il materiale umano (tutt'altro che eccelso) che si ritrova a disposizione (almeno fino a gennaio) - il trainer granata ha capito che bisognava lavorare soprattutto sull'aspetto psicologico. Cari ha ereditato una squadra con il morale sotto i tacchi: ancora ferma al palo, con la peggiore difesa ed il secondo peggiore attacco del torneo. Numeri da brividi. Il tecnico, mutuando un vecchio adagio sempre attuale, ha capito che innanzitutto bisognava non prenderle e si è concentrato sul reparto arretrato. Sarà un caso, ma da quando il nuovo allenatore si è seduto sulla panchina della Salernitana, Fusco e compagni non hanno più preso gol. Un bel passo in avanti per una squadra che incassava sistematicamente due reti a partita. E pensare che gli uomini impiegati da Cari - soprattutto in difesa - sono praticamente gli stessi che aveva schierato Brini nelle prime cinque giornate di campionato. Non solo. In linea di massima anche lo spartito tattico è identico. Cari, così come Brini, ha messo in campo una formazione con 4 difensori, due mediani, tre centrocampisti avanzati ed una sola punta. Lo stesso modulo di Brini, tanto per intenderci. Nessuna rivoluzione tattica dunque, nessuna alchimia di gioco, ma soltanto la capacità di trasmettere al gruppo quelle motivazioni indispensabili per provare a tirarsi fuori da una situazione a dir poco imbarazzante. Sia ben chiaro, la Salernitana è ancora lontana dall'avere un'identità di gioco: la squadra resta orfana di attaccanti di peso, è ancora all'asciutto di gol con il nuovo nocchiero, prosegue il digiuno di vittorie in campionato e continua ad andare in affanno da un punto di vista atletico. Tuttavia una reazione, timida, c'è stata. Lo testimoniano gli ultimi 20' della gara di sabato scorso con l'Ascoli. Nonostante fosse in inferiorità numerica, infatti, la Salernitana ci ha provato, ci ha creduto ed ha sfiorato il successo. Merito delle convinzioni del gruppo. Merito anche di qualche accorgimento tattico attuato da Cari (sostituzioni forzate, ma azzeccate) che ad un certo punto ha schierato la squadra con un classico 4-4-2. Oltre alle motivazioni psicologiche, infatti, Cari ha provato anche a metterci del suo, cambiando qualcosina dalla cintola in su e dando dei segnali ben precisi a società e giocatori. Possono giustificarsi così le esclusioni di Machado e Statella, finiti in naftalina con l'Ascoli ed anche nella trasferta di Piacenza. Con il passare del tempo, il tecnico avrà la possibilità di conoscere ancora meglio i suoi uomini e c'è da sperare che anche le prestazioni (e i risultati) della squadra migliorino. Il tecnico di Ciampino ha ammesso che adesso vorrà concentrarsi sugli schemi offensivi. Dopo il "non prenderle", del resto, è necessario anche il saperle "dare". Staremo a vedere.

Cori e striscioni contro Lombardi

La Salernitana non riesce a superare l'Ascoli e si deve accontentare del secondo pareggio consecutivo. Una gara in cui si sono intravisti leggeri miglioramenti soprattutto quando Cari ha immesso la seconda punta.

L'Ascoli con una buona organizzazione di gioco, soprattutto nel primo tempo, si è fatto anche minaccioso. Polito e Fusco hanno tenuto in partita i compagni. Nella ripresa la Salernitana ha sfiorato anche il gol e nonostante l'inferiorità numerica per l'espulsione di Russo, nel finale, ha tenuto gli ospiti in apprensione.
La gara è stata caratterizzata dallo sciopero del tifo della curva Sud che ha apertamente contestato Lombardi.

La Curva Sud è rimasta in silenzio per tutta la partita limitandosi ad esporre striscioni contro Lombardi e la società e cori sempre verso il patron. Tra questi: "Lombardi, Acrie Zavaglia indegni rappresentanti della nostra maglia". Ed ancora: Scelte scellerate e politica di interessi: risultati sul campo sempre gli stessi".

Se il tuo progetto è solo d'affarista e ci hai rimesso in pista per guadagnarci su, Salerno non la meriti più".

Infine: "Con te si vive solo di speranza ma disperati non vogliamo morire: Lombardi vattene".


Salernitana-Ascoli 0-0


Grave infortunio al centrocampista Francesco Montervino: durante il secondo tempo della gara giocata contro l'Ascoli il mediano ha subito, a seguito di un contrasto, la doppia frattura scomposta costale all'emitorace sinistro. Attualmente è sotto osservazione presso l'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona. Problemi muscolari, invece, per Galasso. Il difensore accusa problemi ai semitendini della coscia posteriore sinistra.

Ripresa- Il gruppo si ritroverà, per la ripresa degli allenamenti, alle ore 15.30 di lunedì al campo 'Volpe'.

Ecco di seguito il tabellino e le pagelle

SALERNITANA (4-2-3-1): Polito 6; Galasso 5,5 (47’pt Russo 5), Kyriazis 5, L. Fusco 7, Bastrini 5,5; Pestrin 5,5, Montervino 6 (17’st Carcuro 6,5); V. Pepe 5,5, Cozza 5 (26’st Fava 6), Soligo 6; Caputo 6.

A disp: Iuliano, Stendardo, Millesi, Ferraro. All: Cari 6,5.

ASCOLI (4-4-2): Frezzolini 6; Gazzola 5,5, Portin 5,5, Silvestri 6, Giallombardo 6; Sommese 6,5, Luci 6,5, Di Donato 5,5 (26’st Mattila 5,5), Giorgi 5,5 (26’st Potenza 6); Antenucci 5 (38’st Lupoli sv), Bernacci 5,5. A disp: Guarna, Jaager, Micolucci, Aloe. All: Pane 5,5. Arbitro: Pierpaoli di Firenze 4,5 (Guardalinee: Costa/Ferrandini)

NOTE – Prima dell’inizio della gara osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Antonino Gargiulo, ex allenatore in seconda della Salernitana. Ammoniti: Gazzola (22’), Bastrini (29’), Cozza (35’), Montervino (54’), Silvestri (63’), Carcuro (66’), Russo (78’ e 80’), Giallombardo (92’). Espulso: Russo all’80’ per doppia ammonizione.

Montervino ricoverato in ospedale: frattura alle costole scomposta almeno due mesi di stop. Si blocca anche Galasso per 2/3 settimane


Il mediano ha subito, a seguito di un contrasto, la doppia frattura scomposta costale all'emitorace sinistro tanto che alla fine si è dovuto provvedere al suo ricovero in ospedale. Trattandosi di una frattura scomposta serviranno almeno due mesi per il suo recupero.
Problemi muscolari, invece, per Galasso. Il difensore accusa problemi ai semitendini della coscia posteriore sinistra. Anche qui, dopo la valutazione medica si parla di uno stop che va dalle due alle tre settimane

venerdì 25 settembre 2009

Cari spinge Fava verso la panchina


Fava scalda i motori, affretta i tempi per tornare a pieno regime. Il nuovo tecnico Cari punta molto sul suo apporto per poter avere un maggior numero di soluzioni offensive. E infatti nell’allenamento di ieri pomeriggio a Eboli lo ha tenuto sotto pressione impiegandolo negli schemi d’attacco e facendogli provare più volte la conclusione. E Fava ha risposto presente, suo tra l’altro uno dei gol più belli dell’allenamento, un colpo di testa imparabile. La condizione cresce a vista d’occhio, ora toccherà al tecnico stabilire quando sarà pronto per entrare tra i diciotto o addirittura nell’unidici titolare. Dovrebbe far parte dei convocati della partita di domani pomeriggio all’Arechi contro l’Ascoli, ancora tutta da decifrare la sua eventuale presenza in panchina. E’ stato l’ultimo colpo di mercato dopo la delusione del no di Spinesi e dopo il mancato arrivo di un altro bomber. Un attaccante nel quale il presidente Lombardi ripone grande fiducia e con il quale ha stabilito fin dallo scorso anno un ottimo rapporto. D’altronde lo scorso campionato, nella parte iniziale, l’attaccante casertano diede un apporto importante (sue le reti che regalarono i primi due successi esterni contro Modena e Piacenza), poi fu vittima di una serie incredibile d’infortuni finendo ai margini del gruppo. Rimase fuori molte settimane per la frattura alla mandibola, infortunio gravissimo. Poi nel finale di stagione si rivide in campo per quello che poi fu l’assalto decisivo della Salernitana verso la salvezza. Era in prestito e a fine anno le strade si divisero, tornò alla sua squadra di appartenenza, il Treviso. Poi, dopo il fallimento della società veneta e l’estromissione dai campionati professionistici, si aprì uno spiragli e Lombardi di comune accordo con il direttore sportivo Acri, decise di puntare nuovamente sull’ingaggio di Fava. Ora, ovviamente, la parola dovrà passare al campo, sarà quello l’esame decisivo. Da valutare quando Cari deciderà di rischiarlo, si andrà con cautela per evitare altri inconvenienti e per mandarlo in campo quando sarà pronto. Questo per evitare di forzare troppo i tempi, come è stato fatto con Cozza, presentato nell’undici titolare ancora molto lontano dalla condizione migliore. Una valutazione che l’allenatore farà insieme allo staff medico e ai preparatori. Per ora i segnali positivi sono arrivati dagli allenamenti degli ultimi giorni e soprattuto da quello di ieri pomeriggio ad Eboli. Negli schemi è stato cercato spesso da Cozza, poi in partitina ha sfidato la difesa titolare. Stamattina la rifinitura, Cari proverà nuovamente Fava, valuterà quella che è la sua condizione, poi deciderà. Al momento l’allenatore in attacco può contare solo su Caputo e Ferraro che, però, non sta schierando insieme. Una vera prima punta non ce l’ha in organico e Fava, pur non nascendo da prima punta, dimostrò l’anno scorso di poter ricoprire quel ruolo. Ecco perchè è ipotizzabile un suo impiego in tempi relativamente brevi, prime conferme si attendono dalla sua eventuale presenza nei diciotto convocati per la gara contro l’Ascoli di domani pomeriggio all’Arechi. Fava, intanto, brucia le tappe

giovedì 24 settembre 2009

Cozza, un problema in più per Cari


Doveva essere l’uomo in più della Salernitana, invece si sta rivelando un problema. Francesco Cozza, il fiore all’occhiello della campagna acquisti, l’elemento dalle migliori qualità tecniche, quello con un passato lungo e prestigioso in serie A stenta a decollare. La sua partita a Piacenza è durata tredici minuti, poi Cozza è cominciato a sparire gradualmente dal campo e ad incidere sempre meno. Si vede lontano un miglio che è lontano dalla condizione ideale, atleticamente è giù di corda. D’altronde in ritiro fu costretto a fermarsi dopo appena un giorno di lavoro per un problema a un piede. Infortunio che lo ha costretto a restare fermo ai box mentre i compagni lavoravano e sudavano con Brini nel ritiro in Umbria. Sono cominciate le prime partite ufficiali e sono arrivate le prime delusioni e così si è spinto ancora di più per un recupero lampo di Cozza, il giocatore più rappresentativo della Salernitana, quello che nel cuore dei tifosi dovrebbe prendere il posto di Di Napoli. Il recupero si è materializzato in tempi veloci, Cozza ha esordito in casa contro il Modena, esordio tra l’altro «bagnato» con la soddisfazione di un gol, quello realizzato su calcio di rigore che consentì alla Salernitana di portarsi momentaneamente in vantaggio (poi l’uno-due nel finale di Bruno condannò i granata alla sconfitta per 2-1). Partita sufficiente quella dell’esordio, anche se fu evidente la forma ancora precaria dell’ex reggino. Infatti Cozza ha fatto registrare un passo indietro nell’impegno successivo, quello esterno contro la Triestina, una partita anonima finita con la sconfitta dei granata. Apporto poco convincente di Cozza anche contro il Torino all’Arechi, fu uno dei peggiori e non riuscì neanche a battere un calcio d’angolo decente. Il punto più basso l’ha toccato nella trasferta di martedì sera a Piacenza contro la squadra dell’ex Castori. La sua prestazione negativa è stata ancora più evidente perchè i compagni bene o male se la sono giocata contenendo la pressione della squadra di casa. Una questione di condizione atletica e di adattabilità al campionato più che tattica. Cozza infatti sta giocando nella sua posizione preferita alle spalle della prima punta, Caputo. Cioè gioca in una parte del campo dove è attivato dai compagni, si mantiene nel vivo della manovra. In altre parole ha la possibilità di toccare e di giocare un numero consistente di palloni che però non sta gestendo nella maniera migliore. Molti errori negli assist, spesso fermato dagli avversari, soprattutto un passo lento. Difficoltà atletiche che si evidenziano ancora di più in un campionato fisico come quello di serie B, dove le doti agonistiche risultano ben più importanti di quelle tecniche. Ecco perchè Cozza, dopo i tanti anni di serie A, si deve adattare nella categoria inferiore, deve diventare funzionale al campionato cadetto. La Salernitana non può prescindere dalle sue giocate, la sua qualità tecnica è fondamentale per far riprendere quota alal squadra e quindi per migliorare la classifica. Quello che era il personaggio più atteso si sta dimostrando invece una delusione. È ora per Cozza di invertire la tendenza a cominciare dalla sfida di sabato all’Arechi contro l’Ascoli.

mercoledì 23 settembre 2009

È Pepe il più vivace in campo Cozza non c’è, confuso Bastrini


POLITO 6,5: viene messo più in difficoltà dagli avventati retropassaggi dei compagni che dai tiri avversari. Pronto nel respingere di piede un tiro ravvicinato di Guzman e bravo nel volare a deviare una bordata di Graffiedi. Salvato dal palo sul diagonale di Tulli. GALASSO 5,5: avverte un dolorino al ginocchio destro durante il riscaldamento. Stringe i denti e scende in campo lo stesso. Ma è in evidente difficoltà su Graffiedi. Ad inizio ripresa alza il braccio e esce dal campo (2'st Russo 6: Graffiedi lo beffa subito con un paio di dribbling. Poi esce l'esperienza del granata e Castori richiama in panchina l'ex promessa del calcio). FUSCO L. 6: inizia mostrando poca sicurezza. Tulli lo mette in difficoltà. Un suo retropassaggio per poco non beffa Polito. Si riprende nella ripresa quando ridiventa il padrone dell'area granata. KYRIAZIS 5,5: Tulli punta più il Capitano che il greco. È Guzman a creargli qualche grattacapo. BASTRINI 5,5: quando dalle sue parti arriva Capogrosso il terzino granata va in confusione. È anche vero che Millesi dovrebbe dargli una mano e non lo fa. MONTERVINO 5,5: giochicchia davanti alla difesa senza infamia nè lode. Nainggolan lo sovrasta in velocità e qualità. Becca anche il giallo. SOLIGO 5,5: preferisce rimanere in zona a controllare l'austriaco Wolf. Corre e recupera palloni. Esce stremato (28'st Tricarico 6: contiene Sambugaro e dà un'occhiata anche a Bianchi). MILLESI 5: all’inizio si avventura in area avversaria, poi si spegne lentamente. E Capogrosso ne approfitta per infierire. COZZA 4,5: la sua partita dura esattamente 13 minuti. Fin quando le gambe lo sostengono la Salernitana si rende anche pericolosa. Poi cala il buio e Sambugaro che lo tampina ovunque. PEPE V. 5,5: forse è il più vivace tra i granata, almeno nei primi 45 minuti. Cerca l'affondo e dà una mano in fase difensiva tenendo basso Zammuto. Dovrebbe evitare ingenui falli al limite della propria area. CAPUTO 5,5: leggerino come è non può affrontare da solo un'intera difesa. E poi dovrebbe arrivargli anche qualche pallone giocabile. Cerca l'assolo e per poco non riesce a beffare tutti (44'st Ferraro s.v.). CARI 6: un sei di stima e di augurio. L'esordio è positivo, porta a casa un punto. Nè poteva fare di più in tre giorni di lavoro. Lo attendiamo contro l'Ascoli.

La Salernitana strappa il primo punto


Piacenza. La Salernitana conquista il primo punto della stagione. L'ottiene al Garilli di Piacenza proprio contro la squadra allenata dall'ex Castori. Alla sesta fatica dell'annata, finalmente la squadra granata può uscire a testa alta dal terreno di gioco. Lo fa nel giorno dell'esordio su una panchina di serie B, del proprio allenatore Marco Cari subentrato a Fabio Brini dopo la sconfitta casalinga (la terza della stagione) con il Torino. Nulla è cambiato a livello di gioco. Forse un po' di pressione in più da parte dei granata sui portatori di palla avversari ma a livello di azioni spettacolari e di gioco manovrato non è cambiato granchè. Ben venga, comuqnue, questo primo pareggio in casa granata. Anche se, a dare uno sguardo a quanto è accaduto sugli altri campi, non c'è da stare allegri. Il campionato di serie B, però, è così lungo che ogni impresa è possibile anche partendo con un handicap come quello granata. Cari dà fiducia a Millesi, tenendo fuori Statella. Per il resto nessuna sorpresa con la Salernitana schierata con il 4-2-3-1. In difesa gioca anche Galasso, infortunatosi durante il riscaldamento (fitta al ginocchio destro) e che zoppica in maniera evidente. Incredibilmente gli viene dato l'ok e il giocatore ne pagherà le conseguenze a inizio ripresa quando, dopo due minuti di gioco, alzerà la mano lasciando anticipatamente il campo. Montervino e Soligo stazionano davanti alla difesa mentre il tridente che opera alle spalle della punta Caputo, ha Cozza centrale con Vincenzo Pepe e Millesi esterni. Castori indovina tutto, tenendo fuori il regista e bomber Bianchi per inserire il giovane Sambugaro. Il centrocampista ex Pergocrema alla prima stagione in cadetteria, ha i piedi buoni ma è soprattutto un giocatore di quantità. Castori lo piazza a uomo su Cozza. Vita facile per Sambugaro perchè il fantasista granata ha un quarto d'ora d'autonomia nelle gambe per cui l'avversario riesce anche a essere propositivo in fase d'impostazione. Wolf e Nainggolan, con il loro movimento, tengono bassissimi Montervino e Soligo. Millesi, dopo un buon inizio, scompare ben presto dalla scena consentendo al giovane Capogrosso (scuola Siena) di fare il mattatore e di rifornire di palloni le punte. Eppure l'avvio della gara aveva fatto ben sperare. Pressing alto della Salernitana e al 4' Cozza che sembra in vena lancia Millesi ma Iorio è bravo ad anticipare l'ex avellinese al momento della conclusione. La verve di Cozza dura 13 minuti. E finisce anche la vivacità dei granata. Polito diventa, così, protagonista respingendo (29') una conclusione ravvicinata di Guzman con Zammuto che spedisce alto la ribattuta. Poi è il palo (39') a salvare il portierone granata, respingendo un diagonale dell'ex Tulli. Polito, infine, è bravo al 43' nel volare a respingere una botta dal limite di Graffiedi. Nella ripresa, Russo subentra a Galasso, Castori manda in campo Bianchi per uno spento Wolf. L'afa taglia le gambe ai giocatori, cala ancora di più il ritmo. La Salernitana si ritira nella propria metà campo, badando più a difendersi senza rinunciare, però, a qualche sporadica azione offensiva. Come accade al 16' quando Caputo si fa largo al limite, si libera di Iorio ma il destro finale finisce lontano dai pali. Soligo, dopo l'ennesimo recupero difensivo, è stremato, giusta la sostituzione con Tricarico. Castori tenta la carta Moscardelli ma è proprio in avanti che il Piacenza stecca. La Salernitana ringrazia e porta a casa il primo punto della stagione. Cari è strafelice, ora vuole anche la prima vittoria. E non è il solo

martedì 22 settembre 2009

La Salernitana conquista il primo punto della stagione


Finisce 0 a 0 il match tra Piacenza e Salernitana. La squadra granata cercava un punto per interrompere la serie nera di sconfitte e lo trova al Garilli con Marco Cari al debutto sulla panchina Campana.

Un punto che schioda la Salernitana da quota zero anche se Fusco e compagni rimangono ultimi. Il punto fa più morale che classifica e serve al tecnico per cominciare il lavoro senza troppi assilli.

Buon primo tempo della Salernitana che nei primi 20 minuti si fa anche vedere con una certa insistenza dalle parti di Puggioni con Pepe (8’) che calcia tra le braccia del numero uno di casa.

Alla mezz’ora il crollo con il Piacenza che sale in cattedra e ci prova prima con Guzzman (30’) e poi con Grafiedi (31’). Montervino è ispirato e si vede e fornisce al centrocampo granata sostanza e profondità. Il primo tempo si chiude con il Piacenza in avanti con Tulli che colpisce il palo (38’) dopo aver eluso la marcatura di Fusco non al meglio.

E’ l’ultimo sussulto della partita perché nella ripresa, nonostante i cambi non accade più nulla. Finisce 0 a 0 risultato che rispecchia l’andamento della partita. Cari può ritenersi soddisfatto per come ha impostato la gara, voleva il pareggio e lo ha ottenuto. Ora si pensa già al match con L’Ascoli all’Arechi.

lunedì 21 settembre 2009

Arriva Cari, rimette in gioco Statella e Fava


Il nuovo corso della Salernitana targata Marco Cari comincerà domani sera al "Garilli" di Piacenza contro i biancorossi allenati da Fabrizio Castori, fresco vincitore di una vertenza economica, a causa di spettanze non onorate, intentata dall'ex trainer contro la società granata. Ieri pomeriggio Cari ha incontrato i suoi nuovi calciatori e subito si è messo al lavoro per valutare quali potrebbero essere i cambiamenti da operare. Ma la Salernitana di domani dovrebbe essere molto simile a quella di Brini, anche se ieri pomeriggio ad Eboli, Cari ha provato molti schemi assolutamente nuovi. I granata restano con la difesa a quattro e Cari sembra abbia già scelto su chi puntare e cioè su Galasso a destra, Kyriazis e Fusco centrali e Bastrini a sinistra. L’allenatore si riserva poi di valutare il brasiliano Macahdo, soprattutto se sarà costretto a cambiare modulo per le prossime gare. Per il Piacenza non dovrebbero esserci stravolgimenti tattici, con la squadra schierata con il 4-2-3-1. Da ciò che è emerso nella prima giornata di allenamento, Marco Cari farà affidamento sui calciatori di esperienza e porterà a Piacenza, per la prima volta in questo campionato, anche l'attaccante Dino Fava che può ritenersi pronto per essere inserito nella mischia. Il calciatore casertano si avvia verso una staffetta con Caputo che dovrebbe partire dall'inizio. Detto della difesa, Cari affiderà al duo Soligo-Montervino le chiavi del centrocampo, considerata anche la squalifica di Manolo Pestrin. I due mediani, in questo momento, sono elementi imprescindibili, nonostante le ultime prove non proprio entusiasmanti. Dovrebbe restare fuori ancora una volta il bravo Carcuro soltanto perché a Piacenza la squadra dovrà lottare su tutti i palloni per portare a casa il primo risultato utile. Carcuro potrebbe tornare utile nelle gare all'Arechi, quando Cari deciderà di inculcare ai suoi un più offensivo 4-3-1-2 che vedrebbe il biondo centrocampista alle spalle di Cozza e uno tra Caputo e Fava. I tre rifinitori alle spalle dell'unica punta saranno Statella, Cozza e Pepe. Proprio Statella sembra essere il primo elemento di novità della Salernitana di Cari, perché dopo la solenne bocciatura operata da Brini ai danni dell'esterno ex Benevento, spedito in tribuna per tre gare di seguito, Cari avrebbe deciso di dargli fiducia contando anche sulla sua voglia di riscatto. Pepe, invece, tornerà al suo ruolo di esterno sinistro già coperto ad Avellino con buoni risultati. Pepe, però, si dovrà guardare dalla concorrenza di Millesi mentre l'altro esterno in organico, Danilo Soddimo, è ancora out per l'infortunio al polpaccio. Il neo trainer della Salernitana, al di là degli aspetti tecnico tattici, avrà da lavorare soprattutto sulle teste dei calciatori e sul morale sempre più sotto i tacchetti. Cari dovrà anche convincere gli scettici che hanno contestato la scelta della società di affidarsi ad un tecnico che non ha mai allenato in serie B. Insomma, non solo le questioni di campo nei pensieri del tecnico laziale ma, all'occorrenza, Cari dovrà trasformarsi in psicologo, buon padre di famiglia e forse anche da parafulmine di scelte societarie che si stanno rivelando poco felici.

domenica 20 settembre 2009

Contestazione dei tifosi al primo allenamento di Cari

Striscione polemico dei tifosi al primo allenamento di Marco Cari ad Eboli. Primo allenamento in granata per mister Marco Cari. Allo stadio 'Dirceu' di Eboli il trainer, introdotto nello spogliatoio dal direttore sportivo Guglielmo Acri, ha conosciuto i calciatori, li ha intrattenuti per una veloce presentazione e poi ha subito inziato il lavoro tattico sul campo coadiuvato dai suoi collaboratori Sgammato Raffaele (preparatore atletico) e Furlan Stefano (allenatore in seconda). L'allenamento è durato circa 2 ore. Oggi la partenza per Piacenza.

sabato 19 settembre 2009

Fiori d'Arancio nel club Bellizzi Granata

AUGURI VINCENZO & ALESSIA






















Marco Cari nuovo allenatore


La Salernitana Calcio 1919 comunica di aver ingaggiato, per il ruolo di allenatore della prima squadra, mister Marco Cari. L'accordo è stato raggiunto in serata. Marco Cari si lega alla Salernitana fino al 30 giugno 2010. Nel pomeriggio di domani, domenica, dirigerà il suo primo allenamento. "Mister Cari - ha dichiarato il presidente Lombardi - giunge in granata con le giuste motivazioni. Ripone grande fiducia nell'organico a disposizione ed ha voglia e grinta necessarie per una piazza come Salerno. Non vede l'ora di iniziare. A lui va l'augurio di un proficuo lavoro alla guida della Salernitana".

Mister Cari racconta: "Il contatto è avvenuto in giornata: ci siamo incontrati e, sulla base di una disponibilità da entrambe le parti, ci siamo subito piaciuti. Provo grande felicità nell'aver accettato la proposta di una società che mi fa trovare la Serie B in una delle piazze migliori: bella tosta, importante, entusiasmante. Salerno è la città giusta per me, ringrazio il presidnte Lombardi per avermi concesso questa possibilità". Della Salernitana dice: "Ho visto tutte le gare. Di certo porterò nello spogliatoio carica, grinta ed entusiasmo. Servono per raddrizzare la classifica. L'ccasione offerta dal calendario, due gare in quattro giorni, è propizia". Sul modulo: "Il paletto è la difesa a quattro. Per il resto vedremo".

D'accordo con lo staff dirigenziale gli allenamenti di preparazione alla gara di Piacenza si svolgeranno a porte chiuse

Esonerato Brini



La Salernitana Calcio 1919 comunica di aver sollevato dall'incarico il tecnico Fabio Brini. A mister Brini il presidente Antonio Lombardi, il direttore sportivo Guglielmo Acri e la società tutta augurano le migliori fortune professionali.

La squadra riprenderà gli allenamenti nel pomeriggio. A dirigere la seduta sarà l'allenatore in seconda Luigi Genovese.

venerdì 18 settembre 2009

Salernitana sconfitta dal Torino esplode la contestazione dei tifosi


Nell'anticipo della quinta giornata di campionato di serie B il Torino batte la Salernitana 3-0. Le marcature sono state aperte da Diana al 15' del primo tempo. Nella ripresa al 18' ha raddoppiato Di Michele, mentre il terzo sigillo del Toro è stato messo a segno al 36' da Bianchi.

La Salernitana ha giocato in 10 uomini dal 37' della ripresa per l'espulsione di Pestrin per doppia ammonizione. La Salernitana resta all'ultimo posto della classifica a zero punti. Da questa sera la panchina di Brini traballa paurosamente.

Ogni decisione sul destino di Brini verrà presa nella giornata di domani. A fine gara summit tra Lombardi, Acri e Lo Schiavo per decidere il da farsi. Tra i nomi che circolano per una eventuale sostituzione di Brini Colomba o Mandorlini.

Siamo TUTTI tifosi intelligenti, l'informazione no


Vorrei sottolineare quanto detto oggi pomeriggio da Antonio Esposito di Lira Tv.
Non è solo stando zitti che si sostiene la squadra, ma è giusto che la VERA tifoseria, sostenga la squadra sempre, soprattutto nei momenti difficili come questi.
Far passare il CCSC per tifosi poco intelligenti, solo perchè si pubblica un comunicato stampa, in cui, preraltro, si sprona la squadra e la si incita a far bene, credo sia poco onesto e da vigliacchi, esternare un pensiero senza aver sentito la controparte.
Non voglio entrare nel merito societario, perchè a me personalmente non mi riguarda, ma come appartenente del CCSC, mi ritengo profondamente offeso e deluso dai comportamenti di certe tv locali , che si schierano apertamente su di un fronte e abbandonano la loro deontologia professionale e di informazione.
Auspico che questi atteggiamenti che minano prima di tutto la serenità della squadra e poi della società, non abbiano a ripetersi, poichè alla fine non giova a nessuno.
Noi del CCSC ed io in particolare con il Club Bellizzi Granata, saremo sempre vicini alla squadra e a questa società poichè riconosco che il presidente Lombardi ci ha salvato 5 anni fa dal baratro di una inopinabile scomparsa dal panorama CALCISTICO ITALIANO.
Rocco Calenda
Pres. Club Bellizzi Granata

giovedì 17 settembre 2009

Comunicato del CCSC

Il CCSC nella riunione del 15 settembre, ha stabilito di rinnovare in pieno tutto il suoapporto in termini di tifo e sostegno alla Salernitana. La passione e l'amore per inostri colori, sono ancor più vivi e forti in questo momento non eccezionale, ci stringiamo intorno alla squadra per dare tutto il sostegno possibile, sperando ed augurandoci che tecnico e calciatori facciano il resto, onorando la casacca e finalmente portando qualche punto in classifica. Non è bello leggere la classifica e trovarci ultimi a zero punti, la tifoseria intera auspica un impegno sempre maggiore e puntuale. Pur non entrando in merito alle vicende societarie, è fuori dubbio che queste influenzino negativamente anche le prestazioni dei calciatori. Occorrerebbe chiarire al più presto queste problematiche, per far si che si stemperino i toni e si torni ad un clima più sereno e a parlare solo di calcio giocato. Non siamo nè contro, nè a favore del presidente Lombardi, noi siamo solo per Salerno e per la Salernitana. La società è sicuramete colpevole di tutti gli insuccessi e le mortificazioni che l'intera comunità sta vivendo e quindi è la società stessa che ha il DOVERE di tirarsi e tirarci fuori da questa spiacevole situazione. Siamo ultimi in classifica come società Salernitana e primi in classifica come tifoseria, passione e seguito, qualcosa non torna e DEVE cambiare. Mai mancherà il nostro sostegno, ma solo per la città, solo per i nostri colori, solo per la nostra SALERNITANA, perchè la SALERNITANA è patrimonio di tutti.

mercoledì 16 settembre 2009

Di Michele: «A Salerno anni bellissimi Ma all’Arechi ora torno per vincere»


Il ritorno del figliol prodigo. Correva l'anno 1998 e il ragazzo di Guidonia Montecelio, cresciuto calcisticamente nella Lodigiani, approda alla Salernitana. È stato un amore a prima vista. È proprio lì, in Campania che nacque il mito di "Re David", come amavano chiamarlo i tifosi. Dopo il debutto in serie A del 12 settembre 1998 contro la Roma, Di Michele si conferma in maglia granata, mettendo a segno complessivamente 40 gol in 92 partite. Per lui sono state 3 stagioni indimenticabili. Altri tempi, verrebbe da dire. Sabato tornerà nella sua Salerno e per "Re David" sarà amarcord. Di Michele, a volte ritornano… «Giocare all'Arechi contro la Salernitana sarà una grande emozione per me. Non sarà una partita come altre, perchè al cuore non si comanda. In quella città ho passato anni molti belli». Qual è il ricordo più bello? «Un Salernitana-Napoli, in Coppa Italia, quando vincemmo 2-0 e segnai una doppietta. O ne feci uno solo? Non ricordo, uno senz'altro sì, tra i più belli della carriera». Si aspetta una Salernitana in crisi? «Assolutamente no! Affronteremo una squadra che non meritava di perdere l'ultima partita. Sono forti, altrochè. Conosco bene l'ambiente, so che sarà una partita molto difficile quella che ci aspetta, sarà dura portare a casa i tre punti che vogliamo a tutti i costi». E non potrebbe essere diversamente, visto che puntate alla serie A... «Dobbiamo scendere sempre in campo con l'idea di vincerle tutte. Lo spirito del gruppo è quello. Puntiamo alla promozione diretta». Sabato scorso però avete sofferto. «Metterei sempre la firma per giocare male e vincere. Ci sono partite dove si fanno due tiri e si vince, altre dove ci si danna l'anima e non si cava un ragno dal buco. In passato, capitava di giocare bene e non ottenere nulla, oggi magari giocando maluccio vinciamo 2 a 1». A proposito di numeri. La rete di domenica scorsa è da attribuire a Bianchi. «Sì, ma non è un problema chi fa gol, l'importante è che si arrivi all'obiettivo finale. Dobbiamo migliorare, la strada intrapresa è quella giusta». Anche con i tifosi granata sembra andare meglio: sembrano essere spariti gli screzi del passato. «Vorrei precisare che non ho mai avuto dissapori con loro. In passato, la squadra andava male, e la gente contestava. Bisogna essere bravi noi a fargli cambiare idea. Il pubblico vede grande serenità in questo gruppo e noi non vogliamo deluderli». NOTIZIARIO - Di corsa vero Salerno. Seduta intensa ieri pomeriggio per gli uomini di Colantuono al centro Sisport. Sempre assenti Colombo e Belingheri, il primo infortunato al ginocchio destro, il secondo lamenta un'infiammazione alla caviglia sinistra. Manca anche Gomis, sostituito dal portiere di riserva della Primavera, Tunno. Si allenano, invece, regolarmente tutti gli altri, tra cui l'austriaco Saumel. Prima parte incentrata sulla parte atletica, con tanta corsa. Infine, esercizi con la palla. Sugli spalti circa 200 persone, che nonostante il freddo hanno sostenuto la squadra

Lombardi tiene a rapporto Brini e squadra


Eboli. La presenza ad Eboli del presidente Lombardi testimonia il fatto che la Salernitana si avvia verso un appuntamento che non si può assolutamente fallire. La gara con il Torino di venerdì assume fondamentale importanza per il campionato della squadra granata ed il massimo dirigente ha voluto incontrare, ieri mattina, tutta la squadra per dimostrare l'assoluta vicinanza della società in questo particolare momento. Nel ritiro blindato di Eboli, Lombardi ha incontrato prima il tecnico Fabio Brini, con il quale è stato a colloquio per un bel po' di tempo, e poi tutta la squadra. Con Brini si è parlato probabilmente anche della sua posizione, da tutti messa in discussione per le quattro sconfitte di seguito, mentre con la squadra si è discusso sull'assoluta necessità di rialzare la testa per non compromettere il prosieguo del cammino, tenuto anche conto che martedì prossimo la Salernitana si troverà di fronte il Piacenza dell'ex Castori nel primo turno infrasettinale della stagione. Lombardi ha parlato a lungo anche con Cozza e Caputo, forse per dirimere e sdrammatizzare definitivamente la questione relativa al calcio di rigore conteso e poi sbagliato dall'attaccante pugliese in occasione delle gara persa con la Triestina. Il massimo dirigente ha tenuto anche a precisare la posizione dell'allenatore: «In Brini è riposta tutta la fiducia della società e del gruppo di atleti. Il morale è buono e ho visto i giocatori carichi». A proposito di calciatori, sempre Lombardi ha tenuto a precisare: «Ho detto ai ragazzi che è importante partire dal primo tempo di Trieste ed aggiungere più cattiveria agonistica in ogni attimo delle prossime gare». Insomma, la società è convinta che il periodo nero è destinato a finire presto: «Sono convinto - ha chiuso Lombardi - che questo gruppo farà bene ed imporrà gli importanti valori di cui è portatore in questo campionato». La Salernitana continuerà ad allenarsi anche questo pomeriggio ad Eboli a porte chiuse e continuerà anche il mutismo dei suoi tesserati per un silenzio stampa non ufficialmente annunciato ma, di fatto, attuato. NOTIZIARIO - Sul campo, invece, Brini ha torchiato il gruppo per più di due ore, cominciando la seduta con una parte atletica molto intensa, tesa a recuperare la tenuta atletica la cui mancanza è sembrata essere una delle cause del crollo granata. Successivamente si è passati alla parte tattica che Brini ha fatto svolgere esercitando il gruppo reparto per reparto. Schemi ripetuti e grande applicazione sono stati il leit motiv della giornata, segno che la squadra ha voglia di risollevarsi per riconsegnarsi alla piazza delusa in una veste diversa. Non sarà facile contro una delle squadra più attrezzate della cadetteria ma sarà importante almeno giocarsela alla pari senza mai mollare. Sul fronte infortuni, buone nuove arrivano da Cozza avviato verso il totale recupero dopo il fastidio lamentato agli adduttori. L'ecografia ha dato esito negativo. Le buone nuove arrivano anche per Kyriazis che ha lavorato regolarmente con il gruppo. Soddimo, fermo ai box per un risentimento al polpaccio, ha usufruito di un giorno di permesso. Anche Montervino si è allenato precauzionalmente a parte ma venerdì sarà della partita così come Millesi. Ancora out l'attaccante Fava

martedì 15 settembre 2009

Fusco out per squalifica In difesa torna Stendardo


Contro il Torino, Brini sarà costretto a cambiare difesa. Nell'anticipo di venerdì prossimo della quinta giornata del campionato cadetto all'Arechi potrebbe trovare spazio il giovane Alessandro Bastrini. è necessario invertire il trend negativo che vede la Salernitana come la seconda difesa più battuta di tutto il campionato. Nelle prime quattro uscite ufficiali, infatti, Fusco e compagni hanno subito qualcosa come otto reti. Esattamente due gol a partita che confermano una media da retrocessione. Soltanto l'Albinoleffe ha fatto peggio, incassando 9 reti. Se a questo si aggiungono le due partite di coppa contro Benevento e Napoli, in cui i granata hanno preso altri tre gol (tutti al San Paolo), il quadro è completo. Urge un'inversione di tendenza. Contro il Toro si cambia. Al momento, la difesa è orfana di due terzini titolari che possano svolgere dignitosamente compiti di proposizione e, soprattutto, di copertura delle fasce laterali. Sarà anche per questo che l'allenatore potrebbe anche pensare di cambiare modulo, rispolverando il 3-5-2 visto con il Napoli a Fuorigrotta con Kyriazis, Stendardo e Bastrini (nella foto) appunto. In difesa, Brini le ha provate tutte (o quasi), ma il materiale che ha a disposizione in quei ruoli è davvero scadente. Soprattutto per un reparto schierato con 4 elementi. Il trainer granata ha alternato Kyriazis, Galasso e Machado sugli esterni, con scarsi risultati. Nessuno di loro, manco a dirlo, è un esterno basso di ruolo. Kyriazis è apparso molto più a suo agio al centro, Galasso è un centrocampista prestato al pacchetto arretrato e Machado - in queste prime due uscite ufficiali - sembra avere più il passo dello stopper che non del terzino. Non solo. Anche al centro, la difesa ha palesato limiti tecnici e psicologici. Luca Fusco non è al meglio della forma e si vede. Stendardo prima e Kyriazis dopo hanno sofferto gli avversari. Soprattutto sulle palle alte. Venerdì prossimo urge un cambio di rotta. La squalifica di capitan Fusco costringe il tecnico ad un giro di valzer nel pacchetto arretrato. Stando ai giocatori disponibili, Brini potrebbe rispolverare Stendardo, Kyriazis e Bastrini. Se, invece, il tecnico decidesse di confermare la difesa a quattro, sulla destra agirebbe Galasso, Kyriazis e Stendardo al centro e Bastrini sulla sinistra. In tal caso l'ex doriano verrebbe preferito al brasiliano Machado.

Salernitana: primo problema, il bomber


Tanti i problemi della Salernitana. Uno su tutti, la mancanza dell’uomo gol, dell’attaccante che fa paura alle difese, del classico bomber. In attacco Brini ha poco o nulla, nel senso che le soluzioni per lui sono obbligate. C’è Caputo, una seconda punta, grandi qualità tecniche, ma non un vero e proprio bomber. Impossibile aspettarsi da lui un tipo di lavoro specifico per scardinare la difesa. E tra l’altro giocando isolato in attacco ha anche maggiori difficoltà a mettere in mostra quelle che sono le sue qualità. Poi in organico c’è Ferraro, che nonostante la generosità sta confermando le difficoltà di adattamento alla categoria e poi anche lui non è una prima punta. Ecco, perchè questo è il problema principale della Salernitana, la mancanza di una prima punta. Problema che si potrà parzialmente risolvere con il pieno recupero di Fava, l’unico che per caratteristiche può giocare più avanzato. Non ha il fisico prestante, ma già nel campionato scorso, quando riuscì a giocare senza il problema degli infortuni, dimostrò di poter fare reparto da solo. Tra l’altro furono suoi i gol più pesanti di inizio stagione, quelli che diedero alla Salernitana un illusorio vantaggio su tutte quante le altre in avvio di stagione. Si attendono anche novità dal mercato, immediate, o future. manca un attaccante alla Mastronunzio, alla Bruno, manca un ariete capace di tenere impegnata uan difesa intera. Problema evidente che sta condizionando tutto l’avvio di stagione della Salernitana. Intanto Brini deve lavorare su quelli che ha e soprattutto deve farlo in tempi brevi: venerdì sera all’Arechi c’è in anticipo il Torino di Colantuono, la vera corazzata del campionato di serie B. Valorizzare quello che si ha in casa, cioè valorizzare al massimo Caputo. Su questo il tecnico marchigiano lavorerà in settimana, vedrà di trovare il modo migliore per tenere ancora più nel vivo dell’azione l’ex barese, dieci gol l’anno scorso nel suo primo campionato di serie B con la formazione di Conte. Caputo che tra l’altro è partito piuttosto bene con i gol nelle amichevoli precampionato e con il rigore che regalò il successo in Coppa Italia contro il Benevento e con la rete che consentì alla Salernitana di accorciare le distanze contro il Frosinone nell’esordio all’Arechi. Poi è andato di pari passo con quello che è stato il rendimento della squadra, ha avuto un’involuzione. Brini cercherà di garantirgli ancora maggiore assistenza che non vuol dire con certezza l’impiego di un’altra punta, Ferraro, anche perchè fin qui i due giocando insieme non hanno convinto più di tanto. Maggiore assistenza potrà anche significare una squadra capace di stare più corta, con gli esterni di centrocampo o i centrali capaci di attivarlo con maggiore frequenza, cosa che in verità nel primo tempo di Trieste è avvenuta. Caputo che dovrà anche smaltire in fretta il contraccolpo per l’errore dal dischetto di sabato scorso. Salernitana che fin qui ha segnato pochissimo, due reti appena, una delle quali su calcio di rigore (quello di Cozza contro il Modena). Gol che si chiedono a tutti, ma soprattutto agli attaccanti, cioè a Caputo, oppure in alternativa a Ferraro. Certo, la prima verifica sarà quella più difficile e cioè contro una delle grandi protagoniste del campionato di serie B, il Torino. In attesa di Fava, oppure di qualche colpo di mercato, si cercherà di ottenere il massimo da quello che si ha in casa. Brini ci prova.

lunedì 14 settembre 2009

Salernitana poco cinica e senza l’uomo gol


La Salernitana ha le polveri bagnate. La squadra non segna, subisce troppo in difesa e appena prende gol crolla psicologicamente e fisicamente. Se a questo si aggiungono lacune macroscopiche nella costruzione della squadra soprattutto sulle corsie esterne, il quadro è davvero completo. La truppa di Brini è reduce da quattro ko di fila in altrettante partite ufficiali del campionato cadetto. Eppure, nonostante l'ennesimo uno-due subito anche sabato scorso a Trieste, nel primo tempo la squadra aveva costretto i padroni di casa nella propria metà campo. Non solo. Fusco e compagni hanno sfiorato il vantaggio in almeno tre occasioni. Soltanto sfiorato, purtroppo. Rigore a parte, infatti, i granata hanno palesato evidenti limiti di finalizzazione. Manca l'uomo gol, tanto per intenderci. Francesco Caputo ha stoffa e talento, ma è ancora troppo giovane per accollarsi il peso e le responsabilità (vedi il rigore) dell'intero reparto offensivo. Non a caso dopo l'errore dagli undici metri, il baby bomber è letteralmente scomparso, eclissandosi come gran parte della squadra. Serve un partner in attacco ed anche in fretta. Il problema è che la Salernitana è a corto di punte (e di punti). O almeno è ancora in attesa che gli ultimi arrivi trovino la condizione fisica per essere in campo (leggasi Fava). Non a caso, la Salernitana ha realizzato appena due reti in questo avvio di stagione, una su rigore e un’altra sola su azione (entrambi all'Arechi), in quattro partite di campionato. Troppo poco. Anche per una squadra che mira soltanto a salvarsi. Le alternative, per il momento, non ci sono o non sembrano all'altezza della situazione. Brini, che pure ha la sua buona dose di responsabilità, ma la condivide con diesse e presidente, si ritrova con una panchina cortissima. Soprattutto per quanto riguarda il capitolo attaccanti. Non è finita. Se la squadra non decolla è perché le mancano le ali. Nel vero senso della parola. Fino a questo momento gli esterni hanno ciccato clamorosamente ad ogni uscita. Statella e Pepe prima, Soddimo in più di una circostanza - ed in diverse posizioni -hanno palesato evidenti limiti caratteriali. Già, perché sulla carta i tre non sono certo da buttare: altro discorso è quello di giocare in una piazza come Salerno, con la casacca granata sulle spalle. In mezzo al campo, invece, Pestrin ha dimostrato di essere un elemento indispensabile negli equilibri della squadra. L'innesto di Carcuro in mediana, poi, ha permesso a Pestrin di liberarsi da compiti di copertura per vestire i panni del play maker. Con discreti risultati. L'ex Messina, però, farebbe bene a dosare la sua grinta quando rimprovera i compagni durante la partita. Soprattutto i più giovani. Un conto è fare da chioccia al gruppo, altro discorso è rischiare di perdere i propri "pulcini" per tutto il match. Capitolo difesa. Il pacchetto arretrato è letteralmente privo degli esterni. Sia a destra, sia a sinistra. L'esperimento Galasso (prima da una parte e poi dall'altra) e le prove di Kyriazis e Machado non convincono. Alla squadra mancano i terzini. Una grave lacuna che il diesse Acri, in sede di campagna acquisti, pensava di colmare con la duttilità di Galasso, apparso impacciato sulla sinistra e spaesato sulla destra anche se in lieve ripresa a Trieste. E pensare che in organico, la Salernitana ha Bastrini che può adattarsi anche sugli esterni. Complice la squalifica di capitan Fusco e le oggettive carenze in organico c'è da attendersi a questo punto l'impiego del giovane ex Sampdoria contro il Torino. Staremo a vedere.

domenica 13 settembre 2009

Quarto ko per la Salernitana che perde a Trieste 2 a 0


Ancora una sconfitta per la Salernitana che perde anche a Trieste 2 a 0 e rimane desolatamente a 0 punti in classifica. I granata pur giocando un buon primo tempo gettano alle ortiche un clacio di rigore calciato male da Caputo al 21esimo. Nel primo tempo la squadra granata si fa vedere più volte dalle parti di Agazzi le occasioni più importanti capitano a Soligo (30’) ed a Cozza (45’) entrambe neutralizzate da Agazzi.

Nella ripresa dopo due giri di lancette rigore per la Triestina. Kyriazis stende Godeas (47’) in area di rigore, dal dischetto va Della Rocca che non sbaglia. La Salernitana in campo non c’è più né con la testa né con le gambe. Polito si erge a protagonista (63’) respinta su Della Rocca ed al (76’) su Godeas. Il portiere della Salernitana non può nulla sulla fucilata (78’) di Godeas che su punizione buca la porta della squadra granata.

Finisce 2 a 0 per i giuliani. Il Direttore Sportivo Acri ha dato fiducia a Brini che resta ancora sulla panchina della Salernitana.

FORMAZIONI UFFICIALI

Triestina: 4-3-2-1

Agazzi; Nef, Brosco, Sabato, Crovetto; Gissi, Tabbiani, Princivalli; Sedivec, Testini; Godeas

Salernitana 4-2-3-1

Polito; Galasso, Kyriazis, Fusco, Machado; Pestrin, Carcuro; Soligo, Cozza, Soddimo; Caputo

venerdì 11 settembre 2009

Montervino out, salta Trieste


Si suda nel ritiro di Pomezia e si meditano cambiamenti, quelli che potrebbero consentire alla Salernitana di centrare il primo risultato positivo della stagione che permetterebbe alla piazza una relativa calma e alla panchina di Brini di respirare, visto che, in caso di risultato negativo al "Nereo Rocco" il ribaltone alla guida della squadra granata sembra essere sempre più sicuro. Purtroppo ci sono brutte notizie riguardo alla condizione di Francesco Montervino che avverte ancora dolore alla coscia sinistra, nonostante gli esami abbiano escluso alcun tipo di lesione. Anche ieri il calciatore pugliese si è allenato a parte con Millesi e Fava ma, se per questi ultimi due la preparazione servirà per ritrovare la condizione giusta, per Montervino la «differenziata» ha tutta l'aria di un forfait, a meno di clamorosi recuperi dell'ultimora difficilmente preventivabili. Questa mattina Montervino farà l'ultimo test monitorato sotto il controllo dei medici sociali D'Alessandro e Leo, poi si deciderà d’accordo con il tecnico. L'impressione è che non si voglia forzare la mano per non compromettere l'impiego futuro del calciatore. Stamane, quindi, la squadra effettuerà la di rifinitura e, poi, partirà in aereo per Trieste. Anche ieri Brini ha fatto lavorare singolarmente i reparti per poi finire con un lavoro di scarico. CAMBIO MODULO - Si diceva dei cambiamenti che potrebbero riguardare anche il modulo tattico, più difensivo e meno spregiudicato in fase di possesso palla. Brini sta cucendo addosso ai suoi ragazzi il 3-5-2 già visto in Coppa Italia con il Napoli, modulo che non dispiacque all'epoca nonostante la preventivabile sconfitta. In questo momento il 3-5-2 potrebbe essere il sistema di gioco più efficace, vista la situazione di classifica della Salernitana, un modulo più coperto con esterni di centrocampo capaci sia di offendere che di arretrare. Brini potrebbe mettere davanti al portiere Polito il trio composto da Kyriazis, Fusco e Stendardo rinforzando la diga di centrocampo con Galasso a destra, Soligo, Pestrin e Carcuro interni e Machado a sinistra. In avanti spazio a Cozza e Caputo, il quale tornerà al suo posto dopo averlo lasciato domenica scorsa a Ferraro. Brini sta pensando al radicale cambiamento e le prove che sta effettuando a Pomezia lasciano presagire il fatto che proprio questo modulo possa essere preferito al 4-2-3-1 o addirittura al 4-4-2, anche se Brini terrà tutte le opzioni aperte fino alla rifinitura di stamane. Le uniche perplessità riguardano l'assoluta inutilità degli esterni offensivi che la Salernitana ha reperito sul mercato, vale a dire Soddimo, Pepe e Statella che in questo modulo sembrano tagliati fuori. Va detto che le ragioni del risultato dovrebbero prevalere sugli uomini da impiegare e per questo, almeno per la gara di Trieste e, forse, per quella interna con il Torino, Brini adotterà il classico motto del "prima non prenderle". Al posto di Montervino dovrebbe essere preferito Carcuro a Tricarico anche perché il centrocampista ex Crotone, oltre a garantire una buona fase di interdizione, ha nei piedi la tecnica necessaria per far ripartire l'azione. Brini si porterà dietro anche un dubbio legato alla coppia centrale perché, nel corso dell'allenamento, ha provato anche Bastrini al posto sia di Fusco sia di Kyriazis. Non è escluso che voglia concedere un turno di riposo al capitano, apparso non brillantissimo ultimamente.

giovedì 10 settembre 2009

Montervino verso il completo recupero


La Salernitana suda nel ritiro di Pomezia agli ordini di Fabio Brini che, nonostante i venti di burrasca che soffiano sul suo operato, va avanti per la sua strada consapevole che la sua squadra possa invertire il trend negativo che la sta accompagnando dall'inizio del campionato. Va avanti, forte anche della fiducia che gli ha rinnovato il presidente Lombardi ieri mattina. La squadra ha lavorato ieri per più di due ore immagazzinando movimenti, situazioni tattiche e modifiche da contrapporre già da sabato alla Triestina. Dopo una intensa parte atletica, il tecnico di Porto Sant'Elpidio ha voluto allenare singolarmente tutti i reparti con grande meticolosità, dispensando consigli e alzando la voce se necessario. La seduta di allenamento si è conclusa con una partitella a tutto campo durante la quale Brini ha voluto che si mettesse in pratica ciò che soltanto poco prima era stato provato. Restano ancora ai box Fava e Millesi che si allenano con il preparatore Minnucci. Per quanto riguarda la situazione infortunati, Brini può tirare un sospiro di sollievo perché, nonostante non abbia partecipato alla partitella, Montervino è in fase di pieno recupero dall'affaticamento muscolare alla coscia sinistra. Il mediano ex Napoli viene costantemente monitorato dallo staff sanitario della Salernitana che ne sta centellinando gli sforzi proprio per non compromettere il suo impiego a Trieste. Ormai è chiaro che Montervino è diventato un punto fermo del centrocampo granata non solo per la sua esperienza ma anche per il modo in cui si è approcciato verso la piazza salernitana che sta gradendo il modo in cui ha cominciato la sua avventura in granata. Montervino era consapevole di dover conquistare prima i salernitani e poi la fiducia della squadra, visti i suoi trascorsi da capitano del Napoli. Senza particolari chiacchiere e con tanto sudore si è messo al servizio della sua nuova società sapendo che la sua tempra avrebbe presto conquistato la piazza. E così è stato, perché domenica scorsa lo stadio gli ha regalato l'applauso più fragoroso al momento della sua sostituzione con Tricarico. Se non dovesse farcela sarà subito pronto uno tra Soligo e Tricarico, con il primo leggermente favorito. Brini potrebbe decidere di cambiare anche modulo adottando un classico 4-4-2 con Montervino e Pestrin centrali, Soligo a destra e uno tra Soddimo e Pepe a sinistra. In avanti Cozza e Caputo. Se Montervino non dovesse recuperare ci sarebbe anche l'opzione Carcuro al centro con Pestrin. Tutte souzioni da verificare sperando però che il gladiatore di Taranto possa essere regolarmente al suo posto.

Murolo contro Lombardi, la guerra delle quote


Vittorio Murolo riparte all’attacco di Lombardi: il suo primo obiettivo è quello di rimettere le mani sulle sue vecchie quote, il trenta per cento del pacchetto azionario della Salernitana Calcio. Il suo legale Angelo D’Alessandro (Studio economico-giuridico Sge), in collaborazione con lo studio commercialista De Vita, ha avviato una nuova offensiva presso il Tribunale di Salerno. Innanzitutto è stato effettuato il pronto sollecito del procedimento avviato a luglio nei confronti di Lombardi (il 2409) che mirava ad ottenere una verifica sulla gestione contabile della Salernitana Calcio. Ieri è stata attivata la procedura d’urgenza in modo da far stabilire a breve la comparizione delle parti in Tribunale per avviare il procedimento. Ma la novità è stata la doppia citazione nei confronti del presidente della Salernitana. Due le strade seguite: la prima mira all’annullamento della delibera dell’aumento di capitale sociale del 19 giugno e la seconda al sequestro delle azioni della Salernitana, che attualmente sono nella piena titolarità di Antonio Lombardi. L’obiettivo di Murolo è, nell’immediato, di vedersi riconosciuta la proprietà del 30% del pacchetto azionario che deteneva prima dell’aumento di capitale effettuato a giugno scorso e che Murolo non sottoscrisse finendo successivamente fuori dalla compagine societaria. Da quel momento iniziò la strategia di attacco di Murolo. In quella occasione l’ex vicepresidente fece riferimento a presunti versamenti effettuati, a patti parasociali e comunque al rapporto economico con il suo vecchio socio che non avrebbe tenuto conto di quanto da lui effettivamente versato per la Salernitana. Ed è ancora su questo che i legali di Murolo insistono facendo trapelare che il 19 giugno approvarono il bilancio solo perchè la situazione economica sarebbe stata prospettata in maniera diversa da quella che si è successivamente rivelata. Va ricordato che l’approvazione del bilancio avvenne dopo l’aumento di capitale che fu effettuato dal solo Lombardi ma con la riserva di Murolo a provvedere per la sua parte entro il termine di 40 giorni. Una scelta temporeggiatrice che poi è stata messa da parte preferendo, Murolo, di sferrare l’attacco diretto al suo ex socio. Di qui il tentativo di far annullare, con l’istanza presentata ieri, la delibera che approvava il bilancio. Il presidente Lombardi, dal sito della Salernitana, ha replicato: «Sono semplici allarmismi. Le cause sono tali quando si celebrano nei Tribunali. I processi mediatici sono solo mezzi destabilizzanti. Ora sono solo al comando della società ed andrò avanti in tutta serenità. Ma resto principalmente un tifoso della Salernitana: perciò se ci fosse qualche imprenditore serio che avesse voglia di cimentarsi nell’esperienza-calcio a Salerno per garantire un futuro ancora migliore alla casacca granata sarei pronto a sedermi ed a ragionare». L’avvocato Roberto Malinconico, legale della Salernitana, precisa: «Alla Salernitana non è stato notificato nulla, per noi quindi non esiste nulla oltre quella diffida stragiudiziale e non ci è stato mai notificato neanche il 2409. Siamo sereni su tutto e aspettiamo di essere convocati in Tribunale per fare chiarezza sulla vicenda, ovviamente se e quando saremo convocati in Tribunale». Sulle nuove mosse della controparte l’avvocato Malinconico aggiunge. «C’è poco da dire, il bilancio l’hanno approvato il 19 giugno e la situazione patrimoniale a loro era chiara tanto è vero che da almeno un mese ci chiedevano documentazioni e carteggi. Noi ottemperammo a tutto e loro in quella sede non fecero nessun rilievo, cioè dissero sì a tutto. Non capisco come si siano potuti accorgere dopo di presunte situazioni diverse». Dai casi societari al calcio giocato. Lombardi si è espresso sulla partenza negativa di Brini: «Non mi sarei mai aspettato un inizio così difficile ma non c’è nessuna fiducia a termine per il tecnico: la scelta di continuare con lui è dettata da motivazioni profonde, non è stata una volontà del momento o passeggera».

lunedì 7 settembre 2009

Soligo: avevo la palla gol per chiudere la partita


È stato uno dei pochi a salvarsi nel naufragio granata ed è il primo a presentarsi davanti a telecamere e taccuini. Manolo Pestrin preferisce giocare d'attacco, nonostante la terza sconfitta consecutiva in altrettante partite ufficiali dei granata. «Non metterei questo stop sullo stesso piano degli altri due - spiega il centrocampista ex Messina - Quella con il Modena è stata una partita che la Salernitana ha fatto come doveva fare. Eravamo in vantaggio, stavamo portando in porto l'intera posta in palio senza grossi patemi. Poi, però, Bruno con un gran un gran gol ha pareggiato i conti». Sul raddoppio, Pestrin ammette delle responsabilità della squadra. «Effettivamente abbiamo commesso una mezza ingenuità sul secondo gol del Modena». Una pausa e aggiunge. «Una mezza distrazione che ci è costata cara e che ci costringe a commentare una sconfitta. Siamo dispiaciuti. Volevamo fare un altro tipo di partita, soprattutto per il risultato». La squadra è rimasta a lungo nel chiuso dello spogliatoio dopo il secondo ko interno consecutivo. A fargli visita un gruppo di ultras. «I tifosi ci hanno detto quello che è giusto dire in questo momento -confessa Pestrin - Ai tifosi non si può dire nulla: ci seguono, ci sostengono, chiedono massimo impegno soprattutto in un momento del genere. Tutte cose giuste da chiedere ai propri calciatori». Pestrin parla anche dell'intesa con Montervino ancora da perfezionare. «È arrivato in settimana, parliamo di un giocatore importante. È chiaro che le cose, giocando, possono migliorare». Il centrocampista torna a parlare del match. «Avevamo rischiato poco, rischiando in un paio di occasioni di chiudere la partita. La sconfitta è il risultato peggiore che ci potevamo aspettare». Chi ha mancato il raddoppio che avrebbe potuto chiudere la partita è stato Evans Soligo. Il centrocampista veneto, con grande onestà intellettuale, non accampa scuse ed ammette. «Sono amareggiato. Avrei potuto chiudere la partita ed invece nell'azione successiva il Modena ha pareggiato, tagliandoci un po' le gambe». Soligo ha bene impressa nella mente la sequenza dell'azione incriminata. «Mi sono trovato davanti al portiere: ho visto che ha fatto un movimento sulla sua destra ed ho provato a mettere la palla dalla parte opposta. Ho sbagliato. Di poco, ma ho sbagliato. Mi hanno detto che stavano arrivando i miei compagni da dietro, ma onestamente non li avevo visti dopo quella lunga corsa verso la porta». Il centrocampista difende l'operato del tecnico. «Non penso che ci siano responsabilità di Brini. Abbiamo commesso due disattenzioni che ci hanno penalizzato. Bisogna lavorare, lavorare e non pensare alle partite passate. Nello spogliatoio ci siamo detti che abbiamo gettato alle ortiche una partita clamorosa». Nello spogliatoio c'erano anche i tifosi. «Hanno detto che dobbiamo svegliarci. Paura di vincere? Credo che in questo momento la mezza occasione che ci capita contro ci penalizza. Dobbiamo resettare e ripartire». Sarà anche per questo che la squadra è andata in ritiro a Serino. «Se la società ritiene che il ritiro si debba fare lo faremo. Lo abbiamo fatto tante volte e lo faremo anche stavolta. Dobbiamo solo metterci in testa di dimostrare le nostre qualità in campo». Prima di congedarsi, l'atleta conclude. «Abbiamo fatto una buona gara fino all'ottantesimo. Gli ultimi dieci minuti ci sono costati i tre punti. Se faccio gol io, invece, parliamo di un'altra partita».

Da Lombardi a Brini tutti sotto accusa


Il veleno nei titoli di coda. Un film che nessuno pensava di vedere ma che si è materializzato ad una manciata di secondi dal termine. Il secondo gol di Bruno del Modena, arrivato dopo il pareggio, a pochi secondi dal fischio finale, ha fatto ripiombare la Salernitana in una crisi profonda. Ed è stata contestazione. Dura, senza appello, con tanto di «andate a lavorare» e «vergognatevi» da parte degli ultras della curva sud. I giocatori a testa bassa sono rimasti impietriti per quasi cinque minuti sul rettangolo di gioco. Fischi a volontà per tutti. Poi sono anche ricomparsi gli striscioni: «Lombardi facci un gol»e «Lombardi, chiacchiere ed incompetenza» che evidenziano come ci sia una evidente frattura tra la tifoseria ed il massimo rappresentante della società granata, colpevole di aver promesso acquisti importanti ma di aver fatto arrivare davvero poco. Un dopo gara dalle mille sfaccettature. Con una tifoseria arrabbiata, che si aspettava qualcosa di più da una squadra senza nè capo nè coda, soprattutto nel primo tempo quando un Modena discreto (che non vinceva a Salerno da ben 54 anni) chiudeva bene tutti i varchi ed era veloce nelle ripartenze. La contestazione è continuata, poi, all'ingresso della tribuna centrale. Un centinaio di tifosi, abbandonata le curva sud, ha cercato subito un colloquio con i giocatori ed il tecnico Brini. «Devono cacciar fuori i c...» gridavano a più non posso i tifosi che sono stati fermati dalle Forze di Polizia all'ingresso della tribuna vip. Qualcuno ha chiesto, come era già successo lo scorso campionato a più riprese, di poter parlare con il presidente Lombardi. Che non era all'interno dello stadio visto che si era allontanato dalla tribuna autorità ad una ventina di minuti dal termine per recarsi ad un matrimonio, con la squadra che vinceva con il rigore realizzato da Cozza. Le insistenze soprattutto di un gruppo di ultras della Nuova Guardia che chiedevano, poi, almeno un colloquio con i calciatori, all'interno dello spogliatoio, ha dato buoni frutti. Alla fine è stata concessa l'autorizzazione da parte della Questura. Ed una delegazione alle 17,45 è entrata nello spogliatoio parlando per circa venti minuti con capitan Fusco e gli altri componenti la rosa di prima squadra. Parole dure, quelle degli ultras, che dopo appena tre giornate di campionato e con lo spettro già dell'ultimo ultimo posto in classifica, non vogliono correre il rischio di assistere ad un altro campionato da «batticuore» come quello dello scorso anno. «Datevi da fare, cercate di dare il massimo per questa casacca» questo più o meno il succo di quanto gli ultras hanno chiesto alla squadra. All'incontro non c'era l'allenatore Brini che si trovava in un'altra stanza degli spogliatoi e stava già meditando su una sconfitta assurda, giunta quando nessuno se lo aspettava dopo aver avuto, anche lui, un lungo faccia a faccia con la squadra. Nel frattempo è ritornato allo stadio il presidente Lombardi. È stato a parlare con il tecnico di Porto S.Elpidio per un bel po’ di tempo. La sconfitta non l'ha digerita, come era logico, ma soprattutto quell'ultimo posto in classifica lo rende molto nervoso. Lombardi ha così deciso di confermare, per il momento, Brini (uscito a testa bassa dall’Arechi alle 19,10) e di mandare tecnico e squadra da subito in ritiro a Serino dove verrà preparata la trasferta di Trieste. Somma, Di Costanzo e Cosmi rimangono, però, in attesa di una chiamata

domenica 6 settembre 2009

Salernitana-Modena 1-2


Ancora una sconfitta per la Salernitana, la terza consecutiva che fa rimanere la squadra di Brini in fondo alla classifica con un desolante zero punti. Partita nn spettacolare a tratti giocata a ritmi bassi. Granata in vantaggio nel secondo tempo con Cozza che trasforma un rigore procurato da Pestrin. Ottimo l'esordio del giocatore ex Reggina che nonostante sia reduce da un lungo infortunio trascina la squadra, impensierendo Alfonso su calci piazzati e corner. Tuttavia la squadra di Brini tira troppo presto i remi in barca e subisce il clamoroso ritorno del Modena che guidato da un super Bruno, autore di una strepitosa doppietta, ribalta in pochi minuti incredibilmente il risultato. L’attaccante modenese sigla il pari nel finale con un bel colpo di testa angolatissimo e confeziona la beffa nei minuti di recupero con un diagonale che si infila alle spalle di un incolpevole Polito. Non esente da colpe al difesa Granata che si lascia trafiggere con troppa facilità (6 gol subito in 3 sole partite). A fine gara i tifosi della Salernitana hanno inondato di fischi i giocatori e una delegazione ultras ha incontrato squadra e dirigenti negli spogliatoi per un faccia a faccia chiarificatore. In serata la società ha comunicato che da staserala squadra andrà in ritiro a Serino. Brini per ora rimane al suo posto, ma la sua posizione è palesemte in bilico.

sabato 5 settembre 2009

Brini sorride, Caputo ok Kyriazis torna centrale


Fabio Brini può tirare un sospiro di sollievo. Anche Caputo sta bene. L'attaccante, l'unico calciatore ad avere segnato nelle partite ufficiali della Salernitana, ha smaltito l'influenza che lo ha accompagnato in questa settimana e, ieri pomeriggio, al Volpe, si è regolarmente allenato con i compagni nella seduta di lavoro che l'allenatore ha fatto svolgere a porte chiuse alla sua squadra. Caputo, dunque, è pienamente recuperato. Ma probabilmente Brini lo utilizzerà part time. Solo l'odierna rifinitura, però, chiarirà le reali condizioni dell'attaccante che, in questa settimana, non si è mai allenato. In pratica soltanto ieri ed oggi svolgerà un lavoro identico a qullo dei suoi compagni. Non a caso Brini, anche ieri pomeriggio, ha provato Ferraro nella probabile formazione titolare. Il calciatore siciliano, dunque, dovrebbe debuttare dal primo minuto con la maglia granata. Al "Volpe" la Salernitana ha svolto esercitazioni tattiche. Un allenamento molto intenso per provare gli schemi, soprattutto quelli su palla inattivi. Anche per questo motivo tifosi, giornalisti e curiosi sono stati tenuti a distanza anche se qualcuno ha cercato di sbirciare da lontano il lavoro dei granata. Al di là degli infortunati cronici, ieri pomeriggio è stato tenuto a riposo anche Bastrini a causa di un affaticamento muscolare. Per la sfida di domani pomeriggio Brini sembra orientato a dare spazio alla formazione più volte provata in questi giorni. Naturalmente la curiosità principale è legata al debutto di Montervino e Cozza, i due atleti che potrebbero garantire il salto di qualità alla squadra. Montervino, ingaggiato dal Napoli, si sistemerà al centro del campo al fianco di Pestrin. Cozza, invece, che ha smaltito l'infortunio subito in avvio stagione, si sistemerà nel tridente avanzato nel ruolo di fantasista. In difesa, invece, con l'utilizzo del brasiliano Machado dall'inizio e lo spostamento di Galasso a destra il grande escluso dovrebbe essere Stendardo perché Brini si affiderà alla coppia Luca Fusco - Kyriazis. Alle spalle dell'attaccante centrale, certa la presenza di Soligo e Cozza, per l'ultimo posto disponibile Soddimo è in vantaggio su tutti gli altri. Proprio l'ex doriano è stato provato a lungo anche ieri pomeriggio durante le esercitazioni tattiche. Stamane la Salernitana si allenerà ancora al Volpe. Sempre a porte chiuse per scelta di Brini che, al termine dell'ultimo allenamento della settimana, terrà la consueta conferenza stampa prepartita.

Giampà: «All’Arechi saranno decisivi i primi minuti»


Modena.Meno avvelenato di un anno fa. Mimmo Giampà è diventato uno degli uomini chiave di Apolloni, l'aveva portato Lino Mutti, nel 2007, e l'aveva apprezzato pure a Salerno. A Messina i due conquistarono promozione e settimo posto in A, anche se sul più bello Giampà aveva finito la propria corsa contro un tabellone pubblicitario, infortunio notevole. Ora è uno dei leader dello spogliatoio canarino, sul campo copre interamente la fascia destra. «Come la Salernitana - ha raccontato - siamo partiti con due sconfitte. Iniziare così non è piaciuto, dobbiamo tornare umili». La terza salvezza consecutiva con un grande recupero ha illuso i gialli: nel 2004 la retrocessione in B, con un'unica qualificazione ai playoff. «Bruno, Catellani e Pinardi danno qualità che in pochissimi hanno in B. Non è possibile faticare a salvarsi quando hai un attacco da primi sei posti. Dobbiamo tornare a fare subito punti, per poi giocarci il nostro campionato senza le pene degli ultimi due anni». Domani Giampà darà ancora di più per dimostrare alla Salernitana che ha sbagliato a non puntare su di lui: a maggio accusò la società granata di cercare favoritismi. «Lo scorso inverno vivevo un momento particolare, volevo dimostrare che ero ancora un giocatore importante e l'ho fatto. Questo è un altro campionato, ho girato pagina, ma è chiaro che se ci fosse qualche squadra che non si comporta bene sarei il primo a dirlo». Il Modena ha perso a Padova e in casa con l'Ascoli. «Abbiamo preso gol nel momento migliore per noi. Non smetterò mai di dire che nel calcio vince chi ha più fame». Con l'assenza di Pinardi, lei potrebbe essere accentrato. «Per me non cambia nulla, sono a disposizione di Apolloni. La Salernitana partirà fortissimo, non dovesse passare in vantaggio comunque è destinata a calare, potrebbe arrivare qualche fischio, lì dovremo essere bravi noi, eventualmente, ad approfittarne. Fondamentale però è resistere all'inizio».

Di Napoli, Salernitana addio. E torna Fava


Per un attaccante che se ne va, un altro che torna, anche se il loro apporto in termini di gol con la Salernitana è stato completamente diverso. Nel giorno dell’addio di Arturo Di Napoli, la Salernitana annuncia il ritorno di Fava, già l’anno scorso in granata, svincolato dal Treviso dopo la scomparsa della società. Fava dice sul sito della Salernitana: «Ho sperato fino all’ultimo di ritornare a Salerno anche perchè ho gran voglia di dimostrare tutto il mio valore in una piazza che non mi ha mai fatto mancare il sostegno ed alla quale non ho potuto dare il meglio a causa di quel brutto infortunio alla mandibola. Nella fase pre campionato mi sono allenato in maniera assidua, mi manca il ritmo partita, ma sono pronto a dare il mil contributo per la causa granata. Ringrazio la società e il presidente Lombardi per avere creduto in me». Di Napoli se ne va a Messina, suo vecchio amore, squadra che gioca in D. «Risoluzione del rapporto di lavoro in maniera consensuale», recita il sito ufficiale della Salernitana Calcio 1919. In effetti quello di ieri è stato l’ultimo atto di un braccio di ferro con la società granata che si trascina ormai da un mese e mezzo, cioè da quando è ricominciata la stagione ufficiale con il ritiro in Umbria e Di Napoli non rientrava più in quelli che erano i programmi societari. «Con Di Napoli - dichiara il presidente Lombardi - abbiamo ragionato in maniera pacata e serena. Abbiamo chiarito le incomprensioni di quest’ultimo periodo e ci siamo lasciati con una stretta di mano. A Di Napoli, calciatore a cui è legata buona parte della storia recente della Salernitana, vanno gli auspici della società per un futuro professionale ricco di soddisfazioni» «Con il presidente abbiamo parlato di ogni cosa durante una riunione fruttuosa e chiarificatrice, spiega Di Napoli. Ringrazio Lombardi e la Salernitana per avermi dato l’opportunità di trascorrere da protagonista due indimenticabili stagioni e la tifoseria per le grandi emozioni che mi ha fatto vivere». Una storia a lieto fine per i protagonisti: Lombardi che si libera di un calciatore pesantissimo come busta paga (un ingaggio non più sostenibile per quelli che sono i nuovi parametri economici della società) e Di Napoli che svincolandosi dalla Salernitana adesso può ricominciare a sentirsi un calciatore a tutti gli effetti. «Non potevo rimanere a Salerno se non facevo più parte di un progetto, la società ha voluto tagliare con il passato e ha fatto le sue scelte e non c’è mai stato un segnale di apertura per soluzioni diverse. Anch’io adesso sono pronto ad affrontare una nuova scommessa: in due anni vorrei portare il Messina dalla serie D alla Prima Divisione». All’incontro in sede, oltre al presidente Lombardi e al bomber Di Napoli, era presente Fabiani, anche lui fuori dai programmi della società e da considerare ormai svincolato dalla Salernitana (manca solo l’ufficialità). Anche Fabiani andrà a Messina dove è già al lavoro Salvatore Avallone, ex team manager della Salernitana, persona molto vicina a Fabiani.

venerdì 4 settembre 2009

Ingaggiato Dino Fava

ImageLa Salernitana Calcio 1919 annuncia l'ingaggio del calciatore Dino Fava. L'attaccante ha firmato un contratto biennale. "Sono particolarmente soddisfatto di aver riportato in granata un calciatore molto forte ed un uomo dalle grandi qualità morali", spiega il presidente Antonio Lombardi. "Fava - continua - è un attaccante sul quale lo scorso anno avevamo puntato tanto, solo uno sfortunato infortunio lo tolse dal campo per così tanto tempo impedendogli di apportare il suo contributo in una fase delicata del campionato. Fava torna a Salerno con grandi motivazioni e con la voglia di riscattarsi ripartendo dall'ottimo ricordo lasciato sia nella società che nella tifoseria. Dino ha il vantaggio di conoscere la piazza e di essere benvoluto dagli sportivi, sono certo che farà benissimo durante i prossimi due anni". Appena firmato, Fava ha detto: "Ho sperato fino all'ultimo di ritornare a Salerno anche perchè ho gran voglia di dimostrare tutto il mio valore in una piazza che non mi ha mai fatto mancare il sostegno ed alla quale, però, non ho potuto dare il meglio a causa di quel brutto infortunio alla mandibola. Nella fase pre campionato mi sono allenato in maniera assidua, mi manca il ritmo partita ma sono pronto a dare il mil contributo per la causa granata. Ringrazio la società ed il Presidente Lombardi per avere creduto nuovamente in me".