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martedì 31 marzo 2009

«Sbagliati i tempi dello sfogo adesso bisogna restare uniti»


Le esternazioni di Antonio Lombardi sono state accolte in maniera diversa dalla tifoseria. «E’ stato come lanciare la pietra nello stagno e poi ritirare la mano. Non si è capito molto dalle sue parole. Già c’è tensione per la situazione di classifica della squadra granata, figurarsi dopo le dichiarazioni di Lombardi. L’ho sentito con un tono non sereno. È un errore dovuto soprattutto all’emotività. Non si capisce se il messaggio è rivolto alle istituzioni cittadine, ai procuratori, ai media». Amedeo Rosamilia, ex calciatore della Salernitana ed ex presidente del Centro di Coordinamento, dice: «Bisogna capire il momento che attraversa un presidente come Lombardi, quasi sempre sulla graticola e con una squadra che lotta per non retrocedere. Nelle sue parole, dettate dall’emotività del momento, traspare anche il suo rammarico. È difficile fare il presidente in una squadra come la Salernitana. Però c’è qualcosa che non si riesce a capire nel suo discorso. Forse è un messaggio a stare tutti più uniti. Credo che ogni componente cittadina debba, in questo momento, stringersi intorno alla sua squadra di calcio». L’avvocato Giampiero Naddeo interpreta così le dichiarazioni di Lombardi: «È una esternazione forte e credo che possa essere interpretata anche di natura politica. Ha i suoi buoni motivi per farla, forse vuole rivolgersi alle istituzioni o anche ad altre persone. Mi chiedo però: era questo il momento di farle? Certamente avrà avuto i suoi buoni motivi. È stato zitto un mese, poi l’esplosione che mi ha lasciato di sasso». Per l’avvocato Luciano Provenza queste dichiarazioni di Lombardi sono preoccupanti: «In un momento in cui deve essere assente la polemica il presidente ha sbagliato momenti e tempi. Anzi pone interrogativi ad una tifoseria che finora ha dato tanto e spera sempre che la squadra possa raggiungere tranquillamente la salvezza». L’ex presidente del centro di coordinamento Adolfo Gravagnuolo è telegrafico. «Conosco bene Lombardi, seggo al suo fianco alla Camera di Commercio. Forse non doveva anticipare questi tempi perchè stiamo ancora cercando di risalire la china e ogni polemica andava smorzata subito». Riccardo Santoro, attuale presidente del Centro coordinamento, sostiene. «Lo sfogo di Lombardi è stato fatto in un momento sbagliato. Sono cose che dovrebbero rimanere all’interno della società e non essere sbandierate ai quattro venti». Maurizio Tagliaferri, del Granata groups center dice: «Lombardi poteva aspettare, rimandare il tutto a fine campionato. Non so con chi ce l'avesse, ma francamente le polemiche non hanno portato mai benefici. Il presidente doveva capire che la squadra, in questo momento, deve stare tranquilla e non essere trascinata in inutili polemiche che non giovano a nessuno».

Lombardi: «Non cederò a chi rema contro»


Ha esternato dopo la sconfitta della Salernitana a Vicenza. Il presidente Lombardi ha parlato di gioco al massacro, di clima ostile intorno alla Salernitana. «Lo dico e lo confermo, ma sarò chiaro solo a fine campionato dopo che avremo raggiunto la salvezza». Cosa intende per clima ostile? «È stato creato un clima di tensione che si riflette in maniera negativa sulla vita di società e di campo. A Salerno quando si vince tutti salgono sul carro, quando invece si perde la colpa è solo di chi gestisce». Chi gioca al massacro pagherà, che vuole dire? «A fine stagione tutti i tifosi della Salernitana sapranno chi sono questi personaggi che hanno determinato questo gioco al massacro: adesso meglio non fare polemiche». La polemica non l’ha fatta lei con le ultime dichiarazioni? «No, quello era un sfogo calcolato. Quando parlo aziono sempre il cervello. Ho detto quello che andava detto in questo momento» Che significa: a Salerno non ci sono le condizioni per fare calcio? «Significa che è difficile fare calcio, le valutazioni toccano a chi osserva dall’esterno. Vedremo se a giugno ci saranno queste condizioni e valuteremo se andare avanti anche in futuro». Si riferisce ai campi? «Non solo». Il progetto «Volpe» è stato bocciato perchè non poteva essere accolto dall’amministrazione. «Il mio discorso è generale, non è riferito solo al campo Volpe. E comunque non ho fatto nessuna allusione all’amministrazione comunale». Anche perchè essere presidente della Salernitana non significa avere l’approvazione di progetti e l’ok per i lavori? «Infatti, questa società non ha mai chiesto aiuti e favori a nessuno, nè chiede cose che non si possono realizzare. Non ho mai approfittato del ruolo di presidente della Salernitana per avanzare richieste». Allora, quale è il problema? «Il problema è che per poter pianificare il futuro di una squadra di calcio occorrono condizioni anche in termini di strutture che a Salerno non ci sono». Nella sua esternazione c’è qualche riferimento al sindaco De Luca? «Nessuna allusione». Cosa pensa del sindaco De Luca? «Dico che in questo momento dobbiamo pensare alla salvezza. Con il sindaco ci siamo visti pochi giorni fa e i rapporti sono buoni». E ha riparlato degli impianti... «No, non abbiamo parlato di Salernitana». Cosa significa resettare tutto a fine stagione? «Significa spegnere il computer nel quale sono stati immessi troppi dati e si è creata una grande confusione. Poi lo riaccenderemo e valuteremo». Confusione che la società ha contribuito a creare con diverse scelte sbagliate. «Abbiamo commesso degli errori pagando l’inesperienza della categoria. Quello che mi dispiace di più è che quest’anno del ritorno in B doveva essere sereno e invece siamo andati avanti continuamente tra mille amarezze». Fabiani andrà via? «Adesso siamo tutti uniti e compatti per raggiungere l’obiettivo». «Perchè esonerò Castori? «Perchè in quel momento della stagione ritenevamo fosse raggiungibile un obiettivo diverso da quello della salvezza, un obiettivo per il quale Castori non era adatto». Poi perchè poi lo ha richiamato? «Perchè siamo sprofondati in classifica e abbiamo ritenuto che per l’obiettivo della salvezza dalla squadra poteva essere recepito meglio Castori». Un ragionamento bizzarro presidente... «Una valutazione e poi il calcio non è una scienza esatta» Lei a Vicenza avrebbe schierato Fragiello? «Le scelte tecniche non competono a me». E sul mercato confessi almeno un errore compiuto? «Lo farò nel consuntivo di fine anno». Ma avevate tutto il tempo di programmare: cosa non ha funzionato? «Il calcio è un’azienda atipica. Magari scegli un allenatore e poi non ti va bene. Come faceva il Torino a sapere che con Novellino avrebbe fallito?». Pentito di aver preso la Salernitana? «No. L’anno scorso dissi che avremmo raggiunto la promozione e ce la facemmo. Quest’anno dico che ci salveremo». Con quanti punti? «Con 49-50 punti. L’Arechi dovrà essere il nostro fortino e occorrerà fare qualche colpo fuori. Peccato che a Vicenza sia stata persa un’occasione». Il silenzio stampa prosegue? «Sì e riguarda tutti i tesserati. Parlerò solo io, non ho violato nessun silenzio stampa: ne sono esente». Ci faccia qualche esempio di destabilizzazione? «Mettere in giro notizie false». Presidente, ci risiamo: colpa dei giornalisti? «Parliamone a fine campionato».

lunedì 30 marzo 2009

Lombardi: chi gioca a massacrarci la pagherà


Un Lombardi furioso che lancia segnali e messaggi oscuri, è quello che rompe il silenzio-stampa intervenendo ieri sera a Liratv. La sconfitta a Vicenza brucia. «Sono amareggiato - dice il patron - ma vado avanti con grande dignità in un momento difficile della mia gestione. Ci salveremo, ne sono sicuro». L’orgoglio cede il passo alle accuse. Forti, gravi ma senza uno specifico destinatario. Ce l’ha con il clima generale che avverte intorno alla società. Percepisce, Lombardi, ostilità. «Chi gioca a massacrarci - attacca - alla fine la pagherà, dovrà pagarla. Ora dobbiamo solo pensare a salvare la cadetteria. Dobbiamo fare quadrato tutti perchè questa società sta buttando il sangue per la Salernitana». Poi rincara: «Fino ad oggi sono stato in silenzio proprio per evitare polemiche. Serviva e serve soprattutto una compattezza ed una giusta serenità mentale. Ci siamo, però, stancati. Le illazioni sulla società e quant'altro non le voglio commentare. Almeno per ora. Il momento è difficile, arriviamo alla sponda salvezza in breve tempo e poi parleremo e metteremo in chiaro ogni cosa». È incontenibile Lombardi che alla salvezza, come obiettivo prioritario, ne aggiunge un altro: «A fine campionato resetteremo e riazzereremo tutto. Poi vedremo le colpe di chi sono. Certo è facile demolire. Ma a costruire è sempre più difficile. Non dimentichiamoci che in quattro anni siamo venuti fuori dalle ceneri di un fallimento, abbiamo lottato per arrivare in serie B, una categoria che spetta di diritto non a Lombardi o a Murolo ma a Salerno ed alla sua grande provincia». E malgrado questo «siamo andati avanti - dice Lombardi - con le sole nostre forze e l’aiuto di nessuno». Non va oltre l’accusa, il patron Sulle voci che vorrebbero un suo disimpegno alla fine del campionato, Lombardi è lapidario: «Assolutamente no». Poi il massimo dirigente granata ha anche detto che si andrà avanti con Castori in panchina: «Nella gara contro il Vicenza non ci sono colpe del tecnico. Aveva molti giocatori indisponibili a cui si è aggiunto anche Di Napoli che è stato mandato in campo nel secondo tempo malgrado avesse avuto la febbre nel corso della notte». Sull'impiego di appena cinque minuti dell'argentino Merino, a risultato già acquisito per i vicentini di Gregucci e su un campo davvero infame Lombardi ha detto: «Non ho parlato con il tecnico, credo che chiariremo tutto in settimana», facendo anche intendere che l'acquisto del fantasista, voluto proprio da lui, non sarà un episodio che farà scoppiare un altro caso. Lombardi guarda alla sfida con il Treviso che «dobbiamo vincere, non abbiamo alternative». E giura sulla fedeltà dei tifosi «che non ci abbandoneranno». Poi ancora un appunto sulle prestazioni della squadra: «Le assenze di molti giocatori, primi fra tutti Fusco e Fava ci hanno penalizzato nelle ultime gare. Non sono scusanti, ripeto, ma se a ciò si aggiungono anche le polemiche continue è davvero difficile risalire la classifica».







Delusione Fragiello, l’ultimo errore di Castori


Gregucci, l'ex tecnico granata, ora allenatore del Vicenza, prova a dare coraggio alla Salernitana. «E' dura la lotta per restare in B, ma la Salernitana ha le carte in regola per farcela. Castori è bravo, la squadra è allenata bene, nel primo tempo ha retto il confronto». Il campo però ha detto cose diverse e anche la classifica è adesso nuovamente ad alto rischio, i granata sono di nuovo quart'ultimi, scavalcati dal Cittadella che ha vinto con grande margine sul Modena. Stavolta però qualche rammarico in più c'è in casa granata: nel primo tempo la Salernitana ha retto e Fragiello si è divorato due palle gol. E poi ci sono le recriminazioni per due gol annullati (nel primo tempo ad Iunco e nel secondo a Di Napoli) e per un calcio di rigore non assegnato per un fallo di mani di Zanchi (ma nel primo tempo uno sopsetto lo aveva commesso anche Russo nell'area della Salernitana). E poi la Salernitana sotto di un gol è rimasta in dieci per l'esplsione di Cardinale. Un'ennesima delusione per i tifosi granata, oltre ducento in curva ospiti nonostante la giornata fredda e di pioggia. Ai gruppi del nord si uniscono quelli di Salerno, anche se nel corso della partita i tifosi in curva non si mantengono sempre fisicamente compatti e il tifo non procede sempre armonico. Il «Menti» si conferma stadio tabù, arriva l'ennesima sconfitta della storia granata. Il presidente Lombardi non c'è, la partita la guarda in tv: a Vicenza c'è il direttore Fabiani, gli altri rappresentanti della società sono il dirigente accompagnatore Gagliano e il team manager Avallone. La Salernitana è triste come il clima a Vicenza, pioggia initerrotta per ventiquattr'ore, il prato del «Menti» regge, ma è comunque pesante. Non basta neanche la scaramanzia, la Salernitana si schiera con una maglia color giallo ocra con bordature nere. A far festa è solo il Vicenza che torna al successo dopo due mesi, otto partite, l'ultima vittoria arrivò il 7 febbraio, giorno dell'ultimo exploit in trasferta della Salernitana, a Frosinone. Ed è far festa è soprattutto Sgrigna che festeggia le cento prsenze in biancorosso con un gol, anche se il pomeriggio gli viene parzialmente guastato dall'errore dal dischetto. La sorpresa è l'assenza dalla formazione base di Di Napoli, stavolta però, a differenza di Ancona, non è un giallo: già dalla mattinata infatti trapelano notizie sulle condizioni di Re Atù, vittima dell'influenza. L'attaccante, un ex insieme a Fatic, parte dalla panchina e entra in campo solo nella ripresa e con la Salernitana sotto di un gol. Il suo sostituto, Fragiello, all'esordio stagionale dal primo minuto sbaglia completamente partita e nel primo tempo si divora due palle gol. L'assenza forzata di Di Napoli, però, giustifica solo in parte gli errori di Castori che rispetto alla squadra schierata contro il Brescia cambia nuovamente l'assetto tattico, si riaffida al 4-3-3 e rimette nuovamente Ciaramitaro nella posizione di terzo centrocampista a siistra. E così l'ex palermitano, tolto dal suo ruolo preferito, in mezzo al campo alle spalle delle due punte, diventa nuovamente inutile alla causa perchè è costretto a snaturarsi in un lavoro sporco. La squadra è tornata in treno a Roma, da lì poi in pullman ha fatto ritorno in nottata a Salerno. Umore nero, non tanto per la prestazione, quanto per la sconfitta, l'ennesima in trasferta della stagione. Sabato nuova sfida salvezza all'Arechi con il Treviso: non ci sarà per squalifica Cardinale, ma dovrebbe rientrare Peccarisi.

domenica 29 marzo 2009

Vicenza-Salernitana 2-0


Ancora una sconfitta in trasferta per la Salernitana che perde 2 a 0 a Vicenza con gol nella ripresa di Sgrigna e Forestieri. La squadra di Castori torna in crisi dopo l’incoraggiante vittoria ai danni del Brescia ed ora contro il Treviso, sabato prossimo, è attesa dall’ennesimo spareggio da non fallire.

Eppure la Salernitana, senza Di Napoli febbricitante non aveva demeritato, anzi. Con Fragiello in campo dal primo minuto, al posto del bomber di Rozzano le migliori opportunità erano capitate sui piedi dei granata. Prima Fragiello e poi Iunco (gol annullato per fuorigioco) avevano spaventato il Vicenza incapace di superare con convinzione la metà campo.

Su un campo ridotto ad una risaia era stata la squadra granata a fare la partita ed a tenere il pallino del gioco. Nella ripresa, invece, complice una indecisione a centrocampo di Pestrin su punizione a favore dei granata è arrivata la rete di Sgrigna in contropiede che ha approfittato anche di una incertezza di Berni.

Il portiere granata si riscatta parando un tiro dal dischetto proprio di Sgrigna (costato l’espulsione a Cardinale per salvataggio sulla linea con una mano) ma conferma dei limiti nelle uscite. Il gol di Forestieri chiude i conti al termine di una azione avviata proprio da una respinta con un pugno di Berni.

Nel finale c’è spazio anche per Merino ma il peruviano ha poco tempo per mettersi in mostra.

venerdì 27 marzo 2009

Il Club Bellizzi Granata compie un anno


Sembra ieri quando in una piovosa giornata di marzo di un anno fa, si decise di iniziare quell'avventura che ad oggi ci unisce e ci fa crescere nell'amore per una squadra che porta il nome della Salernitana.
In quell'occasione ci venne a trovare per l'inaugurazione il Presidente Lombardi, che ci fece dono di una maglia di Di Napoli, ed è stato anche l'anno dellapromozione in serie B.
Quest'anno, gli obiettivi sono diversi, ma l'amore è sempre lo stesso, anzi è cresciuto. La famiglia del Club è aumentata e siamo molti di più a tifare granata. Un saluto, ed un ringraziamento lo voglio rivolgere anche al CCSC ed in particolare al presidente Santoro, che ci ha accolto nella famiglia dei grandi Club con affetto e simpatia e della Quale oggi siamo uno dei club più in vista della provincia, ed a tutti i club granata d'Italia che hanno stretto con noi una fraterna amicizia, in particolare a Luigi de Sio di Torino e Eugenio Mautone di Modena, insieme all'amico Coppola di Milano.
Grazie di cuore a tutti e speriamo di continuare così seguendo la nostra Salernitana e soprattutto gustandoci quei successi che lei ci vorrà donare nel corso della sua storia.
In ogni caso noi saremo sempre vicino a lei, nella gioia e nel dolore, fino alla fine....
FORZA SALERNITANA
Rocco Calenda
Pres. Club Bellizzi Granata

Fatic, il padrone della fascia sinistra


Oggi in Croazia, domenica a Vicenza. Una settimana importante per Ivan Fatic, un dubbio per Castori. Il difensore montenegrino scenderà in campo nel pomeriggio con la nazionale under 21 per affrontare i pari età della Croazia nella gara amichevole che si disputerà oggi a Varazdin. Subito dopo, il mancino della Salernitana sarà di nuovo in viaggio per raggiungere i compagni nel ritiro di Vicenza. Le ultime incoraggianti prestazioni con la maglia granata gli sono valse la chiamata della nazionale del Montenegro. Per Fatic, ex Vicenza, ma di proprietà dell'Inter, si tratta di un motivo di grande orgoglio. Per il trainer granata, invece, è un bel rompicapo. Già, perché toccherà a Castori decidere se il cursore di fascia sinistra possa essere in condizioni di giocare una gara importantissima in chiave salvezza a sole 48 ore dall'impegno con la rappresentativa montenegrina. Molto, naturalmente, dipenderà dall'impiego che il commissario tecnico dell'under 21 farà di Fatic. In ogni caso Castori, prima di decidere, avrà a disposizione la seduta di rifinitura per valutare le condizioni psicofisiche del ragazzo. Da quattro partite titolare con la maglia granata, Fatic si è saputo guadagnare la fiducia del tecnico a suon di prestazioni più che soddisfacenti. A tal punto da essere riuscito a scalzare la concorrenza di Giovanni Marchese che pure era partito titolare all'inizio della stagione. L'esplosione del difensore nato a Pljevla 21 anni or sono, però, ha costretto Marchese in panchina. Le sue galoppate sulla fascia sinistra, la facilità di conquistare il fondo, gli assist ed anche un tiro potentissimo lo hanno proiettato alla ribalta locale e nazionale. Del resto, Fatic aveva già impressionato gli addetti ai lavori a inizio campionato proprio con il Vicenza che sarà il prossimo avversario dei granata. È stato il presidente Antonio Lombardi in prima persona a volerlo a tutti i costi a Salerno. È stato il numero uno granata a portare avanti personalmente la trattativa nel mercato di gennaio. Eppure il ragazzo di proprietà dell'Inter ha dovuto sudare più del dovuto per conquistarsi un posto nell'undici base. A vederlo in campo con i granata si fa fatica a capire perché ci abbia messo così tanto per guadagnare un posto da titolare fisso. Adesso, però, il problema è diametralmente opposto. Castori farebbe carte false per schierarlo dal primo minuto. Lo stesso dicasi per il giocatore che, domenica, si ritrova di fronte i suoi ex compagni di squadra di appena due mesi fa. C'è da giurare che Fatic ci tenga particolarmente a questa gara. Una delle ipotesi, comunque, è che il montenegrino parta dalla panchina per entrare a partita in corso. In tal caso, al suo posto, Castori rispolvera Giovanni Marchese sulla fascia sinistra. Per il resto, il pacchetto arretrato non dovrebbe subire ulteriori variazioni con il sempreverde Salvatore Russo sulla destra, Kyriazis e Cardinale al centro. E' chiaro che la presenza di Marchese al posto di Fatic cambia un tantino gli equilibri della squadra. Fatic, infatti, è un giocatore di spinta, capace di dare man forte (sulla stessa corsia) all'esterno alto della Salernitana. Non a caso, le prestazioni di Scarpa sono notevolmente migliorate negli ultimi tempi grazie anche alla presenza in campo di Fatic. Con Marchese dal primo minuto, invece, la Salernitana perde un tantino in fase propositiva, ma è molto ben coperta in difesa. Staremo a vedere.

giovedì 26 marzo 2009

Il Vicenza va in ritiro Bjelanovic in recupero


L’importanza della gara di domenica prossima ha indotto la dirigenza del Vicenza ad anticipare il ritiro pre-partita che comincerà oggi e proseguirà fino al giorno della partita in programma al Menti contro la Salernitana. La squadra si allenerà come sempre nel centro tecnico di Isola Vicentina ma resterà in ritiro nelle vicinanza dell'impianto. La decisione di mandare la squadra in ritiro anticipato è stata spiegata dal direttore generale Cristallini: «Si è deciso di mandare la squadra in ritiro per preparare al meglio una partita molto importante. È un modo, insomma, affinché lo staff al completo e la squadra possano stare assieme nei giorni che precedono questo impegno». Il Vicenza, che non vince da un mese e mezzo, oggi pomeriggio sosterrà alle 16 un test amichevole di allenamento contro l'A.C. Nove. Buone notizie per Sasa Bjelanovic che lunedì scorso si è operato per ridurre la frattura del setto nasale rimediata nel finale di gara contro il Modena. L'attaccante ieri era già al lavoro anche se ha svolto allenamento differenziato. L'ariete croato farà di tutto per esserci e, al massimo, potrà anche giocare con la solita mascherina protettiva. Nei prossimi giorni sarà valutata più attentamente la sua situazione da parte dello staff medico. Sono tornati a disposizione anche Brivio e Frison, impegnati in un raduno di selezione della Nazionale Under 21 di B. I due calciatori hanno partecipato alla doppia seduta di ieri alla quale mancavano ancora gli infortunati Bernardini e Di Cesare. Gregucci insisterà con il modulo 4-3-1-2 con Serafini alle spalle del duo Bjelanovic e Sgrigna anche se il rientrante Botta scalpita per un posto da titolare dopo essere stato fermo per infortunio. Il suo rientro nella gara con il Modena è stato incoraggiante, nonostante il suo impiego non abbia contribuito a rendere la sconfitta meno pesante. Se Bjelanovic non dovesse farcela è già pronto l'argentino Forestieri. In alternativa c'è sempre l'eterno Margiotta. Intanto, la società veneta ha annunciato una importante iniziativa per riempire lo stadio Menti anche nelle prossime gare. Chi acquisterà il biglietto per la gara di domenica contro la Salernitana potrà avere uno sconto del cinquanta per cento sul costo del biglietto della gara del 10 aprile contro la Triestina.

Berni torna numero uno respinte tutte le critiche


Agli interventi difficili e decisivi un portiere è abituato ma anche una parata a risultato già acquisito può avere una notevole importanza. Può servire a cancellare un periodo non all'altezza della situazione ed a respingere al mittente qualche critica di troppo. Basterebbe chiederlo a Tommaso Berni. Lunedì sera il portiere della Salernitana, criticato per qualche prestazione non esaltante, ha festeggiato con un urlo liberatorio la sua bella prodezza sul calcio di rigore di Caracciolo deviato in angolo. Probabilmente in quell'urlo era nascosto tutto il disagio e la delusione che il 26enne atleta ha tenuto dentro nelle ultime settimane. Ora la vittoria nel difficile posticipo con il Brescia, conquistata grazie anche alla sua positiva prova, potrebbe garantire all'estremo difensore granata rinnovate motivazioni per affrontare con il piglio giusto il finale di campionato. Dopo il tonfo di Ancona, infatti, anche Berni era finito nel mirino della critica. Così quel penalty neutralizzato potrebbe rappresentare uno spartiacque nella sua breve esperienza in granata. Dall'esordio di Frosinone, dove il portiere era stato decisivo ed aveva garantito sicurezza al reparto, fino alla sfida di Ancona le prestazioni di Berni non sono state costantemente positive. Anzi in alcune partite, le ultime, le sue tardive uscite e qualche gol di troppo subito erano diventati argomento di discussione fino a sancire una vera e propria bocciatura per il portiere granata con molti tifosi pronti ad ipotizzare un ritorno tra i titolari di Pinna, il portiere della promozione in B e nella prima parte dell'attuale stagione finito in panchina dopo l'arrivo di Berni. Lunedì sera le pressioni sul portiere granata erano tutt'altro che trascurabili, ma il calciatore fiorentino ha risposto con una prova impeccabile culminata anche con la bella parata sul rigore di Caracciolo. Dalla prossima partita di Vicenza anche per lui comincerà una nuovo campionato in cui Berni proverà a dimostrare una volta per tutte le sue indiscutibili qualità tecniche. Lo scorso gennaio la Salernitana lo ha ingaggiato dalla Lazio dove aveva collezionato poche apparizioni. Berni ha lasciato la serie A per rimettersi in discussione accettando la proposta del club granata pronto a scommettere sulle sue doti.

Salernitana, sei scontri diretti per la B


Si comincia domenica a Vicenza. Il primo di sei scontri diretti, partite che saranno decisive nella lotta per la salvezza. La permanenza in serie B passa attraverso queste sfide incrociate, partite nelle quali il risultato vale doppio. E la Salernitana delle dieci sfide ancora da giocare fino al termine del campionato ne avrà ben sei contro formazioni che lottano per lo stesso obiettivo. A Vicenza, quindi, i granata andranno per confermare l’ottima prestazione fornita contro il Brescia, la migliore in assoluto della stagione, e per ottenere un risultato positivo dal primo scontro diretto in programma in questa lunga volata salvezza. La Salernitana domenica pomeriggio seguirà da vicino anche quello che succederà tra Cittadella e Modena, altre due dirette rivali che si trovano più giù in classifica. Salernitana impegnata in due scontri diretti anche nei prossimi due turni di campionato: sabato 4 aprile c’è il Treviso all’Arechi e poi il venerdì di Pasqua c’è la trasferta a Rimini (nello stesso turno si affronteranno Frosinone-Modena). Appare chiaro quindi che nelle prossime tre partite si giocherà buona parte del futuro dei granata, anche perchè gli scontri diretti successivi sono tutti fissati nelle ultime giornate di campionato e cioè quando i giochi potrebbero essere virtualmente già conclusi. La Salernitana ha in programma il derby con l’Avellino all’Arechi alla quart’ultima giornata, la sfida di Ascoli alla terz’ultima e la trasferta a Mantova all’ultima giornata. In tutto saranno venticinque gli scontri diretti. La Salernitana è quella che ne ha di più (sei), seguono il Modena, l’Ascoli, il Vicenza, l’Avellino, il Rimini e il Treviso a cinque; il Mantova ne ha quattro, come il Frosinone e il Cittadella. Comincia, quindi, in queste ultime dieci partite un campionato nel campionato, fin qui la Salernitana è andata a corrente alternata negli diretti: si trova in vantaggio con due rivali (due vittorie su due con il Modena e con il Frosinone), bilancio in parità con il Piacenza (vittoria dei granata 1-0 a Piacenza, e successo degli uomini di Pioli con lo stesso punteggio all’Arechi), negativo con l’Ancona (vittoria casalinga 2-1 e sconfitta esterna 1-3), il Cittadella (pareggio esterno 0-0 e sconfitta all’Arechi). Si parte in sostanziale vantaggio su Treviso e Avellino dopo i pareggi esterni (2-2 e 1-1) e con il Mantova dopo la vittoria all’Arechi (2-1). Si parte invece in svantaggio con Rimini e Ascoli capaci di vincere a Salerno e con il Vicenza, avversario di domenica al «Menti» che fu capace di strappare un punto, meritatamente all’Arechi. Contro il Vicenza dell’ex Gregucci, quindi, parte il minicampionato, sarà la prima delle dieci finali per assicurarsi la permanenza in serie B. C’è da confermare la prestazione fornita contro il Brescia, ci sono da confermare i progressi mostrati nell’ultima partita di campionato. La Salernitana contro una delle grandi della serie B ha ritrovato gioco e morale, c’è da verificare se riuscirà a ripetere la stessa prestazione contro una delle dirette concorrenti.

mercoledì 25 marzo 2009

Gregucci: «Salerno sempre nel cuore»


Dici Gregucci e pensi alla Salernitana. Un rapporto che anche dopo il 2005 è sempre continuato anche se quella Salernitana che fu allenata dal tecnico pugliese è stata l'ultima prima del fallimento. Gregucci passerà alla storia per essere stato l'ultimo tecnico della Salernitana Sport S.p.A ma anche uno dei tecnici più amati e più apprezzati dalla tifoseria granata che in occasione della partita di andata tra Salernitana e Vicenza gli tributò una sorta di standing ovation alla quale Gregucci rispose con il suo solito fare genuino, con le braccia levate al cielo e con un pizzico di commozione che non riuscì a nascondere anche nel dopo partita. Gregucci prese una squadra confusa sebbene costruita con giocatori di grande qualità tra i quali spiccava la classe di Davide Bombardini, il talento di Raffaele Palladino, quello di un giovanissimo Cristian Molinaro e poi Lanzaro, Polenghi, Schiavi, tutti calciatori che adesso giocano in serie A. Arrivò al posto di Aldo Ammazzalorso e subito capì che quella Salernitana avrebbe dovuto acquisire la sua mentalità, quella di un guerriero perché: «nel calcio non si inventa niente. Solo Maradona risolveva le partite da solo». Avrà ancora negli occhi quel pomeriggio del quattro giugno del 2005 quando prima Palladino e poi Igor Zaniolo sancirono una vittoria che significò la salvezza sul campo della squadra, vanificata poi dall'esclusione voluta per motivi economici Ora però il presente è Vicenza, squadra che ha cominciato benissimo il campionato ma che ora deve guardarsi le spalle, considerato che la vittoria manca dallo scorso sette di febbraio quando i biancorossi riuscirono a battere il Mantova per una rete a zero. In otto partite soltanto quattro punti ha racimolato la squadra di Gregucci che domenica al Menti troverà una Salernitana rinfrancata dalla netta vittoria di lunedì sera contro il Brescia di Sonetti. Gregucci dovrà valutare le condizioni di Bjelanovic che si è operato al setto nasale e che difficilmente sarà in campo anche se l'ipotesi mascherina al volto non è da escludere. Qualche settimana fa però Gregucci analizzò la situazione della Salernitana e la sua profezia sembra aver trovato conferma: «Da situazioni difficili si esce con grande umiltà e compattezza e poi Castori sa come ricavare il meglio dai suoi giocatori. Bisogna fidarsi di lui». Si ritroverà di fronte anche Ivan Fatic, un giocatore che nella gara di andata strabiliò il presidente Lombardi che lo ha voluto a tutti i costi. Anche su questo giocatore Gregucci si sentì di scommettere: «Ivan ha dentro la cultura del lavoro. Ha un futuro importante e non deve lasciarsi scappare questa possibilità. Dipende solo da lui. Io gli voglio molto bene e Salerno può aiutarlo a crescere».

Il gol di Iunco nella galleria dei capolavori


Il gol di Iunco entra di diritto nella galleria dei capolavori. Rete di tacco, bellissima, rete che sta diventando sepcialità della casa Salernitana dopo il gol realizzato più o meno allo stesso modo da Fava. Diversa però è la distanza dalla porta e diverse sono le modalità dell’esecuzione: Iunco contro il Brescia è stato bravo a coordinarsi da due passi sul cross basso di Scarpa, Fava invece riuscì a catturare il pallone a mezz’altezza e a beffare il difensore che lo marcava, Diagouraga. Iunco quindi entra nella galleria dei campioni. Il colpo di tacco, una giocata che rese famoso l’algerino Madjer che segnò in questo modo un gol nella finale di coppa dei Campioni del 1987 con il Porto contro il Bayern Monaco: una prodezza ricordata ancora come il tacco di Allah (il Porto rimontò e vinse 2-1). Un gol di tacco in una finale di coppa dei Campioni lo realizzò anche Del Piero, ininfluente, con la Juventus contro il Borussia Dortmund (vinsero i tedechi 3-1). Alex ha segnato così anche nel campionato 2004-2005 contro il Siena, suo il terzo gol su assist di Zalayeta. Reti di tacco, reti storiche. Parli di colpi di tacco e il primo che ti viene in mente è lo svedese Zlatan Ibrahomovic, fa parte del suo dna: controlla, fa i passaggi e segna con il tacco. Quest’anno è stato suo uno dei gol più belli in serie A: ha sbloccato così il risultato contro il Bologna su cross di Adriano. Storica una sua rete segnata con la Svezia contro l’Italia di Trapattoni agli europei 2004, fu il gol del pari (1-1) al novantesimo, rete che di fato estromise gli azzurri dalla manifestazione per il «pari marmellata» nel turno successivo tra Svezia-Danimarca (2-2). In Italia il gol storico di tacco resta quello di Roberto Mancini (allenatore sotto contratto con l’Inter) realizzato con la maglia della Lazio al Tardini di Parma: un gol bellissimo da calcio d’angolo che avviò la rimonta dei biancazzurri. Lazio che qualche anno più tardi fu punita con un gol simile dalla Roma di Capello in un derby sentitissimo: la prodezza fu del brasiliano Amantino Mancini che girò sul secondo palo con un tacco al volo una punizione di Totti. Gianfranco Zola fece impazzire i tifosi inglesi del West Hame con un gol di tacco in Premier League, un’altra rete simile la realizzò l’olandese Van der Vaart con la maglia dell’Ajax, tutti e due i gol sono inseriti su You Tube nei gol più belli della storia. C’è anche una rete di Filippo Maniero con il Venezia in serie B. E ora nella galleria dei gol di tacco più belli entrano di diritto le due «perle» degli attaccanti della Salernitana Dino Fava e Antimo Iunco, a distanza di qualche settimana, due reti che hanno consentito alla Salernitana di superare Modena e Brescia.

martedì 24 marzo 2009

Salernitana-Brescia 3-0

Ivan Fatic in Nazionale

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Ivan Fatic è stato convocato dalla Nazionale Under 21 del Montenegro per la gara amichevole da disputare venerdì a Varazdin contro la Croazia. Il calciatore in giornata raggiungerà Pmartedì 24 marzo 2009 odgorica. Fatic sarà nuovamente a disposizione di mister Castori il giorno 28 marzo.

Scarpa determinante Iunco, gara da antologia



BERNI 6,5: nel primo tempo si distende su un tiro dalla distanza di Okaka. Per il resto fa quasi da spettatore fino a quando non devia in angolo il tiro dal dischetto di Caracciolo. In ripresa RUSSO 6: sia su Okaka sia su Possanzini rimedia con l'esperienza. Spinge molto e dà una mano in fase offensiva KYRIAZIS 6: con Possanzini ingaggia subito un duello e alla fine è il bresciano a dover girare alla larga o cambiare zona. Peccato per il giallo CARDINALE 6,5: va in aiuto dei compagni di reparto e se la cava bene, sempre puntuale nelle chiusure. È lui ad avviare la manovra, cerca anche la conclusione in area avversaria. Più gioca e meglio è per lui FATIC 6,5: il montenegrino sembra prendere sempre più coraggio. Sulla fascia spinge e raddoppia. Tenta anche la conclusione ma non è fortunato. Sta migliorando con il trascorrere delle partite SOLIGO 7,5: copre e aiuta Pestrin nell'impostazione del gioco. Un suo recupero in fase difensiva, impedisce a Possanzini di lanciare a rete Okaka smarcato quando si era ancora sullo zero a zero. A lui va la palma di migliore in campo. È costretto a uscire prima perchè stremato (37'st Tricarico s.v.) PESTRIN 7: è il faro della manovra granata. Verticalizza e apre sulle fasce in modo impeccabile. Anche in copertura è sempre attento anche se preferisce guardare a distanza i dirimpettai. Con l'aiuto di Soligo, ingabbia i centrocampisti avversari SCARPA 7: nel primo tempo appare sotto tono. Inizia a destra ma è come al solito fumoso. La stessa cosa quando Castori decide di spostarlo sul versante opposto. Esce alla distanza quando, nella ripresa, finalmente cerca l'uno contro uno. Diventa determinante prima confezionando l'assist per il raddoppio di Iunco e poi per il fallo che subisce e che viene punito con il rigore che chiude la partita (43'st Ledesma s.v.) CIARAMITARO 7: ma ci vuole tanto a capire che i giocatori vanno utilizzati nel loro ruolo naturale? Gioca centrale nel tridente di rifinitori alle spalle di Di Napoli. Distribuisce assist e verticalizza. Svolge, in pratica, compiti di regista avanzato. È lui a sbloccare la partita con un tiro potente e preciso IUNCO 7,5: comincia lungo la fascia di sinistra. È in giornata e si vede subito. D'antologia il tacco che regala il raddoppio ai granata (22'st Marchese 6: dà una mano in fase di contenimento) DI NAPOLI 6,5: una sua giocata a fine primo tempo meriterebbe il gol, invece trova la parte superiore della traversa. Ci mette tanta grinta e tiene impegnato da solo due difensori. È bravo nel blocco che impedisce a Zoboli e Zambelli di chiudere su Ciaramitaro nell'azione del gol. Freddezza nel trasformare il rigore che manda a casa i bresciani

Salernitana, finalmente spettacolo e gol


La Salernitana gioca la partita perfetta e manda a casa il Brescia dopo avergli rifilato tre schiaffoni. Ci mette il suo anche la formazione lombarda (Caracciolo ha fallito anche un calcio di rigore ma si era già sul 3-0 per i granata) che gioca forse una delle peggiori prestazioni della stagione. Ma il dato importante, almeno per i campani, è la grinta messa in mostra e il modo in cui tutta la squadra ha interpretato la partita. Vittoria si chiedeva alla formazione di Castori, e vittoria è stata, quindi. Con i tre punti ottenuti, i granata non solo riportano a quattro le lunghezze di vantaggio sul Modena terzultimo ma scavalcano il Cittadella riportandosi a un punto da Frosinone e Mantova. Castori ha gli uomini contati per cui non può lasciarsi andare a sorprese. Rimane in tribuna Coppola ma, solo, per guai fisici mentre c'è la conferma di Fatic a laterale mancino. Cambia, però, il modulo, si torna a quello preferito dal tecnico marchigiano, il 4-2-3-1. Soligo e Pestrin fanno i mediani davanti alla difesa con l'ex del Messina che ha i compiti anche di dettare tempi e ritmi. I due granata alzano una diga a metà campo, imbrigliando Baronio e limitando anche l'agonismo di Vass e Tognozzi. Di Napoli fa l'unica punta con un tridente di rifinitori alle spalle che ha in Ciaramitaro il regista avanzato. Ed è tutta un'altra cosa, rispetto alle ultime deludenti esibizioni dei granata. Ciaramitaro ha compiti limitati di copertura per cui può dedicarsi maggiormente al lavoro di suggeritore. Il Brescia, sulla carta, fa paura con il suo tridente offensivo (con Okaka e Caracciolo c'è anche Possanzini al rientro grazie alla sospensione della squalifica) che dovrebbe essere innescato dai suggerimenti di Baronio, ingabbiato, però, tra Soligo e Pestrin. La Salernitana dimostra subito le proprie intenzioni. In quattro minuti confeziona due azioni pericolose: la prima vede Viviano mettersi in mostra deviando il tiro di Di Napoli; nell'altra ci sarebbero gli estremi per la concessione del calcio di rigore (trattenuta di Zambelli su Ganci) ma Dondarini non è dello stesso parere. Berni, il portierone granata, fa la comparsa nel primo tempo. Deve intervenire una sola volta, quando è costretto a distendersi per deviare un tiro dalla distanza di Baronio. Per il resto il Brescia fa solo tanto movimento in avanti con le tre punte che scambiano sovente posizione ma che non trovano i varchi giusti per rendersi pericolosi. I primi 45 minuti si chiudono con una grande giocata di Di Napoli: il sinistro a rientrare del bomber granata scheggia la parte superiore della traversa. Sonetti, nella ripresa, toglie Okaka e inserisce il più vivace Nassi. Ma la Salernitana ha tanta rabbia in corpo. Pestrin (2') interrompe a metà campo un'azione avversaria e allarga subito per Iunco. Pallone al centro dell'area biancoazzurra, rimpallo e destro potente di Ciaramitaro che manda il pallone sotto la traversa. La reazione del Brescia è timida, la Salernitana, trascinata dal proprio pubblico, vuole chiudere la partita. Scarpa si fa largo sulla destra (18'), evita l'intervento di Martinez e manda in area; sul pallone si avventa Iunco che di tacco beffa Viviano. C'è il tempo per Di Napoli di trovare, dal dischetto (fallo di Martinez su Scarpa) la terza realizzazione consecutiva mentre Berni impedisce a Caracciolo il gol della bandiera deviando il rigore. Vittoria meritata e preziosa per la Salernitana. Peccato che si rovini tutto nel dopogara con un silenzio stampa ingiustificato e incomprensibile. Forse tecnico e giocatori non hanno letto la classifica che vede la Salernitana ancora vergognosamente in zona play out.

sabato 21 marzo 2009

Appello ai tifosi della Salernitana


Dopo aver assistito agli incontri di calcio odierni, mi sono reso conto della difficoltà che lunedì sera incontreremo contro il Brescia nel posticipo di campionato.

Oramai tutte le squadre che gravitano intorno a noi stanno lottando con i denti per cercare di venire fuori dalla zona che scotta (vedi Modena), e sinceramente la partita di lunedì mi incute un certo timore.

Però nonostante tutto, noi siamo tifosi è il nostro compito è quello di TIFARE in tutti sensi, affinché la nostra squadra possa raggiungere quel risultato minimo che la città ed i suoi tifosi meritano, e cioè la SALVEZZA.

Per far questo dobbiamo mettere da parte (per ora), tutte quelle polemiche e contestazioni che, se pur giuste, fanno perdere di vista l’obiettivo. Il nostro compito, dicevo, è quello di tifare in ogni caso e in ogni senso, affinché noi risultiamo il dodicesimo uomo in campo. Ogni partita dovrà essere una finale di play-out, da dentro o fuori, e dovremo cercare di caricare i nostri giocatori, per portarli , se possibile alla vittoria.

Nulla è ancora perduto, ce la possiamo ancora fare, ma occorre la collaborazione di tutti noi, pertanto vorrei invitare tutti i tifosi ad accorrere in massa lunedì sera all’Arechi ad incitare i granata, affinché, parta da lì la riscossa granata, verso quella posizione tranquilla che tutti auspichiamo e ci auguriamo.

FORZA SALERNITANA
Rocco Calenda

Pres. Club Bellizzi Granata


Salernitana, dura contestazione al «Volpe»

Covava sotto la cenere ed è arrivata ieri pomeriggio la prima, vera contestazione dell’era Lombardi. Il teatro è stato il campo Volpe sede dell’allenamento della Salernitana, reduce dalla sconfitta di Ancona, che sta cercando di preparare la sfida di lunedì sera contro il Brescia. Erano circa duecento i tifosi che hanno atteso la squadra alla ripresa della preparazione per manifestare tutto il disappunto verso il campionato finora condotto da Di Napoli e compagni. Da tempo non si vedeva tanta gente agli allenamenti, ieri il popolo granata ha inteso mettere in chiaro tutto il proprio malcontento, soprattutto nei confronti dell’allenatore Fabrizio Castori, lasciato solo al suo destino. E sì, perché ieri a rappresentare la società c’erano soltanto Cosimo D’Angelo, responsabile del settore giovanile, e Genny Gagliano. Nessuna traccia di Fabiani e di Lombardi. È stata una seduta blanda svolta in gran parte sulla parte destra del campo, quella non occupata dai tifosi. Una seduta anche abbastanza breve, durata un'oretta o poco più. All'ingresso della squadra sono volati i primi cori, ma tutti verso il trainer Castori, invitato a gran voce a rassegnare le dimissioni dopo la sconfitta di Ancona, una gara che, a detta di molti, la Salernitana avrebbe potuto anche vincere se non ci fossero stati errori marchiani di valutazione. Espressioni colorite e anche folkloristiche hanno fatto da contorno all'allenamento, con Castori apparso abbastanza infastidito, anche se si sforzava di impartire indicazioni ai suoi giocatori. Lo sguardo spesso giungeva verso la gente arrampicata sulle recinzione ma poi testa bassa a continuare, non senza preoccupazione, il suo lavoro. Piano piano sono arrivati anche rappresentanti dei gruppi ultras che hanno fatto vari capannelli per concordare una linea di condotta da qui alla fine del torneo ma manche per continuare a manifestare tutte le proprie perplessità. I giocatori non sono stati affatto risparmiati perché, nel momento in cui il gruppo ha cominciato a svolgere i primi esercizi atletici, è partito il coro: «Vergognatevi!» e «andate a lavorare!» scandito a gran voce. Come era logico immaginare, c'è stata anche una coda, perché dopo l’allenamento una cinquantina di tifosi hanno chiesto di incontrare la squadra e sono stati accontentati. Davanti agli spogliatoi anche i ragazzi della ”Nuova Guardia” che hanno parlato con diversi giocatori. Non c’è stato il colloquio con Fabrizio Castori che ha abbandonato subito il campo a bordo della sua Mercedes. Ad un tifoso che lo invitata a dare le dimissioni avrebbe risposto: «Sto andando in sede..». Luca Fusco si è intrattenuto davanti al cancello d’ingresso, ma il confronto più serrato è stato quello con Arturo Di Napoli. Il bomber granata ha avuto un piccolo alterco con un giovane tifoso che lo ha esortato a sudare sempre la maglietta. E poi Ciaramitaro, Coppola e Pestrin che si sono fermati a parlare. Tutti hanno assicurato massimo impegno e voglia di conservare la categoria. C'è stato però un vincitore nel grigiore generale: si tratta del peruviano Merino, invocato a gran voce da tutti i tifosi che lo vorrebbero in campo lunedì sera. Sabato pomeriggio gli ultras torneranno a far visita alla squadra per invitarli a dare il massimo. Intanto questa mattina la squadra si allenerà al Volpe. A porte chiuse.

mercoledì 18 marzo 2009

Castori difende le sue scelte «Di Napoli era affaticato»


Fabrizio Castori difende le sue scelte, nonostante la pesante sconfitta subita al Del Conero di Ancona. La prima domanda è quella sull'esclusione di Arturo Di Napoli dal primo minuto. «Era affaticato - risponde il tecnico - Aveva ancora un po' di stanchezza dalla partita di sabato scorso ed ho preferito fargli fare un tempo in meno. Tutta la partita rischiava proprio di non poterla fare. Avevo già Fusco a mezzo servizio e volevo evitare di giocarmi due cambi nel primo tempo». Il trainer granata non intende attribuire lo stop patito in terra dorica con l'assenza di Re Artù, ma punta l'indice su altre lacune. «La panchina di Di Napoli non c'entra niente con la sconfitta - sbotta il tecnico - Difendo fermamente le mie scelte perché le reputo logiche. Non potevo schierare la migliore formazione per vari acciacchi fisici. Abbiamo preso tre gol su palle inattive e fallito tantissimo sotto porta. Perché? Evidentemente abbiamo dei limiti». Il trainer granata guarda avanti. «Adesso dobbiamo stringere i denti e sperare che anche la condizione fisica di alcuni giocatori ci venga incontro. La classifica è questa, ma noi ci dobbiamo credere. Bisogna continuare a crederci, non possiamo fare altro». Un ultimo commento lo riserva allo stop di capitan Fusco. «L'utilizzo di Luca era un rischio: il capitano ha accusato un risentimento muscolare ed è questa la cosa che mi preoccupa più di tutto. Speriamo non sia nulla di gravissimo». Poco dopo Di Napoli, davanti alle telecamere televisive, ha replicato: «No, non ero affaticato». Anche l'attaccante Massimo Ganci è entrato a partita in corso. Anche lui ha sfiorato il gol del pari. «Ho visto il velo di Arturo - racconta - la palla mi arrivava incontro ed ho colpito fin troppo bene la palla che è finita sulla traversa. Mi dispiace perché eravamo sul due a uno ed avremmo potuto riaprire la partita». Ganci parla anche delle disattenzioni difensive. «E' vero purtroppo andiamo in apprensione sempre su questi benedetti calci piazzati. Non è la prima volta che ci capita, ci siamo caduti anche in altre partite. Diciamo sempre di stare attenti prima di entrare in campo e poi non lo facciamo mai. La colpa, comunque, è di tutti». Ganci non si dà pace. «Dispiace perché se regali occasioni e divori gol davanti alla porta tutto diventa più difficile». CAVALLUCCIO. Il presidente della Salernitana, Antonio Lombardi ha dato seguito alla sua promessa di incontrare ancora una volta Iannicelli, Giudice delegato al fallimento, per affrontare la questione ippocampo. Insieme al suo avvocato, Roberto Malinconico, il massimo dirigente ha incontrato ieri mattina il Giudice e il curatore Tommaso Nigro. L'incontro è servito per sondare anche la disponibilità ad intraprendere una trattativa privata per giungere ad un epilogo positivo della questione. Sia Nigro che Iannicelli hanno fatto capire a Lombardi che difficilmente si potrà andare al di sotto dei 350 mila euro.

La Salernitana sprofonda di nuovo


E ora diventa tutto maledettamente difficile. La Salernitana prende tre schiaffoni in pieno viso al Del Conero e con i risultati registrati sugli altri campi, la strada della salvezza diventa difficilissima. L'Ancona, con questa vittoria, si mette in una posizione sicura, il Frosinone con i tre punti conquistati in casa sull'Avellino si distacca e il Cittadella, pari con l'Ascoli, si avvantaggia di un punto. Meno male che c'è il Mantova di Mario Somma ancora a portata di mano e che consente alla Salernitana di sperare almeno in uno spareggio-salvezza. Incomprensibile, la decisione di Castori di tenere in panchina per un tempo, Arturo Di Napoli, inserito solo nella ripresa (10') quando l'Ancona era andato già in vantaggio con il gol di Olivieri (3') e un minuto prima che i dorici raddoppiassero con Turati (11'). Due azioni identiche, scaturite da calci d'angolo, in entrambe le occasioni battuti da Miramontes, e sui quali la difesa granata è rimasta a guardare con Berni non esente da responsabilità per aver preferito rimanere tra i pali. E, ironia della sorte, è stato proprio Re Artù a riportare in partita la Salernitana trasformando (18') una punizione magistrale che si era conquistata subendo fallo al limite dell'area: tocco di sinistro, pallone che supera la barriera e s'insacca nell'angolino alla sinistra di Da Costa dopo aver battuto sotto la traversa. Non solo, la Salernitana, nonostante gli errori del tecnico, poteva addirittura recuperare completamente lo svantaggio ma lo stesso Di Napoli (34') presentatosi solo davanti a Da Costa, ha preferito piazzare il pallone non trovando, però, lo specchio della porta. E sei minuti dopo, un tiro di Ganci, favorito da un velo di Di Napoli, ha colpito in pieno la traversa. Perchè Castori ha lasciato inizialmente fuori il giocatore più rappresentativo della squadra? In mancanza di comunicazione ufficiale, bisogna dare fiducia alla voce che circolava prima della partita e che dava Re Artù influenzato. Ma a chi lo ha visto da vicino non appariva di certo in cattive condizioni, come ha poi dimostrato una volta che il tecnico granata ha deciso di mandarlo in campo. Senza Di Napoli, Castori ha schierato una Salernitana con una sola punta, Iunco, completamente abbandonata al proprio destino. Alle sue spalle, a turno, avrebbero dovuto agire o il solo Ciaramitaro nel ruolo di rifinitore oppure un tridente composto dallo stesso ex palermitano, Soligo e Scarpa. Quello che emerge in maniera più evidente, è una confusione tattica da parte dei granata. Ciaramitaro è marcato quasi a uomo da Camilucci e non trova spazi. Ma è soprattutto Scarpa la nota dolente. Il giocatore vesuviano non riesce nè a fare movimento lungo la fascia nè a coprirla abbandonando così Fatic al proprio destino in una zona dove imperversa l'argentino Miramontes. A centrocampo, Coppola è vittima della maggior verve di De Falco e non riesce a impostare la manovra mentre Tricarico si smazza per catturare palloni su palloni. L'unico ad apparire lucido è il solito instancabile Soligo. Castori perde subito anche capitan Fusco, vittima di infortunio dopo un'ottima chiusura su Mastronunzio. Difesa granata, quindi, ridisegnata con Russo che si piazza terzino destro e Kyriaizis che si sposta al centro della difesa, al fianco di Cardinale. Il primo tempo sembra una partita tra due squadre che hanno paura di perdere. Poi c'è il crollo granata con l'Ancona cinica e vincente. Ora per la Salernitana ci sarà il Brescia, lunedì prossimo all'Arechi. C'è da vedere la posizione di Castori. Anche ieri, ad Ancona, nell'albergo della Salernitana e sugli spalti dello stadio si è notata la presenza di Berrettini, ex tecnico delle giovanili azzurre.

martedì 17 marzo 2009

Di Napoli e Scarpa il tandem del gol e così l’attacco decolla


Ribattezzarli i gemelli del gol è prematuro ma Scarpa e Di Napoli sono sulla buona strada. Dopo tutto quando i due calciatori segnano insieme la Salernitana vince sempre. Era già accaduto con il Mantova a metà gennaio e la storia si è ripetuta sabato scorso. Portafortuna? Chissà. Di certo i due calciatori hanno interrotto il proprio lungo digiuno realizzativi nella stessa giornata. Al suo primo campionato di B Scarpa, quattro gol fin qui, si sta ritagliando un ruolo da protagonista. Con il Grosseto Castori lo ha utilizzato da esterno di centrocampo. "E' questo il ruolo a me più congeniale", ha ammesso il calciatore che, in comproprietà tra Salernitana e Paganese, in questo finale di stagione Scarpa proverà a diventare uno dei calciatori determinanti nella volata salvezza. E' lo stesso ruolo che dovrà ritagliarsi Arturo Di Napoli. Le nove reti messe a segno, quella di sabato giunta dopo 850' di campionato senza gol, non hanno garantito alla Salernitana una posizione di classifica tranquilla. Domani sera, tra l'altro, Di Napoli tornerà ad Ancona dove lo scorso anno andò puntualmente a segno in una delle partite determinanti nella volata promozione dei granata. In trasferta, tra l'altro, Di Napoli ha segnato l'ultima volta a Treviso, Diassette giornate fa. Ad Ancona re Artù dovrebbe giocare in coppia con Iunco (l'ultimo granata ad aver segnato in trasferta), mentre Scarpa potrebbe essere confermato sulla linea dei centrocampisti. Così i gemelli del gol proveranno a colpire ancora.

Ciaramitaro, il play maker con l’Ancona


Contro l'Ancona non ci sarà. Manolo Pestrin sarà costretto a saltare il turno infrasettimanale del campionato cadetto di martedì prossimo per squalifica. Il play maker della Salernitana ha rimediato il dodicesimo cartellino giallo nel vittorioso match con il Grosseto e sarà appiedato dal giudice sportivo. Si tratta della terza squalifica stagionale per Pestrin. Un'assenza pesante per Fabrizio Castori. Al "Del Conero", infatti, mancherà il faro del centrocampo granata. Uno dei migliori elementi della Salernitana in questa tormentata stagione agonistica. Non solo. La Salernitana sarà orfana del suo regista in una partita delicatissima che vale una buona fetta di permanenza in serie cadetta. Quello contro l'Ancona, infatti, è un vero e proprio scontro salvezza. I dorici sono a quota 35, la Salernitana insegue a stretto giro di ruota con due lunghezze di ritardo, al quart'ultimo posto in graduatoria. Inutile dire che il match in terra marchigiana sarà di quelli tosti, per gente di carattere. Proprio per questo l'assenza di Pestrin rischia di farsi sentire. Ma tant'è. Castori sembra quasi averci fatto l'abitudine. Soprattutto in trasferta. Era già capitato fare a meno del play maker (per squalifica) in quel di Bergamo, contro l'Albinoleffe, e nella fortunata trasferta di Frosinone. Martedì prossimo toccherà rimpiazzare il regista anche in terra dorica. Con ogni probabilità, Castori dovrebbe lanciare dal primo minuto Maurizio Ciaramitaro. Sarà lui a vestire i panni del regista in assenza di Pestrin. In quanto a carattere il palermitano, ex Chievo Verona, ne ha da vendere. Qualche perplessità, invece, permane sulla condizione fisica del centrocampista. Ciaramitaro, infatti, è reduce da circa 15 giorni di stop per infortunio e proprio sabato scorso ha ripreso confidenza con il terreno di gioco nell'ultima mezzora della ripresa con il Grosseto. Ciaramitaro agirà al fianco di Coppola, con Soligo sulla destra e Scarpa dalla parte opposta. In ogni caso, Castori non sembra avere molte alternative. L'unica potrebbe essere quella dell'impiego di Tricarico dal primo minuto. Un'ipotesi, comunque, abbastanza peregrina. Altra soluzione, invece, potrebbe essere quella dello spostamento di Soligo in cabina di regia, con il dirottamento di Ciaramitaro sulla destra. In tal caso si tratterebbe soltanto di un valzer di pedine che in passato non ha portato grossi benefici alla causa granata. Proprio nella trasferta di Frosinone, infatti, Ciaramitaro - impiegato inizialmente sulla corsia di destra con Soligo al centro - fu poi accentrato, disputando una gran partita e realizzando anche il gol del raddoppio nel finale. Staremo a vedere.

sabato 14 marzo 2009

Salernitana - Grosseto: 2-0


La Salernitana torna al successo dopo un lungo periodo di crisi. I gol nella ripresa portano la firma di Scarpa e Di Napoli nella riprese. Primo tempo terminato 0 a 0 con molto nervosismo tra le due squadre ed un accenno di rissa nei minuti finali.

Salernitana: Berni, Kyriazis, Fusco (38' st Russo), Cardinale, Fatic, Soligo, Pestrin, Coppola, Scarpa, Di Napoli (42' st Ledesma), Ganci (19' st Ciaramitaro). All.: Castori

Grosseto (3-4-1-2): Polito, Csizmadia, Stendardo, Federici, Vitiello, Consonni, Valeri (23' st Bonanni), Mora, Capone (9' st Lazzari), Pellicori (31' st Pichlmann), Sansovini. All.: Rossi. Arbitro: Tommasi di Bassano del Grappa. Reti: 6' st Scarpa, 35' st Di Napoli.

giovedì 12 marzo 2009

Pichlmann sarà la spalla di Pellicori


Grosseto.Sembrano esserci buone notizie per Ezio Rossi in vista della trasferta di Salerno, una gara difficile soprattutto per la classifica dei campani che desiderano ritrovare i tre punti per non compromettere ulteriormente la propria classifica. Il Grosseto, forte dei tre punti conquistati sabato scorso contro l'Ascoli, ha tutte le carte in regola per trovare un risultato positivo all'Arechi e, in virtù di ciò, il trainer dei biancorossi potrebbe recuperare qualche pedina importante. Sicuro assente sarà lo squalificato Andrea Gessa, appiedato dal Giudice sportivo per un turno. Ezio Rossi, però, ha diverse alternative nel 3-4-1-2 che l'allenatore maremmano ha in mente di schierare a Salerno. Gessa è l'unico esterno con caratteristiche sia di copertura che di spinta e attualmente nel Grosseto non sembra esserci un naturale sostituto. Rossi, però, non cambierà modulo adattando i giocatori che ha in rosa. Molteplici le soluzioni al vaglio, ma il recupero di Valeri, in gruppo già da martedì, fornisce una solida alternativa. Con tutta la rosa a disposizione, Rossi pare intenzionato a spostare Vitiello nel ruolo di esterno destro mantenendo l'intelaiatura della difesa vista contro l'Ascoli. Se Valeri sarà pienamente recuperato per Salerno non è escluso che faccia coppia in mediana con Consonni, così l'allenatore biancorosso avrà la possibilità di blindare la corsia con l'altro mediano, altrimenti giocoforza l'atteggiamento del Grosseto sarà conseguentemente più offensivo. Per la fascia sinistra aumenta la concorrenza: è tornato ad allenarsi a pieno regime anche Bonanni. In difesa conferma per il trio Stendardo, Csizmadia, Mora mentre in avanti potrebbe esserci spazio dal primo minuto per Pellicori, autore del gol vittoria contro l'Ascoli. Il suo partner sarà l'austriaco Pichlmann. Alle loro spalle agirà Capone. Rossi potrebbe quindi concedere un turno di riposo al bravo Sansovini che sarà utile nel corso del match. A proposito dell'attaccante austriaco Pichlmann, quest'ultimo sembra aver trovato la propria dimensione in Maremma dopo il suo arrivo nel gennaio del 2008 dall'Austria Vienna. Finora ha messo a segno 8 gol e uno di questi anche nella gara di andata contro la Salernitana finita con il risultato tennistico di sei a due. L'austriaco segnò il gol del 5-2 che fece da prologo all'ultimo gol di Mora, altro giocatore cercato in estate anche dalla Salernitana. Sabato però all'Arechi sarà un'altra gara contro una squadra totalmente diversa da quella dello scorso mese di ottobre. Il Grosseto ha dalla sua il fatto di poter contare sul miglior attacco della serie cadetta con 47 gol segnati ma nello stesso tempo gode del triste primato di peggior difesa del torneo con 50 gol subiti finora. Ultima curiosità: il Grosseto partirà venerdì alla volta di Salerno e si trasferirà a Serino, località irpina che in questa settimana ha ospitato proprio il ritiro della Salernitana.

Fusco e Russo, cuore granata


Il cuore dei salernitani potrebbe garantire una carica supplementare nella volata salvezza. Ecco perchè il tecnico Castori, finito nel mirino della critica dopo il solo punto conquistato nelle ultime quattro partite, è pronto a sfruttare le motivazioni dei calciatori che con la maglia granata hanno un rapporto viscerale. Luca Fusco e Salvatore Russo sono i due giocatori che maggiormente stanno soffrendo per il deludente torneo. Cresciuti in due dei quartieri più popolosi della città, entrambi sono innanzitutto tifosi della Salernitana. La maglia granata è quasi una seconda pelle per i due atleti che, sin da piccoli, erano sulle gradinate dello stadio a tifare per i propri beniamini. Se l'eventuale utilizzo del capitano è ancora molto incerto e tutto dipenderà dagli ultimi allenamenti della settimana, l'impiego di Russo sembra scontato. Dopo tutto il calciatore di Pastena è stato tra i pochi a salvarsi sabato scorso. Il 38enne Russo ha cuore, grinta, qualità tecniche ed esperienza da mettere al servizio dei compagni. Ecco perchè con il Grosseto sarà schierato nel ruolo di laterale destro al posto dell'infortunato Cannarsa. «La salvezza? Amo questa squadra e non riesco a pensare ad un risultato differente», disse Russo sabato scorso nel dopo partita di Empoli. Un pensiero che, in questi giorni, sta provando a trasmettere a tutti i compagni durante le lunghe ore trascorse insieme nel ritiro di Serino. Sabato prossimo toccherà ancora una volta a lui. Ma da titolare in un ruolo, quello di laterale destro, che in questo torneo ha ricoperto nella vittoriosa partita con l'Ancona. Russo, cresciuto nella Savir e nella Giovane Salerno e da bambino mascotte della Salernitana di Zandonà, è il vero jolly della squadra. Affidabile in qualsiasi zona del campo. Russo titolare, dunque, mentre per Fusco sarà importante verificarne i progressi nell'allenamento di stamani ed in quello di rifinitura in programma domani. Se dovesse farcela farà coppia con Kyriazis, mentre Cardinale andrà in panchina. Diversamente toccherà al difensore partenopeo con Marchese confermato nel ruolo di esterno sinistro. A pochi giorni dalla sfida con il Grosseto, però, il tecnico Castori si ritrova anche con altri dubbi. A centrocampo, infatti, si spera nel recupero di Ciaramitaro che, ieri pomeriggio, si è disimpegnato molto bene anche se Castori, insieme a Pestrin, Coppola e Soligo, ha utilizzato Scarpa. L'ex paganese è stato schierato sia da esterno destro che sul versante opposto. In avanti, invece, a fare coppia con Di Napoli, a caccia di un gol che manca dalla sfida casalinga con il Mantova di metà gennaio, dovrebbe esserci Ganci al posto dello squalificato Iunco. Naturalmente l'allenatore di Tolentino non ha ancora sciolto le riserve su un eventuale impiego di Ledesma, tra le due linee, a ridosso di Re Artù.

Tutti uniti per la salvezza!!

Il momento non è certo dei migliori, dopo tanto tribolare e palpitare, ci ritroviamo a poche giornate dal termine del campionato cadetto a vedere la nostra amata Salernitana nei bassifondi della classifica.
Il mio vuole solo essere un accorato appello affinchè in quest'ultimo periodo, si mettano da parte (per il momento) tutte le questioni di astio e di contrasto che sono emerse, e ci si unisca per un solo obiettivo, quello della salvezza della categoria.
Sicuramente il ritorno del tanto amato "cavalluccio" sulle nostre gloriose maglie, sarebbe come la rinascita di ognuno di noi, ma se dobbiamo, per questo motivo, perdere di vista quello che è l'obiettivo, credo che sia meglio aspettare qualche mese in più, e rivederlo sulle nuove casacche l'anno prossimo sempre in serie B.
Pertanto, invito TUTTI I TIFOSI, a riempire lo stadio sabato prossimo, così come è stato fatto l'anno scorso nel match contro il Pescara - anche per il contemporaneo abbassamento dei prezzi operatioo dalla società - ed a spingere con il nostro entusiasmo e calore passionale la nostra squadra ad una vittoria, poichè come ho sempre ribadito, Salerno e soprattutto i suoi tifosi, meritano la categoria.
Forza Salernitana!!
Rocco Calenda

mercoledì 11 marzo 2009

Salernitana, tour de force per la salvezza


Marzo mese decisivo. Via al tour de force. Quattro impegni, uno dietro l’altro. Sabato il Grosseto, martedì il turno infrasettimanale in notturna ad Ancona, poi il Brescia nel posticipo del lunedì all’Arechi, quindi il Vicenza in trasferta. Quattro partite, dodici punti in palio, la Salernitana ha la necessità di metterne insieme quanti più possibile per risalire in classifica. Il presidente Lombardi ha ipotizzato una tabella salvezza, si parte da un punto fermo, il rendimento casalingo. La Salernitana ha assoluta necessità di ritrovare sicurezza e punti all’Arechi, cioè deve cambiare radicalmente il ruolino di marcia di questo campionato (addirittura sette i ko interni). Ovviamente cominciare bene sarebbe essenziale per riprendere il cammino e partire bene significa battere il Grosseto di Ezio Rossi. Quattro partite in venti giorni, impegni ravvicinati, il momento decisivo della stagione, fondamentale la condizione atletica e la condizione mentale. Partita decisiva, quindi, quella di sabato pomeriggio all’Arechi: la Salernitana è chiamata a cancellare le ultime due sconfitte, quella interna con il Piacenza e quella di Empoli. Squadra sotto pressione, Castori sotto pressione, settimana decisiva anche per il tecnico granata. Superare l’ostacolo Grosseto significherebbe poi affrontare con grande entusiasmo la prossima sfida, quella in trasferta con l’Ancona, partita che tra l’altro sarà uno scontro diretto per la bassa classifica. Una partita in cui il risultato vale doppio, la Salernitana vinse all’andata e ottenendo un risultato positivo al «Conero» potrà virtualmente lasciarsi alle spalle l’Ancona anche nel computo degli scontri diretti, quindi si posizionerebbe meglio nel caso di arrivo finale a pari punti. Poi un altro impegno durissimo in casa, all’Arechi, il posticipo in notturna contro il Brescia di Sonetti, squadra in lotta per posizioni di vertice. Ma in casa non saranno ammessi sconti, ecco perchè la Salernitana punterà al successo pieno anche contro i lombardi. L’ultima delle quattro gare sarà a Vicenza, contro la formazione di Gregucci, una squadra messa in una posizione tranquilla di classifica che non ha problemi di play out e non sembra in grado di potersi inserire nella lotta play off. Una partita che quindi sulla carta dovrebbe essere quella che presenta meno difficoltà. Il mese di marzo sarà quello decisivo, quindi. Sbagliare queste gare potrebbe significare poi avere troppo poco tempo per recuperare, la salvezza si deciderà in questo mese. Quattro gare da non sbagliare, dodici punti in palio, la necessità di metterne insieme quanti più possibile. La Salernitana comincia contro il Grosseto, da sabato occorre ripartire forte, a cento all’ora e senza più fermarsi.

martedì 10 marzo 2009

Il tracollo dell’andata quei sei gol da cancellare


Quella con il Grosseto è una partita che in tanti aspettano con ansia. Una gara da vincere a tutti i costi. In primis per esigenze di classifica. Ma anche per riscattare quel mortificante 6-2 subito nel girone di andata da Pinna (nella foto) e compagni. Già, quella partita maledetta dal punteggio tennistico. I sei ceffoni subiti nel match allo stadio Zecchini hanno lasciato il segno e ancora bruciano nel morale (e non solo) della squadra. Sarà un caso, ma proprio da allora la Salernitana ha iniziato una pericolosissima parabola discendente. I granata, infatti, fino a quel 18 ottobre dello scorso anno erano sorprendentemente nelle posizioni di vertice, con uno score da primato e una difesa addirittura imbattuta lontano dall'Arechi. Quella trasferta e quel passivo hanno frantumato i sogni di gloria granata come il colosso dai piedi d’argilla. Basti pensare che fino ad allora, la truppa di Castori era stata capace di collezionare qualcosa come 14 punti nelle prime otto giornate di campionato. Dopo il tracollo di Grosseto, invece, i granata hanno conquistato appena 16 punti in 21 gare disputate. Una differenza abissale. E pensare che la gara di Grosseto era iniziata nel migliore dei modi per la Salernitana. Pronti via e i granata si ritrovano avanti di ben due reti. Prima Ciarcià e poi Arturo Di Napoli sembravano avere ipotecato l'ennesimo successo in trasferta dopo gli exploit di Piacenza e Modena. Poi, però, il buio. Pesto. In quindici minuti, infatti, i padroni di casa ribaltano il risultato grazie a una doppietta di Sansovini e al gol di Freddi. Nella ripresa, la debacle. Mortificante. Il Grosseto rifila altri tre gol (Cordova, Pichlmann e Mora) ai granata, umiliandoli senza nessuna pietà. Una sconfitta durissima che, probabilmente, non è stata mai digerita anche per il pesante passivo subito. Al termine di quella partita qualche giocatore del Grosseto ha provato quasi a giustificarsi con alcuni dei granata per essere stato fin troppo spietato. Probabilmente, si pensava già alla gara di ritorno. Lo sguardo severo e mortificato al tempo stesso che fece in quell'amara circostanza il capitano Luca Fusco non lascia spazio a nessun equivoco. Sabato prossimo all'Arechi la Salernitana giocherà con il coltello tra i denti per lavare l'onta di quel passivo da incubo.

Salernitana: riecco Ciaramitaro e Fusco


Combattere l’emergenza, fronteggiarla, risolverla almeno in parte. È questa la missione della settimana granata che comincia tra venti di contestazione a grandi attese per la prossima sfida casalinga contro il Grosseto. E a inizio settimana qualche schiarita è arrivata sul fronte infortuni. Buone notizie da Ciaramitaro che ha concluso un ciclo specifico di terapie a Palermo e si è riaggregato al gruppo granata, non ha disputato a scopo precauzionale soltanto la partitella, e dovrebbe farcela ad essere in campo già sabato pomeriggio all’Arechi. Buone notizie anche da Fusco, il capitano messo ko dall’infortunio a un ginocchio a Pisa: riprenderà oggi gli allenamenti e si valuterà, giorno dopo giorno, se sarà possibile recuperarlo in tempo utile per la prossima sfida di campionato. Quasi superfluo sottolineare l’importanza del recupero di entrambi e in special modo del difensore, uno dei pochi a tenere un rendimento sempre alto nonostante l’annata disastrosa della Salernitana. Tornano disponibili Ganci e Tricarico che hanno scontato la squalifica e di questi tempi due elementi in più fanno sicuramente bene alla causa comune. Soprattutto Ganci dovrebbe avere una nuova chance dal primo minuto anche perchè sabato pomeriggio mancherà Iunco che è stato squalificato dal giudice sportivo, con il cartellino giallo di Empoli ha raggiunto il limite di ammonizioni, un’assenza questa sicuramente pesante. Altre assenze sicure saranno quelle dei difensori Cannarsa e Peccarisi che si sono infortunati nell’ultima trasferta a Empoli e non potranno sicuramente essere disponibili per il prossimo match di campionato. Assenza lunga anche per Dino Fava, previsti per lui quaranta giorni di stop dopo l’infortunio muscolare subito in casa contro il Piacenza. Da verificare le condizioni di Scarpa, toccato duro in allenamento la scorsa settimana da Merino (ieri a riposo per l’influenza), si valuterà durante la settimana se ci sarà la possibilità di poterlo rimettere in piedi in tempo utile per la sfida contro il Grosseto. Ancora emergenza, quindi, ma ridotta. Sicuramente Castori non avrà gli uomini contati come sabato scorso e potrà verificare anche la possibilità dell’impiego di Ledesma, annunciato come possibile sorpresa ad Empoli e invece tenuto tutta la partita a bordo campo a riscaldarsi e non mandato in campo neanche un minuto. Più scelte a disposizione, quindi, per il tecnico in quella che sarà la partita decisiva per la corsa salvezza della Salernitana. Ovvio che la presenza di Fusco e Ciaramitaro darebbe un grande impulso di positività a tutto il gruppo. La settimana decisiva comincia, quindi, con buone notizie sul fronte infermeria. Buone notizie dopo le ultime due settimane che hanno portato solo contrattempi e brutte notizie all’allenatore con una serie incredibile di infortuni e di defezioni. Indubbiamente una piccola iniezione di fiducia anche per il tecnico che al suo ritorno, dopo i primi risultati positivi, è rientrato di nuovo nel tunnel di risultati negativi. Contro il Grosseto l’ennesimo esame decisivo, per lui e per la Salernitana.

domenica 8 marzo 2009

Crisi granata: Lombardi va avanti con Fabrizio Castori


Avanti con Castori, fino a prova od ordine contrario e nonostante la 15esima sconfitta stagionale. La Salernitana cade anche ad Empoli uno stop che certifica in la crisi ed il momento no della squadra. Castori respinge al mittente le critiche e sostiene di aver visto una buona Salernitana, penalizzata dagli episodi.

Non avrebbe tutti i torti, se non fosse che la classifica ricorda a lui e un po’ a tutti che la squadra granata resta quart’ultima da sola e che le vittorie di Pisa, Ancona e Rimini hanno spezzato quello che fino ad un paio di settimane fa era un groppone di compagini impegnate nella lotta per non retrocedere.

Quel gruppo si è ridotto, e i granata non possono certo permettersi il lusso di lasciar scappare le rivali. La società non ha ben digerito la sconfitta e gli strascichi che ha lasciato, inclusa l’ammonizione che costerà la squalifica a Iunco.

Per questo motivo Lombardi ha deciso di incontrare Castori, per guardarlo negli occhi, ma con il tecnico si andrà avanti, almeno fino al match di sabato col Grosseto.

Il numero uno granata vuole capire anche perché vengono assunte determinate scelte sull’impiego degli acciaccati. Il patron, poi, vuole parlare individualmente anche con i calciatori e successivamente sarà impegnato nell’ennesima riunione tecnica col diggì e con il socio Murolo.

Decisioni clamorose o drastiche non sembrano essere all’ordine del giorno. Eppure la piazza ribolle di rabbia e vorrebbe che qualche provvedimento fosse assunto dall’entourage dirigenziale, che ha scartato a priori l’ipotesi ritiro.

La squadra si allena in città e sentirà la pressione di una piazza che inizia a veder affiorare spettri da un passato col quale si sperava di aver chiuso e che lamenta la mancanza di grinta e cattiveria agonistica da parte di una squadra che dovrebbe lottare col coltello tra i denti.

Non servono le ronde granata, né tantomeno le chiacchiere, è il momento di far parlare i fatti e di fare spazio agli uomini. E, in tal senso, ben venga il ritorno di capitan Fusco, che dovrebbe essere in grado di riprendere il suo posto in difesa sabato.

La grinta del capitano, un salernitano, potrebbe influenzare positivamente tutti i compagni di squadra. Da sola non basterà, ma è una base solida da cui ripartire.

Empoli - Salernitana 2-0


Ancora una sconfitta per la Salernitana che perde ad Empoli 2 a 0 con reti di 13’ di Corvia ed all’87esimo di Lodi. Brutta partita in cui l’Empoli raccoglie il massimo con il minimo sforzo mentre la Salernitana, pur producendo una interessante pressione nella ripresa non trova il gol del pareggio sprofondando sempre più in classifica.

Ad incidere sul match del Castellani le assenze e soprattutto gli infortuni in corsa capitati all’8’ minuto a Cannarsa (non andava assolutamente utilizzato se non era in forma) ed a Peccarisi. Entrambi sono stati sostituiti da Marchese e Russo. Nella ripresa ci si aspettava l’ingresso di Merino ed invece in campo è andato Fragiello e poco dopo è arrivato il raddoppio dei toscani.

Salernitana in crisi profonda ed ora la società dovrà valutare (nonostante la fiducia incondizionata) se continuare o meno con Castori oppure procedere ad un nuovo ribaltone tecnico. La squadra è apparsa comunque poco reattiva e determinata nonostante l’Empoli non abbia fatto nulla per creare problemi a Berni.

venerdì 6 marzo 2009

Asta per l’ippocampo De Luca incontrerà i tifosi


«Quella del prossimo sedici marzo deve essere l'ultima asta per l'assegnazione dell'ippocampo!». È questo l'intento dei tifosi della Salernitana che ieri si sono riuniti in assemblea presso la sala stampa dello stadio Arechi. Un'assemblea pacata, civile nei modi e ferma nelle intenzioni quella che i gruppi ultras hanno convocato ieri sera per mettere la parola fine alla telenovela legata allo storico ippocampo che giace nell'aula del tribunale fallimentare da quattro anni e le cui aste sono andate puntualmente deserte. Erano circa trecento i rappresentanti di tutti i clubs, compresi quelli del Centro di Coordinamento Salernitana Clubs, presieduto da Riccardo Santoro. Salvatore Orilia, Celeste Bucciarelli, Biagio Risi, Alberto Barbato ma anche tanti tifosi della provincia e quelli non legati a nessun club hanno potuto dire la loro circa le iniziative che dovranno essere intraprese. Ed un primo risultato già è stato ottenuto. Infatti, nel corso dell'assemblea sono arrivati Alfonso Siano e Mario Compagnone, membri della consulta dello sport, che hanno annunciato la volontà del sindaco Vincenzo De Luca che incontrerà presto una delegazione di tifosi per ascoltarne le ragioni e per fare fronte comune affinché Antonio Lombardi acquisisca lo storico marchio. La data dell'incontro si saprà solo oggi. Ma non è finita qui, perché, anche in occasione dell'asta fallimentare del sedici marzo, molte centinaia di tifosi si raduneranno davanti alla sede del tribunale fallimentare in via Papio in una sorta di sit in pacifico. Insomma, le intenzioni sono chiare. I tifosi vogliono fare pressione sul presidente Lombardi affinché riporti sulle maglie la storia della Salernitana tenuto conto che a giugno si festeggeranno i novanta anni della società granata. Il popolo del tifo ritiene che solo l'attuale presidente debba accollarsi l'onere di riprendere il marchio storico e cercheranno di farlo capire in tutti i modi. Anche lo stadio sarà il teatro della protesta. Finalmente il tifo granata è pronto ad aprirsi alla città facendo capire le ragioni di quelli che settimana dopo settimana soffrono in casa ed in trasferta per seguire la squadra, orfana ancora del suo ippocampo. Nessun corteo, nessun disordine, ma solo la voglia di riappropriarsi della storia e della tradizione della Salernitana. Quella che da quattro anni, a detta di molti, è stata ignorata.

Castori e i problemi in difesa


I dubbi di Castori sono principalmente legati alla composizione della difesa. Cannarsa, che si è allenato poco in questa settimana a causa di una fastidiosa tendinopatia, soltanto ieri ha lavorato insieme ai compagni. Il calciatore si è disimpegnato con apprezzabile disinvoltura. Il difensore non è al top della condizione ma il suo eventuale recupero consentirebbe a Castori di non stravolgere l'assetto del pacchetto arretrato. Con lui in campo, infatti, ci sarebbe la sola novità di Peccarisi al posto di Cardinale. Se, invece, dovesse esserci il forfait di Cannarsa, Castori sarebbe costretto a ridisegnare la retroguardia spostando Kyriazis nel ruolo di laterale destro ed inserendo Peccarisi al fianco di Cardinale con Marchese a sinistra. La scelta definitiva sarà presa soltanto dopo l'odierna rifinitura. Nel frattempo l'allenatore di Tolentino si è cautelato convocando il giovane Altobello, uno degli elementi più interessanti della Primavera. In questo momento a preoccupare è soprattutto l'infortunio di Luca Fusco, nelle ultime giornate costantemente tra i più bravi della squadra. Castori spera di avere a disposizione Fusco al più presto. La prossima settimana, tra l'altro, il capitano potrebbe riaggregarsi al gruppo. Nonostante l'assenza del giocatore di Mariconda e le non perfette condizioni di altri calciatori, Castori spera comunque di garantire i necessari equilibri ad un reparto che, nella prima parte della stagione, era diventato tra i più affidabili della squadra garantendo ermeticità e solidità. Poi, però, le prestazioni della retroguardia sono diventate sempre meno covincenti e l'infortunio di Peccarisi, che nelle fasi iniziali della stagione ha giocato spesso nonostante acciacchi fisici, ha finito con l'alterare gli iniziali equilibri della formazione granata. Così prima Castori e poi Mutti hanno costantemente utilizzato da centrale Kyriazis, acquistato per ricoprire il ruolo di laterale destro. Il difensore greco è diventato un vero e proprio jolly della difesa. A gennaio la società di Lombardi e Murolo è corsa ai ripari ingaggiando Cannarsa, diventato subito titolare della squadra, sia con Mutti che durante la gestione bis di Castori. Nelle ultime giornate la Salernitana si è affidata spesso alla stessa linea difensiva: Cannarsa, Kyriazis, Luca Fusco e Marchese. Dalla sfida con il Mantova e per le cinque partite successive hanno sempre giocato gli stessi uomini con la sola novità di Berni tra i pali al posto di Pinna dalla trasferta di Frosinone. In questo modo i granata sono tornati ad esprimersi su standard migliori. Nelle sei partite della gestione Castori la Salernitana ha incasssato otto gol. Ancora troppi per una squadra che punta a salvarsi. Soltanto nelle trasferte di Frosinone e Pisa i granata non hanno subito reti. La sfida con l'Empoli rappresenterà anche un esame importante per la difesa che, nelle recenti esibizioni, è apparsa in difficoltà soprattutto sugli schemi da calcio piazzato. Per la partita con l'Empoli Castori si ritrova con soli diciotto calciatori a disposizione. Oltre alla difesa c'è pure un dubbio legato alla composizione del centrocampo. Se Pestrin, Coppola e Soligo sono sicuri di giocare, infatti, Russo, Ledesma e Fatic sono in lotta per un posto da titolare perchè il tecnico schiererà la Salernitana con il 4-4-2. Una scelta obbligata per assicurare maggiore copertura alla Salernitana che, in attacco, si affiderà a Di Napoli e Iunco con Fragiello unica alternativa.