Benvenuti nel sito Bellizzi Granata - Tutte le Notizie e le Curiosità sulla Salernitana, sui tifosi, sui risultati e sul Calciomercato. ULTIME NOTIZIE DAL CLUB "BELLIZZI GRANATA"

lunedì 30 novembre 2009

Il Ds Salerno stila la tabella per la salvezza


Quasi dieci ore per raggiungere Peschiera del Garda. Tecnico, dirigenti e giocatori hanno risalito lo stivale prima in treno poi in autobus dopo essere partiti da Salerno ieri mattina intorno alle nove. Una sosta a Bologna per il pranzo e poi, il cambio dal treno all’autobus per raggiungere Peschiera intorno alle 19. La Salernitana da ieri sera è in ritiro nel piccolo centro veneto, sulle rive del lago. Da stamani inizia la lunga preparazione - atletica e psicologica - in vista dello scontro salvezza con il Mantova allo stadio Martelli. Durante il lungo viaggio di ieri, comunque, c'è stato molto tempo a disposizione per guardarsi negli occhi. Tutti con tutti. Insieme al tecnico Grassadonia ed ai 26 giocatori convocati per il lungo ritiro punitivo c'era anche il direttore sportivo, Nicola Salerno. Sbollita la rabbia per l'ennesima scoppola casalinga subita dai granata, il dirigente sembra avere già le idee chiare per il futuro. «I punti che abbiamo perso con il Gallipoli dovremo necessariamente recuperarli da qualche altra parte. La mia idea non cambia. Dobbiamo cercare di rimanere attaccati alle squadre che ci precedono fino a gennaio». Il dirigente prova a chiarire il concetto. «Bisogna rimanere a due partite e mezzo di distacco dalle dirette concorrenti. Che siano play out o salvezza diretta in questo momento non conta molto». Che tradotto in numeri, significa cercare di chiudere l'anno solare a meno sette dalle formazioni in lotta per scongiurare lo spettro retrocessione. Un fantasma che in casa granata si sta materializzando giornata dopo giornata. Per esorcizzare lo spettro della Lega Pro, la squadra dovrà immediatamente cambiare rotta. «Le parole adesso servono a poco - taglia corto Salerno - Tutti dovremo impegnarci al massimo per uscire da questa situazione. Poi tireremo le somme». C'è anche chi potrebbe uscire prima dal progetto granata. Le epurazioni paventate subito dopo i tre ceffoni subiti dal Gallipoli sono state congelate. In questa settimana, tuttavia, tecnico e diesse terranno tutti sotto esame. «In questo ritiro ci chiariremo le idee. Soltanto dopo Mantova saranno fatte delle scelte, in conseguenza del prossimo mercato di riparazione. Nessuna epurazione - si affretta a chiarire Salerno - ma semplici decisioni in virtù di una rosa già troppo ampia che ci ritroviamo. Se vogliamo acquistare, prima bisogna cedere. Non tagliamo certo la testa a nessuno». Grassadonia recupera finalmente qualche pedina. Contro il Mantova, infatti, rientreranno l'attaccante Fava e il centrocampista Montervino. Entrambi si candidano per una maglia da titolare. Fava in tandem con Ferraro. Montervino, invece, dovrebbe agire al fianco di Tricarico e Soligo. I problemi, manco a dirlo, restano in difesa. Anche sabato prossimo, infatti, il trainer granata sarà costretto a fare la conta dei superstiti. Kyriazis e Fusco devono scontare ancora un turno di squalifica e toccherà nuovamente a Stendardo e Bastrini comporre il tandem al centro del pacchetto arretrato. A destra Galasso con uno tra Russo ed il giovane Agresta sull'out mancino. In Veneto saranno monitorate anche le condizioni di Jadid. «I recuperi di Montervino e Fava sono molto importanti. In settimana valuteremo anche le condizioni di Jadid e di Cozza». Durante il viaggio in pullman, Nicola Salerno ha parlato a lungo con Grassadonia. «È tranquillo e convinto della forza di questa squadra. Purtroppo, però, se si continuano a commettere gli errori del passato diventa tutto più difficile».

sabato 28 novembre 2009

Salernitana nel baratro, ko col Gallipoli


Povera, patetica Salernitana. Anche il Gallipoli del principe Giannini viene a vincere allo stadio Arechi. I granata affondano sempre più, isolati come sono in fondo alla classifica con soli sei punti all'attivo e con una serie impressionante di record negativi. Doveva essere la partita delle partite, quella dei granata; è stata, forse, la gara della disfatta definitiva. Difficile poter risalire posizioni in classifica con una squadra come questa, davvero mortificante per una tifoseria che ha avuto la fortuna di vedere in passato giocatori di ben altra statura. L'ennesima sconfitta pesa come un macigno sulle spalle dell'allenatore dei granata, Gianluca Grassadonia. Incomprensibile, presuntuosa e devastante la sostituzione effettuata al 34' del primo tempo sull'1-0, quando ha inserito Pestrin, il quale risulterà ancora una volta tra i peggiori in campo, al posto di Caputo, reo di aver banalmente sciupato in precedenza (14') il gol che avrebbe potuto chiudere la partita. Una sostituzione intempestiva, dettata probabilmente dall'inesperienza del giovane tecnico salernitano, al quale avventatamente è stata affidata la panchina di una squadra che avrebbe avuto bisogno di un tecnico ben più esperto. Un cambio, quello effettuato da Grassadonia, che ha finito per stravolgere un assetto tattico che fino a quel momento era apparso quasi perfetto. Con un Soligo in forma smagliante, in grado di impostare e distruggere nonchè di inserirsi con puntualità nei varchi avversari, e un Tricarico, autentico mastino nella metà campo, la Salernitana era riuscita a trovare in avvio di partita (5') il vantaggio proprio con il capitano. L'entrata di Pestrin ha costretto la Salernitana a cambiare modulo. Jadid, non in perfetta forma, da dietro le punte è andato ad affiancarsi in avanti a Ferraro e a centrocampo Pestrin si è sistemato al centro con Soligo isolato sulla fascia sinistra. In più i granata hanno arretrato il proprio baricentro concedendo spazio agli avversari. Da quel momento, il protagonista vero della partita è diventato Mancini, uomo faro della manovra dei pugliesi. Il gol del pari è giunto al 39' con Pallante che, solo davanti a Polito, ha avuto tutto il tempo di girare a volo di sinistro un assist di Pederzoli. Nella ripresa, dopo un salvataggio quasi sulla linea di Grandoni su un colpo di testa di Jadid, il Gallipoli è andato in vantaggio (18') con Di Carmine abile a sfruttare una dormita di Machado. La Salernitana si è spenta, nonostante l'ingresso di un vivace Merino, e il Gallipoli è diventata padrone del campo, trovando anche il terzo gol al 46' con Di Gennaro

venerdì 27 novembre 2009

Salernitana obbligata a vincere per restare a galla


La Salernitana è nelle mani (o per meglio dire, nei piedi) di Jadid. Dipende dall’impiego o meno del centrocampista italomarocchino, la formazione che Grassadonia manderà in campo nell’anticipo di questa sera all’Arechi contro il Gallipoli. A sentire il giocatore non ci sarebbero problemi, l’affaticamento muscolare è passato, Jadid è convinto di giocare. Grassadonia è più cauto. «Ho ancora qualche dubbio per più elementi e sul modulo di gioco perché siamo vincolati all'eventuale presenza di Jadid» ha ammesso il tecnico granata nella consueta conferenza pre partita. La decisione si avrà solo stamane dopo la leggera rifinitura e dopo il responso che sarà emesso dallo staff medico. E non c’è solo il problema Jadid, c’è anche quello di Bastrini, anche lui convinto di di giocare stasera ma sul quale solo oggi si avrà l’ok definitivo dai medici. Staff sanitario e tecnico si trovano di fronte a un bivio: rischiare o meno in questa partita su giocatori che, comunque, scenderebbero in campo in una condizione fisica non al top e quindi a rischio di rimanere vittima di danni muscolari maggiori con la conseguenza, poi, di non poter essere diponibili per altre partite. Per fortuna, però, Grassadonia, almeno in questo ha le idee più che chiare. «Di sicuro questa è una partita particolare. Per me è la partita. È necessaria prepararla bene. Ora è difficile dire chi sta meglio o peggio perché Bastrini e Jadid hanno infortuni differenti. Sono da valutare bene perché il rischio di bruciare subito una o due sostituzioni non è da trascurare. In ogni caso sono ottimista e voglio pensare positivo perché la formazione è nella mia testa già dal dopo partita di Grosseto». Detto questo si può andare avanti solo su supposizioni. Allora «pensiamo positivo» come dice Grassadonia. Ed ecco che Jadid e Bastrini giocano per cui, in questo caso, è facile ipotizzare modulo di gioco e uomini che andranno in campo. Sarà un 4-3-1-2 con Jadid alle spalle di Caputo e Ferraro. Già, la Salernitana sicuramente giocherà con le due punte. È una partita da vincere a ogni costo per cui la squadra in campo sarà più offensiva che mai. La copertura e il fosforo a centrocampo saranno garantiti da Tricarico o Carcuro, Pestrin e Soligo. In difesa con il recupero di Bastrini, l’ex sampdoriano formerà con Stendardo la coppia centrale mentre Galasso e Machado faranno i terzini e a turno spingeranno lungo le rispettive fasce di competenza. Passiamo all’ipotesi B, vale a dire alla formazione che andrebbe in campo nel caso in cui Jadid sia costretto a dare forfait. Allora la Salernitana si schiererebbe con un classico 4-4-2 e lalinea di centrocampo verrebbe formata da Soddimo, Soligo, Pestrin e Statella. In entrambi i casi, Grassadonia si riverva di gettare nella mischia a partita in corso il suo jolly, vale a dire Roberto Merino. Dopo l’esordio stagionale di sabato scorso a Grosseto, il peruviano è apparso in gran spolvero durante la settimana e scalpita per cominciare a dare un contributo valido alla squadra. Ed è la speranza dell’intera torcida granata

giovedì 26 novembre 2009

Emergenza difesa, ora è il turno di Enrico Pepe


Quale difesa scenderà in capo domani sera contro il Gallipoli? Difficile dirlo. Grassadonia sarà costretto passare almeno una notte in bianco per fare la conta dei superstiti ed approntare una retroguardia in grado di ben figurare al cospetto di un attacco pugliese che, segnerà anche poco ma mette in condizioni di far andare in gol spesso e volentieri centrocampisti e difensori. Concedere anche il minimo spazio a volponi come Ginestra, Scaglia e allo stesso Mounard significa andare incontro all'ennesimo passo falso, cosa che la Salernitana non può assolutamente permettersi. Le squalifiche di Fusco e Kyriazis e il quasi certo forfait di Bastrini riducono all'osso le scelte che Grassadonia dovrà compiere. Bastrini, in pratica, non si è allenato nemmeno ieri ed un suo recupero in extremis dal suo infortunio ai flessori appare, in questo momento, altamente improbabile. Fare di necessità virtù, quindi, affidandosi a chi in questo momento, indipendentemente dagli stati di forma individuali, può garantire esperienza nel ruolo senza ricorrere ad alchimie tattiche che non farebbero bene alla squadra che dovrà assolutamente uscire dall'Arechi con tre punti in più in classifica. Ieri pomeriggio, Grassadonia ha fatto disputare una partitella amichevole di tre tempi, durante i quali ha provato vari assetti difensivi, tutti però composti da quattro elementi. Nel primo tempo il trainer granata ha schierato Russo, Enrico Pepe, Stendardo e Agresta. Questo è uno schieramento che si avvicina molto a quello che si potrebbe vedere anche in campo ma la gara di Grosseto ha chiaramente detto che Agresta, nei pensieri del mister, sembra ancora acerbo e Russo è ancora alla ricerca della forma migliore. Nonostante il rendimento non esaltante di Machado, Grassadonia sembra orientato a dargli ancora una possibilità, forse convinto dalla discreta prestazione offerta nel secondo tempo di Grosseto. Machado però, rispetto ad Agresta, può disimpegnarsi anche come difensore centrale, una soluzione che Grassadonia tiene in considerazione qualora la partita di domani lo richiedesse. Sulla destra non ci dovrebbero essere rivoluzioni di sorta in quanto giocherà ancora una volta Galasso. Al centro le scelte sembrano assolutamente obbligate con Stendardo che farà da chioccia al giovane Pepe che si appresta a fare il suo esordio dal primo minuto. Pepe ha già collezionato quest'anno una presenza in granata lo scorso undici di ottobre nella gara persa in casa con il Cittadella. Rilevò nel secondo tempo Vincenzo Pepe per equilibrare la difesa dopo l'espulsione di Kyriazis. Toccherà a lui, quindi, cercare di non far rimpiangere il capitano Luca Fusco che in questi giorni sta cercando di incoraggiarlo ben consapevole che i mezzi non mancano al giovane difensore ventenne, ritornato alla base dopo l'esperienza con il Cassino e dopo l'esordio shock della scorsa stagione a Bari, quando Mutti lo impiegò a destra nel tentativo di fermare un velocissimo Kamata. Grassadonia ieri pomeriggio ha rilevato, dalla formazione Primavera, Vincenzo Pastore, classe 1991, un difensore centrale di cui si parla molto bene. Pastore è stato schierato nella squadra delle riserve insieme con Luca Fusco. Non è escluso che Grassadonia possa decidere di convocarlo per la gara di domani. Dopo Agresta, Siano, Orlando e Falzerano sarebbe il quinto Primavera aggregato alla prima squadra

mercoledì 25 novembre 2009

Salernitana l'attacco anemico è il vero male


La Salernitana ha il mal d'attacco. Le bocche da fuoco granata hanno le polveri bagnate ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. La squadra del presidente Antonio Lombardi, tra i numerosi record negativi collezionati in questa scellerata stagione agonistica, vanta (si fa per dire) anche il peggiore attacco del campionato. Appena 11 reti in 14 gare fin qui disputate. Poche. Troppo poche. Meno di una rete a partita, tanto per essere chiari. Nessuno ha fatto peggio. Che la squadra avesse delle oggettive lacune nel reparto offensivo era cosa nota. Il problema è che non sempre gli attaccanti vengono messi in condizione di battere a rete. Almeno fino a qualche tempo fa. Pochi palloni giocabili, carenza di rifornimenti dalle retrovie (leggasi centrocampo) e di cross dalle fasce neanche a parlarne. I numeri hanno fatto il resto. Del magro bottino di 11 gol realizzati fino ad oggi da Fava e compagni sette sono stati siglati allo stadio Arechi e soltanto 4 lontano dalle mura amiche. Con l'avvento di Gianluca Grassadonia qualcosa è cambiato. La squadra ha dimostrato di avere un briciolo di identità di gioco ed è stata capace di presentarsi con più frequenza in zona gol. Merce rara di questi tempi. Almeno per quello che si era visto fino ad oggi. Sia a Padova, sia a Grosseto, la Salernitana ha dimostrato di tenere testa all'avversario di turno, andando sempre per prima in vantaggio e riuscendo - nel caso di Grosseto - a riagguantare il risultato quando tutto sembrava compromesso. Anche a Padova, i granata avevano dimostrato lo stesso carattere, ma erano stati penalizzati da alcuni episodi sfavorevoli. I problemi, tuttavia, restano. Già, perché l'attacco resta comunque il più anemico di tutto il torneo cadetto. Anche in questo caso i numeri parlano chiaro. Delle 11 reti totalizzate fino ad oggi dalla Salernitana, infatti, soltanto 3 sono state messe a segno dagli attaccanti di ruolo della squadra granata. Tutte inutili ai fini del risultato. Il gol della bandiera di Caputo con il Frosinone, la rete di Fava con il Cittadella e quella di Ferraro con il Padova. Le altre otto realizzazioni sono state messe a segno da Cozza (miglior realizzatore con tre sigilli: una doppietta con il Crotone ed il gol su rigore con il Modena), Stendardo, Pestrin, Jadid, Soligo e Vincenzo Pepe. Le due reti di questi ultimi hanno permesso alla Salernitana di uscire indenne sabato scorso dallo stadio Zecchini di Grosseto. Appare fin troppo chiaro che la squadra ha un bisogno disperato di gol salvezza. Le bocche da fuoco granata devono necessariamente cominciare ad esplodere. Altrimenti il discorso salvezza sarebbe soltanto una chimera. E' altrettanto vero che Grassadonia deve fare ancora i conti con alcune defezioni importanti nello scacchiere granata. Contro il Gallipoli, ad esempio, il trainer granata sarà costretto a fare a meno ancora di Dino Fava Passaro che deve scontare il secondo ed ultimo turno di stop inflittogli dal giudice sportivo. C'è di più. Il baby bomber Caputo sta attraversando un pessimo periodo di forma. L'ex attaccante del Bari, dopo un avvio incoraggiante, ha smarrito la via del gol. Caputo non segna dal match d'esordio con il Frosinone allo stadio Arechi. Da allora ha fallito un rigore (a Trieste) e parecchie nitide occasioni da gol. Una su tutte quella allo stadio Via del Mare di Lecce contro l'undici di De Canio, quando ha avuto sul destro la palla del possibile pareggio. Sarà anche per questo che Grassadonia gli ha preferito Ferraro sia a Padova (in tandem con Fava), sia a Grosseto, schierandolo unica punta. Contro il Gallipoli, il tecnico sembra intenzionato a fare lo stesso.

martedì 24 novembre 2009

Emergenza difesa out anche Bastrini


È emergenza difesa in casa granata. Contro il Gallipoli mister Grassadonia dovrà fare a meno del capitano Luca Fusco e del greco Kyriazis, entrambi squalificati. Luca Fusco sarà appiedato oggi dal giudice sportivo per un turno dopo l'espulsione rimediata in quel di Grosseto mentre il calciatore greco sconterà il penultimo turno di squalifica delle sette (poi ridotte a cinque) giornate comminate dopo la gara vinta dalla Salernitana contro il Crotone. Kyriazis tornerà a disposizione solo nella gara che la Salernitana giocherà il giorno otto dicembre all'Arechi contro l'Empoli. Un problema non di poco conto per il trainer granata che, se potesse, sceglierebbe di giocare lui al centro della difesa per far fronte all'emergenza. La Salernitana in lista avrà Bastrini, Galasso, Stendardo, Machado, Russo e i babies Pepe ed Agresta. Saranno questi calciatori a lottare per le quattro maglie della retroguardia anche se la coppia centrale sembra già scontata. Sicuro del posto da titolare è Mariano Stendardo, unico superstite della difesa titolare. Al suo fianco dovrebbe trovare posto Alessandro Bastrini che, dopo la prove opache offerte da terzino sinistro, giocherà finalmente nel suo ruolo naturale, quello di centrale difensivo. Il condizionale è d'obbligo perché ieri il difensore ex Sassuolo ha lasciato prima i suoi compagni per un fastidio muscolare alla coscia destra. Il calciatore si è accomodato in panchina dove lo staff medico ha provveduto a mettere del ghiaccio. La situazione sarà attentamente monitorata nella giornata di oggi quando il claciatore, con tutta probabilità, restaerà a riposo. Detto di Bastrini, il dilemma per Grassadonia sarà quello di trovare ora un terzino sinistro di sicuro affidamento, tenuto conto che anche a Grosseto il brasiliano Machado ha deluso ancora. Nel secondo tempo Machado ha trovato quel pizzico di coraggio che gli ha permesso di fare meglio anche perché il suo dirimpettaio, il nazionale D'Alessandro, ha tirato i remi in barca forse stanco per l'impegno in azzurro. Ora Grassadonia dovrà decidere se dare l'ultima possibilità al calciatore ex CSKA di Sofia oppure cambiare radicalmente. Le ipotesi non mancano e Grassadonia le proverà durante la settimana corta di allenamento che separa dalla gara contro il Gallipoli di Giannini. La prima possibilità riguarda l'impiego del giovane Agresta, rimasto in tribuna a Grosseto ma che gode della totale fiducia del suo allenatore. Agresta garantisce molto sulla fase difensiva e sul piano dinamico per non parlare dell'entusiasmo che un ragazzino di diciannove anni può offrire. Agresta è un terzino di ruolo che nella formazione Primavera ha fatto sempre bene e Grassadonia, proprio per questo, sta seriamente pensando di gettarlo nella mischia. Il recupero Il recupero di Salvatore Russo, però, consegna a Grassadonia un'altra possibilità legata proprio all'impiego del jolly di Pastena, ormai abituato a svariare da difesa a centrocampo senza particolari problemi. Russo ha giocato spesso con Brini da terzino destro ed il ruolo non gli è sconosciuto. Esperienza, voglia di dare il massimo e tanta buona volontà sono le armi principali di Russo che ieri è apparso totalmente recuperato dal fastidio muscolare accusato nelle scorse settimane. Difficile, almeno per il momento, ipotizzare un arretramento di Evans Soligo sulla linea dei difensori perché Grassadonia vede Soligo soltanto a centrocampo, indifferentemente al centro o sull'esterno. Sul finire della gara di Grosseto, però, l'allenatore della Salernitana ha spostato Galasso a sinistra dopo l'espulsione di Luca Fusco con il conseguente passaggio di Machado al centro. Statella è arretrato sulla linea dei difensori. Una soluzione dettata dall'emergenza che difficilmente sarà presa in considerazione, a meno che Grassadonia non decida di tirare dentro un altro giovanissimo come Enrico Pepe, adattabile come terzino destro. In molti ricorderanno il suo esordio a Bari nello scorso campionato nella Salernitana targata Mutti. Pepe giocò solo un tempo senza demeritare più di tanto ma poi fu ceduto al Cassino dove giocò un buonissimo campionato.

lunedì 23 novembre 2009

Salernitana la volata salvezza passa per l'Arechi


La volata salvezza passa per lo stadio Arechi. Delle 5 finali indicate da Gianluca Grassadonia come determinanti per arrivare al mercato di gennaio con qualche chance per tentare l'impossibile, tre gare si disputeranno nel principe degli stadi. La Salernitana affronterà venerdì prossimo il Gallipoli, poi il recupero con l'Empoli l'otto dicembre ed infine l'Albinoleffe il 12 del prossimo mese. In tutto tre gare all'Arechi a cui si aggiungono due impegni esterni con Mantova e Sassuolo. In palio ci sono 15 punti: società, tecnico e giocatori firmerebbero per portarne in dote almeno 10-11. Che tradotto in termini pratici significa capitalizzare al massimo gli scontri casalinghi e provare a strappare almeno un punticino lontano da casa. Numeri alla mano, la Salernitana arriverebbe alla sosta natalizia con 16-17 punti. Numeri da brividi, sia ben chiaro, ma che le consentirebbero di mantenere accesa una flebile fiammella di speranza per il futuro. Soprattutto dopo la corposa campagna rafforzamento promessa alla riapertura delle liste. Lo sa bene Gianluca Grassadonia che, nonostante stia sempre molto attento nello sbilanciarsi troppo, ha già parlato del match con il Gallipoli. Per credere e sperare nell'impresa la Salernitana deve rimanere attacca al treno delle pericolanti. Anche un mezzo passo falso all'Arechi potrebbe significare la resa. Ecco perché il principe degli stadi deve necessariamente tornare ad essere il bunker di un tempo. Il fortino inespugnabile che da tanto, troppo tempo, è soltanto un vano ricordo. Non solo. Grassadonia ed il suo staff hanno stilato anche una particolare tabella in vista di questo estenuante rush finale prima della sosta natalizia (alla fine del girone di ritorno mancheranno poi altre due gare da giocare nel nuovo anno subito dopo le vacanze: una con il Brescia in casa e l'altra al Romeo Menti di Vicenza). La Salernitana tra anticipi e recuperi si vedrà costretta ad un vero e proprio tour de force a cavallo tra novembre e dicembre. Prima il match in anticipo con il Gallipoli, in notturna tra quattro giorni all'Arechi. La settimana successiva, i granata saranno impegnati al Martelli di Mantova in un autentico scontro salvezza. Neanche il tempo di rifiatare che la Salernitana, dopo appena tre giorni, sarà impegnata con l'Empoli di Sasà Campilongo nel principe degli stadi, nel recupero della 14esima giornata del torneo cadetto. La lunga maratona di partite per i granata prosegue il sabato successivo con l'Albinoleffe sempre all'Arechi. L'anno solare si chiude con la trasferta di Sassuolo il 19 dicembre prossimo. A conti fatti i granata giocheranno 5 partite in meno di un mese (23 giorni), con un picco di tre partite in appena 8 giorni a cavallo tra il 5 ed il 12 dicembre prossimi. Sarà anche per questo che Grassadonia ha messo sotto torchio i suoi uomini, concentrandosi anche e soprattutto sull'aspetto atletico. Per cercare di avere la meglio sugli avversari sarà indispensabile avere birra nelle gambe e mente lucida. Si comincia venerdì prossimo con il Gallipoli. La prima di cinque finali che potrebbero valere la salvezza.

domenica 22 novembre 2009

Grosseto-Salernitana: 2-2


Pareggio giusto tra Grosseto e Salernitana. I granata passano in vantaggio dopo pochi secondi, poi si fanno rimontare dai padroni di casa e riacciuffano per i capelli, con Pepe, un punto che non cambia di molto la classifica ma evita ulteriori crolli, almeno sul piano nervoso. Da registrare il ritorno di Merino dopo 115 giorni di stop.

Il peruviano non sta ancora bene del tutto ma il suo contributo potrà tornare utile per tornare in corsa. Per ora il mucchio di squadre è distante 7 punti dalla Salernitana che venerdì, in anticipo affronta il Gallipoli ma senza gli squalificati Fava, Fusco e Kyriazis, con Jadid infortunato e con una partita da vincere a tutti i costi.

E veniamo alla gara: la Salernitana si presenta alla disperata ricerca di punti salvezza a Grosseto e dopo un minuto riesce a sbloccare il risultato. Statella crossa dalla destra un pallone invitante al centro, Jadid non colpisce di tacco, irrompe Soligo che in scivolata anticipa l’avversario e batte Acerbis per il gol dell’1-0.

Nel replay si può apprezzare il buon lavoro sulla fascia di Statella ma soprattutto l’ottima scelta di tempo di Soligo che riesce ad anticipare il suo marcatore e porta in vantaggio i granata. Il Grosseto, dopo l’infortunio di Jadid, che lascia il posto a Caputo, cresce col passare dei minuti e sugli sviluppi di un’azione confusa ottiene un calcio di rigore.

Intervento scomposto in area di Stendardo su Pinilla e Stefanini concede il penalty. Sul dischetto si presenta lo stesso attaccante cileno che con un destro potente supera Polito: il portiere granata indovina l’angolo ma non riesce a deviare il tiro della punta dei toscani.

Nel finale di tempo, i padroni di casa concretizzano la rimonta e si portano avanti sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Polito sbaglia la scelta del tempo dell’uscita, Pinilla non è marcato da nessuno e di testa sigla il gol del 2-1. Il replay evidenzia l’errore del portiere granata che spalanca la strada della rete all’attaccante cileno.

Nella ripresa, con le squadre in 10 per le espulsioni di Mora e Fusco, Merino, rientrato 115 giorni dopo l’operazione, batte la punizione da cui nasce il gol del 2-2 di Pepe: sulla ribattuta dei difensori toscani, l’ex dell’Avellino indovina un tiro di esterno imparabile per Acerbis.

Allo stadio Zecchini, il team di Grassadonia conquista un punto pesantissimo, soprattutto per come è maturato il pareggio. Venerdì prossimo, nell’anticipo della 16esima giornata, la Salernitana senza Fusco, Fava, Kyriazis e forse anche senza Jadid, uscito anzitempo a Grosseto, ospiterà il Gallipoli all’Arechi in una gara da vincere a tutti i costi.


IL TABELLINO

GROSSETO-SALERNITANA 2-2

MARCATORI: 1’ Soligo (S), 36’ Pinilla (G) su rigore, 40’ Pinilla (G), 84’ Pepe (S)

GROSSETO (4-4-2): Acerbis 6, Turati 6, Freddi 6, Conteh 6, Mora 5; Job 6, Carobbio 6,5 (47’ Vitiello 6), Consonni 6, D’Alessandro 6 (63’ Federici 5,5); Joelson 6, Pinilla 7 (86’ Alfageme sv). All.: Gustinetti 6

SALERNITANA (4-4-1-1): Polito 6, Galasso 6, Fusco 5, Stendardo 5, Machado 5,5; Soligo 6, Pestrin 5 (64’ Pepe V. 6,5), Tricarico 5 (71’ Merino 6), Statella 6,5; Jadid 6 (29’ Caputo 5); Ferraro 6. All.: Grassadonia 6

ARBITRO: Stefanini di Catanzaro 6

AMMONITI: Consonni e Federici (G), Merino (S)

ESPULSI: 58' Mora (G), 74' Fusco (S)

venerdì 20 novembre 2009

Grassadonia prepara la sorpresa a metà campo


Grassadonia prova a mischiare le carte e sogna di spiazzare quel volpone di Gustinetti. Il tecnico della Salernitana ha in serbo alcune sorprese per tentare di tornare dalla trasferta di Grosseto con punti preziosi per la salvezza dei granata. Con ogni probabilità, l'inerzia dell'incontro si deciderà a centrocampo. Ed è proprio per questo che il tecnico sta cercando di coprire il più possibile le scelte nella zona nevralgica del campo. Saranno certamente quattro i centrocampisti schierati in mediana allo stadio Zecchini. Un po' meno scontata è la disposizione tattica nello scacchiere granata. Per il momento soltanto Soligo e Tricarico sono sicuri di una maglia. Per il resto c'è ancora molta incertezza. O almeno è quella che si vuole trasmettere per fare un po' di pretattica. Molto dipenderà dalle condizioni di alcuni elementi che potrebbero tornare utili alla causa. Stando alle ultime prove fatte dal tecnico nei giorni scorsi, comunque, pare che la Salernitana debba schierarsi con quattro elementi in linea davanti alla difesa. Sulla destra sono in crescita le quotazioni di Soddimo che sta recuperando dall'infortunio muscolare e potrebbe partire nell'undici base. In tal caso, l'ex dell'Ancona verrebbe preferito al giovane Statella che Grassadonia aveva piazzato nei giorni scorsi proprio sulla destra, ma che - a quanto pare - non ha convinto del tutto. A chiudere la cerniera del centrocampo dovrebbe esserci Manolo Pestrin che affiancherebbe Tricarico al centro con Soligo sull'out mancino. Anche in questo caso, però, non è escluso che Grassadonia non lanci all'ultimo momento nella mischia Francesco Montervino. L'ex capitano del Napoli ieri è stato inserito a sorpresa nel pacchetto dei probabili centrocampisti titolari. Grassadonia, infatti, nell'allenamento pomeridiano ha provato alcuni movimenti dei centrocampisti, impiegando tutti e otto i giocatori di ruolo che ha a attualmente a disposizione. Non solo. Il trainer granata ha messo i reparti a confronto, schierando da una parte Soddimo, Montervino, Tricarico e Soligo. Dall'altra, invece, Pepe a destra, Pestrin e Carcuro al centro con Statella dalla parte opposta. Stando a quanto visto ieri pomeriggio, dunque, Montervino sembrerebbe favorito rispetto a Pestrin. Molto, comunque, dipenderà dalle condizioni del giocatore ex Napoli e, soprattutto, dall'ok che dovrà necessariamente arrivare dallo staff medico. Non è escluso, comunque, che Grassadonia possa decidere di inserire Montervino soltanto a partita in corso. Altra ipotesi, sempre relativa al centrocampo, dipende dalle condizioni di Ferraro e dalla scelte del tecnico sul volersi affidare - o meno - ad una sola punta con Jadid sulla tre quarti. Nel caso in cui Ferraro dovesse recuperare ed essere disponibile per Grosseto, toccherà all'allenatore decidere se affidarsi a due punte (così come aveva fatto nella precedente trasferta di Padova) oppure schierare un solo attaccante. Nella prima ipotesi, Jadid verrebbe arretrato a centrocampo al posto di Soddimo. In tal caso, lo schieramento tattico della Salernitana sarebbe praticamente identico a quello visto 15 giorni or sono contro il Padova. Le uniche differenze potrebbero essere rappresentate dagli interpreti. Nell'ipotesi in cui, invece, Grassadonia - un po' per scelta un po' per esigenza - si affiderà ad un solo attaccante di ruolo, Jadid agirebbe da trequartista puro. Quasi in veste di seconda punta, tanto per intenderci. Una soluzione che il trainer granata ha provato e riprovato durante tutta la settimana di lavoro, complice anche la momentanea indisponibilità di Ferraro. Con il recupero dell'attaccante messinese Grassadonia dovrà decidere se affiancarlo al giovane Caputo, con Jadid a centrocampo, oppure impiegare soltanto Ferraro con Jadid nelle immediate vicinanze.

mercoledì 18 novembre 2009

Grassadonia vuole Jadid alla Snejder


e Camaleontica un po' per scelta ma molto per necessità. Potrebbe essere questa la definizione della Salernitana di Grassadonia che a Grosseto potrebbe cambiare ancora vestito o, se vi pare, spartito tattico. L'assenza di Dino Fava ed il contemporaneo ritorno di Francesco Montervino sta inducendo il trainer salernitano a mutare il modulo da opporre all'undici allenato da Gustinetti. Questioni di assenze ma anche necessità di portare via almeno un punto dallo stadio Zecchini contro una squadra che segna ma concede anche molto in difesa. Arrivare a diciotto punti al giro di boa vuol dire avere la media di quasi un punto e mezzo a partita, tenuto conto che mancano otto gare alla fine del girone di andata e la Salernitana ne giocherà quattro in casa e altrettante in trasferta. Sarà quindi ora di fare punti lontano dall'Arechi e poi provare a rendere lo stadio salernitano un fortino quasi inespugnabile. In virtù di questi numeri impietosi, Grassadonia dovrà modellare la squadra anche rispetto agli avversari mettendo dentro i ragazzi che in questo momento riescono a fornire determinate garanzie dal punto di vista tattico e nervoso. Nel corso di questa settimana Grassadonia ha provato a più riprese un modulo più scolastico che non prescinde dalle due punte ma permette più copertura in fase di non possesso palla. Il perno della manovra resta ancora il marocchino Jadid che dovrà cercare di garantire fosforo e sortite offensive, considerata l'assenza per squalifica di Dino Fava. Allora, via al 4-4-1-1 con la difesa composta da Galasso, Fusco, Stendardo ed il baby Agresta. In mediana sembra scontato il ritorno di Montervino che agirà da interno di centrocampo con Carcuro mente sugli esterni spazio a Soddimo sulla destra e Soligo sull'out mancino. In avanti Jadid agirà subito alle spalle di Caputo. Grassadonia si porterà dietro fino all'immediata vigilia di Grosseto, alcuni dubbi. Il primo riguarda il terzino sinistro che potrebbe essere Francesco Agresta, ma la giovane età del ragazzo (ha solo 19 anni) e la concreta possibilità di mandare allo sbaraglio un calciatore che possiede, in ogni caso, delle buonissime qualità dal punto di vista dinamico pongono degli interrogativi. Grassadonia però ha bocciato da tempo Machado mentre Bastrini in questo periodo sembra poco sereno. Quindi, le porte per Agresta si potrebbero spalancare senza che ciò comporti una assunzione di responsabilità importante. A centrocampo L’unico dubbionella zona nevralgica del campo è legato alla presenza di Carcuro che si giocherà il posto con uno tra Tricarico e Pestrin. Sugli esterni sono ridotte al millesimo le speranze di vedere uno tra Statella e Pepe al posto di Soddimo mentre Soligo sembra avere assicurata una maglia da titolare. In avanti Jadid avanza solo di qualche metro per innescare l'unica punta che dovrebbe essere Caputo. Sull'attaccante da schierare, però, Grassadonia si riserva di valutare anche i progressi di Emanuele Ferraro, autore del gol del momentaneo vantaggio a Padova. Dubbi che saranno sciolti nei giorni che separano la squadra dalla partenza per la maremma. Questa sembra l'idea di massima nella testa di Grassadonia ma durante gli allenamenti è stato provato anche il classico "rombo" a centrocampo composto da Carcuro davanti alla difesa, Soligo e Montervino interni e Jadid dietro Ferraro e Caputo. In questo caso, però, Grassadonia non avrebbe attaccanti in panchina visto che Merino resta ancora fermo e Cozza non è recuperabile per sabato. Ci sarebbero Orlando e Siano, aggregato ieri al gruppo della prima squadra. Ciò che balza agli occhi è la perdurante rinuncia a Pestrin, che in questo momento ha bisogno di trovare la serenità giusta e un minimo di condizione per tornare ad essere il calciatore di qualche tempo fa

martedì 17 novembre 2009

Montervino litiga con un tifoso


Il fuoco covava da tempo sotto la cenere e ieri si è registrata la giornata più tesa da quando è cominciato questo campionato sciagurato della Salernitana. La squadra si stava allenando regolarmente al campo Volpe sotto lo sguardo di un centinaio di tifosi quando, durante la partitella finale, un tifoso si è rivolto verso Francesco Montervino per gridargli qualcosa. Una parola di troppo, forse, che ha indotto il calciatore a fermarsi per incrociare lo sguardo del tifoso. Si è scatenato il parapiglia tra il tifoso ed il calciatore. Il ragazzo non ha esitato ad arrampicarsi sulla recinzione pronto ad entrare in campo per regolare la questione con Montervino che, tenuto dai suoi compagni, ha istintivamente invitato alla sfida il giovane, il quale, a sua volta ha esclamato: «Non ti devi permettere di guardarmi! Gioca e stai zitto!». Vicino a lui altri tifosi che rivolgevano epiteti non proprio accomodanti verso il calciatore che, rinsavito, ha invitato il ragazzo per un chiarimento che, di fatto, non è avvenuto. Gli animi si sono calmati quando sono accorsi il capitano Fusco e gli altri componenti della squadra con i dirigenti Cosimo D'Angelo e Genny Gagliano che hanno cercato di riportare la calma allontanando prima il calciatore e poi parlando con il gruppetto di tifosi che hanno chiesto il perché dell'atteggiamento di Montervino. La contestazione ha poi riguardato tutti i calciatori, invitati a lavorare a testa bassa. La squadra ha poi terminato l'allenamento dopo un colloquio al centro del campo con mister Grassadonia, anche lui intervenuto per riportare la calma. Insomma, un brutto pomeriggio di questa stagione che sta riservando solo delusioni alla tifoseria granata. Dopo l'allenamento Montervino si è intrattenuto con alcuni tifosi nello spazio antistante il Volpe ed ha chiesto di contattare il tifoso che lo ha apostrofato. Il contatto telefonico non ci sarebbe stato ma resta l'episodio che testimonia la grande tensione che aleggia tra la tifoseria esasperata dai risultati. Dell'episodio è stato avvertito immediatamente il presidente Lombardi ed il direttore sportivo Nicola Salerno che si sarebbero riservati di prendere dei provvedimenti nei confronti di Montervino. Sull'episodio si è poi soffermato Manolo Pestrin, un altro calciatore che ultimamente non è nelle grazie della tifoseria: «Non mi sembra sia successo qualcosa di particolare. C'è malumore da parte dei tifosi e da parte nostra. Ci può stare in questo momento. Meglio chiudere questa cosa in fretta». Si chiude un capitolo per aprirne un altro legato alla stagione di Pestrin, finora al di sotto delle aspettative: «Non sto dando il massimo. Le critiche fanno parte del mestiere anche se molte sono pretestuose e non guardano i dati oggettivi. Posso rispondere se mi si imputa una prestazione non buona ma quando si va sul personale e sulla vita privata non è giusto. Sono cose che non fanno bene alla squadra e nemmeno a me. I dati oggettivi sono questi: siamo la peggiore squadra, abbiamo la peggior difesa, il peggior centrocampo e il peggior attacco. Invece, leggo spesso che devo andar via e che ho smesso di giocare. Non è così. Io ho tre anni di contratto e voglio restare qui. Leggo di squadre che mi vorrebbero ma io non so nulla e sono solo concentrato sulla salvezza della Salernitana»

lunedì 16 novembre 2009

Salernitana, si allontana la zona salvezza


La zona salvezza si allontana ancora. Adesso sono dieci i punti di distacco che separano la Salernitana dalla permanenza diretta in serie B. Il forzato turno di stop che ha spaccato in due la 14esima giornata del campionato cadetto, non ha favorito i piani e le speranze dell'undici di Grassadonia, costretto a mordere il freno per il rinvio della gara con l'Empoli. Tutte o quasi le dirette concorrenti per il mantenimento della categoria hanno fatto enormi passi in avanti, lasciando i granata sempre più ultimi in graduatoria. Gli exploit esterni di Gallipoli e, soprattutto, del Crotone hanno allungato ulteriormente la classifica. Fusco e compagni, sebbene abbiano una partita da recuperare (la gara con l'Empoli è in programma l'otto dicembre prossimo all'Arechi), si ritrovano a ben 10 lunghezze di distacco dall’Ascoli che - a quota 15 - in questo momento sarebbe salvo senza nemmeno passare per i play out. Il successo dei pitagorici, corsari a Modena con un secco due a zero, ha inguaiato ulteriormente i calcoli della Salernitana. Lo stesso dicasi per il Gallipoli, capace di espugnare il Cittadella al Tombolato. Soltanto Piacenza e Mantova non sono riuscite a muovere più di tanto la classifica, lasciando qualche flebile fiammella di speranza ai granata. Il Piacenza non è andato oltre lo 0 a 0 contro il Torino, mentre il Mantova è crollato davanti al proprio pubblico ad opera del sorprendente Cesena di Bisoli. Inutile dire che la Salernitana resta mestamente ultima in classifica con appena 5 punti, frutto di una sola vittoria, due pareggi e ben 10 sconfitte. Nella zona che scotta comunque dovranno recuperarsi anche altri incontri, tra cui Reggina-Sassuolo e Grosseto-Albinoleffe. In questo momento, comunque, sarebbe meglio non guardare più di tanto la classifica. Il rischio di un contraccolpo psicologico da parte della squadra è dietro l'angolo. Lo sa bene Grassadonia che, proprio la settimana scorsa, aveva manifestato il timore di vedere allontanarsi ulteriormente le dirette concorrenti per la salvezza a causa dello stop forzato. Così è stato, purtroppo. Adesso non resta che rimboccarsi le maniche e provare a macinare punti vitali per la salvezza. Partendo proprio dalla prossima trasferta in quel di Grosseto. Contro la formazione maremmana, Grassadonia sta pensando di apportare qualche modifica rispetto all'undici schierato in campo a Padova. Un po' per esigenza, un po' per scelta tecnica. A centrocampo, infatti, potrebbe esserci qualche novità. Soprattutto sulla sinistra. In pole position per un posto da titolare sembra esserci Millesi. L'ex esterno dell'Avellino potrebbe essere schierato dal primo minuto, dirottando Soligo sul versante destro della mediana. L'ipotesi Millesi, elemento dalle spiccate doti offensive, è suggerita anche dal fatto che il Grosseto su quella stessa catena potrebbe essere costretto a tenersi più basso rispetto al solito. Millesi, contro il Padova, fu costretto a mordere il freno a causa di un infortunio rimediato nella partitella amichevole di pochi giorni prima all'Arechi. Il calciatore ha recuperato a pieno e contro il Grosseto vuole essere in campo dal primo minuto

venerdì 13 novembre 2009

Murolo bocciato, la Salernitana è di Lombardi


Respinto il ricorso di Murolo, per il giudice civile la Salernitana è tutta di Lombardi. Il Tribunale (Prima sezione, presidente Ferrara, giudici Colucci e Ricciardi) ha rigettato il ricorso di Murolo, contenente denuncia ex art. 2409 del Codice Civile, perchè l’ex vicepresidente non è stato ritenuto socio della Salernitana all’atto della presentazione dell’azione legale. Niente amministrazione controllata del club granata, quindi, niente ispezioni in società: per il Tribunale la gestione della società Salernitana Calcio risulta priva di anomalie e quindi portata avanti da Lombardi nel rispetto delle regole. Il Tribunale di Salerno ha rigettato il ricorso di Murolo perchè ritenuto privo di legittimazione. Due i punti focali della non ammissibilità dell’atto: la comunicazione tardiva della volontà di Murolo di esercitare il suo diritto di opzione e una dichiarazione di sottoscrizione non conforme al deliberato assembleare del 19 giugno 2009. Murolo avrebbe dovuto esercitare il suo diritto entro il 24 luglio 2009 e non lo fece, spedì la dichiarazione di sottoscrizione il 23 luglio 2007 ma la stessa fu ricevuta dal legale rappresentante della Salernitana calcio il 27 luglio, cioè oltre il termine fissato per l’esercizio del diritto di opzione. Lombardi il 19 giugno sottoscrisse anche le azioni parte quota di Murolo, di conseguenza non avendo quest’ultimo esercitato il diritto di opzione perse il suo status di socio dal 24 luglio. Tenendo presente che il ricorso contenente denuncia ex art 2409 fu depositato da Murolo il 28 luglio, quando non era più socio della Salernitana e quindi non era legittimato a proporlo, l’azione giuridica non è stata accolta dal Tribunale. L’avvocato Roberto Malinconico rappresentante legale, insieme al professore Alberto Amatucci, del presidente Lombardi e della Salernitana Calcio commenta così la sentenza. «E’ venuto fuori in maniera chiara un concetto: Murolo non è più socio della Salernitana perchè non ha esercitato il suo diritto di ricapitalizzazione, il pacchetto azionario appartiene al cento per cento a Lombardi. Ci tenevamo affinchè in tempi brevi venisse fuori la verità, la controparte invece dopo aver inoltrato il sollecito per l’attivazione della procedura d’urgenza il 13 ottobre chiese una sospensiva del giudizio per far allungare i tempi, sospensiva che non è stata accordata». Soddisfazione da parte dell’avvocato Roberto Malinconico che ha visto accolte le sue tesi difensive. «Si tratta della seconda vittoria per Lombardi dopo quella sportiva e mi riferisco alla sentenza della Disciplinare che smontò la tesi accusatoria di controllo del club da parte della famiglia Murolo. Certo è che l’amarezza del presidente è ancora tanta per tutto quello che ha dovuto subire ingiustamente in questi mesi. Per la Salernitana e per i tifosi ovviamente si tratta di una notizia che fa chiarezza e dà serenità». L’avvocato D’Alessandro, legale di Murolo, replica. «La partita comincia in salita ma va avanti, c’è un’altra tappa immediata che riguarda la discussione sulla richiesta di Murolo del sequestro delle quote del pacchetto azionario. E ciò in attesa di quello che sarà il giudizio del 15 gennaio, in merito all’impugnativa della delibera assembleare di aumento di capitale». «E comunque- aggiunge D’Alessando- sono state rigettate le richieste di Murolo in merito alla richiesta dell’applicazione del procedimento previsto nell’art. 2409, ma è stata anche rigettata la richiesta di risarcimento danni da parte di Lombardi nei confronti di Murolo per lite temeraria, perchè la lite non è stata considerata tale, e il giudice ha deciso di condannare le parti in egual misura per le spese processuali. Quindi direi che è finita pari tenendo presente le bocciature delle richieste avanzate dalle due parti. E ad ogni modo posso già anticipare che faremo reclamo alla Corte d’Appello»

giovedì 12 novembre 2009

Fusco: risponderò alle critiche con i fatti


È entrato anche lui nell'occhio del ciclone per alcune prestazioni non all'altezza della situazione. Luca Fusco però, da capitano, accetta di non ammainare la bandiera convinto che il piccolo grande miracolo della salvezza sia ancora possibile. Accetta di parlare dopo l'ennesima sconfitta di Padova e del nuovo corso, targato Grassadonia. La Salernitana è ancora ultima in classifica nonostante la buona prova di Padova ed il capitano non nasconde la situazione critica: «Inutile nascondersi - ammette Fusco - I numeri parlano chiaro. Stiamo lavorando molto. Con Grassadonia facciamo cose che con altri tecnici non sperimentavamo. La sosta ci deve far trovare pronti alla trasferta di Grosseto. In difesa non stiamo facendo bene». Quando parla di difesa, Fusco accetta anche di parlare di se stesso e delle critiche che da più parti gli sono state mosse: «Non sto vivendo il mio miglior momento. Le critiche fanno parte del gioco. Ci saranno critiche giuste, ingiuste ed altre prevenute. Bisogna accettarle, stare zitti e successivamente togliersi qualche sassolino dalla scarpa». Nonostante ciò non ammette di essere il parafulmine di una squadra che fa acqua da tutte le parti: «Sono temprato. Tanti anni di Salernitana insegnano tanto. Vogliamo trasformare le critiche in elogi. Vado in campo sempre cercando di onorare la maglia». Fusco fa parte della schiera dei calciatori in scadenza di contratto e finora la Salernitana non ha ancora proposto al capitano un rinnovo, sapendo che il Pescara avrebbe fatto di tutto per averlo. «In questo momento la priorità è la classifica». Anche sul discorso relativo ai pagamenti degli stipendi il capitano è chiaro: «Tra i tanti problemi è il minore. Tutte le società vivono momenti difficili e la Salernitana forse è una delle più puntuali. Ci sono tanti piccoli problemi che fanno in modo che la squadra non faccia punti. Aggiungiamo anche quello mentale. La vittoria è la medicina di tutto altrimenti la salvezza diventa una chimera». Fusco, a distanza di una settimana, ritorna anche sulla polemica con il suo ex compagno Arturo Di Napoli che dichiarò di non essere stato difeso dal capitano: «Non mi piace parlare del passato ma visto che mi ha tirato in ballo dico che Di Napoli è stato un giocatore indifendibile per i suoi comportamenti nei confronti del gruppo, della città e dei tifosi. Da salernitano non mi sono sentito di difenderlo così come i miei compagni. È facile poi attaccare un compagno da 500 chilometri di distanza. Noi sappiamo cosa ha fatto l’anno scorso e le cose devono restare nello spogliatoio. Lui è bravissimo a dichiarare amore a Salerno e poi a Messina. Io non ho potere di decidere chi va via e chi resta. Se avessi voluto difendere qualcuno lo avrei fatto con mio fratello. Un compagno di Di Napoli disse in un’intervista che lui è un nemico della verità e con questo chiudo l’argomento». Chiusa la polemica, si torna a parlare di calcio con la domanda che tutti i tifosi si chiedono: la Salernitana si salverà? «Me lo auguro con tutto il cuore e faremo di tutto nonostante qualcuno ci dia già per spacciati. L'obiettivo è di poter girare intorno ai venti punti. Sotto i quindici sarà difficile salvarci. In questo momento ci riesce tutto difficile ma non ci sono giocatori scarsi»

mercoledì 11 novembre 2009

Cura Grassadonia, s’inizia dalla difesa


Urge un cambio di rotta. Immediato. Gianluca Grassadonia concentrerà ancora le sue principali attenzioni sul pacchetto arretrato. Il trainer granata cercherà di sfruttare la sosta forzata per tappare tutte quelle falle che, sovente, si aprono come voragini nelle maglie del pacchetto arretrato. Errori dei singoli, errori di posizione ed errori collettivi che hanno portato la difesa dalla Salernitana ad essere la più battuta di tutto il campionato. In appena 13 gare, infatti, la retroguardia granata ha subito 24 reti. Tante. Troppe. Anche e soprattutto per una squadra che deve salvarsi. Sia ben chiaro, Grassadonia è l'ultimo responsabile di questo sfascio, se non altro perché è salito sulla tolda della nave (che fa acqua da tutte le parti) da appena una settimana. Toccherà a lui, comunque, cercare di limitare i danni d'ora in avanti. Alla sua prima sulla panchina granata non è che le cose siano andate meglio. Anche a Padova, infatti, il pacchetto arretrato si è rivelato distratto e inadeguato, incassando i soliti tre ceffoni. Una difesa monca e allo sbando che è stata preda - come al solito - delle bocche da fuoco avversarie. Gli esterni che non sono esterni e i centrali che sembra abbiano smarrito la via maestra. Unica eccezione, Mariano Stendardo. Poco, troppo poco. Che questa squadra sia orfana di terzini di ruolo è fin troppo evidente. Bastrini e Galasso si stanno adattando in ruoli che non gli appartengono. Il primo è un centrale naturale prestato all'out mancino, che sabato scorso ha giocato anche con una forte infiammazione al pube pur di dare un minimo contributo alla causa granata. Galasso è un ibrido che soltanto nella passata stagione, nelle fila di un Bari che viaggiava a mille all'ora verso la massima serie, è stato impiegato nel ruolo di terzino destro. Le alternative sono poche e, a quanto pare, non convincono. Machado è stato rimandato a data da destinarsi da Grassadonia. Fin quando si tratta di spingere, il brasiliano se la cava dignitosamente. Altro discorso è quello relativo alla fase di interdizione e di non possesso palla. I fondamentali per un terzino, insomma. Su quella corsia, l'unica soluzione sarebbe il giovane Agresta. Grassadonia ci sta pensando. E' evidente che il trainer granata non vuole bruciare l'ex enfant prodige della Primavera. A destra invece, in attesa del rientro di Kyriazis che deve scontare ancora tre turni di stop, c'è soltanto Sasà Russo. Una garanzia in termini di esperienza. Un po' meno per quanto riguarda tenuta fisica e posizione. Russo, sebbene un jolly, è un centrocampista prestato alla difesa. Siamo alle solite, insomma. La Salernitana non ha terzini, ma dovrà arrangiarsi fino a gennaio. Al centro non è che le cose vadano meglio. Anzi. Kyriazis è l'ombra del giocatore ammirato nella passata stagione e capitan Fusco non sembra avere più lo smalto dei tempi migliori. Il capitano mostrava forza e muscoli soprattutto negli anticipi e nella visione di gioco. Se vengono a mancare anche queste doti il quadro diventa davvero desolante. I numeri del resto parlano chiaro. La Salernitana ha incassato 24 reti in 13 giornate di campionato: quasi due gol a partita. Grassadonia sa bene che d'ora in poi si deve invertire necessariamente la rotta.

martedì 10 novembre 2009

Grassadonia: ecco la ricetta per la salvezza


Neanche il tempo di leccarsi le ferite che già si deve guardare avanti. Gianluca Grassadonia sa bene che non può piangersi addosso perché la sua Salernitana ha un bisogno disperato di punti. Inutile, quindi, recriminare più di tanto sugli episodi negativi che hanno causato l'ennesima sconfitta esterna in quel di Padova. Rialzare la testa: questo è l'imperativo del trainer granata. «Padova è alle spalle e noi abbiamo il dovere di guardare con fiducia alle prossime partite. Ai ragazzi ho fatto soltanto i complimenti per come avevano interpretato il match: gli ho detto che sono orgoglioso di allenare degli uomini veri che hanno fatto la partita che avevo chiesto loro. Di negativo c'è soltanto il risultato. La squadra è viva». La Salernitana, però, è sempre più ultima in classifica. Il trainer granata conosce soltanto una ricetta per svestire i panni della cenerentola del torneo cadetto. «Bisogna fare punti. Quanti più punti è possibile senza pensare troppo a gennaio». Già, il mercato di riparazione. Grassadonia dimostra di conoscere a fondo le insidie che si celano dietro quello che potrebbe essere una sorta di alibi. «Gennaio è lontano e bisogna essere lucidi nell'arrivarci con una buona dose di punti in dote». L'allenatore ha le idee molto chiare. «Riuscissimo a fare 12, almeno 10 punti, fino alla riapertura delle liste sarebbe già un buon passo in avanti. L'importante è muovere la classifica. Inutile, quindi, pensare adesso al mercato. La squadra è questa e sono convinto che può migliorare». Anche perché il rischio potrebbe rivelarsi altissimo. «Se pensassimo soltanto a gennaio, alla riapertura delle liste il nostro campionato potrebbe anche essere già finito». Doveroso, dunque, concentrarsi sul prossimo impegno di campionato. «Questa sosta ci permette di lavorare per due settimane e di mettere a posto qualche giocatore che era infortunato». Chiaro il riferimento ai vari Montervino, Cozza e Millesi (che contro il Grosseto dovrebbero essere potenzialmente arruolabili). «Io avrei preferito scendere subito in campo perché le altre giocano, possono fare punti e la classifica potrebbe allungarsi. Dopo la prova gagliarda che avevamo disputato a Padova eravamo mentalmente pronti per questa partita (con l'Empoli ndr)». Grassadonia non teme di essere un allenatore a termine e svela alcuni retroscena capitati subito dopo la trasferta di Padova. «Se sia o meno un allenatore con la valigia dietro l'angolo non mi interessa. Non sarebbe un mio problema, ma probabilmente della società. Ho sentito il presidente e mi ha detto di andare avanti così. È chiaro che era dispiaciuto per il risultato. Lui, come tutti credo, ritiene che avremmo meritato di più». Grassadonia ha parlato anche con Fava, poco prima che la squadra scendesse in campo ieri pomeriggio al Volpe per la ripresa dei lavori. «Purtroppo perdiamo per squalifica un giocatore importante e non potremmo proprio permettercelo. Il ragazzo si è scusato con la squadra. Io, invece, gli ho solo detto che deve pagarmi un telefonino che ho sfondato dopo la sua espulsione». NOTIZIARIO - Grassadonia ha diviso il gruppo in due tronconi. L'undici sceso in campo a Padova ha effettuato un lavoro più blando. Tutti gli altri, invece, a sgobbare al coperto vista la pioggia battente. Cozza ha fatto soltanto una seduta di fisioterapia. Jadid ha effettuato un lavoro differenziato di potenziamento. Oggi doppia seduta di lavoro sul sintetico di Baronissi.

lunedì 9 novembre 2009

Con Grassadonia granata più vivaci


Invertendo l'ordine degli elementi il prodotto non cambia. Soltanto per il momento, però. Almeno si spera. La nuova Salernitana targata Grassadonia, nonostante il pesante passivo subito a Padova, ha mostrato segnali di ripresa. La squadra è apparsa viva, capace di offendere e di rintuzzare colpo su colpo le sortite offensive avversarie. Il tutto nonostante limiti tecnici marchiani, lacune evidenti in organico, defezioni di vario tipo ed anche l'inferiorità numerica dal 20esimo della ripresa. La cura Grassadonia non ha pagato, ma soltanto per un pizzico di sfortuna unita a qualche discutibilissima decisione arbitrale oltre alle solite - imperdonabili - amnesie difensive. Il trainer granata, rispetto al recente passato, ha avuto un paio di intuizioni che non sono affatto dispiaciute. Anzi. Grassadonia ha avuto il merito ed il coraggio di avanzare l'italo marocchino Jadid a ridosso delle due punte, rispolverando Pestrin davanti alla difesa con due mastini a coprirgli i lati. Un centrocampo a rombo, tanto per intenderci. Probabilmente è stata proprio questa la scelta che ha convinto di più nel solito sabato grigio (purtroppo) per i colori granata. L'idea non vince, ma convince. Pestrin, schierato nel suo ruolo di centromediano metodista, è apparso molto più disciplinato. Lo stesso dicasi di Jadid che ha fatto il bello ed il cattivo tempo dietro le punte fin quando le gambe lo hanno retto. Discorso un tantino diverso per quanto riguarda i due laterali Soligo e Tricarico. Il primo, probabilmente, avrebbe reso meglio sulla corsia di destra. Tricarico invece, nonostante la generosità, non è certo a suo agio in quel ruolo. Le premesse, comunque, lasciano ben sperare per il futuro. Soprattutto se so considera alcuni elementi fermi ai box che potrebbero tornare utili in uno spartito tattico del genere. Vedi i vari Montervino, Millesi e Merino. Le tre "M" che, se in forma, potrebbero risultare indispensabili a Grassadonia e alla Salernitana. Per non parlare di Cozza. E' altrettanto vero che il tempo stringe e la formazione granata si trova sempre più costretta a fare i conti con una classifica impietosa. Ma tant'è. Non è escluso, comunque, che gli errori commessi in mediana siano determinati anche dalle lacune del pacchetto arretrato. Che la Salernitana sia orfana di due terzini di ruolo è fin troppo evidente. Non è un caso che le reti siano venute sempre da sfondamenti sulle fasce e che mai, o quasi mai, gli esterni granata abbiano dato una mano in fase di proposizione agli eterni del centrocampo. In questo caso, però, Grassadonia c'entra poco. Sabato scorso, il tecnico ha dovuto fare di necessità virtù vista anche l'indisponibilità per squalifica di Kyriazis e la bocciatura tecnica di Machado. Capitolo attacco. Contro il Padova, Grassadonia ha rilanciato nella mischia Ferraro, al posto di Caputo. La scelta si è rivelata efficace soltanto a metà. L'attaccante messinese ha risposto con un gol fatto ed uno divorato. Ma tant'è. Del resto se la qualità dei calciatori in organico fosse stata diversa, la Salernitana non si ritroverebbe desolatamente ultima in classifica con tutti i record negativi a suo carico

domenica 8 novembre 2009

Salernitana sconfitta a Padova, Società minaccia esclusioni, tifosi in rotta con la squadra


Alla fine dei 90 minuti della tredicesima giornata del campionato cadetto tra le squadre del nordest è solo il Padova a festeggiare. E pensare che all'Euganeo le cose sembravano essersi messe male: la Salernitana, ultima in classifica, era infatti passata in vantaggio all'8' con Ferraro. È stato necessario aspettare la mezz'ora per il pareggio dei biancoscudati con Di Nardo e il secondo tempo - al minuto 20 - per il vantaggio con Soncin su rigore. Il gol del 3-1 allo scadere (45') con Bovo. Con questa vittoria i veneti si trovano al terzo posto in classifica, in attesa del match di Torino lunedì.

La Salernitana, invece sprofonda sempre più in classifica. Ora il Piacenza (al penultimo posto) è a 4 punti mentre le quartultime sono a -7. Domenica alle 12.30 all'Arechi avrebbe dovuto disputarsi la gara Salernitana- Empoli ma i toscani ad inizio settimana chiederanno il rinvio della gara per gli impegni nelle rispettive nazionali di tre tesserati. La gara potrebbe essere recuperata martedì o a data da destinarsi.

Intanto la Salernitana è in silenzio stampa e la società ha fatto trapelare che potrebbero essere presi dei provvedimenti di esclusione per alcuni calciatori.

Tensione infine a Padova. Al termine della gara i calciatori sono stati invitati dai tifosi a recarsi sotto la Curva ma soltanto due atleti hanno risposto all'invito. Un gesto, questo, che non è piaciuto ai tifosi che preannunciano contestazione alla ripresa degli allenamenti.

Fava, intanto, per l'ingenua espulsione potrebbe essere multato dalla Società

Il Direttore Nicola Salerno crede ancora nella salvezza. In viaggio di ritorno verso Trieste, pur non criticando apertamente la precedente gestione tecnica ha detto: "Questa squadra è come una copertà troppo corto. Da qualunque lato la si tiri c'è sempre qualcosa che non va. Probabilmente questa squadra e tutti noi non siamo all'altezza della piazza Salernitana per i risultati che non stiamo raccogliendo".

venerdì 6 novembre 2009

Grassadonia: «A Padova senza paura»


Grassadonia è già in clima partita. E’ come se a Padova domani pomeriggio dovesse scendere lui in campo. Sente l’esordio non perchè è emozionato, bensì perchè non vede l’ora di poter dimostrare il suo valore. Ed ecco che il nuovo tecnico affronta agevolmente il discorso formazione. «Abbiamo provato due soluzioni. Valuteremo a Padova nella rifinitura. Sono indeciso se utilizzare un centrocampo a tre, oppure due esterni alti tenendo presente che utilizzerò le due punte centrali». Quale sarà il vostro atteggiamento? «Sarebbe importante andare in campo sapendo di avere di fronte una squadra che gioca a memoria e con grande aggressività. Su questo dobbiamo lavorare anche perchè il Padova è squadra che concede qualcosa». Lancerà Ferraro? «Ho tre punte che si integrano bene. Ho chiesto loro di non andare sull’esterno perchè non si fa gol da quella posizione. Soddimo e Pepe hanno caratteristiche da esterni e non bisogna snaturarli. Jadid può fare il rifinitore e mi ha dato ampia disponibilità però potrei utilizzare anche un esterno alto che dovrà sacrificarsi per coprire». Cosa ha chiesto ai suoi ragazzi? «Vorrei avessero la mia rabbia e devo dire che i ragazzi la stanno mostrando. Vorrei avessero la mia voglia di uscire da questa situazione. Lo scetticismo che c’è intorno a me in questo momento va cancellato. Ripartire con umiltà e ferocia». Come ha trovato la squadra? «Mi ha fatto piacere la disponibilità della squadra. Non ho pensato a cose negative. Mi concentro soltanto sul lavoro e sulla gara di Padova. Voglio curare tutti i particolari». E i difensori? «Vorrei avere più scelte in difesa. Per quello che è il mio metodo c’è tanto da lavorare e per questo ho chiesto tanta attenzione. I ragazzi mi seguono. Ci sono dei meccanismi da migliorare ma resto fiducioso». Come giocherà la squadra a Padova? «Ho chiesto di non puntare solo sulle ripartenze ma di provare a fare gioco. In questo momento non siamo al massimo perchè la palla scotta ma quando la avremo noi cercheremo di proporre qualcosa». Jadid dove giocherà? «Jadid ha giocato da rifinitore dietro la punte ma deve anche trovare condizione. Se lui ha copertura con due interni penso possa fare bene». La sua scelta come è stata presa dalla squadra? «Se fossi ancora un calciatore e vedessi il tecnico della Primavera diventare allenatore non sarei preoccupato. Penserei alla mia posizione contrattuale, al fatto che magari l’anno prossimo non ti vuole nessuno e per questo salvaguarderei il mio futuro che è la Salernitana». Cosa le ha detto Lombardi? «Il presidente mi ha dato carta bianca. Sa che ho la mia testa e se mi ha messo qui vuol dire che ci crede. Lavorerò fino a quando mi sarà data la possibilità. A Fusco e Russo ho detto di darmi del tu e chiamarmi per nome. Gli viene difficile ma non è da ciò che si vede il rispetto»

giovedì 5 novembre 2009

Lombardi smorza la polemica degli ultrà


C'era anche il presidente Lombardi al campo Volpe mentre la squadra sosteneva il suo primo allenamento in città agli ordini di Gianluca Grassadonia. Il numero uno granata è arrivato intorno alle 16 e si è trattenuto con l'intero stato maggiore della Salernitana per tutta la durata della seduta di lavoro. Al suo fianco, il direttore sportivo Nicola Salerno, il direttore organizzativo Lo Schiavo, il team Gagliano e D'Angelo. Poco distante Ciccio Cozza, ancora fermo a palo per il solito infortunio. Lombardi non è stato accolto bene dagli oltre 50 supporter presenti al Volpe per assistere alla prima sgambata della Salernitana targata Grassadonia. Un gruppetto di tifosi, infatti, lo ha preso di mira, ironizzando sulla restituzione del proprio abbonamento e puntando l'indice su una squadra definita come "insalata". Lombardi non ha battuto ciglio. A fine allenamento ha parlato a lungo con Grassadonia abbracciandolo in maniera decisa. Subito dopo il rompete le righe una delegazione di tifosi, capeggiata dal presidente del centro di coordinamento Salernitana Club, Riccardo Santoro ha voluto incontrare il direttore sportivo, Nicola Salerno. Un faccia a faccia molto civile in cui si è parlato innanzi tutto dell'ennesimo ribaltone tecnico. La società sembra abbia rassicurato i tifosi sulla bontà della scelta. Non solo. Il diesse ci ha tenuto a precisare che Grassadonia è stata una prima scelta. Il tecnico sarebbe stato promosso in prima squadra non per difficoltà economiche, ma perché la società crede ciecamente in lui. Secondo Salerno, insomma, Grassadonia sarà la scommessa vincente della Salernitana. Il presidente del centro coordinamento ha chiesto anche rassicurazioni sul futuro granata. Partendo naturalmente dalla campagna rafforzamento. A quanto pare, anche in questo caso il diesse avrebbe tranquillizzato i tifosi, promettendo almeno 4-5 acquisti per il mercato di gennaio. La società sa bene come e dove intervenire. Voci di corridoio sussurrano dell'arrivo di un terzino e di un regista alla riapertura delle liste. Uno che possa affiancare Jadid in mediana ed un cursore di fascia di ruolo. Intanto bisogna andare avanti così. Lo sa bene Grassadonia che proverà a cambiare pelle alla sua creatura, cercando di limitare i danni fino alla riapertura del mercato di gennaio. All'orizzonte c'è la delicatissima sfida di sabato prossimo con la matricola terribile Padova in trasferta. Il trainer granata ha deciso di affidarsi in difesa ai giocatori più esperti, senza eccessivi stravolgimenti tattici. L'obiettivo dichiarato è quello di alzare una saracinesca impenetrabile davanti a Polito. Anche il modulo, sebbene potenzialmente camaleontico, sarà un 4-4-2. Le principali novità vengono dal reparto offensivo dove Ferraro sembra destinato a fare coppia con Fava. L'attaccante messinese ha subito ripagato la fiducia del tecnico con una tripletta rifilata alla formazione primavera, dimostrando una buona intesa con l'ex attaccante del Bologna. Nel caso in cui Ferraro venisse confermato nell'undici base a fargli posto sarà sicuramente il giovane Caputo che ieri è stato schierato soltanto nel terzo tempo, nella formazione delle probabili seconde linee. Grassadonia culla il sogno di tonare dalla trasferta di Padova con punti preziosi. Sia per lui, sia per la squadra. Di questi tempi, infatti, un risultato positivo in trasferta sarebbe una vera e propria manna dal cielo

mercoledì 4 novembre 2009

Grassadonia prova a rilanciare Ferraro


Prima di tutto non prenderle. Gianluca Grassadonia intende partire da questo vecchio adagio per tentare di risollevare le sorti della Salernitana. Per farlo, l'ex difensore di Salernitana e Cagliari intende affidarsi ad un modulo semplice-semplice, concentrandosi sui reparti che, al momento, appaiono i più fragili. La nuova Salernitana dovrebbe schierarsi (almeno nella prossima trasferta di Padova) con un classico 4-4-2. Difesa blindata, anzi blindatissima. La linea a quattro prevde Russo, Fusco. Stendardo e Bastrini con Galasso e Machado esterni alti a centrocampo. E’ stata questa una delle prove di ieri, ovviamente si attendono altre conferme. Centrocampo di fosforo e sostanza e due punte pronte a colpire in contropiede. L'allenatore ha fatto fare gli straordinari al pacchetto difensivo fin dalla sua prima seduta di lavoro. Grassadonia ha immediatamente fatto un primo bilancio della situazione. I numeri impietosi della squadra sono sotto gli occhi di tutti, ma la fragilità del pacchetto arretrato è la cosa che, evidentemente, lo preoccupa più di ogni altra. La Salernitana ha la peggiore difesa del torneo cadetto con 21 reti subite e l'allenatore intende tappare tutte quelle falle che si aprono sistematicamente davanti a Polito. In queste due prime sedute di lavoro alla guida dei granata, Grassadonia ha messo sotto torchio tutti i difensori di ruolo, provando a migliorare sia i movimenti collettivi, sia quelli dei singoli. Non solo. Il tecnico ha anche schierato i giocatori nei loro ruoli naturali, senza grossi stravolgimenti di sorta. Facile intuire che contro il Padova, la linea difensiva a 4 della Salernitana sarà quasi sempre bloccata come un bastione a salvaguardia della propria porta. Resta, tuttavia, il rebus degli uomini. Resta il problema dell'assenza di terzini (soprattutto quello sinistro) di ruolo. Se con Galasso, sulla corsia di destra, tutto sommato sembra possibile riuscire ad arrangiarsi, dalla parte opposta il neo allenatore dovrà necessariamente cercare una soluzione al problema. In lizza per una maglia ci sono i soliti Machado, Bastrini (che però è stato anche schierato nella sua posizione naturale al centro della difesa) ed anche il sempreverde Sasà Russo. Eccezion fatta per il brasiliano - che però non convince quando si tratta di difendere - nessun giocatore è di ruolo. Altra ipotesi, sebbene un tantino azzardata, è quella del giovane Agresta. Il terzino sinistro (l'unico) era uno dei pupilli della Primavera allenata fino a pochi giorni or sono da Grassadonia ed è stato provato ieri proprio sull'out mancino. La coppia centrale, complice la lunga assenza di Kyriazis per squalifica, sarà composta da capitan Fusco e Stendardo. Altro discorso è quello relativo al centrocampo. Nella zona nevralgica, il trainer granata non intende prescindere da due mediani come Jadid e Soligo. Sugli esterni, invece, il discorso è un tantino più complesso. Soddimo, Pepe e Millesi sono in lizza per due maglie. I primi due, comunque, sembrano partire favoriti. Non è escluso, comunque, che Grassadonia si affidi ad un solo esterno offensivo come Soddimo per schierare un centrocampista di contenimento in più (le ipotesi sono Tricarico o Pestrin). Anche il tandem d'attacco potrebbe presentare qualche novità. Per molti tratti dell'allenamento, infatti, il tecnico ha schierato la coppia composta da Fava e Ferraro. In tal caso, il giovane Caputo partirebbe dalla panchina.

martedì 3 novembre 2009

Grassadonia: sconfiggerò lo scetticismo


Rompe subito l’emozione, anche perchè per natura si definisce un freddo. Grassadonia si presenta così. «È una possibilità importante che mi viene offerta spero di riuscire a dare a questa squadra un qualcosa e a ricevere qualcosa di importante. So che c’è scetticismo da parte di molti. La decisione presa dalla società viene considerata non ponderata bene. Questo non mi interessa come non mi interessa la classifica. Mi interessa solo conoscere la squadra a fondo. Cosa promette? «Impegno, lavoro, bisogna parlare il meno possibile e lavorare con grande serenità». Ci ha pensato molto? «Ho detto subito sì: me la sento. Non è stata una scelta complicata o difficile o paurosa. Il direttore mi ha detto di vedermi sereno ed è la verità. Stanotte ho riposato dopo avere visto un paio di partite di Salernitana e Padova». Cosa ha detto alla squadra? «Sono arrivato al campo e ho parlato con i ragazzi, poi abbiamo lavorato fino a notte inoltrata. Domani faremo una doppia». Su chi punterà? «Penso di recuperare tutti quelli che sono in rosa. Non mi interessa cosa sia successo in passato. Il mio mandato parte da oggi: azzeriamo tutto. Valuterò di volta in volta i giocatori a disposizione». Come ha trovato la squadra? «Lo stato fisico e psicologico non è dei migliori. Però sono convinto che attraverso un lavoro mirato e con la partecipazione di tutti riusciremo a dare il massimo». Si sente tutelato? «La mia assicurazione è la squadra. Non cerco e non voglio tutori. Mi è stata data una responsabilità importantissima. Questa è la mia città». Perchè l’anno scorso fu esonerato dalla Primavera? «Lo scorso anno sono stato mandato via perché ho un mio modo di pensare: penso con la mia testa e decido con la mia testa. Penso di avere una personalità forte: se la società mi ha affidato questo compito lo sa». Dove interverrà? «La prima cosa sarà puntellare la fase difensiva. Partiremo da una linea a quattro con continue esercitazioni. Abbiamo lavorato sui movimenti, nei prossimi giorni andremo ad aggiungere i centrocampisti e poi il mosaico della squadra. Si andrà in ritiro? «La società mi aveva chiesto di andare in ritiro ed ho detto che non ce ne era bisogno, voglio che i ragazzi stiano a casa sereni. Domani saremo insieme a pranzo e vedremo i dvd delle partite del Padova. C’è da lavorare molto sia sui movimenti dei singoli sia su quelli collettivi». Il direttore le ha dato fiducia a lungo termine. Più sereno per questo? «Non mi sento un traghettatore perchè so di giocarmi le mie carte. Ma so che contano i risultati e le parole valgono fino ad un certo punto. Per cui potrò rimanere una partita, oppure due, oppure posso restare tutto il campionato. Ora penso al Padova». A chi si ispira? «Ho avuto tanti allenatori, per la fase difensiva penso a Del Neri, Ventura è un riferimento per come fa giocare la squadra e Sonetti per la gestione del gruppo. Ma ho avuto anche Mazzone e tanti altri. Fabiani mi consigliò di fare l’allenatore, questo è vero. Nel calcio ho buoni rapporti con tutti». L’esultanza di Cagliari, i salernitani ancora non riescono a cancellarla. Cosa dice? «È stato il mio più grosso errore ma fa parte del passato. Mi sono già scusato e lo faccio nuovamente. Ma ora vorrei essere giudicato per quello che farò vedere sul campo».

lunedì 2 novembre 2009

Esonerato Cari, panchina a Grassadonia


Marco Cari non è più l'allenatore della Salernitana. Al tecnico di Ciampino è stato dato il ben servito ventiquattrore dopo la sconfitta con la Reggina allo stadio Granillo di sabato scorso. La panchina della Salernitana viene affidata al tecnico della Primavera, Gianluca Grassadonia. Almeno fino alla partita in trasferta con il Padova di sabato prossimo. Poi si vedrà. La decisione drastica è stata presa nella tarda serata di ieri al termine di una riunione fiume tra il presidente Antonio Lombardi, il diesse Nicola Salerno e il direttore organizzativo, Antonio Loschiavo. Cari paga la terza sconfitta consecutiva subita in trasferta nella sua gestione (era subentrato a Fabio Brini dopo lo stop interno con il Torino del 18 settembre scorso), ma soprattutto l’assenza di un gioco e di un'identità palesate dalla squadra soprattutto in terra calabrese. Gli errori marchiani commessi in riva allo stretto, la mancanza di carattere e le solite amnesie difensive hanno fatto il resto. L'intero stato maggiore granata ha visto e rivisto i filmati del match con gli amaranto prima di emettere la sentenza. Il giudizio è stato unanime: non si può più andare avanti con Cari. Anche in virtù del magro bottino racimolato dall'allenatore da quando è salito sulla tolda della nave: 5 punti in sette partite. Poco, troppo poco, per una squadra che aveva ed ha un disperato bisogno di punti salvezza (la Salernitana è desolatamente ultima in classifica a sette lunghezze dalla zona salvezza). I tre ceffoni subiti dalla Reggina sono stati letali in questo senso. Cari è stato sollevato dall'incarico. Al suo posto arriva Gianluca Grassadonia. Il tecnico della formazione Primavera avrà il difficile compito di risollevare (mentalmente e concretamente) le sorti della prima squadra. La società ha deciso di puntare sull'entusiasmo di un giovane allenatore come Grassadonia che è di Salerno e ha giocato con la maglia della Salernitana prima di intraprendere la carriera di allenatore (proprio con le giovanili granata). L'ex difensore già da oggi pomeriggio dovrebbe svolgere il suo primo allenamento con la squadra (il gruppo si ritroverà allo stadio Dirceu di Eboli). La scelta di Grassadonia potrebbe anche non essere a termine. Molto dipenderà da quello che il neo allenatore riuscirà a trasmettere alla squadra in termini di carattere e convinzione dei propri mezzi. Oltre che naturalmente di risultati. Inutile dire che il primo, difficilissimo, banco di prova sarà il match in trasferta con il Padova di sabato prossimo. Il sogno da parte di tutto lo staff dirigenziale della Salernitana è che Grassadonia riesca nell'impresa, magari arrivando al mercato di gennaio con una buona dose di punti in dote per poi giocarsi la volata salvezza nel girone di ritorno. Con l'esonero di Marco Cari salgono a 13 gli avvicendamenti in casa granata nel quinquennio dell'era Lombardi. Nei primi tre anni il presidente aveva sempre avuto la media di due allenatori a stagione. Negli ultimi due campionati, invece, la statistica ha subito un'impennata con i 4 avvicendamenti dello scorso anno ed i tre di questa stagione. Almeno per il momento.

Cari sollevato dall'incarico. Salernitana a Grassadonia

ImageLa Salernitana Calcio 1919 comunica di aver sollevato dalla guida tecnica della prima squadra l'allenatore Marco Cari. La società, nel ringraziare il tecnico per il lavoro svolto finora, gli augura le migliori fortune professionali.

La guida tecnica della prima squadra è affidata all'allenatore della Primavera Gianluca Grassadonia a cui va l'augurio di un proficuo lavoro.

La Salernitana riprenderà gli allenamenti nel pomeriggio allo stadio 'Dirceu' di Eboli. La seduta si svolgerà a porte chiuse.