
Alle 16.57 arriva la serie B. Esplode la festa dell'Arechi, i calciatori fanno il giro di campo con un enorme bandierone granata, i tifosi restano composti sugli spalti, nessuno invade il campo, come promesso in settimana. È soprattutto una grande festa di civiltà. Una festa che parte dalla mattinata. Lo sciame granata si avvia allo stadio già dalle 12. I tifosi ascoltano gli appelli lanciati in settimana, in molti lasciano l'auto lontana e si avviano a piedi o con i bus. Famiglie, piccoli e grandi con bandiere a scacchi bianchi e granata e con quelle riciclate della serie A. Tante maglie granata tirate fuori per l'occasione: c'è chi sfoggia la numero 9 di Bombardini, chi quella di Di Vaio, c'è anche qualche nostalgico che va ancora più dietro nel tempo. Ovviamente la più gettonata da piccoli e grandi è la numero 10 di Di Napoli. Un'ora e mezzo prima della partita la curva sud è già piena, esplode di passione e di entusiasmo. Si riempono anche i distinti, aperti per la partita della serie B. C'è un po’ di calca fuori dalla tribuna centrale per le operazioni di prefiltraggio, ma poi tutto si regolarizza perchè il questore Roca dà disposizione di far passare atraverso i tornelli senza l’obliterazione del tagliando. I minuti passano e cresce la passione. Murolo e Lombardi vengono sotto la curva un'ora prima della partita, solo un assaggio di quello che succederà dopo. C'è spazio anche per i tifosi baresi, sfilano in mezzo al campo con lo striscione: «Oggi più di ieri, con orgoglio e fierezza», a confermare il gemellaggio che va avanti da anni, tifosi baresi ospiti del club Fedelissimi. All'ingresso in campo della Salernitana per il riscaldamento lo stadio diventa una bolgia: trombe, cori, canti, sciarpe. Di Napoli il re si rivolge al suo popolo chiede un incitamento ancora più forte e l'Arechi si scatena. Entrano i tifosi pescaresi in curva nord, a pochi minuti dall'inizio: si scatenano i fischi di tutto lo stadio. Dai fischi agli applausi quando è il sindaco De Luca ad avviarsi verso la curva sud, giusto un paio di minuti prima dell'inizio. Il momento di maggiore coinvolgimento è all'ingresso delle squadre in campo, i tifosi della curva sud sono di parola: la coreografia è da brividi. Un enorme cuore granata nella parte superiore con la scritta Y Love You, nella parte inferiore la scritta Salerno con i colori dela città. Si comincia in un clima assordante e con lo stadio tutto granata: sono in 30mila, record per un campionato di serie C. La partenza è incoraggiante e la gente s'infiamma ancora di più con il palo di Piccioni, poi la reazione del Pescara e la paura. Il gol che scaccia via ansie e timori e lancia verso la arriva nel secondo tempo, dopo otto minuti ed è di Piccioni. Vanno a festeggiarlo tutti sotto la curva, arriva anche Fabini nel mucchio, incontenibile è la gioia di Di Napoli. Parte il coro dagli spalti «Ciao Pescara, non ci vediamo più». Lerda assiste alla partita in camicia, mani in tasca Brini, i granata in campo trascinati da Russo e Fusco, i due salernitani, moltiplicano le forze. I minuti passano, quando ne mancano meno di cinque alla fine, comincia la festa, bandiere al vento, lo striscione dalla curva: «Dopo un lungo calvario, adesso la B è arrivata: ricmpattiamoci». Ma c'è ancora spazio per le emozioni. Arriva il rigore Di Napoli che segna ed esulta mettendosi in testa la corona di cartone colore oro che gli ha realizzato il magazziniere «Scheggia». Fa il giro di campo, gli applausi sono tutti per lui. Poi c'è spazio anche per l'ultima emozione, la regala Pinna che para il rigore e dedica la prodezza a Murolo che intanto si era seduto in panchina a metà secondo tempo per tenere fede alla solita scaramanzia. La serie B arriva alle 16.57, i calciatori tolgono la maglia granata e la sostituiscono con quella bianca e la scritta granata: Ciao Gufi. Sull'altro lato c'è scritto serie B. La festa in campo può cominciare. De Luca e Lombardi vanno sotto la curva, si avvicina anche Fabiani. Poi spunta un enorme bandierone granata, con su stampate un paio di serie B in bianco. Soto la curva spunta anche una tigre, il simbolo della Nuova Guardia. Tutto lo stadio canta: «Salernitana oh, oh, oh». Lombardi viene portato in trionfo sulle spalle dei tifosi, poi il lungo abbraccio con Di Napoli. Il bomber che indossa nuovamente la corona e agita anche una spada e fa festa verso i tifosi. Intanto tutti i protagonisti si alternano al microfono e salutano la gente. Lombardi ringrazia i tifosi e dedica la vittoria ai quattro tifosi morti di ritorno da Piacenza. Poi De Luca parte con la «gaffe» dei ringraziamenti ad Aliberti e prosegue. Si alternano i calciatori, in campo ci rimangono quasi un'ora. La festa si sposta negli spogliatoi, tra gavettoni e spumante. I calciatori cantano e ballano, la promozione vale anche in termini economici, si divideranno tutti un premio da un milione di euro. Lombardi è inzuppato, toglie la giacca e la cravatta e si presenta in sala stampa con la maglietta. Dedica la vittoria ai quattro tifosi morti nel rogo del treno di ritorno da Piacenza, anche se per l’emozione confonde uno dei quattro nomi, e alla sua famiglia e guarda già avanti. Al prossimo obiettivo, alla prossima promozione.