Benvenuti nel sito Bellizzi Granata - Tutte le Notizie e le Curiosità sulla Salernitana, sui tifosi, sui risultati e sul Calciomercato. ULTIME NOTIZIE DAL CLUB "BELLIZZI GRANATA"

mercoledì 30 aprile 2008

Pescara, penalizzazione revocata


La Corte di Giustizia Federale, riunitasi oggi a Roma per discutere il ricorso del Pescara sulla penalizzazione di due punti inflitta in prima istanza dalla Commissione Disciplinare, ha restituito con sentenza irrevocabile i due punti di penalizzazione inflitti alla società abruzzese.

Il club adriatico, che partecipa al campionato di serie C1 girone B ed era stato in precedenza penalizzato di un altro punto, torna pertanto a 50 punti in classifica generale. E rientra dunque nella zona play off.

La penalizzazione di due punti era stata inflitta dalla Commissione Disciplinare, su impulso della Covisoc e della Procura federale, per illeciti di carattere amministrativo commessi dalla gestione precedente a quella dell’attuale presidente Gerardo Soglia.

Si trattava, nel caso di specie, di ritardato pagamento di emolumenti ai giocatori e non di mancato pagamento di ratei contributivi e fiscali.

Per la panchina entra in gioco anche Di Carlo


Chiuso il capitolo promozione, smaltita la sbornia per il ritorno in serie cadetta, è tempo di tornare subito al lavoro. La Salernitana non intende perdere tempo e sta già sondando il terreno per preparare la squadra del futuro. Tutto, naturalmente, parte dall'allenatore. I nomi che circolano si contano sulle dita delle mani anche se i diretti interessati preferiscono smentire o limitarsi ad un diplomatico temporeggiamento. Molti di essi, del resto, sono ancora impegnati in campionato. Tra i tanti nomi è tornato d'attualità quello di Mimmo Di Carlo. L'ex tecnico del Mantova è reduce dalla prima esperienza in massima serie con il Parma, culminata con un esonero il 10 marzo scorso. Ma è stato con il Mantova che Di Carlo si è imposto all'attenzione nazionale, conquistando due promozioni consecutive dalla C2 alla B e sfiorando per due anni di fila il passaggio in massima serie. C'è di più. Di Carlo è un vecchio pallino del vice presidente Vittorio Murolo che lo scorso anno lo aveva messo in cima alle sue preferenze per affidargli la panchina della Salernitana. I due si conoscono molto bene, sono quasi coetanei e vivono entrambi a Cassino. Staremo a vedere anche se pare che proprio il Mantova sia nuovamente sulle tracce del suo vecchio allenatore. Un altro nome gettonato è quello di Mario Somma. In questo caso si tratta di un tecnico conosciuto e voluto dalla Salerno sportiva. Somma ha giocato con la maglia della Salernitana, è legatissimo ai colori granata, ma è attualmente l'allenatore del Piacenza con cui ha ancora un altro anno di contratto (oltre ad essere in odore di prolungamento). Naturalmente questo potrebbe essere soltanto un falso problema. Il profondo e decennale rapporto di amicizia con Fabiani e la reciproca stima con il presidente Lombardi potrebbero essere utili al buon fine della trattativa. Somma, poi, è molto legato con il capitano della Salernitana, Luca Fusco. Un rapporto molto solido. Tra i papabili c'è naturalmente, Bortolo Mutti. L'ex tecnico conosce una buona fetta dei giocatori granata quando allenava il Messina. Proprio Arturo Di Napoli sembra essere il suo primo sponsor. Nelle ultime ore è tornata con insistenza la voce di un ritorno di Cagni. L'attuale tecnico dell'Empoli in massima serie incassa, ringrazia ma pensa alla serie A. «Sono felicissimo che la Salernitana sia tornata in B. In questo momento, però, non sto pensando a nulla e non voglio parlare di nulla fino al 19 di maggio. Se si fa il mio nome mi fa piacere, ma non penso a nient'altro che all'Empoli. Se posso resto in serie A, altrimenti valuto le occasioni che mi si presentano». Tra i veterani in cadetteria si guarda anche a Papadopulo, mentre la pista Moriero sarebbe una scommessa per la B. Capitolo giocatori. Saranno almeno 5 gli elementi che andranno a puntellare la rosa. Si parla di un attaccante di peso, un paio di esterni, un cursore di fascia sinistra ed un centrocampista centrale. Per quanto riguarda l'attacco, il nome forte è quello di Raffaele Biancolino. Il pitone potrebbe approdare a Salerno (via Messina) con un anno di ritardo, insieme al preparatore atletico dell'Avellino, Pietro La Porta. I nomi illustri per l'attacco comunque non mancano: si parla di Zampagna, Riganò e Bogdani. Molto più concrete le piste che portano a Zito e Mancini del Taranto, ma di proprietà del Siena del cugino di Murolo, Lombardi Stronati.

Salernitana, Lombardi rassicura Fabiani


Fabiani chiama, Lombardi risponde. Direttore generale e presidente ieri mattina si sono nuovamente incontrati e hanno parlato ad ampio raggio su quella che potrà essere la prossima stagione e più in generale su quello che è il progetto Salernitana. Presidente, Fabiani ha parlato di miglioramenti per restare. Cosa risponde? «Rispondo che è una cosa normale, tutto è migliorabile. Cambia il campionato e cambierà l’organizzazione, si entra in scenari più importanti e ci muoveremo di conseguenza». Fabiani ha parlato di motivazioni, cosa risponde? «Nelle mie aziende sono abituato a motivare i dipendenti. Saprò io come motivare Fabiani». Ma cosa le ha chiesto il direttore? «Voleva capire meglio il progetto che stiamo allestendo per la serie B. Soprattutto ha chiesto garanzie per gli allenamenti mettendo in evidenza l’importanza di un centro sportivo. Su questa cosa stiamo lavorando da tempo perchè è un obiettivo primario della società. Quest’anno la squadra per potersi allenare bene è stata 100 giorni in ritiro. Capirete che per la società si è trattato di un esborso economico rilevante». Dove sorgerà il centro? «È presto per dirlo. Ci sono diverse soluzioni che stiamo esaminando». Quali sono le altre priorità? «La gestione dello stadio Arechi, abbiamo già inoltrato la nostra proposta all’amministrazione comunale. A luglio ci sarà il bando. La nostra idea è di trasformare l’Arechi in uno stadio all’inglese, fruibile alle famiglie. Dove ci si può andare a vadere la partita, ma anche al ristorante, o per fare shopping. E’ assurdo pensare ad uno stadio così che funziona 4 ore a settimana». C’è anche il problema del manto erboso? «Una nostra priorità è la riqualificazione dello stadio Arechi, c’è bisogno di un lavoro di sinergia tra edilizia e sport. E’ chiaro che nell’immediato c’è da risolvere il problema del manto erboso, del drenaggio. Ma su questo dovremo muoverci d’intesa con il Comune». Ha pensato alla squadra della B? «Partiremo da un’ossatura importante che già abbiamo, mi riferisco a sette, otto elementi. Tre nomi li ho già svelati e li confermo. Pinna, Fusco, Di Napoli. Tra l’altro sono già nostri e sotto contratto. Per gli altri ci incontreremo, valuteremo e decideremo». E l’allenatore? «È Brini il nostro allenatore. Dobbiamo giocare con la Massese e contro il Sassuolo per la Supercoppa di Lega. Un trofeo che voglio vincere per dimostrare che il nostro girone era più difficile di quello del nord. Taranto. Gallipoli, Arezzo, Pescara hanno fatto investimenti importanti. Nel nord a parte la Cremonese non vedo società che hanno speso tanto e che hanno lo stesso blasone di quelle del girone sud». E l’anno prossimo chi sarà l’allenatore? «Penso all’attuale e dico Brini. Poi si vedrà». Tornando a Fabiani, la sua vicenda giudiziaria pesa sulle sue valutazioni? «Non ha mai pesato e non vedo perchè debba pesare adesso. Ho fiducia nella giustizia ordinaria e in quella sportiva. Non sono preoccupato». Ma se Fabiani dovesse essere squalificato? «A me piace parlare del presente e non di situazioni che potrebbero avvenire in futuro». Quindi il direttore resterà? «Dipende da lui. Per me ha un contratto ed è già confermato» Da dove riparte? «Dai 31mila dell’Arechi, sono la nostra e il nostro orgoglio. Sapete che mi piacer ragionare con i fatti e non con le parole, quindi non voglio fare promesse e alimentare aspettative che poi magari non si manterranno». Ma ha voglia di proseguire sulla strada appena intrapresa? «Certo, adesso viene il bello. Siamo usciti dall’inferno della C, ho voglia e entusasimo per proseguire, su questo la gente di Salerno può stare tranquilla. Credo che i tifosi hanno capito quale è il mio modo di operare e di portare avanti una situazione».

martedì 29 aprile 2008

Arechi, paganti record meglio anche di Roma Inter e Juventus


Una partita storica. E non soltanto per la conquista aritmetica della serie B. Salernitana-Pescara, infatti, con i 24.595 spettatori paganti è stata la partita italiana con il maggior numero di biglietti venduti in questo weekend. Salerno ed i salernitani hanno, dunque, messo in riga tutta la serie A e la serie B staccando, peraltro, di quasi cinquemila paganti la seconda classificata, quell’Inter-Cagliari (19.210) che avrebbe potuto, almeno sulla carta, regalare ai nerazzurri lo scudetto con tre giornate di anticipo. In questo fine settimana oltre i diecimila paganti ci sono state soltanto Napoli-Siena, terza a 16.504, e lo scontro per la qualificazione alla Champions League tra la Fiorentina e la Sampdoria (13.238). Salernitana-Pescara entra prepotentemente anche tra le prime partite di tutta questa stagione. Si piazza, infatti, al dodicesimo posto e, fino a fine campionato, potrà scendere di poche, pochissime, posizioni per il derby di Milano di domenica prossima e per poche altre partite. Una partita di serie C1, dunque, nelle primissime posizioni della classifica dei biglietti venduti lasciando alle spalle classicissime della serie A come Roma-Inter del 29 settembre (23.837) o come il derby di Torino del 30 settembre (23.974). Appena riaperto il settore distinti, dunque, i supporters granata hanno risposto presente evidenziando fin d'ora, se ce fosse stato ancora bisogno, che la Salernitana di Lombardi ed i suoi tifosi saranno indiscussi protagonisti anche della prossima serie B. Basta pensare che il record di paganti stagionale del torneo cadetto che sta finendo è Chievo-Bologna con appena 14.291 paganti e soltanto altre due partite di questa serie B hanno venduto più di dodicimila biglietti. Ieri pomeriggio all'Arechi il totale degli spettatori ha sfiorato le trentamila presenze. Il record assoluto dell'impianto salernitano non è poi così lontano: il 2 maggio 1999, per Salernitana-Juventus, si contarono 36.841 spettatori, tra paganti e abbonati.

Fabiani:«Resto alla Salernitana se c’è un salto di qualità»


Fabiani ieri mattina era già al lavoro, una riunione operativa con il presidente Lombardi e il vice Murolo. Si è già cominciato a parlare della prossima stagione. Il primo punto interrogativo è proprio quello relativo al direttore generale. Allora, Fabiani ha deciso cosa fare l’anno prossimo? «Per ora penso a vincere contro la Massese e a conquistare la Supercoppa di Lega che manca ancora nel mio palmares». Dica la verità, resterà? «Dipende dalle motivazioni, per tuffarmi con tutto me stesso in un progetto devo crederci fino in fondo. Ripeto, occorrono le motivazioni». Ci sono divergenze con Lombardi? «Assolutamente no. C’è un ottimo rapporto con il presidente Lombardi e il vice Murolo. Sarò sempre grato ad entrambi per avermi dato fiducia in un momento molto particolare per me a livello personale. Sarebbe stato più facile scaricarmi, invece hanno creduto in me». Cosa è che non la convince? «Per proseguire insieme c’è bisogno che il progetto sia condiviso in tutto e per tutto. Dobbiamo trovarci d’intesa sotto tutti i punti di vista». Ad esempio? «Ad esempio c’è bisogno di dare una struttura più professionale a tutta l’organizzazione societaria. Si sale di categoria e bisogna salire di livello». E’ una questione di budget? «No, questo non c’entra niente». La sua vicenda giudiziaria è un problema? «No, non lo è stato appena si alzò il polverone figuriamoci adesso. Non mi sono mai lasciato condizionare dalla vicenda, ho scisso le due cose e ho pensato al lavoro della squadra». Se dovesse arrivare la squalifica? «Non vedo perchè debba arrivare, ho la coscienza a posto. Non ho fatto nulla. Non ho rubato, non ho ordinato di fare una rapina, non sono un pedofilo. Sono accusato in quanto amico di Luciano Moggi. Contro di me non c’è neanche una prova, cosa c’è di male ad essere amico di Moggi? Cosa c’entra un’amicizia personale con il calcio? Comunque, se dovesse arrivare una squalifica non potrei ricoprire cariche in Lega, non potrei rappresentare la società in situazioni ufficiali. Sono cose che non faccio essendo un uomo di campo. Quindi, nessun problema». E la storia delle schede telefoniche svizzere? «Premesso che con questa storia non c’entro nulla. Ma una riflessione voglio farla. Non vedo reati commessi da Luciano Moggi se si è servito di schede internazionali per parlare con i suoi collaboratori, i suoi osservatori, i suoi uomini di fiducia. Sapeva di essere controllato, spiato, braccato e così ha inteso parlare senza essere intercettato. Lo stesso discorso varrebbe per me se per assurdo mi fossi servito di queste schede. Vorrei far presente che anche il sottoscritto per molto tempo è stato seguito da una società investigativa e contro di me non è emersa nessuna prova». E gli arbitri? «Quali arbitri? Nessun arbitro aveva la scheda. E poi diciamo la verità: se uno pensasse di condizionare un arbitro, o di condizionare una partita, lo farebbe di persona e non certo al telefonino. Si tratta solo di una montatura. Dovremo essere giudicati e confidiamo nel lavoro dei giudici. Io sono molto fiducioso ed ho la coscienza a posto. E vi dirò di più: ho una grandissima stima e una grandissima fiducia nel mondo arbitrale». Ma a Salerno resta? «Ho un contratto, ne stiamo parlando». Ci dia la percentuale? «Novantanove per cento». Quindi resta? «Lasciatemi finire la stagione, sto pensando alla Massese».

lunedì 28 aprile 2008

Salerno spicca il volo, grazie Salernitana


Partita vera per concludere un campionato straordinario e regalare anche nell’ultimo atto gioia ai tifosi. La Salernitana batte il Pescara (2-0) e balza in serie B. In calce al risultato la firma di quello straordinario giocatore, Arturo Di Napoli (l’altra rete è di Piccioni), che ha scandito la cavalcata della Salernitana proiettandola verso il sospirato traguardo della cadetteria. Giornata di emozioni e di festa allo stadio Arechi che con i suoi trentamila spettatori ha strappato anche il record di incassi e di presenze rispetto a campi della stessa cedetteria e della serie A. Spettacolo, gol, leale confronto in campo tra le due compagini. Ma anche, se non soprattutto, grandissima prova di civiltà e di correttezza da parte del pubblico e della tifoseria organizzata. Al termine della partita non c’è stata invasione di campo. Applausi prolungati per i calciatori. Di Napoli al microfono duetta con i tifosi. Lombardi dedica la promozione ai ragazzi morti nel rogo del treno del ’99. Scene di entusiasmo in città. Caroselli di auto, cortei spontanei. Tutto nel segno della sobrietà, la squadra ha festeggiato con una cena. La festa ufficiale ci sarà (ma si attende conferma) il prossimo 17 maggio

Ore 16,57: l’Arechi esplode di gioia Ciao, si va in B

Alle 16.57 arriva la serie B. Esplode la festa dell'Arechi, i calciatori fanno il giro di campo con un enorme bandierone granata, i tifosi restano composti sugli spalti, nessuno invade il campo, come promesso in settimana. È soprattutto una grande festa di civiltà. Una festa che parte dalla mattinata. Lo sciame granata si avvia allo stadio già dalle 12. I tifosi ascoltano gli appelli lanciati in settimana, in molti lasciano l'auto lontana e si avviano a piedi o con i bus. Famiglie, piccoli e grandi con bandiere a scacchi bianchi e granata e con quelle riciclate della serie A. Tante maglie granata tirate fuori per l'occasione: c'è chi sfoggia la numero 9 di Bombardini, chi quella di Di Vaio, c'è anche qualche nostalgico che va ancora più dietro nel tempo. Ovviamente la più gettonata da piccoli e grandi è la numero 10 di Di Napoli. Un'ora e mezzo prima della partita la curva sud è già piena, esplode di passione e di entusiasmo. Si riempono anche i distinti, aperti per la partita della serie B. C'è un po’ di calca fuori dalla tribuna centrale per le operazioni di prefiltraggio, ma poi tutto si regolarizza perchè il questore Roca dà disposizione di far passare atraverso i tornelli senza l’obliterazione del tagliando. I minuti passano e cresce la passione. Murolo e Lombardi vengono sotto la curva un'ora prima della partita, solo un assaggio di quello che succederà dopo. C'è spazio anche per i tifosi baresi, sfilano in mezzo al campo con lo striscione: «Oggi più di ieri, con orgoglio e fierezza», a confermare il gemellaggio che va avanti da anni, tifosi baresi ospiti del club Fedelissimi. All'ingresso in campo della Salernitana per il riscaldamento lo stadio diventa una bolgia: trombe, cori, canti, sciarpe. Di Napoli il re si rivolge al suo popolo chiede un incitamento ancora più forte e l'Arechi si scatena. Entrano i tifosi pescaresi in curva nord, a pochi minuti dall'inizio: si scatenano i fischi di tutto lo stadio. Dai fischi agli applausi quando è il sindaco De Luca ad avviarsi verso la curva sud, giusto un paio di minuti prima dell'inizio. Il momento di maggiore coinvolgimento è all'ingresso delle squadre in campo, i tifosi della curva sud sono di parola: la coreografia è da brividi. Un enorme cuore granata nella parte superiore con la scritta Y Love You, nella parte inferiore la scritta Salerno con i colori dela città. Si comincia in un clima assordante e con lo stadio tutto granata: sono in 30mila, record per un campionato di serie C. La partenza è incoraggiante e la gente s'infiamma ancora di più con il palo di Piccioni, poi la reazione del Pescara e la paura. Il gol che scaccia via ansie e timori e lancia verso la arriva nel secondo tempo, dopo otto minuti ed è di Piccioni. Vanno a festeggiarlo tutti sotto la curva, arriva anche Fabini nel mucchio, incontenibile è la gioia di Di Napoli. Parte il coro dagli spalti «Ciao Pescara, non ci vediamo più». Lerda assiste alla partita in camicia, mani in tasca Brini, i granata in campo trascinati da Russo e Fusco, i due salernitani, moltiplicano le forze. I minuti passano, quando ne mancano meno di cinque alla fine, comincia la festa, bandiere al vento, lo striscione dalla curva: «Dopo un lungo calvario, adesso la B è arrivata: ricmpattiamoci». Ma c'è ancora spazio per le emozioni. Arriva il rigore Di Napoli che segna ed esulta mettendosi in testa la corona di cartone colore oro che gli ha realizzato il magazziniere «Scheggia». Fa il giro di campo, gli applausi sono tutti per lui. Poi c'è spazio anche per l'ultima emozione, la regala Pinna che para il rigore e dedica la prodezza a Murolo che intanto si era seduto in panchina a metà secondo tempo per tenere fede alla solita scaramanzia. La serie B arriva alle 16.57, i calciatori tolgono la maglia granata e la sostituiscono con quella bianca e la scritta granata: Ciao Gufi. Sull'altro lato c'è scritto serie B. La festa in campo può cominciare. De Luca e Lombardi vanno sotto la curva, si avvicina anche Fabiani. Poi spunta un enorme bandierone granata, con su stampate un paio di serie B in bianco. Soto la curva spunta anche una tigre, il simbolo della Nuova Guardia. Tutto lo stadio canta: «Salernitana oh, oh, oh». Lombardi viene portato in trionfo sulle spalle dei tifosi, poi il lungo abbraccio con Di Napoli. Il bomber che indossa nuovamente la corona e agita anche una spada e fa festa verso i tifosi. Intanto tutti i protagonisti si alternano al microfono e salutano la gente. Lombardi ringrazia i tifosi e dedica la vittoria ai quattro tifosi morti di ritorno da Piacenza. Poi De Luca parte con la «gaffe» dei ringraziamenti ad Aliberti e prosegue. Si alternano i calciatori, in campo ci rimangono quasi un'ora. La festa si sposta negli spogliatoi, tra gavettoni e spumante. I calciatori cantano e ballano, la promozione vale anche in termini economici, si divideranno tutti un premio da un milione di euro. Lombardi è inzuppato, toglie la giacca e la cravatta e si presenta in sala stampa con la maglietta. Dedica la vittoria ai quattro tifosi morti nel rogo del treno di ritorno da Piacenza, anche se per l’emozione confonde uno dei quattro nomi, e alla sua famiglia e guarda già avanti. Al prossimo obiettivo, alla prossima promozione.

domenica 27 aprile 2008

sabato 26 aprile 2008

Sale la febbre granata, l’Arechi è già da record


A sole ventiquattro ore dall'appuntamento con l’epica impresa, la febbre granata sale sempre di più. La città ieri si è abbandonata al sole primaverile ma nei quartieri sono già cominciate le grandi manovre per i festeggiamenti che vedranno il clou dopo la partita tra Salernitana e Pescara. Come era prevedibile ci sarà il tutto esaurito all'Arechi, visto e considerato che ieri sera è terminata anche la scorta dei tagliandi per il settore distinti. Saranno trentamila cuori granata a battere per la squadra ed a polverizzare il record di presenze nel principe degli stadi. Da Pescara si attendono non più di mille tifosi che si sistemeranno nella Curva Nord. Il colpo d'occhio cromatico sarà imponente anche perché il main sponsor della Salernitana ha messo a disposizione ben seimila t shirt granata che saranno distribuite in gran parte oggi ai gruppi ultras ed al centro di coordinamento mentre l'ultima scorta sarà distribuita domani pomeriggio prima della partita davanti alla Curva Sud. In queste ore c'è in corso una autentica caccia al nastrino granata. Le cartolerie della città sono state prese d'assalto dai tifosi e ciò ha messo in difficoltà i negozianti che hanno promesso che faranno scorta del prezioso nastro granata che verrà disteso tra un balcone ed un altro nelle arterie principali. Gran parte dei nastri vengono esposti sulle bancarelle il cui prezzo continua a crescere. Molti negozianti saranno già dall'alba presso i grossisti dislocati nel napoletano per reperire scorte sufficienti. Finora la palma del decoro più bello spetta ai ragazzi di Largo Campo e di via Giovanni da Procida che ieri hanno lavorato fino a tarda sera per addobbare le strade del centro storico. Alle stelle i prezzi delle bandiere che vanno dai 10 ai 25 Euro. Il drappo a scacchi è il più richiesto. È tutto pronto anche per la maxi coreografia che si vedrà in Curva Sud. I gruppi ultras con l'apporto del Centro di Coordinamento faranno di tutto per coinvolgere tutti i settori, ma il grande spettacolo sarà assicurato dallo zoccolo duro della tifoseria mentre negli altri settori l'invito è sempre quello di portare qualcosa di granata per colorare lo stadio. Invece è escluso il giro in bus per la squadra che festeggerà con i tifosi all'interno dello stadio Arechi. A tale proposito l'invito rivolto dal Centro di Coordinamento è sempre quello di non invadere il campo a fine partita per non compromettere i festeggiamenti. Non ci sarà nessuna cena ufficiale e per questo i giocatori saranno lasciati liberi di trascorrere la serata dove meglio crederanno. Questa mattina, intanto, nel corso della cerimonia per l'inaugurazione dei tornelli del settore Distinti, sarà fatto il punto della situazione riguardo alla festa del Centro di Coordinamento Salernitana Club. Il presidente Maurizio Tagliaferri incontrerà sia il presidente Lombardi che il sindaco De Luca. La Salernitana si è già resa disponibile per dare il massimo apporto all'iniziativa dei club. La festa dovrebbe aver luogo il prossimo 17 maggio ma con ogni probabilità non si terrà all'Arechi perché lo stadio sarà impegnato in torneo giovanile. I luoghi alternativi sarebbero due, piazza della Concordia oppure lo spazio antistante lo stadio di via Allende. Circolano anche i primi nomi per ciò che riguarda la madrina della serata. La più gettonata è ancora Ilaria D'Amico ma in queste ultime ore è venuto fuori anche il nome di Elena Santarelli, attrice e volto di Mtv. Ad animare la serata dovrebbero essere i salernitani Neri per Caso che potrebbero duettare con il siciliano Mario Biondi.

Pane, piazze e balconi: la città si tinge di passione

Ormai è scoppiata, la febbre da promozione. Non c’è più timore del risultato, non c’è più scaramanzia che tenga, non c’è più freno: ovunque in città è scoppiata la febbre per la Salernitana. Molti panettieri, come promesso, hanno infornato le pagnotte a forma di B. Sui balconi sono comparse le bandiere dell’orgoglio granata e già il corso Garibaldi presenta un colpo d’occhio notevole. Ma è nelle strade e nelle piazze del centro storico che gli ultras concentrano la loro attenzione: sono decine i ragazzi che si prodigano a stendere i nastri per colorare tutta la città con le tonalità del cuore. E già ieri sono tanti quelli che si sono fermati presso le bancarelle e le edicole dei giornali per acquistare le bandiere, specialmente quelle a scacchi bianchi e, naturalmente, granata per ripartire in moto o in auto con beneauguranti caroselli.

C’è sempre il Pescara sulla strada della Salernitana


Salernitana e Pescara si sono incrociate più volte e spesso la sfida è stata determinante nell'economia dell'intero campionato. Ed anche quest'anno la tradizione non si è smentita. Se, infatti, domani sarà proprio un Salernitana-Pescara a regalare la più che probabile promozione dei granata del presidente Lombardi, proprio a Pescara questa squadra ha conosciuto la sua prima sconfitta stagionale. Era il 2 dicembre e la Salernitana di Agostinelli viaggiava in testa alla classifica, unica squadra imbattuta di tutto il pianeta C. A Pescara, dunque, la prima sconfitta stagionale che ha fermato l'imbattibilità dei granata dopo ben 223 giorni. Una partita nata male, con due gol degli abruzzesi nel primo tempo, e finita peggio, con il rigore procurato da Ferraro e calciato da Di Napoli e fatto ripetere dal fiscale Pecorelli di Arezzo: il primo tiro a segno, ma con un buon numero di giocatori entrati nell'area di rigore, e il secondo parato dal portiere abruzzese Indiveri. Inutile l'autogol nel finale di Vitale per il definitivo 2-1. Più volte nel passato la partita è stata una pietra miliare nel campionato granata. Ricordiamo, per esempio, lo 0-3 interno subito dal Pescara il 17 febbraio del 1991 con i gol di Martorella, Edmar e Caffarelli. Questa fu l'ultima sconfitta casalinga stagionale di quella Salernitana che a fine torneo fu costretta allo spareggio-salvezza contro il Cosenza di Marulla che firmò il gol decisivo nei tempi supplementari. E questo 0-1 che decretò la retrocessione in C1 dei granata si giocò in campo neutro, proprio all'Adriatico di Pescara. Da ricordare anche l'1-1 casalingo del 23 aprile 1995 con Giovanni Pisano a pareggiare il vantaggio pescarese di Baldi. Un pareggio che diede purtroppo il là alla rimonta dell'Atalanta culminata nel 2-1 di Bergamo nello scontro diretto dell'ultima giornata. Ed è davvero indimenticabile, poi, il pareggio in Abruzzo all'ultima giornata del 1995/96 con i granata quinti ad un sol punto dal Perugia ed il Pescara già in vacanza con un tranquillo settimo posto. Il 9 giugno del 1996 vantaggio firmato dal solito Pisano, pareggio di Giampaolo a dieci minuti dalla fine ed 1-1 finale che spense gli ultimi sogni-promozione della Salernitana di Franco Colomba. Nel computo totale finora sono ben 55 i confronti tra le due squadre nei vari campionati. A Pescara, in 28 trasferte, la Salernitana ha saputo vincere soltanto 3 volte ottenendo anche 13 pareggi. Sono 12 le sconfitte rimediate in riva all'Adriatico, l'ultima, come detto, lo scorso dicembre. A Salerno, invece, in 27 confronti, 17 vittorie dei granata con 5 pareggi e 5 blitz del Pescara. Tra i tanti precedenti ci piace ricordare le ultime vittorie granata con più gol. Il 4-1 a Pescara del 27 novembre 1994 con i gol di De Silvestro, Ricchetti, Pisano (2) e Giampaolo, spesso a segno contro i granata. A Salerno, invece, il 5-1 del 19 ottobre 1997 ed il 4-3 del 21 maggio 2000. La cinquina del '97 con le doppiette di Ciccio Artistico e di Marco Di Vaio ed il gol di De Cesare e di Tisci per gli ospiti. Nel 4-3 del 2000 le reti di Giacomo Tedesco, di De Cesare, una doppietta di Di Michele, con un rigore e, per gli ospiti, i gol di Sullo, di Gelsi e di Maurizio Rossi.

Brini: «I miei punti valgono il doppio»


Un solo passo alla B. Anche per Brini. L’allenatore arrivato in silenzio e che è andato avanti in silenzio. Allenatore che dopo l’esordio burrascoso contro la Lucchese, la sconfitta di Sorrento e le polemiche, ha inanellato otto risultati utili consecutivi, quattro vittorie e quattro pareggi. Prese la Salernitana che era a più quattro sulla seconda, ora la Salernitana ha aumentato il vantaggio a più cinque. «Quando sono arrivato alla Salernitana avevo posto come primo obiettivo proprio questo, dare continuità ai risultati, cioè non perdere. Dopo il punto più basso toccato a Sorrento, ci siamo ripresi. E la continuità è arrivata». Quale merito principale si prende? «Avere restituito il carattere ai calciatori. Non credevano più in quello che facevano. Io ho ricordato a tutto che se uno riesce a fare delle cose non le può dimenticare. E così la squadra ha ricominciato a riprendere sicurezza nelle proprie convizioni». Diciassette punti punti in dieci partite, pochi o tanti? «Direi tanti, direi soprattutto che i punti nel girone di ritorno valgono il doppio perchè affronti squadre che si sono rinforzate rispetto all’andata e soprattutto perchè quando le giornate passano e la fine si avvicina le difficoltà aumentano. Il girone di ritorno rispetto a quello di andata è un altro campionato». Come si affronta la partita con il Pescara? «Si affronta per vincere e cioè con lo stesso spirito delle ultime partite. Dobbiamo partire forti alla ricerca del gol e dobbiamo cercare di segnarlo. Possiamo puntare sul doppio risultato, ma è meglio andare in vantaggio. Subire un gol e andare sotto potrebbe creare un contraccolpo e non saprei quale sarebbe la reazione». La squadra come sta? «Serena e carica. Il mio lavoro di questi giorni nel ritiro a Roma mira ad allontanare i momenti di euforia, mi piace esultare, mi piace anche lasciarmi andare solo a risultato raggiunto. E il risultato non è stato ancora raggiunto». Si emozionerà a vedere l’Arechi pieno? «Sarà una sensazione bellissima, ma il mio compito è quello di restare concentrato per portare a termine l’impegno preso con la società». E l’anno prossimo? «Non è il momento per pensarci, adesso ho un solo obiettivo in mente: conquistare l’ultimo punto che ci manca al traguardo». Quale è il suo rapporto con la società? «Il presidente Lombardi è un tifoso, passionale. Tra l’altro un salernitano presidente della squadra della città, una situazione che nel calcio è sempre più difficile da riscontrare. Bisogna dargli atto di questo e sottolinearne i meriti. Fabiani è un grandissimo uomo di calcio». Che effetto fa vincere a Salerno? «Non abbiamo ancora vinto e spero di poter raccontare domenica queste sensazione. Per ora mi tengo stretta la vittoria contro il Potenza e la gioia della città al nostro ritorno. Sensazioni uniche». Ha ricevuto anche lei i primi abbracci? «Ripeto, il mio carattere è questo. Sono stato in silenzio, non mi sono lasciato andare perchè preferisco farlo solo a risultato raggiunto. Ecco perchè dopo le vittorie preferivo andare negli spogliatoi. L’esultanza voglio tenermela per la fine».

venerdì 25 aprile 2008

Domenica niente invasioni di campo, comunicato Ultras Curva Sud


I gruppi ultras della Curva Sud invitano i tifosi presenti domenica prossima all’Arechi a non invadere il terreno di gioco al termine dell’incontro. Se, come tutti ci auguriamo, ci sarà da festeggiare, non roviniamo una grande giornata. Ognuno dal proprio posto potrà essere protagonista dell’evento.

Facciamo in modo che la squadra non sia costretta a rientrare negli spogliatoi anzitempo ma che rimanga in campo fino alla fine. Fino alla fine …..Salernitana !
Ultras Curva SUD

«La Salernitana non è solo Di Napoli»


Si diverte con i compagni, prende simpaticamente in giro Piccioni dopo uno stop sbagliato in partitina, bersaglia nel riscaldamento il portiere Iuliano da tutte le posizioni. E' su di giri Arturo Di Napoli, al centro sportivo la Borghesiana, sente che il traguardo è vicino. E per prima cosa ringrazia tutti i compagni. «Ho sentito dire troppo spesso che la Salernitana è solo Di Napoli. E non è così, se ho fatto tanti gol è grazie ai compagni che hanno corso al posto mio quando non ce la facevo. A volte erano loro durante la settimana a consigliarmi di non forzare per farmi trovare pronto la domenica. Li ringrazio tutti, a cominciare da Ferraro che mi ha sempre sostenuto». Venti gol, record personale, un anno da favola. Di Napoli si prende meriti per sè. «Devo dire che non era facile a 34 anni mettersi in discussione, scendere dalla A alla C, calarsi in una raltà diversa, andare a giocare su campi dove ci sono avversari che ti minacciano. Sotto questo aspetto sono stato bravo e voglio prendermi i meriti di aver vinto la scommessa con me stesso». Con le sue reti sta portando la Salernitana in B ed entra di diritto nella galleria dei campioni granata di tutti i tempi: si fa spazio tra i vari Prati, Pisano, Di Vaio. «Sono contento di questo, sono contento di poter entrare a far parte della storia della Salernitana. Ma in questo momento più dei gol e dei record mi interessa tagliare il traguardo». Di Napoli pensa prima al punto contro il Pescara, poi ai gol. «Sì, mai come stavolta rinuncerei a un gol per il risultato della squadra. Abbiamo due risultati utili, ma è chiaro che scenderemo in campo per vincere. Questo lo sappiamo bene e d'altronde il presidente e l'allenatore sono stati chiari». Tanti gol belli, tanti gol decisivi. Di Napoli ne sceglie due che a suo avviso coniugano nella giusta misura bellezza ed importanza. «La punizione contro il Taranto all'Arechi, quella del 3-2, e il gol vincente contro l'Ancona nel posticipo a Salerno che ci consentì di arrivare in testa alla classifica». Tante vigilie importanti nella sua carriera, tante sfide in serie A che valevano per il vertice. Questa è per la Salernitana la settimana decisiva e Di Napoli dà alcuni consigli. «Dobbiamo crederci come abbiamo sempre fatto, anzi ancora di più. Ognuno di noi deve ricordarsi dei tanti sacrifici fatti nell'anno, dei momenti in cui siamo stati chiamati a stringere i denti. Ora ci manca l'ultimo piccolo sforzo, dobbiamo farlo e basta». Di Napoli parla di obiettivo da raggiungere e di progetto da portare avanti. «Questo è sicuro, sono venuto a Salerno per un progetto che prevede la serie A. Adesso raggiungiamo il primo traguardo e poi andremo avanti». Traguardo sofferto e per questo ancora più bello. «Sì, è stato un anno durissimo. Innanzitutto perchè partire da favoriti e vincere non è mai facile. E poi perchè durante la stagione ci sono state delle vicissitudini e le pressioni sono state forti. Ma la squadra ha dimostrato sempre di aver gli attributi per andare avanti». Stimoli e voglia, stregato da Salerno. Dice Di Napoli. «A 34 anni non si dicono certe cose per essere ruffiani, ma perchè uno le pensa davvero. Salerno è riuscita a darmi emozioni che veramente non ho avuto da altre parti. Lo spettacolo di domenica sera di ritorno da Potenza è stato un qualcosa che mi resterà sempre dentro».

A Bellizzi premi ai tifosi


Domani, sabato, alle ore 21 nel Club granata di Bellizzi il presidente del Club «Salernitana.to» di Torino, Luigi De Sio, premierà i primi tre stendardi più belli esposti quest'anno dalla tifoseria granata sui campi esterni, nel corso di questa lunga e bella stagione agonistica. Top secret i nomi dei vincitori. Molte probabilità di vittoria per il club «Mai sola» di Antonio Carmando. ( da il Mattino di Oggi 25/4/2008)

giovedì 24 aprile 2008

Rossi: brava Salernitana, ora ritorna in A


Nella storia recente del calcio salernitano occupa uno dei capitoli più importanti. Delio Rossi è diventato, alla pari del compianto Tom Rosati, l’allenatore più amato dai tifosi granata per aver vinto due campionati grazie ad un gioco spettacolare. L’attuale tecnico della Lazio vinse con la Salernitana di Aliberti il torneo di C (1993/94) alla sua prima esperienza su una panchina di un club professionistico. Quattro anni dopo, invece, Rossi realizzò la grande impresa guidando la squadra in serie A. Dieci anni più tardi la Salernitana di Lombardi è pronta a festeggiare un altro importante traguardo. Rossi, è contento per questa promozione? «Si. Mi fa piacere che la Salernitana torni in un campionato più importante. Lo merita. Anzi mi auguro che ci siano in futuro altri scenari». E per la città? «Salerno vive in modo viscerale la sua passione per la squadra di calcio. E la promozione si trasformerà in un evento positivo per la stessa città». Ci sono analogie tra questa promozione e quella di dieci anni fa? «È difficile trovarle. Nella mia Salernitana, però, c'erano tanti giovani reduci da una stagione difficile. Insieme riuscimmo a centrare un'inattesa promozione. Questa, invece, è frutto di una programmazione». Ora è stato più facile vincere? «Vincere è sempre difficile. In qualsiasi categoria. Nel tempo può mutare solo l'ordine delle difficoltà». Il tempo non ha cancellato i ricordi. Ed i tifosi sono sempre pronti a rinnovarle il proprio affetto. «È un sentimento reciproco. Se sono diventato grande devo dire grazie a Salerno e se la Salernitana ha vissuto grandi stagioni un minimo di merito è anche mio». Ieri Di Vaio. Oggi Di Napoli. Qual è l'attaccante più forte? «Difficile dirlo. Sono due calciatori importanti. A Salerno Di Vaio era un giovane desideroso di affermarsi. Successivamente ha disputato una carriera ad alti livelli. Di Napoli, invece, ha avuto già un passato importante. Ma la scorsa estate si è rimesso in discussione ed ha accettato di giocare in C». Non era facile? «No. Ma è diventato l'idolo dei tifosi perché ha giocato con passione. E la gente non è stupida. Sa riconoscere quando un calciatore dà il massimo. E se Di Napoli, alla sua età, riesce ancora a trasmettere passione ed entusiasmo vuol dire che nella testa è ancora un calciatore». La Salernitana può aprire un ciclo? «Dipende dalla strategia. Puoi riuscirci se non vivi alla giornata. È importante avere una società forte. In questo caso puoi anche permetterti di disputare qualche stagione non esaltante perché prima o poi i risultati arriveranno». Ha conosciuto Lombardi? «Si, qualche tempo fa durante una mia premiazione in città. È un presidente giovane, ambizioso, entusiasta. Mi è apparsa una persona che ha molta voglia di fare». Tornerebbe ad allenare a Salerno, magari in serie A? «Non vedo perché non potrei tornarci. Poi non ho mai fatto un problema di categoria. La mia carriera ha dimostrato che ho allenato dove mi portava il cuore». Tornerà a Salerno per festeggiare la promozione in B? «Mi farebbe piacere, ma non penso sia giusto perché questa promozione dovrà essere festeggiata da chi lo ha meritato. Ed io non ho fatto nulla. Qualcosa l'ho fatta in passato, non in questa stagione».

Festa promozione: C.C.S.C., “No ad una invasione di campo...”


“Un altro piccolo sforzo ed è fatta! Salerno calcistica sta tornando nel calcio che conta. Un risultato, guadagnato sul campo di gioco, ed ingiustamente scippatoci, è stato da noi tifosi, riconquistato. Coloriamo Salerno e l’Arechi di Granata, in particolare nei prossimi ultimi 90 minuti casalinghi, portando ognuno un drappo granata, ed accompagniamo tutti i nostri beniamini in quella che si prefigura come un vero trionfo dello sport e della passione calcistica. Evitiamo invasioni di campo, sia pur pacifiche, al termine della prossima partita, non solo perché indegne di una TIFOSERIA civile, quale quella SALERNITANA, ma anche perché impedirebbero, a tantissimi tifosi, in particolare a quelli non presenti allo stadio, di partecipare al gioioso spettacolo che SOLO SALERNO sa donare. Grazie ragazzi

mercoledì 23 aprile 2008

Pescara, dirigenza annuncia dimissioni

Appresa la notizia della penalizzazione, il presidente Gerardo Soglia, il vice presidente Francesco Soglia e i membri del consiglio di amministrazione – Alessandro Soglia, Nobile Soglia e Claudio Di Giacomo – hanno deciso, di comune accordo, di dimettersi dalle rispettive cariche. Nei prossimi giorni sarà formalizzata la decisione.
“Già dai primi giorni del nostro insediamento – ha dichiarato Francesco Soglia - abbiamo potuto verificare che la società aveva provveduto nei termini fissati dalle norme federali al pagamento degli emolumenti di maggio e giugno 2007 ai propri tesserati. Nonostante ciò e nonostante la dimostrazione documentale fornita alla commissione disciplinare, subiamo ingiustamente questa penalizzazione.
Preannuncio che la società farà ricorso alla Corte di Giustizia Federale. Si parla tanto di calcio pulito. Io non posso assolutamente accettare che identiche situazioni vengano giudicate in maniera differente. Mi riferisco al caso del Gela di due anni fa e del Melfi dello scorso anno. Le due società furono punite solo con un’ammenda.
Mi chiedo inoltre come sia stato possibile emettere un deferimento dopo oltre cinque mesi dai fatti cui si riferisce e a campionato in corso e una sentenza del genere a due giornate dalla fine. Un provvedimento simile ha prodotto in me una totale sfiducia nei confronti degli organi federali, ragion per cui non posso fare a meno di allontanarmi da un calcio nel quale non mi riconosco. Restano immutate la mia stima verso la squadra e le soddisfazioni sportive fin qui ottenute. Mi viene da dire che l’unico peccato commesso è quello di aver costruito una squadra troppo forte per questo campionato”.
Il vice presidente ha comunque già convocato la squadra in sede per incitarla a credere ancora fermamente nei play-off, “dove probabilmente – ha detto – qualcuno non ci vuole”. Ha inoltre invitato i tifosi a credere fino in fondo al sogno (ormai miracolo) play-off. A dimostrazione della serietà e della probità dell’attuale proprietà, il vice presidente ha infine concluso dichiarando che la società si impegna in ogni caso a far fronte agli impegni assunti fino al 30 giugno 2008. Dopo tale termine la società sarà posta in vendita.
Pescara Calcio S.p.A

Pescara penalizzato di 2 punti, Lanciano di 8

Il Pescara, squadra militante nel girone B della serie C1, è stato penalizzato di due punti dalla Commissione Disciplinare Nazionale.
Era stato deferito, dal procuratore federale Stefano Palazzi, per infrazione delle norme della Covisoc che regolano le iscrizioni ai campionati.
Il club abruzzese (che era penalizzato di un punto) scende da 50 a 48 punti in classifica generale.
Ora il club pescarese ha sette giorni di tempo per ricorrere.

Il Lanciano invece, è stato penalizzato di otto punti. Questa la sentenza pronunciata dalla Commissione Disciplinare, che era stata chiamata a giudicare l'accusa di illecito sportivo per la quale era scattato il deferimento della Procura federale.L'accusa era stata avanzata nei confronti della società frentana per aver ottenuto l'iscrizione con certificati falsi, ovvero attestanti pagamenti poi bloccati dal presidente Paolo Di Stanislao.
Il procuratore federale aveva chiesto una condanna molto più severa. Vale a dire l'inibizione per un anno per il presidente Paolo Di Stanislao. Oltre a diecimila euro di ammenda per la società con retrocessione all'ultimo posto in classifica.
La classifica ora vede il Lanciano occupare una posizione che la costringerà comunque a disputare i play out.

Anche per il Lanciano ci sono sette giorni di tempo per il ricorso.

martedì 22 aprile 2008

Probabile apertura anche del settore DIstinti


Procedono alacremente i lavori di finitura per l'apertura domenica prossima nella gara interna con il Pescara del settore Distinti.

La massiccia prevendita del settore Curva Sud, sino ad ora venduti 4.000 biglietti ha spinto la società ad accelerare i lavori in vista dell'importantissimo match di domenica, dove si prevederanno circa 20.000 spettatori.

Il settore comunque, sembrerebbe destinato ad ospitare le scolaresche della città,cosi come fatto contro la Juve Stabia nell'ultima gara interna, ma nel settore Curva Nord.

Inoltre la tifoseria organizzata sta preparando una mega coreografia, mentre i calciatori , in caso di risultato positivo, ringrazieranno a modo loro i tifosi granata che li hanno sempre sostenuti.

Continua la Prevendita dei tagliandi per Salernitana- Pescara


La Salernitana Calcio 1919 comunica che da quest'oggi alle ore 12,00 comincia la prevendita per la gara Salernitana-Pescara prevista per domenica 27 aprile alle ore 15,00 presso lo Stadio Arechi di Salerno.


Questi i prezzi dei biglietti d'ingresso:


Tribuna Rossa Sud/Nord € 35,00 + € 4,00 diritti Lis ridotto € 28,00 + € 3,00 diritti Lis

Tribuna Verde Sud/Nord € 25,00 + € 2,50 diritti Lis ridotto € 20,00 + € 2,00 diritti Lis

Tribuna Azzurra € 18,00 + € 2,00 diritti Lis ridotto € 14,00 + € 1,50 diritti Lis

Curva Sud € 10,00 + € 1,00 diritti Lis ridotto € 8,00 + € 1,00 diritti Lis


RIDOTTI UNDER 14Il prezzo dei biglietti ridotti under 14 è stato fissato in € 5,00 + 1,00 per Tribuna Azzurra e Curva Sud.


PREVENDITA DOMENICALESi rammenta che nel giorno della dispuita della gara, la domenica, i prezzi dei biglietti suindicati subiranno l'aumento del 30% ad eccezione dei ridotti Under 14 mentre viene sospesa la vendita dei ridotti normali.TIFOSERIA OSPITEA partire dalle ore 16,00 di oggi, lunedì 21 aprile e fino alle ore 19,00 di sabato 26 aprile, per la tifoseria del Pescara saranno attivi due punti vendita per i ticket che saranno venduti al prezzo di € 15,00 + € 2,00 di diritti Lis.

Queste le ricevitorie:

Ricevitoria PE 1473 via Bendetto Croce 199 65120 PESCARA

Ricevitoria PE 1495 via Rio Sparto 108 65129 PESCARA

lunedì 21 aprile 2008

B come bagnati, lacrime e minerale a fiumi


Potenza. Lombardi è inzuppato d’acqua negli spogliatoi. Abbraccia il papà Pietro e scoppia in lacrime. «Una grande gioia che sono felice di poter dividere con mio padre, anche lui è stato ed è un grande tifoso». Il papà di Lombardi confessa. «Ho detto più volte ad Antonio di lasciare stare, ma lui è testardo proprio come me ed è andato sempre avanti. Ora sta raccogliendo soddisfazioni che merita». Antonio Lombardi, il presidente, è emozionato, scoppia in lacrime, piange. «Sono stati tre anni di grande sofferenza, adesso ci siamo, manca l’ultimo sforzo. Sono testardo e sono andato avanti sempre con determinazione nei momenti di difficoltà. Ma ora pensiamo al prossimo punto e cerchiamo di stare calmi. Per ora festeggiamo la vittoria con il Potenza». Lo dice, ma intanto negli spogliatoi fa festa. Arriva Di Napoli che esibisce la maglia «400 partite prof, ti pare poco?» in riferimento alle sue partite. E poi fa partire il coro: «Noi abbiamo un presidente che ci porta in serie B». Di Napoli che poi chiede al papà di Lombardi il capretto che gli avevo promesso e scoppia in una risata. Regalo ben più grande lo riceverà dal presidente, un’auto. A fine gara Re Artù lo ha ricordato a Lombardi seduto in tribuna, facendo il gesto del volante, e il presidente lo ha poi confermato. «Sono felice di poter mantenere la promessa. E posso già assicurarvi che Di Napoli resterà a Salerno anche l’anno prossimo». Festa grande negli spogliatoi. L’abbraccio di Lombardi con il dirigente accompagnatore Salvatore Avallone e con l’addetto all’arbitro Genny Gagliano, con il cognato Cosimo D’Angelo, dirigente del settore giovanile. «Un risultato che ci avvicina moltissimo alla serie B, ma è meglio aspettare ancora l’ultimo punto all’Arechi. La gioia più grande sarà conquistarla davanti al nostro pubblico. Tutti quanti i nostri tifosi meritano questo traguardo, meritano la categoria superiore. Questa di Potenza è stata una giornata indimenticabile, lo sarà ancora di più domenica prossima all’Arechi». Partita di Potenza che è stata caratterizzata da una mattinata tormentata e dalla denuncia del presidente del Potenza, Postiglione: «Sono cose che non riguardano noi e non ci metto in naso. Un fatto è certo, in questo campionato, nessuno ci ha regalato nulla, tutti hanno giocato alla morte». Lombardi che descrive la partita di Potenza: «Anche questa partita è stata molto sofferta. A venti minuti dalla fine l’Ancona vinceva e noi pareggiavamo. Poi è arrivato il gol di Di Napoli». Il presidente guarda indietro e spiega. «Questo è il coronamento di un duro lavoro con il mio amico Murolo e con il diesse Fabiani condotto da inizio stagione. Siamo partiti tre anni fa senza un pallone, senza una sede e senza capire niente di calcio: in tre anni siamo cresciuti grazie al nostro pubblico. Stiamo lavorando per un progetto che la città merita». Idee già chiare anche sul futuro. «Arriviamo in B e poi partiamo con tutte le iniziative, compresa la valorizzazione dei giovani attraverso l’allestimento di una squadra Primavera». Poi il pensiero torna all’immediato e alla partita contro il Pescara. Si stanno stringendo i tempi per far aprire i distinti e sono in cantiere delle iniziative per trasformare lo stadio in un grande mare granata. «Ci sono delle iniziative, cominceremo a pensarci da martedì». La festa è anche di Murolo. «Adesso possiamo dirlo, ci siamo». Ed è la vittoria di Fabiani che si è mantenuto un po’ in disparte, ma poi ha avuto la sodisfazione del grande abbraccio dei tifosi all’Arechi.

Salernitana, ecco la B. Scoppia la festa


LA VITTORIA Contro il Potenza è ancora Re Artù Di Napoli a firmare la vittoria che materializza la serie B. La zampata-gol del capocannoniere ha fatto piazza pulita dei dubbi che avevano accompagnato il bomber nella settimana che ha preceduto la partita. IL GIALLO Brivido a Potenza. Il presidente della compagine lucana decide a sorpresa di tenere fuori squadra i calciatori salernitani (De Cesare, Cammarota e Cuomo). Teme, il presidente Postiglione, che i tre posano subire condizionamenti psicologici e non offrire la prestazione adeguata. Scoppia il caos. La tensione cresce. Il risultato finale fa giustizia. LO SPOGLIATOIO. Non c’è tempo per parlare della partita. Nello spogliatoio scoppia la festa. Acqua minerale per brindisi e docce improvvisate con corredo di cori e balletti. LA CITTÀ IMPAZZISCE. Caroselli di auto, cortei improvvisati: la città festeggia la B formalmente coqnuistata. Il traffico si blocca. Ma nessuno protesta. LA TAPPA ALL’ARECHI. Il pullman con i calciatori, di ritorno da Potenza, fa tappa all’Arechi dove c’è il primo travolgente abbraccio con la tifoseria granata. LOMBARDI IN CIELO. Tappa al Grand Hotel dove la squadra soggiorna. Altro bagno di folla. Il presidente Lombardi portato a spalla e lanciato in aria per festeggiarlo

domenica 20 aprile 2008

Iniziata la festa per la serie B


Questa sera nel dopo partita vittorioso con il Potenza, moltissimi tifosi si sono riversati in strada per festeggiare la quasi matematica promozione in serie B della Salernitana. In clima surreale da pianura padana, vi era infatti una fitta nebbia, migliaia di tifosi hanno atteso i calciatori al grand hotel Salerno e tra gli altri ho incontrato gli autori di due degli striscioni che parteciperanno alla 1° edizione del premio "Salernitana ti Scrivo" (Vedi Foto), Massimiliano (Salerno sei nell'Anima) e Guido (fino alla Fine) a cui mando un caloroso saluto e rinnovo l'invito ad incontrarci sabato 26 aprile alle ore 21.00 a Bellizzi presso la sede del Club "Bellizzi Granata" in Via Firenze, 39.
L'invito ovviamente è rivolto anche agli altri autori degli stendardi che hanno partecipato al premio ed a tutti i tifosi che lo vorranno.
Sarà come una prima festa per la promozione dei granata im serie B.
Vi aspetto numerosi e...Forza Salernitana

Potenza - Salernitana 0 - 1


Potenza: Cecere, Urbano, Malafronte (40’ st Grillo), Di Bella, Lolaico (29’ st Ippoliti), Ametrano, Memè, Vianello (17’ st Bruno), D’Ambrosio, Berretti, Rivaldo.
In panchina: Pipolo, Falanga, Corsi, Bacioterracino.
Allenatore: Falanga

Salernitana: Pinna, Ambrogioni, Fusco, Troise, Milanese, Ciarcià (43’ st Piccioni), Soligo (25’ st Mammarella), Tricarico, Russo, Turienzo, Di Napoli (48’ st Cammarata).
In panchina: Iuliano, Cardinale, Giannone, Ferraro.
Allenatore: Brini

Arbitro: Meli di Parma

Assistenti: Toti e Giallatini

Note: Al 49’ espulso Falanga dalla panchina. Ammoniti: Russo, Soligo, Troise, Turienzo per la Salernitana. Recuperi: 1’; 5’.

Le probabili formazioni


POTENZA:

Cecere, Lolaico, Bruno, Di Bella, Cuomo, Urbano,

Cammarota, Berretti, De Cesare, D'Ambrosio, Ametrano.

ALL:. Arleo


SALERNITANA:

Pinna, Ambrogioni, Milanese, Troise, Fusco, Tricarico,

Ciarcià, Soligo, Turienzo, Di Napoli, Russo.

ALL.: Brini

sabato 19 aprile 2008

Brini: «A Potenza si decide la serie B»



Fabio Brini affila le armi e si prepara alla battaglia. Il trainer granata sta caricando a dovere i suoi uomini in vista della delicata trasferta di domani pomeriggio in quel di Potenza. La Salernitana, già da domenica infatti, ha la possibilità di chiudere virtualmente il discorso promozione. Dalla porta principale, s'intende. Per farlo sarà indispensabile scendere in campo con il coltello tra i denti. Pronti a tutto. «Contro il Potenza bisognerà partire con la stessa mentalità che si ha quando si va in guerra. Tra virgolette, s'intende - prova a correggere il tiro Brini - Nel senso agonistico del termine, insomma. Sarà indispensabile avere la giusta cattiveria per arrivare prima dell'avversario su ogni pallone». L'allenatore sa bene che il momento è cruciale ed ammette che in caso di exploit in Basilicata l'aritmetica promozione sarebbe davvero ad un passo. «E' chiaro che un successo con il Potenza varrebbe tantissimo - dice - Non parlerei comunque di ipoteca, ma di un passo enorme verso la promozione. Adesso manca soltanto la ciliegina sulla torta. Una torta che abbiamo confezionato, messo in forno e vogliamo a tutti i costi sfornare nel migliore dei modi». Affinché le ciambelle riescano con il buco, però, è necessario che la squadra scenda in campo con la stessa determinazione dimostrata nell'ultima trasferta in quel di Ancona. «Proprio per questo ho chiesto ai miei uomini tanta grinta ed altrettanto carattere - ammette il tecnico - Sappiamo bene che il Potenza non sarà un avversario facile. Credo che proveranno ad aggredirci fin dall'inizio: del resto questa è la loro caratteristica. Lo hanno dimostrato contro il Gallipoli e sono certo che faranno altrettanto anche domenica. Non credo, infatti, che contro di noi cambieranno atteggiamento. Anche loro hanno un obiettivo da raggiungere. Noi, però, dobbiamo guardare soltanto in casa nostra, cercando di dare il massimo in questo rush finale». Inevitabile che il discorso cada anche sulla formazione che scenderà in campo al Viviani. Di Napoli, Russo e Ciarcià hanno accusato noie muscolari, ma Brini tranquillizza tutti. «Sia Russo che Ciarcià sono a posto. Per quanto riguarda Di Napoli, invece, si è allenato e c'è ancora un altro allenamento prima di decidere. Il turn over in difesa per i tanti diffidati? Scioglierò le riserve soltanto alla fine. Non credo, comunque, che quello delle diffide debba essere un impedimento. Se, poi, qualcuno prende un'ammonizione, pazienza». Brini è molto schietto. «Dobbiamo pensare ad una partita alla volta - glissa il tecnico - Partendo da quella di domenica con il Potenza. Una gara importante che deve essere giocata. E poi ci sono anche le partite delle nostre concorrenti. Quella in terra lucana, comunque, potrebbe essere una tappa fondamentale per noi. Il fatto che si giochi a porte chiuse, poi, può essere un vantaggio o uno svantaggio. Spesso, infatti, i calciatori hanno bisogno della spinta dei tifosi. Ed anche degli stimoli che ti danno quelli avversari». Prima di congedarsi, il tecnico parla anche dei tanti elementi destabilizzanti che sono stati denunciati la settimana scorsa dal direttore Fabiani (che li aveva definiti "corvi"). «Mi dispiace che si è chiusa la stagione della caccia - prova ad ironizzare il tecnico - altrimenti li avrei presi a fucilate». Proprio Fabiani, invece, ha bene in mente la tabella promozione. «Per vincere il campionato siamo obbligati a fare i 6 punti che servono per l'aritmetica. Sono certo, infatti, che l'Ancona nelle prossime tre partite farà il pienone, conquistando nove punti su nove disponibili».

Allenamento a Casignano



La pioggia non ha fermato la Salernitana, costretta a ripiegare sul sintetico di Casignano per svolgere la seduta di allenamento programmata in precedenza sul prato di Saragnano. Tanta acqua sulla testa dei giocatori ma anche tanta voglia di chiudere al più presto il campionato, magari portando via i tre punti dal "Viviani" di Potenza. E Brini fino alla immediata vigilia della gara si porterà dietro il dubbio legato all'impiego di Arturo Di Napoli che anche ieri si è allenato in disparte con il gruppo. Il fastidio agli adduttori è sensibilmente migliorato rispetto a qualche giorno fa e l'impressione è quella che Re Artù possa essere della partita anche se non per tutti i novanta minuti. Di Napoli anche sotto la pioggia, è stato l'ultimo ad abbandonare il campo quale segno evidente che l'attaccante farà di tutto per non mancare alla gara di Potenza. In ogni caso Brini ha già pronta l'alternativa che sarà Fabrizio Cammarata che è stato provato in coppia con l'inamovibile Turienzo nel test di giovedì pomeriggio. A parte lo squalificato Di Deo e i non convocati Barrionuevo e Mamede c'erano tutti a Casignano a svolgere una intensa parte atletica e qualche schema difensivo. Obiettivamente, sotto la pioggia non è stato possibile provare altro anche per non compromettere i muscoli dei giocatori poco abituati al prato sintetico. Buone notizie invece per Ciarcià e Russo che hanno entrambi superato i rispettivi acciacchi e per questo saranno a disposizione dell'allenatore. A proposito ancora di Di Napoli, ieri il bomber ha festeggiato il suo trentaquattresimo compleanno. I compagni hanno festeggiato in modo sobrio nel ritiro del Grand Hotel Salerno anche perché Re Artù è intenzionato a festeggiare presto sia la promozione che il suo compleanno. Per adesso Di Napoli si gode il suo record di reti messe a segno ed i titolo di cannoniere principe della C ed il fatto che a trentaquattro anni il senso del gol è rimasto pressoché immutato. Il presidente Lombardi però non ha fatto mancare il suo personale augurio al suo bomber piombando nel ritiro nel tardo pomeriggio. I festeggiamenti però sono rimandati a domenica sera sperando in un risultato positivo della squadra. Il presidente si è intrattenuto non solo con Di Napoli ma ha voluto tastare di persona l'umore del gruppo ricavandone una buonissima impressione. Fabio Brini, oltre a portarsi dietro il dubbio Di Napoli, dovrà fare i conti anche con il lungo elenco di diffidati in casa granata. Ben otto giocatori sono a rischio squalifica e tra questi figurano tutti i difensori centrali, vale a dire Fusco, Troise e Cardinale. Sull'elenco dei cattivi anche Di Napoli stesso e Ferraro mentre completano il quadro Ciarcià, Soligo e Barrionuevo. Quest'aspetto condizionerà le scelte difensive del trainer che che potrebbe dare un turno di riposo a Troise per inserire Cardinale. A centrocampo ci sarà spazio per Tricarico e Soligo interni mentre sulle fasce ci sarà Ciarcià a destra e Russo a sinistra. La rifinitura di questa mattina a Casignano potrebbe fugare gli ultimi dubbi. Com è noto la gara sarà disputata a porte chiuse con diretta sull'emittente satellitare Conto Tv. Non ci sarà quindi nessuna diretta su Rai Tre.

venerdì 18 aprile 2008

LA STATISTICA


Esperienza e qualità non hanno età. Ecco perché la Salernitana è ad un passo dalla promozione in B. Lo deve ai suoi vecchietti terribili, quelli che stanno garantendo risultati positivi. Il principio machiavellico «il fine giustifica il mezzo» è stata recepito in pieno dalla società di Lombardi e Murolo. Al club granata, dunque, poco importa che dalla Lega Calcio di C arriveranno poche migliaia di euro dei contributi legati all'impiego dei calciatori nati dal 1984. Sono esclusi gli atleti in prestito e gli stranieri, ma i premi sono più elevati in relazione alla posizione di classifica finale ed all'eventuale presenza di giocatori provenienti dal settore giovanile. Il rischio legato ad organici con tanti elementi di prospettiva è inevitabile. Così nel girone B le società che più hanno utilizzato giovani (Sambenedettese, Massese e Lanciano) sono in lotta per evitare i play out. Discorso analogo al raggruppamento A con Manfredonia (dove ad operare è Giuseppe Pavone) e Legnano. L'unica nota positiva è legata al Sassuolo, primatista del torneo. Nel girone B la capolista Salernitana è all'ultimo posto della speciale classifica stilata dalla Lega Calcio. Nell'attuale campionato, infatti, sono stati utilizzati soltanto due giovani under 24, Iuliano (classe 1984) ed Imparato (1986) per un totale di trecentonove minuti. Il più impiegato è stato il laterale salernitano, ora tesserato con la Juve Stabia. Nella prima fase della stagione Imparato ha collezionato sei presenze. Soltanto in due occasioni, contro Gallipoli e Pescara, il difensore è stato titolare ma in entrambe le gare è stato sostituito rispettivamente da D'Isanto (al 22' del secondo tempo) e da Magliocco (33' pt). Nelle altre quattro gare (contro Sambenedettese, Perugia, Ancona e Massese), invece, Imparato è sempre entrato a partita in corso. L'altro giovane calciatore utilizzato dalla Salernitana è il portiere Iuliano, titolare a Lanciano. Del gruppo granata, tra l'altro, i due atleti più anziani, Russo e Milanese, sono tra i più utilizzati. Nel raggruppamento A la Cavese è all'ultimo posto della speciale classifica "Giovani". Soltanto un ventenne schierato (Shiba per 237') e poi tre atleti del 1985 ed uno del 1984 (Unniemi). In totale 849'. Proprio il club metelliano, tra l'altro, è la squadra all'ultimo posto della Coppa Disciplina. La Cavese, cioè, è la squadra più cattiva del torneo. Anche la Salernitana, però, è al quint’ultimo posto. Proprio il pericolo giallo, con otto calciatori diffidati, sta condizionando la volata promozione della Salernitana.

Di Napoli a riposo, Brini prova Cammarata



Un’altra giornata di lavoro ridotto per Di Napoli, solo palestra all’Arechi e niente partitella. Re Artù che oggi festeggia i 34 anni resta in dubbio per la trasferta di Potenza. Partita che si giocherà a porte chiuse domenica allo stadio «Viviani». La Corte di Giustizia federale della serie C ha, infatti, confermato la squalifica di due giornate al campo inflitta alla società potentina dopo la partita vinta 3-2 contro il Gallipoli. Potenza, quindi, che giocherà a porte chiuse anche l’ultima gara casalinga contro l’Arezzo. Il cruccio principale di Brini resta Di Napoli anche se si proverà fino all’ultimo di schierarlo dal primo minuto. Re Artù è troppo importante nella Salernitana per lasciarlo fuori, anche senza allenamenti settimanali il posto lo ha assicurato. Ma è chiaro che la valutazione si farà solo all’ultimo momento d’intesa con lo staff medico e valutando la disponibilità dell’attaccante a scendere in campo nonostante il fastidio agli adduttori. La situazione al momento è che Di Napoli si è allenato a ritmo ridotto per tre giorni e che quindi non è ora come ora da considerare disponibile. Nella partitina di ieri pomeriggio all’Arechi contro la Berretti è stato provato Cammarata dal primo minuto in coppia con l’argentino Turienzo. Ed è questa comunque una notizia, cioè che Brini se dovesse mancare Di Napoli si affiderà all’ex tarantino e non a Ferraro, destinato quindi all’ennesima panchina. La scala di valori degli attaccanti è stata completamente ribaltata: l’argentino Turienzo che era il quarto e con Agostinelli è stato impiegato pochissimo è diventato indispensabile e titolare fisso con Brini. E si tratta questa della migliore intuizione avuta dal nuovo tecnico perchè Turienzo si è dimostrato fondamentale per il reparto e tra l’altro contro la Juve Stabia ha anche segnato il gol decisivo. Ferraro che invece era partito alla pari di Di Napoli, tanto è vero che all’inizio di divisero anche la responsabilità dei calci di rigore, adesso è diventato il quarto della lista, segno evidente che con Brini non si è instaurato un buon rapporto. Ma adesso quello che sta più a cuore del tecnico è la condizione di Di Napoli che si spera di recuperarlo, anche se si farà in modo di non rischiarlo per evitargli guai più lunghi in vista delle ultime due partite. Di Napoli che tra l’altro è anche diffidato e con il prossimo giallo sarà squalificato. Situazione diffide pesante con otto granati che rischiano la squalifica al prossimo cartellino giallo e c’è Di Deo che ha altri due turni di stop da scontare per l’espulsione di Ancona: oggi si discuterà il ricorso della Salernitana alla Disciplinare. Ma almeno per Potenza le speranze sono nulle, se dovesse essere parzialmente accolto il ricorso il centrocampista potrebbe tornare in gioco contro il Pescara. Salernitana e gli attaccanti. Di Napoli è a quota 19 gol, è il bomber della C1 girone B. Il bomber del momento è Turienzo, a segno contro la Juve Stabia e che andò in rete contro il Perugia. Ferraro è fermo da quattro mesi a quota sei, Cammarata non ha ancora segnato, un anno nero per lui visto che di gol non ne aveva realizzati neanche con la maglia del Taranto.

giovedì 17 aprile 2008

Fusco contro De Cesare: è un derby di quartiere


Amici, nemici. Per una domenica, il quartiere Mariconda si divide in due. Gli amici si trasformano in nemici. Sul campo, naturalmente. Potenza-Salernitana, infatti, è anche la sfida tra Ciro De Cesare e Luca Fusco. Il toro di Mariconda contro il capitano della Salernitana. Anche lui di Mariconda. Entrambe cresciuti a pane e pallone con il sogno di giocare con la maglia granata. Entrambi ci sono riusciti, lo hanno fatto insieme, riportando addirittura la Salernitana in serie A. Esattamente dieci anni fa, nell'anno della splendida cavalcata con Delio Rossi in panchina. Fusco e De Cesare esordirono insieme anche in massima serie, nella bolgia dell'Olimpico, quando i granata dominarono per 45' passando anche in vantaggio con Song, per poi subire il ritorno dei giallorossii. De Cesare giocò una gran partita sulla corsia di sinistra, mettendo in difficoltà il pluricampione del mondo Cafù. Fusco, maglia numero 15 sulle spalle, riuscì a fare altrettanto con giocatori del calibro di Totti e Alenichev. Almeno fin quando rimase in campo. Già, perché il direttore di gara, il signor Bolognino di Milano, gli sventolò due gialli (l'ultimo inventato) e lo cacciò dal campo. A seguito dell’espulsione Rossi si cautelò togliendo De Cesare. Facile intuire che i due giocatori siano molto legati tra loro. Scherzi di ogni tipo sono stati il comune denominatore degli anni giocati insieme. E poi Salerno, il quartiere Mariconda e la Salernitana. Poi però, come spesso capita nel mondo del calcio, i destini si dividono. Prendono altre strade e alla fine capita anche di ritrovarsi l'uno contro l'altro. Ironia della sorte, in un momento topico per le sorti sia della Salernitana sia del Potenza. I granata con l'obbiettivo promozione ed i lucani con quello della salvezza. Come se non bastasse, i due potrebbero addirittura ritrovarsi muso contro muso. Da un lato l'attaccante De Cesare (che rientra proprio domenica prossima dopo tre turni di squalifica) e dall'altro il difensore Fusco. A rendere il tutto ancora più emozionante sarà la posta in palio. Nessuno vuole cedere di un millimetro. I due non lo dicono apertamente, ma si sono sentiti spesso prima di questa settimana. Diplomatico De Cesare che domenica scorsa ha dichiarato: «Non so cosa proverò nel trovarmi di fronte Luca da avversario e con la maglia della Salernitana - ha detto - l’unica cosa certa è che farò il professionista fino in fondo. Mi dispiace per la Salernitana, ma a noi i tre punti servono come il pane». Capitan Fusco, dal canto suo, non ha rilasciato dichiarazioni sulla speciale sfida nella sfida, ma è fin troppo chiaro che anche per il difensore sarà una gara particolare. I due amici che si ritrovano avversari, uno contro l'altro. De Cesare che sogna il gol partita. «Sono il rigorista della squadra e in caso di penalty andrei tranquillamente sul dischetto» e Fusco che farà di tutto per impedirglielo. Inutile dire che ognuno consoce a memoria pregi e difetti dell'altro. Prima di essere insieme nella Salernitana, infatti, hanno giocato migliaia di partite sui campetti sterrati e sui marciapiedi del quartiere Mariconda.

Brini, caccia al primo colpo in trasferta


È l’ora di invertire la tendenza. La Salernitana insegue a Potenza il primo successo del girone di ritorno che sarebbe anche il primo colpo esterno del 2008. E che sarebbe anche il primo successo esterno per il nuovo allenatore Brini. Successo che fu sfiorato ad Ancona, cioè proprio nel giorno più difficile e nella partita più difficile. La Salernitana andò in doppio vantaggio, poi dovette subire il ritorno dell’Ancona e provò a vincere nuovamente nel finale. La migliore partita in trasferta e la migliore partita con Brini. L’ultima esibizione esterna, quindi, dà modo di pensare in maniera positiva per la partita di Potenza. Gara che si giocherà a porte chiuse, anche se per oggi è attesa l’ultima parola della disciplinare. Porte chiuse, divieto per le tifoserie che dovranno accontentarsi della diretta su Conto Tv, a meno che per motivi di ordine pubblico il prefetto non stabilisca la diretta in chiaro su Rai 3. Quattro fin qui le vittorie esterne, tutte con Agostinelli, tutte nel 2007, l’ultima a metà dicembre nel derby di Castellammare con il rigore di Ferraro. In tutto sono 19 i punti esterni conquistati, sette pareggi, quattro con il vecchio allenatore e tre con Brini. Salernitana che adesso è attesa alle ultime due trasferte ed è chiamata all’ultimo sforzo, è chiamata ad aumentare il ritmo. Ed ecco che serve il colpo in trasferta. E serve subito, a Potenza, per tenere a bada la risalita dall’Ancona e del Taranto. Sei punti per la certezza aritmetica della promozione, due gare in trasferta e una all’Arechi: c’è poco da fare, una vittoria in trasferta serve. Con Brini è stata cercata e sfiorata solo ad Ancona, cioè nella partita più importante e contro la formazione più forte, terminò 2-2. Contro due avversari più abbordabili, Lanciano e Sangiovannese, invece è finita 1-1, due pareggi però conquistati in rimonta e dopo essere andati in svantaggio. Due partite nelle quali la Salernitana non diede mai l’impressione di avere realmente in pugno l’avversario. La peggiore partita esterna della gestione Brini fu la prima a Sorrento, una brutta sconfitta (0-1) decisa dal gol del salernitano Braca. Segno questo che la Salernitana ha, comunque, superato il periodo più brutto e nelle ultime partite ha ritrovato sicurezza. Certo, l’avversario è di quelli che non può fare sconti, anzi. Il Potenza è in piena lotta per evitare i play out e quindi non può sbagliare. la situazione della squadra lucana si è ingarbugliata proprio nelle ultime settimane. Mentalità giusta, partenza sprint come contro Ancona e Juve Stabia. Approccio giusto alla partita, cioè proprio quello che era mancato in molte occasioni quest’anno. E ovviamente tutto ciò può essere agevolato dal fatto che non ci saranno tifosi di casa al «Viviani», condizioni ambientali meno problematiche, un pericolo in meno da dover affrontare. Tre punti subito, cioè a Potenza e poi si vedrà. Il direttore generale Fabiani e il presidente Lombardi sono stati chiari con la squadra alla ripresa degli allenamenti: il gruppo è carico. Brini che si sta cominciando a prendere la Salernitana vuole ora prendersi anche la prima vittoria in trasferta. Il primo colpo fuori casa, obiettivo Potenza.

mercoledì 16 aprile 2008

A Potenza tappa per la Serie B

Affrontare la prossima trasferta con la forza-potenza della capolista è un dovere per la Salernitana che, con una combinazione di risultati favorevoli, domenica potrebbe essere già in serie B. A Potenza i granata devono dimostrare di essere i primi della classe. Serve una prestazione come quella di Ancona, soprattutto nel primo tempo, dove Fusco e compagni hanno giocato senza paura, con grinta e carattere.

Per avere l’aritmetica certezza della promozione, la Salernitana deve vincere in Lucania, sperare che l’Ancona perda in casa con la Pistoiese e che il Taranto venga sconfitto a Crotone. Un tris di risultati che ha basse probabilità di realizzarsi ma vale la pena crederci. Prima di tutto bisogna conquistare a Potenza il quinto successo esterno per salire a quota 58 in classifica.

Basta poi un altro punto per mettersi quasi al sicuro nei confronti dell’Ancona che, per arrivare al primo posto, dovrebbe vincere sempre. Un pareggio nelle restanti tre partite taglierebbe fuori i dorici. Discorso diverso per il Taranto che può arrivare a 60 sempre che riesca a superare Crotone ed Ancona in trasferta, Sangiovannese in casa. Ricordiamo che a pari punti i pugliesi sono in vantaggio sui granata. Nella peggiore delle ipotesi, quindi, con tre vittorie del Taranto, la Salernitana deve fare altri sei punti per toccare quota 61 ed essere sicura della serie B.

martedì 15 aprile 2008

Salernitana, sei punti per la certezza della B


Tutti gli intrecci che portano in B. Tre partite alla fine, 270 minuti infuocati. Salernitana prima e favorita perchè c’è una partita in meno da giocare. Ancona e Taranto che non mollano, le loro vittorie di domenica hanno parzialmente rovinato i piani ai granata. Ma c’è lo scontro diretto all’ultima giornata che può frenare entrambe. Tante ipotesi, tante possibilità, tre squadre ancora in piena corsa. La previsione più ottimistica è quella che prevede la Salernitana già promossa domenica prossima a Potenza. Per avvenire ciò occorre la vittoria dei granata e la contemporanea sconfitta di Ancona e Taranto, impegnate rispettivamente in casa con la Pistoiese e fuori a Crotone. Quella più pessimistica prevede l’Ancona o il Taranto promosse all’ultima giornata nel caso vincano tutte le partite (quindi una della due vinca anche lo scontro diretto) e la Salernitana conquisti meno di sei punti. Già, perchè è questa la soglia minima che assicura alla squadra granata la serie B: sei punti, due vittorie. Ecco perchè cambia già la mentalità per affrontare la trasferta di domenica prossima a Potenza, una partita che si dovrà affrontare per vincere. Cuore e ragione si mischiano nei finali di campionato. Ed ecco che l’ipotesi più realistica prevede una lotta almeno fino alla penultima giornata, se non proprio all’ultima. Questo perchè l’impegno dell’Ancona di domenica prossima in casa contro la Pistoiese è agevole e la vittoria dei dorici contro una squadra ormai condannata ai play out è da considerare quasi certa. Quindi, la Salernitana se non dovesse vincere a Potenza si ritroverebbe l’inseguitrice più immediata praticamente vicinissima se non addirittura a pari punti. L’altra antagonista il Taranto avrà un impegno molto più difficile a Crotone, una partita sulla carta complicata da vincere. Regola numero uno in questi situazioni: guardare solo in casa propria e non in casa altrui. Cioè, scendere in campo per ottenere il massimo obiettivo e basta, senza pensare a quello che fanno le altre. «Vinciamo a Potenza e le altre non ci prenderanno più», ha detto Lombardi senza aggiungere altro. Nell’immediatezza del dopopartita aveva parlato di quattro punti sufficienti per raggiungere la B, a ventiquattr’ore di distanza non fa conti e calcoli. Conferma solo la sua voglia di uscire al più presto da quest’inferno della serie C. «La tensione è fortissima, sono tre anni che lottiamo per questo obiettivo. Ecco spiegata anche la mia esultanza sotto la curva sud alla fine della partita con la Juve Stabia». Un altro elemento da tener ben presente è la posizione negli scontri diretti, la Salernitana sta meglio con l’Ancona e peggio con il Taranto. Ciò significa che arrivando a pari punti con l’Ancona sarebbe la Salernitana a salire in B, se invece si arrivasse a pari punti con il Taranto sarebbero promossi i pugliesi. C’è anche l’ipotesi di un arrivo a tre squadre a pari punti, in questo caso varrebbe la classifica avulsa. Calcolo impossibile da ipotizzare adesso perchè tutto dipenderà dallo scontro diretto tra Ancona e Taranto all’ultima giornata. Si riparte al momento con la Salernitana con tre punti di vantaggio (quattro considerando la posizione negli scontri diretti) sull’Ancona e quattro sul Taranto. Una posizione da rafforzare e non da difendere. Cioè a Potenza si andrà per vincere.

Da Novelli a De Cesare: è la squadra dei salernitani


Una lunga lingua di asfalto lunga circa cento chilometri. È questa la distanza che separa Salerno e Potenza. Calcisticamente parlando, però, la distanza è più breve o più lunga a seconda dei punti di vista. Le due squadre sono separate in graduatoria da ben 18 punti. Domenica prossima, la capolista Salernitana andrà a fare visita al Potenza, neo promosso che lotta per mantenere la categoria. Per uno strano scherzo del destino, il calendario si è divertito a riservare il match tra lucani e granata proprio in un momento topico della stagione. Mancano tre giornate al termine della regular season ed i granata, in Basilicata, si giocano il grosso delle chance per approdare in serie B dalla porta principale. I lucani hanno problemi diametralmente opposti. Il Potenza, infatti, è invischiato nei bassifondi della graduatoria ed ha un bisogno disperato di punti per scongiurare lo spettro play out. A rendere il tutto ancora più elettrizzante ci sono una serie di fattori che potrebbero far pendere l'ago della bilancia da una parte o dall'altra. In primis, la decisione di vietare la trasferta lucana alla tifoseria granata per motivi di ordine pubblico. Una decisione scontata, quasi attesa, visto che era stato fatto altrettanto nel girone di andata per i tifosi rossoblu. L'accesa rivalità tra le due tifoserie affonda le radici in un episodio funesto che costò la vita ad un tifoso della Salernitana, Giuseppe Plaitano, quasi mezzo secolo fa: era il 28 aprile del 1963 e Plaitano fu il primo morto negli stadi. Potenza-Salernitana sarà quasi certamente a porte chiuse. Per tutti. Senza, cioè, neanche il pubblico di casa a seguito della squalifica di due turni del campo ”Viviani” per i fatti accaduti due settimane or sono in Potenza-Gallipoli. «Per quello che non è accaduto - si affretta a precisare il presidente del Potenza, Giuseppe Postiglione - Il nostro legale, l'avvocato Chiacchio, ha già presentato ricorso. Confidiamo che la squalifica venga revocata. In caso contrario non chiederemo di giocare altrove». La decisione è attesa per giovedì prossimo. Come se non bastasse, Potenza-Salernitana è anche la partita degli ex. Soprattutto sponda lucana. A partire dal diesse rossoblu, Gioacchino Novelli, salernitano verace, storico ultras granata (una lunga militanza negli "Est Side"), e fratello del tecnico Raffaele Novelli, lo scorso anno proprio sulla panchina granata. E poi ci sono i giocatori. Uno su tutti Ciro De Cersare. Il toro di Mariconda ha già affilato le armi. «Sarà un'emozione affrontare la squadra della mia città - ha detto - Sono un professionista, però, e farò di tutto per conquistare tre punti fondamentali per la salvezza». De Cesare è anche il rigorista della squadra. «Se dovesse capitare un rigore non mi tirerei certo indietro». Tra gli ex granata che giocano nel Potenza c'è anche il centrocampista Andrea Cammarota. Sponda Salernitana, invece, l'unico ex è il portiere Rino Iuliano, che fino a qualche mese fa difendeva i pali dei leoni rossoblu.