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martedì 22 novembre 2011

L’Arzachena dice addio a Melis e ad altri 3. A Civitavecchia doppio cambio in vista

Una foto dell'Arzachena (fonte internet)

Non si interrompono i movimenti tellurici nel girone del Salerno Calcio, dove all’indomani della 12ª giornata, Civitavecchia e Arzachena si preparano ad una nuova rivoluzione. Partiamo dagli smeraldini, per cui la sconfitta interna ad opera del Selargius costringe a rivedere gli obiettivi e a riconsiderare tutte le variabili di un progetto tecnico che anche nei momenti più difficili non aveva mai rinnegato la sua ambizione. Evidentemente al Presidente Antonio Ragnedda non sono piaciute le modalità del ko, con un Selargius padrone del campo per larghi tratti della partita. Drastiche le contromisure adottate dal numero uno arzacheno, che risolve i contratti di 4 tra i giocatori più rappresentativi della rosa: dal veterano Emiliano Melis (l’unico in rosa dagli illustri precedenti) all’esperto difensore Pierluigi Porcu, passando per i centrocampisti di spinta Giuseppe Nuvoli e al mediano col vizio del gol Luca Di Prisco. Un taglio a cui dovrà seguire un necessario ricorso al mercato, perchè la squadra perde l’ossatura “over” e quattro calciatori di assoluto valore. La notizia è stata diffusa attraverso uno scarno comunicato in cui, viene precisato, la società dichiara di mantenere immutati i programmi e gli obiettivi del campionato, ovvero la valorizzazione dei giovani e l’offerta di prestazioni degne al pubblico biancoverde, a differenza di quanto avvenuto finora. Una chiara stoccata al tecnico Virgilio Perra a cui potrebbe essere stata concessa un’ultima possibilità, domenica, in casa col Bacoli. Già dopo la vittoria con il Sant’Elia, Ragnedda non era apparso pienamente soddisfatto, sperando di vedere presto “il vero Arzachena” e indicando nelle gare con Selargius e Bacoli il crocevia per il prosieguo del torneo. La prima gara è andata male, resta da capire se il presidente sostituirà i tagliati con giocatori all’altezza, rilanciando in chiave playoff, o con giovani del vivaio, rassegnandosi per davvero all’idea di un campionato di transizione cercando di mettere in mostra qualche gioiellino. In questo secondo caso, Perra potrebbe addirittura rimanere in sella.

Chi invece ha le ore contate è Sergio Pirozzi, al cui esonero manca solo l’ufficialità. Nonostante in un chiarimento con la società e in una lettera ai tifosi la squadra si sia presa le sue colpe, difendendo il mister di Amatrice, pesano i risultati negativi e soprattutto le polemiche a distanza col Presidente Clemeno. Parole di piombo affidate alla stampa, anzichè ad un incontro privato, in cui il tecnico ha giustificato la brutta classifica anche con faccende economiche che ruotano attorno alla squadra, mandando su tutte le furie Clemeno. Dopo la partita, Pirozzi non ha accettato l’invito a dimettersi e il patron ha preso il suo tempo per valutare, anche perchè la rivoluzione non sembra essere esclusivamente di natura tecnica. Sul fronte societario sembrerebbe imminente l’uscita di scena di Clemeno con passaggio del timone al vice Roberto Di Paolo (già impegnato economicamente nel progetto) che con i suoi soci darebbe nuova linfa ai neroazzurri. Intanto stamattina dovrebbe essere Pirozzi a guidare l’allenamento; suoi possibili sostituti sono Camillo Papale e Giuseppe Di Franco, ma non si esclude un ritorno di Alessandro Romano, con all’orizzonte la gara in trasferta a Cagliari, in cui il Sant’Elia è ansioso di operare un drammatico sorpasso che metterebbe il Civitavecchia nei guai.

Vicino quindi l’ottavo cambio tecnico in 12 turni, con le posizioni di Carannante e Pochesci in bilico grazie anche a due situazioni societarie complesse, evitando la media di un esonero a giornata. Non ci sembra di aver assistito ad allenatori particolarmente scarsi, piuttosto sarebbero da rivedere, al ribasso ovviamente, gli obiettivi e le pretese di presidenti abituati a scalare le categorie che si sono convinti che la serie D possa essere un ultimo, abbordabile, ostacolo verso il professionismo.

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