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mercoledì 25 febbraio 2009

Salernitana, tutti i dubbi di Pisa


«È la prima volta che ho visto Di Napoli giocare terzino». La frase, detta tra lo scherzoso e il serio, è stata lanciata lunedì sera da Gianpiero Ventura in sala stampa durante la consueta conferenza del dopo partita. E l’esperto allenatore ligure non aveva tutti i torti. La scelta di schierare Re Artù esterno di centrocampo ha sorpreso un po’ tutti i presenti allo stadio Arena Anconetani di Pisa. Così come ha sorpreso la dichiarazione resa in sala stampa da Castori che anche in terra toscana la Salernitana avrebbe giocato con il tridente offensivo. Un modulo che solo Castori, in verità, ha visto attuato. Di Napoli, infatti, ha giocato all’altezza degli altri tre centrocampisti (Soligo, Pestrin e Ciaramitaro prima, Fatic dopo il kappaò del giocatore palermitano) sin dal primo minuto di gioco. In avanti il solo Iunco, visto che il «miracolato» Fava era in condizioni atletiche approssimative. Con questa scelta, Castori ha subito fatto capire le intenzioni sue e della squadra: puntare al male minore, vale a dire al punticino che, forse, alla vigilia poteva anche essere un risultato positivo. Purtroppo, probabilmente, nessuno, durante la gara, ha avvertito il tecnico di quanto stesse accadendo ad Ancona, dove il Frosinone stava maramaldeggiando. E, proprio il risultato ottenuto dai ciociari, ridimensiona il lato positivo del pari ottenuto dai granata in Toscana. Ora la Salernitana occupa da sola il quart’ultimo posto in classifica, a un punto dal Piacenza e a due da un gruppetto di sei squadre. Sabato prossimo all’Arechi sarà di scena proprio la formazione emiliana, in quello che è da considerarsi un vero e proprio spareggio per la salvezza. A Pisa un’altra scelta di Castori ha lasciato perplessi: l’inserimento di Peccarisi al centro della difesa con conseguente spostamento a terzino destro di Kyriazis e l’esclusione dall’undici iniziale di Cannarsa. Innanzitutto, il greco, stando almeno alle voci che provenivano dal ritiro della Capitale, veniva dato influenzato fino a domenica mattina, quando è stato anch’egli «miracolato» tanto da convincere Castori a schierarlo titolare in una partita così difficile come quella di Pisa pur non avendo la condizione atletica adeguata. In contrasto, tutto ciò, con le idee castoriane che prevedono l’utilizzo in partita solo di chi si è potuto allenare con regolarità durante la settimana. E anche l’intestardimento di voler tenere per forza in campo un Fusco già schierato con un ginocchio incerottato e poi vittima di un incidente di gioco allo stesso arto, rimasto, quindi, in campo in condizioni fisiche precarie, non è che abbia convinto granchè chi stava in tribuna. Insomma, se da Pisa la Salernitana è tornata con un risultato tutto sommato favorevole, è pur vero che dalla città toscana sono arrivati segnali a dir poco preoccupanti per il futuro granata. Anche la vicenda Peccarisi andrebbe chiarita al più presto: il giocatore ha esperienza da vendere, eppure è alla quarta espulsione in questo campionato. Commette falli ingenui ben fuori la propria area da rigore, inutili e punibili con il giallo. Come è avvenuto a Grosseto, a Livorno e, in ultimo, a Pisa. Ciò dimostra che il giocatore è poco sereno, entra in campo già nervoso. La Salernitana, in questo momento, ha bisogno di gente esperta come lui. Qualcuno glielo avrebbe dovuto già spiegare.

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